Voto: 9,5/10
Recensione:
Titolo : Manuale del trapper
Autore :Andrea Mercanti
Prezzo : da copertina 5000 Lire reale dipende dove lo trovate
Info : anno 1977, copertina rigida, fuori catalogo, 390p., ill.
Editore: Longanesi & C.
RECENSIONE COMPLETATA 
Quando iniziai a leggere, diversi anni fa, i miei primi manuali di sopravvivenza o comunque inerenti a questo campo, del celeberrimo "Manuale del trapper di Andrea Mercanti" non ne avevo mai sentito parlare.
E' solo facendo ricerche all'interno di forum di settore che sono venuto a conoscenza di questo manuale, oserei dire, leggendario. Le varie ricerche che effettuai su internet per trovarne una copia digitale (si lo so non si dovrebbero fare ste cose....

) non sono mai andate a buon fine, e così provai a vedere tra gli annunci di libri usati, librerie che trattano libri fuori catalogo ed aste online.
Sono queste ultime che danno risultati "migliori" ma hanno dei prezzi a dir poco assurdi...non penso che un libro degli anni '70-'80 possa essere considerato di antiquariato...o si?. (pochi giorni fa ho visto un'asta che vende il suddetto libro a 260€

di solito il prezzo medio è intorno ai 100-130€)
Ora, a me i libri piacciono, e anche i libri antichi esercitano su di me una certa attrazione ma....un conto è pagare 130€ un libro del 1800 un conto è pagarne uno pubblicato trent'anni fa.
Vuoi un pò di fortuna, vuoi una piccola mattata (perchè per i miei standard è comunque tanto...) sono riuscito ad accaparrarmelo, sempre su ebay, ad un prezzo nettamente inferiore.
Avendolo solo sfogliato e letto qualcosina un pò qui e un pò la, mi pare riduttivo parlare della "qualità" delle infromazioni contenute all'interno del manuale.
Diciamo che a prima vista è molto incentrato sulla "costruzione" dai ripari, alle cucine da campo, latrine, racchette da neve, slitte, indumenti ecc ecc
Vi allego la scansione dell'indice (effettuata con una "nuova" tecnica...dato che avrei in un mente un mezzo progettino.....poi non dite che non sono generoso!!!...solo che richiede ancora diversi accorgimenti

per poter ottimizzare i risultati) così da potervi fare un'idea degli argomenti trattati.
Ecco la seconda parte.........
Dato che oggi mi sento di pessimo umore, l’unica cosa che riesce a rilassarmi un pochino è leggere un buon libro, quindi la scelta non può che cadere sul “Manuale del trapper” eheheheh (compagno di diverse sere prima di andare a nanna)
Iniziamo ad analizzarlo come di solito faccio per i vari libri (tra l’altro sono in arrivo quelli presi su BOL.IT...e per un bel periodo penso basta libri o acquisti vari perché altrimenti mi si sballano i conti ahahah

)
Il primo capito, come in tutti i manuali degni di questo nome, parte dall’ABC della materia in discussione, e quindi le prime pagine sono riferite all’equipaggiamento.
Ovviamente, e sarebbe strano il contrario, essendo un libro scritto vent’anni fa, è normale che le informazioni sui materiali del vestiario siano ormai obsolete! Probabilmente goretex e affini ancora non esistevano.
Superate alcuni simpatici disegni, in cui vi è rappresentato un tipetto con i pantaloni a ¾ infilati nei calzettoni, si capisce immediatamente l’essenza del libro...L’AUTO COSTRUZIONE.
Nelle pagine a seguire vi si trovano piacevoli disegni accompagnati da istruzioni ben strutturate su come costruirsi, guanti e gilet da “sopravvivenza” , poncho, zaini e coprizaini, scarpe e sandali!
Ovviamente c’è una sezione sulle cuciture, a mio dire indispensabile se si vuole provare a creare qualcosina.
Molto interessante, e onestamente non ne sapevo proprio nulla, la parte in cui spiega diversi metodi per impermeabilizzare i tessuti, come ad esempio con l’olio di lino crudo, cotto, con la paraffina, la colla di pesce ecc. Vi riporta materiali, quantità e procedure.
Probabilmente una volta i libri erano fatti così, e probabilmente, come per tutte le cose, anche le tecniche di impaginazione dei libri si sono evolute....quello che noteranno sicuramente tutti quelli che leggeranno o hanno letto questo libro, è che spesso le illustrazioni non si trovano sulla pagina della spiegazione ma quasi sempre una o due pagine dopo. Per carità l’autore non era un sadico, quindi ogni immagine è numerata e nelle spiegazioni vi è riportato il numero dell’illustrazione correlata, ma devo dire che un pò “spezza” il ritmo di lettura.
Altro aspetto, simil negativo, se proprio vogliamo fare i fiscali, è che a volte può risultare un po’ confusionario, nel senso, che magari parla di abbigliamento, poi quando parla del fazzoletto ci mette in mezzo un pò di primo soccorso, poi ritorna a parlare di equipaggiamento e ci infila la costruzione dei travois e poi qualche nodo atto al trasporto. Per carità, non è che sia proprio del tutto fuori luogo (la parte dei travois e dei nodi) perché comunque si parlava di costruzione di zaini improvvisati...diciamo che qualche volta sta cosa lascia un pò “confusi” (per pochi secondi però) forse oggi siamo troppo abituati a manuali con capitoli rigidamente settoriali...o forse son io che sono un pò rinco. (molto probabile)
Il secondo capitolo affronta diversi argomenti come la marcia, riporta una tabellina con tempi approssimativi (perché ovviamente il tutto è molto personale) a seconda dei vari terreni, parla di sicurezza, come incendi boschivi, salvataggio di una persona in acqua, come procedere su una strada in presenza di veicoli...insomma un po’ di cose...
Ma è il terzo capito che ha un impatto simil esplosione...IL CAMPO BASE.
Se si imparano a far bene le cose riportate in questo capitolo, praticamente si è una sorta di Mastro Geppetto e Bertolaso messi insieme, si può ricostruire una città partendo da zero (e tagliando un bosco intero....)
Dalla semplice tenda alla palafitta simil resort, dal modo in cui costruire i picchetti in legno alla tenda montata sul ripido pendio.
Ovviamente, costruzioni e legature vanno a braccetto. E quindi ecco che si parla di corde, ed ovviamente, di legature ed incastri.
Dopo esempi, spiegazioni, disegni ecc ecc c’è una ricca parte dell’uso del telotenda come riparo (che forse è la cosa più probabile che ci si possa trovare a fare)
Continua con una serie più che consistente (direi da enciclopedia) ma tutte interessanti, su ripari con il telo, costruire capanne, intrecciare i vimini, tetti di paglia ecc ecc (veramente, ma veramente un sacco di roba)
Tratta anche di ripari sulla neve, con buche, igloo (averlo letto prima poteva essere utile a Gamesh che ha fatto comunque un bellissimo igloo),
costruire slitte e racchette da neve, ma non cose improvvisate (si anche quelle non vi preoccupate)....roba seria! Ahahah.
Insomma si potrebbe andare avanti per ancora diverso tempo a parlare di questo manuale. Praticamente si potrebbe fare un commento per ogni pagina. (all'inizio c'è l'indice quindi una mezza idea di cosa tratta la dovreste avere e con le altre informazioni aggiunte penso che si possa anche "capire" come vengono trattate)
Non è un manuale di sopravvivenza vero e proprio. Quindi se pensate di leggere e trovare informazioni su trappole, tecniche da incursori e quant’altro...lasciate perdere.
Non è nemmeno un manuale sul trekking come li conosciamo noi oggi.
È un manuale che spiega come poter vivere nella natura, come evitare certi rischi, come costruire un riparo, indumenti, come si usa un ascia, come si prepara un campo base, la cucina, le latrine, la conservazione del cibo, fare il pane, vasi in argilla, depurare l'acqua ed accendere un fuoco.
Se siete dei sostenitori del 2012 e pensate di riuscire a sopravvivere, questo libro penso che possa fornirvi il 50% delle nozioni necessarie per poter “ricominciare” da capo.
Veramente, veramente bello e straconsigliato. Ora c'è da trovare il modo di rendere leggibile dal maggior numero di persone possibile perchè merita davvero (devo parlare con una persona....che penso leggendo queste righe avrà già capito

)
Che posso dirvi di più

ah si!!! se avete domande fate pure!
