L'Italia ha riprodotto nello sviluppo delle FER le stesse magagne di tanti altri campi: tanto uso (peraltro incentivato) e poca ricerca, iniziativa, produzione propria, insomma poca efficacia - ed efficienza - rispetto alle potenzialità.
In proposito basta solo dare un'occhiata a un solo paragrafo del Rapporto Enea (il 4.2, pagg. 102-105) e alle 3 figure in esso contenute (4.7, 4.8, 4.9), sono più eloquenti di mille parole.
L'aggravante è che in questo campo l'Italia aveva ed ha dalla sua gli ingredienti in qualità e quantità ben superiore agli altri Paesi, dunque doppiamente colpevole.
Ma qui viene il paradosso (ottimistico): proprio perchè indietro, i margini di miglioramento potenziale sono i più alti, sempre che li si voglia e li si sappia sfruttare.
Qui l'esempio di come l'Italia svetta sempre come campione negli usi "a valle" (ottimi, intendiamoci; ma sempre di filiera tronca parliamo)
Rinnovabili boom nel 2009 coperti i consumi casalinghi - Repubblica.it
E qui invece la nota di ottimismo, che avevo anticipato il giorno prima, la diomstrazione pratica di cosa si può ottenere quando c'è una progettualità a monte (intuizioni, ricerca, investimenti, brevetti), lasciando si spera un giorno ad altri il ruolo di soli meri consumatori a valle:
Inaugurato a Priolo il "solare di Archimede" - Repubblica.it
Un saluto