Voto: 7/10
Testo:
Si racconta che in tempi ormai lontani, quando l'inverno iniziava a farsi sentire con i suoi primi geli, un piccolo fringuello si ferì ad un'ala. Non potendo più volare e raggiungere così i suoi compagni, restò solo in mezzo al bosco alla mercé delle intemperie.
Ormai il cibo scarseggiava, il freddo aumentava sempre di più fra le sue piume e l'uccellino decise di chiedere aiuto ad un faggio secolare, affinché gli permettesse di rifugiarsi fra i suoi grandi rami al riparo dell'inverno ostile.
Il grande albero, incurante delle sofferenze del piccolo fringuello, rifiutò di aiutarlo. La giovane creatura, rassegnata, continuò a cercare un riparo nel bosco. Ben presto, lungo la sua strada, incontrò un grosso castagno al quale pose la stessa domanda: purtroppo, anch'esso rifiutò di accoglierlo fra i suoi rami.
Le ombre della notte ormai avevano avvolto tutto il bosco, che aveva assunto un aspetto terrificante, e il freddo era sempre più pungente; il povero uccellino impaurito e tremante, si addentrò sempre di più lungo il sentiero alla disperata ricerca di un riparo.
Improvvisamente, si sentì chiamare da un giovane pino che lo invitava a ripararsi fra i suoi verdi rami, mentre una pianta di ginepro gli offriva le sue bacche come nutrimento per superare la stagione invernale. L'uccellino, sbalordito da tanta generosità, ringraziò commosso i suoi nuovi amici.
L'inverno passò in fretta e presto giunse la primavera; l'uccellino, ormai guarito, spiccò il volo verso luoghi lontani.
Gli dei dell'Olimpo, che avevano visto cosa era accaduto al piccolo fringuello, vollero ricompensare la generosità del pino e del ginepro, ordinando ad Eolo, dio dei venti, di preservare per sempre le loro foglie. Così nacquero i "sempreverdi", alberi e piante che anche durante il periodo invernale rimangono immutati nella loro bellezza.
Anonimo