Gli ho dato uno sguardo un po più attento e devo dire che ritrovo molte cose rispetto al bosco dove vado di solito.
Penso che anche Scodanibbio (almeno nella contrada della Madonna dell'Eremita) possa essere qualcosa di simile ad una foresta vetusta (e non solo per i rami che cadono ogni tanto... quintali di rami

) ma anche per il poco intervento umano nelle parti più profonde del querceto.
Nonostante il bosco in diversi punti sia infatti sottoposto a tagli, in alcune zone si trovano i tratti tipici che ho riscontrato nel documento come alberi morti, anche caduti e sottobosco alto e delle volte impenetrabile in tutti i sensi
Quando sono salito più verso nord-est ho trovato una faggeta molto pulita
ma il resto del bosco alla primavera inoltrata, soprattutto la parte dei cerri (che praticamente va a sostituire i castagneti nella mappa del documento sia come altitudine che come copertura alla fine) è estremamente selvaggia

Quì ad esempio era pomeriggio, non sera, ma ero totalmente sotto una cupola di alberi che tappava il cielo. Indimenticabile! Ero da solo, assorto in quel verde, silezioso e stantio perché neanche il vento soffiava.... e il primo uccellaccio che ha spiccato il volo quasi mi ha fatto prendere un colpo
Ho anche capito come analizzare un tronco caduto in degradazione e i modi in cui i pezzi di tronchi vengono usati dai selvatici. C'è infatti un bel troncone enorme vicino un sentiero nella parte nord più umanizzata che avevo notato avere a livello del suolo una scavatura. Qualcuno probabilmente l'abiterà
lol ci sono troooooppe cose da imparare xD