Originariamente inviata da mezcal
Grazie Enrico per il tuo intervento.
In poche parole hai reso il senso del tuo progetto, che reputo geniale.
Grazie a queste idee innovative e giovani in un paese governato da personaggi da pleistocene che ho la speranza di guardare con più ottimismo al futuro

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Auguro tanto a Jungo di superare quella soglia di utopia che abbiamo a volte solo nelle nostre menti ristrette.
Con stima
Sandro

Beh, sul fatto di certe menti "pleistoceniche" che ci governano non posso che concordare (sebbene poi, però, uno dovrebbe subito domandarsi chi le abbia votate, in quanto se sono lì è perchèa qualcuno - o a molti - andavano bene così).
Per quanto riguarda Enrico (appena ho letto "Enrico Gorini" non c'è stato bisogno di presentazione perchè l'avevo visto nella mia visita al sito di Jungo) mi ha stupito e incuriosito il fatto che sia subito intervenuto qui: il che mi fa ritenere che questo sia un sito tutt'altro che "carbonaro" come le apparenze suggerirebbero

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Quanto al motivo, mi ha lasciato l'impressione (mi sbaglierò) che comunque l'intervento sia stato in qualche modo collegato al mio precedente post ed alle perplessità lì espresse.
Perplessità che ribadisco.
Innanzitutto perchè, se anche volessimo rimanere nel solco di quest'idea, oramai esistono le tecnologie sufficienti per poter programmare anche all'ultimo minuto questi spostamenti da casa: con certezza, ed evitando di doversi affidare all'aleatorietà degli incontri quando ci si trova già in mezzo alla strada. Basterebbe organizzare un sito dove, ad esempio, chiunque può comunicare un proprio spostamento (come guidatore) o necessità di spostamento (come passeggero) indicando la tratta e l'orario approssimativo ...e subito un sistema centralizzato potrebbe mettere in comunicazione i due utenti (o più di due, qualora occorra usufruire di più tratte parziali) e "impostare" quindi gli spostamenti ex ante anzichè affidarsi a tessere da sventolare in strada. Se poi si vuole il plus della sicurezza basterebbe rendere necessaria - per poter usufruire del servizio - la registrazione e tutti gli accertamenti del caso (nè più nè meno che come Jungo).
Ma al di là di questo, e venendo a un discorso più generale, il problema della mobilità andrebbe affrontato in modo molto più radicale.
E' l'impostazione di base ad essere sbagliata, quella che privilegia la mobilità INDIVIDUALE, perchè più comoda, più pratica, più libera, meno vincolante, ecc. ecc. Questo è un feticcio affermatosi negli ultimi anni, quello che ha portato all'equazione un uomo/una macchina. Il risultato è la congestione totlae degli spazi e la paralisi. Eppure, nonostante questo, c'è una massa di persone che preferisce passare ore (cioè interi anni di vita)incolonnato nel traffico, fermo, ma comodo nel suo abitacolo personale, piuttosto che condividere un mezzo tantomeno (orrore!) se pubblico.
Insomma, la mobiità individuale raccoglie preferenze anche quando non si può più neppure nascondere e giustificare dietro il paravento della comodità e della libertà (stare per ore incolonnati non può certo essere esempio di libertà).
La mobilità individiuale è insostenibile, prim'ancora che per ragioni di inquinamento e impatto ambientale, anche solo per una ragione puramente fisica di scarsità dello spazio ! La cui altra faccia della medaglia è "parcheggio selvaggio"; oppure dover girare ore per trovarlo, col che si ritorna alla puerilità della presunta "comodità" della macchina.
Ma se così è, posto che allora la soluzione è incentivare in tutti i modi la mobilità collettiva (e disincentivare quella individuale), le menti pleistoceniche dei nostri politici basterebbe che partorissero una bella sovrattassa per chi vuole poter usare la macchina da solo in città; che andrebbe a finanziare un "premio" di pari importo per chi si impegna ad usarla sempre almeno in due o in tre. E come si fa a fare una cosa del genere, direte ? Beh, esattamente come col bollino. Per poter girare da soli si dovrebbe pagare e ricevere un bollino da esporre. Qualunque vigile che vedesse un automobilista solitario senza bollino esposto potrebbe farli una bella multa salata e magari senza neppure obbligo di contestazione immediata. Viceversa, chi si impegna a viaggiare semre in due o più (in città) riceverebbe un bollino di altro colore con tanto di assegno circolare A SUO FAVORE.
Qualcuno obietterà: l'ennesima tassa ? L'ennesima concezione "illiberale" (di berlusconiana memoria") ? No, signori miei. Questa non è una tassa, è semplicemente pagare per poter usare un bene PUBBLICO. Perchè lo spazio è un bene pubblico. Il diritto a non avere congestioni è un bene pubblico. L'aria pulita è un bene pubblico (e per questo "chi inquina paga"). E così via. Finchè si continuerà a confondere i beni pubblici con i propri bisogni privati e ad usarli come se ci si trovasse nel proprio orticello ...non si va da nessuna parte. Non è mancanza di libertà: la libertà la toglie agli altri, semmai, proprio chi si ostina a non capire dove finisce la propria e dove comincia quella altrui. E allora l'unico modo per cercare di farglielo capire è farlo pagare.
Purtroppo l'unica strada per modificare i comportamenti sbagliati è far leva sui portafogli. Tutte le altre sono meritevoli, benemerite, ma rischiano sempre di restare un po' velleitarie: quand'anche funzionino, sarà sempre roba per pochi, che proprio per questo non può risolvere alla radice un problema creato dalla massa.
Tutto questo lo dice uno che in città non usa praticamente MAI la macchina, trannne per circostanze eccezionali (un paio di volte l'anno).