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11/5/2010, 22:04
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#1 (permalink)
| | Filosofia del viaggio 
11/5/2010, 22:04
Ordinato e arrivato ieri, chissà che non possa piacere a qualcuno di voi, non ho avuto ancora il tempo di cominciare a leggerlo ma lo sto già guardando sulla mia libreria e presto, molto presto, verrà aperto...
- Autore: Michel Onfray
- Editore: Ponte alle Grazie
- Titolo: Filosofia del viaggio - Data pubblicazione: Marzo 2010
- Tipo: Libro
- Pagine: 114
- Formato: 13,5x20,5
- Prezzo € 12,50
... Dettagli del libro...
Nell’era di internet, delle comunicazioni rapide, del turismo low cost, della più veloce tecnologia audio e video, quando il mondo, tutto il mondo, sembra a una manciata di minuti da noi, pronto a essere guardato, toccato e mangiato, giunge, inaspettata, una domanda. Esiste ancora il viaggio? E che cos’è il viaggio, chi è il viaggiatore? Ci ricordiamo da dove viene la voglia di aprire un atlante, l’eccitazione di puntare il dito su una qualunque regione del globo, la voce straniera che ci ingiunge di andare?
Michel Onfray è qui con questo piccolo prezioso libro per aiutarci ad aprire nuovamente gli occhi e guardare alla scoperta, per mostrarci come sia possibile, senza aver programmato il come e il perché, chiudere uno zaino, girare la chiave nella toppa e voltare le spalle alla porta di casa per lasciare spazio ai sensi ritrovati che, soli, liberi da guide e manuali, ci condurranno a scoprire i colori dell’altrove e gli odori dell’ignoto. ... E ho deciso di acquistarlo perchè le frasi che per me spiegano bene il desiderio di un viaggio sono queste... Per tornare, certamente: perché del viaggio fa parte anche il ritorno, non ricchi di cose ma ricchi di diversità, della diversità che dona un senso all’essere partiti. Il viaggio fornisce l’occasione per dilatare i cinque sensi: sentire e comprendere in modo più profondo, guardare e vedere in modo più intenso, assaporare e toccare con maggiore attenzione. Teso e pronto a nuove esperienze, il corpo in subbuglio registra più dati rispetto al consueto...Viaggiare intima il pieno funzionamento dei sensi. Emozione, affezione, entusiasmo, stupore, domande, sorpresa, gioia e sbalordimento, ogni cosa si mescola nell’esercizio del bello e del sublime, dello spaesamento e della differenza.
__________________ «Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà». | millamilla Montanari Registrato dal: 19/1/2010 Ubicazione: Campagnano di Roma
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Nome di battesimo: Elisabetta | | | | Visite: 1356 | | I seguenti utenti hanno inviato un ringraziamento a millamilla per questo post: | | 
11/5/2010, 23:19
| | Guest Trekkers | | Registrato dal: 7/7/2009
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Trovo che coincida perfettamente con la mia filosofia del "perdersi", una volta tanto posso dire che sono avanti
Sto poi riscontrando una cosa: più definisco i contorni della mia filosofia, anti-efficiente per sua natura, e più riesco meglio nel mio lavoro quotidiano, come se finalmente avessi trovato una quadratura e avessi messo ogni cosa al suo posto, incredibile !
Sottinteso a questo discorso: gran bel libro ! | 
11/5/2010, 23:54
|  | Montanari | | Registrato dal: 19/1/2010
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Nome di battesimo: Elisabetta | | Originariamente inviata da Mais come se finalmente avessi trovato una quadratura e avessi messo ogni cosa al suo posto, incredibile ! ...Ne ero certa...Incredibile ma possibile... Come sempre nella vita... Prima o poi tutti i tasselli vanno al loro posto...
__________________ «Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà». | 
11/5/2010, 23:59
|  | Esploratori | | Registrato dal: 25/9/2008 Età : 26
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Nome di battesimo: Giovanni | |
A volte penso ai miei avi. Loro avevano dinanzi agli occhi le montagne che ho io ogni giorno eppure per loro dovevano essere il muro della loro casa. Quelle stesse montagne circondavano il loro mondo e ogni volta che dovevano attraversarle per passare dall'altra parte si apriva loro una distesa immensa di nuovi monti, boschi e città che per anni avevano solo immaginato dai racconti di altri che avevano intrapreso il viaggio.
Oggi quei monti, boschi e città sono a 40 minuti di automobile e luoghi apparentemente lontanissimi sono collegati da satelliti o sistemi di viaggio veloci.
E' una cosa eccezionale e fantastica ma anche triste perché si perde un dettaglio: oggi un viaggio è partire da un punto A ed arrivare ad un punto B; una volta significava invece vivere ogni luogo calpestato e conoscere tante diverse persone sino a giungere a destinazione con fatica. Qualche volta ci vorrebbe una vacanza lenta in cui il luogo scelto è solo un arrivo ma la vacanza in realtà è tutta intorno.
| 
12/5/2010, 00:05
|  | Montanari | | Registrato dal: 19/1/2010
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Nome di battesimo: Elisabetta | | Originariamente inviata da GiovanniS E' una cosa eccezionale e fantastica ma anche triste perché si perde un dettaglio: ... Ed è un gran peccato perchè "il dettaglio" è importante, per me è fondamentale, io capisco tantissimo dai dettagli... Originariamente inviata da GiovanniS Qualche volta ci vorrebbe una vacanza lenta in cui il luogo scelto è solo un arrivo ma la vacanza in realtà è tutta intorno. In altre parole ma la "sostanza" è un pò la stessa...  "...La vita è fatta di scelte. Affrontale senza paura, perché solo alla fine capirai che non importa dove sei arrivato, il bello sta nel viaggio e in tutto quello che hai incontrato viaggiando..."
__________________ «Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà». | 
12/5/2010, 00:49
| | Esploratori | | Registrato dal: 16/2/2010 Età : 43
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Nome di battesimo: Andrea | | Originariamente inviata da millamilla Ordinato e arrivato ieri, chissà che non possa piacere a qualcuno di voi, non ho avuto ancora il tempo di cominciare a leggerlo ma lo sto già guardando sulla mia libreria e presto, molto presto, verrà aperto... - Autore: Michel Onfray - Editore: Ponte alle Grazie - Titolo: Filosofia del viaggio - Data pubblicazione: Marzo 2010 - Tipo: Libro - Pagine: 114 - Formato: 13,5x20,5 - Prezzo € 12,50 ... Dettagli del libro...
Nell’era di internet, delle comunicazioni rapide, del turismo low cost, della più veloce tecnologia audio e video, quando il mondo, tutto il mondo, sembra a una manciata di minuti da noi, pronto a essere guardato, toccato e mangiato, giunge, inaspettata, una domanda. Esiste ancora il viaggio? E che cos’è il viaggio, chi è il viaggiatore? Ci ricordiamo da dove viene la voglia di aprire un atlante, l’eccitazione di puntare il dito su una qualunque regione del globo, la voce straniera che ci ingiunge di andare?
Michel Onfray è qui con questo piccolo prezioso libro per aiutarci ad aprire nuovamente gli occhi e guardare alla scoperta, per mostrarci come sia possibile, senza aver programmato il come e il perché, chiudere uno zaino, girare la chiave nella toppa e voltare le spalle alla porta di casa per lasciare spazio ai sensi ritrovati che, soli, liberi da guide e manuali, ci condurranno a scoprire i colori dell’altrove e gli odori dell’ignoto. ... E ho deciso di acquistarlo perchè le frasi che per me spiegano bene il desiderio di un viaggio sono queste...
Per tornare, certamente: perché del viaggio fa parte anche il ritorno, non ricchi di cose ma ricchi di diversità, della diversità che dona un senso all’essere partiti. Il viaggio fornisce l’occasione per dilatare i cinque sensi: sentire e comprendere in modo più profondo, guardare e vedere in modo più intenso, assaporare e toccare con maggiore attenzione. Teso e pronto a nuove esperienze, il corpo in subbuglio registra più dati rispetto al consueto...Viaggiare intima il pieno funzionamento dei sensi. Emozione, affezione, entusiasmo, stupore, domande, sorpresa, gioia e sbalordimento, ogni cosa si mescola nell’esercizio del bello e del sublime, dello spaesamento e della differenza.
Perbacco, se non sapessi che i miei appunti sono sparpagliati nei cassetti, un po' reali e un po' virtuali, avrei creduto che questo signore me li avesse trafugati di nascosto !
Del resto l'ho scritto fin dall'inizio che per me, personalmente, quello e proprio quello (il senso del viaggo) era ed è il fulcro centrale di questa che è qualcosa di più di una passione.
Ecco cosa significa lasciarsi prendere dalla pigrizia, arriva qualcuno e riempie subito il vuoto che ti eri tanto trastullato nel riempire.
A parte gli scherzi, grazie della segnalazione, probabilmente lo comprerò anch'io, non prima però di aver scritto ciò che mi piacerebbe dire senza gli inevitabili condizionamenti che deriverebbero dall'averlo già letto. Ci vorranno settimane ? E vabbè...ma in fondo non è proprio la lentezza la cosa che forse più ci "azzecca" parlando di viaggio ?
Del resto sono convinto che ognuno di noi abbia un modo peculiare e irripetibile di percepire, valorizzare, assaporare, ricordare le cose; ed è per questo il mio thread l'ho voluto intitolare a suo tempo "diario delle sensazioni".
Ad esempio, è bellissima questa riflessione sul "ritorno" proprio come momento in cui il viaggio perfeziona il suo senso in quanto ci "restituisce" alla nostra vita normale arricchiti però di un bagaglio di diversità. Io invece avevo detto "partire è un po' morire"...e lo ribadisco, se non fosse però - cosa che avevo trascurato di aggiungere - che il viaggiatore non a caso affina i cinque sensi e la capacità di fissarli tutti nella nitidezza del ricordo. Un'immagine, un profumo, una sensazione, restano nella nostra mente e per così dire "sopravvivono" al piccolo trauma del ritorno e permettono anche a noi di "sopravvivergli" prima che tornino a supportarci le motivazioni basilari della nostra vita (gli affetti, il lavoro). Perchè di per sè - a mio avviso - il ritorno è e resta comunque un inconscio piccolo trauma.
Un saluto
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12/5/2010, 09:16
| | Guest Trekkers | | Registrato dal: 7/7/2009
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Scrivo ispirato dalla musica che sto ascoltando, un certo Karsh Kale ...
Chi lo conosce ?
Beh, quello che vorrei aggiungere a quanto già detto è che l'unica altra esperienza che ho riscontrato - oltre al viaggio fatto "come intendo io" e a una giornata spesa in montagna - essere un vero e proprio "viaggio" mentale con tutti i crismi, pur nel chiuso di una palestra, è lo spinning.
Ardo dalla voglia di rifarlo, e adesso forse potrei anche, dopo qualche tempo passato in giro per il nord italia e quindi sempre in affanno e mal organizzato.
Parlo non di quello spinning forzato, dove ci si scortica il cuore cercando di tenere i rimti della musica, ma di quello spinning (certi istruttori lo praticano) fatto al buio, o comunque con gli occhi chiusi, con ritmi mai troppo tirati, progressivi, dove la mente va agli spazi infiniti, le nostre montagne, mentre si fatica e si preparano muscoli e cuore alle uscite vere ...
Quando sento certe musiche giuro salto sulla sedia, mollerei tutto e mi fionderei nella prima palestra disponibile, per respirare un po' di aria di montagna. | 
12/5/2010, 13:38
|  | Montanari | | Registrato dal: 19/1/2010
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Nome di battesimo: Elisabetta | | Originariamente inviata da Henry Thoreau Ad esempio, è bellissima questa riflessione sul "ritorno" proprio come momento in cui il viaggio perfeziona il suo senso in quanto ci "restituisce" alla nostra vita normale arricchiti però di un bagaglio di diversità. Concordo... Io amo tanto viaggiare (anche se negli anni passati l'ho fatto molto di più...), ma amo anche tornare... La mia vita è qui, non sono e non mi sento una nomade... Le mie radici sono qui, la mia casa, le mie amicizie, il mio mondo è qui... (Grazie - a chi sa - per avermi aiutata in questa "evoluzione"...  )...
Del viaggio certamente mi porto "a casa" le esperienze vissute, i colori, i posti che ho visitato, la curiosità domàta...
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12/5/2010, 16:09
|  | Escursionisti | | Registrato dal: 5/5/2008
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Nome di battesimo: Bruno | | Originariamente inviata da GiovanniS E' una cosa eccezionale e fantastica ma anche triste perché si perde un dettaglio: oggi un viaggio è partire da un punto A ed arrivare ad un punto B; Concordo.
Il nostro moderno spostarsi è una sorta di teletrasporto alla Star Trek. Possiamo andare in luoghi molto più lontani con maggiore facilità, ma perdiamo la cognizione del qui ed ora: non abbiamo più la percezione del viaggio ma solo della destinazione cui siamo giunti. E senza il viaggio la meta sembra perdere di sapore, come se il luogo in cui si giunge fosse solo un'appendice di quello di provenienza.
Il tempo, quello che si risparmia con la velocità di aerei, automobili, treni, ecc., è tempo che non riusciamo a recupare perchè non possiamo riempirlo di ciò che contraddistingue il viaggiare: attraversare dei luoghi, incontrare delle persone lungo il percorso, fermarsi ad ammirare qualcosa sulla spinta dell'impulso che ci ha mosso, quello di giungere ad una certa destinazione.
__________________ "Vivere soltanto vivere, in quel momento in quel luogo. Senza mappe, senza orologio senza niente. Montagne innevate, fiumi, cieli stellati. Solo io e la natura selvaggia" | 
12/5/2010, 19:06
|  | Montanari | | Registrato dal: 18/2/2010 Età : 51
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Nome di battesimo: Donatella | |
ci pensavo giorni fa al "ritorno"
un amico sta preparando un viaggio in marocco in moto da solo, e parlavamo di coraggio...
poi, riflettendo, mi sono trovata a fare questa considerazione: più che per partire il coraggio ci vuole per tornare... perché le cose non riesci più a vederle come prima...
però questo non gliel'ho detto... e non credo glielo dirò... in fondo la scoperta fa parte del viaggio
lo diceva pure Baudelaire (vero Henry?): è una sapienza amara quella che si ricava dal viaggio...
__________________
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.
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12/5/2010, 20:19
| | Esploratori | | Registrato dal: 16/2/2010 Età : 43
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Nome di battesimo: Andrea | | Originariamente inviata da Donatella ci pensavo giorni fa al "ritorno"
un amico sta preparando un viaggio in marocco in moto da solo, e parlavamo di coraggio...
poi, riflettendo, mi sono trovata a fare questa considerazione: più che per partire il coraggio ci vuole per tornare... perché le cose non riesci più a vederle come prima...
però questo non gliel'ho detto... e non credo glielo dirò... in fondo la scoperta fa parte del viaggio
lo diceva pure Baudelaire (vero Henry?): è una sapienza amara quella che si ricava dal viaggio...
La bellezza del viaggio sta nel mistero dei modi con cui ciascuno lo vive.
Io credo che non possa assolutamente prescindere dai motivi che vi sono alla base.
Per cui, a seconda delle SINGOLE PERSONE, può assumere dei significati e dei connotati assolutamente diversi e anche opposti.
Ad esempio per alcuni il coraggio potrà essere nel rimanere dove si è arrivati; per altri, viceversa, nel tornare. E, per chi torna, ad alcuni avrà insegnato a notare ed apprezzare di più certe cose della propria vita; ad altri avrà insegnato, all'opposto, a valorizzarle di meno. Ad alcuni avrà affinato l'occhio per scorgere cose che prima non notava; ad altri avrà invece insegnato a non perdersi nello scrutare dettagli inutili e insignificanti, e ad apprezzare certe viste d'insieme.
Insomma, è un gioco di rimbalzo (a volte lacerante) tra due sponde, la "nostra vita qui" e "ciò che cerchiamo lì". Ce ne sarebbe da dire...
Una cosa è certa: il viaggio è quanto di meno "cataloghizzabile" possa esserci.
Proprio il contrario di come ti viene proposto dalle...agenzie ufficialmente "preposte" ad offrirtelo come un "pacchetto" (tutti termini che trovo orribili). Al massimo un bel catalogo (per l'appunto), che serve tutt'al più a librarti sulle ali di una suggestione posticcia, trita e ritrita, alla faccia della predisposizione mentale e dello "spirito" che anima il viaggio vero.
Ciao
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17/2/2011, 13:00
|  | Cittadini | | Registrato dal: 7/2/2011
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Grazie 1000 per aver segnalato questo libro , mi sembra molto interessante.
L'ho appena ordinato !
Ciao
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