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  #1 (permalink)  
Vecchio 3/9/2011, 12:22
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predefinito Terre rare, ovvero l'ubiquità.

http://www.repubblica.it/ambiente/20...b_oro-18480870


Basta leggere questo articolo e ci si renderà di come la nostra vita, oggi, è proprio come camminare costantemente su una cresta.
Esposta cioè a mille, diecimila possibili "black out" di tutti i tipi, dove tutto (anche i messaggi che ci scambiamo, come questo) è appeso a un filo invisibile quanto sottile, ossia la disponibilità di qualcosa che spesso è rarissimo e, come se non bastasse, concentrato in pochissime mani.

E dove però l'incredibile è come e quanto quasi nessuno lo sappia. Tutto ciò che ci sembra normale è invece di una precarietà spaventosa. La disponibilità di massa per tante cose ha qualcosa di miracoloso a tal punto che viene subito spontaneo domandarsi (appena si sa come stanno le cose) se sia più logico pensare che possa anche durare nel tempo o invece, piuttosto, il contrario.

Col rischio che di colpo avvenga come accade per la salute: scoprirne l'importanza e il privilegio di averla solo quando viene a mancare.
Ci siamo costruiti col progresso una vita sicuramente più interessante, ma altrettanto sicuramente molto più vulnerabile.
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I nuovi problemi hanno inceppato il bancomat delle soluzioni.
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Vecchio 4/12/2011, 00:02
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...vallo a dire ad Antonio Simioli....

ti dirà che non abbiamo studiato statistica e che i prossimi 150.000 anni saranno dettati da una crescita esponenziale che solo chi conosce i misteri della matematica come lui può riuscire a comprendere ed abbracciare appieno.

abbiamo la strada spianata, con queste teste....intendo dire...con queste menti illuminate , quando sarò anziano vedrò nuovi mondi come star trek!
altro che stronzio, gallio e tellurio!

quanto siamo fortunati!
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  #3 (permalink)  
Vecchio 4/12/2011, 00:13
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iniziare a riciclare seriamente no?
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Vecchio 4/12/2011, 00:46
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Alcuni elementi già vengono "riciclati" ma il problema è che le quantità in gioco, sui singoli prodotti finiti, è talmente irrisoria che i costi di riciclo (estrazione, concentrazione e raffinazione) sono anti economici, ai prezzi odierni ovviamente; probabilmente quando i costi delle materie prime "vergini" aumenteranno, ulteriormente, diventerà più conveniente il riciclo ed allora il costo delle materie prime "vergini" si riabbasserà e tornerà sconveniente il riciclo sino a quando aumenterà nuovamente per effetto della domanda&offerta e ritornerà conveniente il riciclo ...... e così avanti ..... sino a quando non si troveranno altri metodi estrattivi più convenienti o remunerativi o metodi alternativi che non usano queste materie prime. Se vuoi la visione ottimistica.

Se invece vuoi la visione pessimistica ......... sostituisci da "e così avanti" con ...... sino al completo spolpamento delle materie prime della terra con la conseguenza che un ipod da 100 costerà 10000 perchè 9900 serviranno per pagare queste materie prime, la conseguenza di questi aumenti saranno il crollo dell'economia dei paesi asiatici che vivono sull'elettronica poichè la domanda, di questi oggetti, crollerà.

Se vuoi la visione catastrofica ....... aggiungi alla visione pessimistica ..... con i paesi asiatici alla fame la terza (o la quarta) guerra mondiale darà il colpo di grazia al nostro mondo ...... e "non" vissero felici e contenti.

IMHO / AMMP

Ciao , Gianluca
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  #5 (permalink)  
Vecchio 5/12/2011, 08:23
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inoltre ad ogni passaggio in riciclo, se ne perde una certa quantità in ossidi non recuperabili.
ad esempio per il piombo delle batterie la percentuale di riciclo è del 60 %, il resto viene perso.
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Vecchio 7/12/2011, 10:08
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è vero avete ragione, ma per riciclo intendevo anche che un prodotto non può vivere solo per 3 anni.....si dovrebbe avere la possibilità di aggiustarlo e riutilizzarlo, non solo di rimpiazzarlo sempre con uno nuovo. credo che il tempo di vita delle cose debba necessariamente essere allungato per 2 motivi:
1. quelli citati di sfruttamento delle risorse,
2. nessuno avrà più così tanti soldi per comprare sempre nuovi prodotti.
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Vecchio 7/12/2011, 10:43
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I "numeri" sono un pochino il mio pane quotidiano ma come economista credo che avrei le stesse probabilità di un elefante di avere un rapporto completo con una formichina però, credo, che la legge dei grandi numeri è valido anche in economia e non me vogliate se dico troppe stupidaggini

Io la vedo così ......

Se si producono molti pezzi, il prezzo cala e si possono vendere a più acquirente inoltre si è portati a immettere prodotti sempre più innovativi in seguito a ricerca e nuove tecnologie finanziate dagli utili; se si producono pochi pezzi, il prezzo è alle stelle e si vendono pochi pezzi, pochi pezzi vuol dire molto guadagno per oggetto ma alla fine le somme in gioco sono molto più basse, liquidità più bassa vuol dire poca disponibilità a immettere nuovi prodotti e la ricerca (innovazione) si riduce notevolmente ..... minore ricerca vuol dire utilizzare tecnologie vecchie e meno performanti (anche a livello ecologico).

D'altro canto produrre più pezzi implica o una rotazione più veloce dello stesso prodotto (per cui una vita breve o una anti economicità a ripararlo) oppure aumentare il numero di acquirenti, per aumentare gli acquirenti o si abbassa il prezzo di vendita o si aumentano i redditi pro capite (aumento stipendi e/o aumento dei lavoratori) o ....... boh ?

Morale della favola ...... sino a quando non si troverà la possibilità di vivere con la sola aria, e sino a quando la popolazione mondiale continuerà ad aumentare, ci saranno sempre più prodotti scadenti, qualitativamente parlando (fatti male e con una vita breve), ma ad un prezzo sempre più stracciato.

Mi è venuto il mal di testa ...... lo dicevo al medico che non mi poteva cambiare la cura con i psicofarmaci dall'oggi al domani ...... guarda che pensieri che faccio

Ciao , Gianluca
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Vecchio 7/12/2011, 10:59
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Originariamente inviata da kiwi Visualizza il messaggio
è vero avete ragione, ma per riciclo intendevo anche che un prodotto non può vivere solo per 3 anni.....si dovrebbe avere la possibilità di aggiustarlo e riutilizzarlo
Per combattere questa brutta cosa che si chiama obsolescenza programmata bisogna imparare a dare un valore maggiore alla qualita' delle cose e bisogna imparare a metterci le mani dentro per aggiustarle quando non vanno.


Nel mondo dell'informatica c'e' il software libero

Magari questo articolo rende piu' chiaro il concetto:
Fatti per non durare | Terra - Quotidiano di informazione pulita
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Vecchio 7/12/2011, 11:08
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La mia professoressa di ecologia diceva sempre:
<<se tutti, sulla faccia della terra, volessero un telefonino non ci sarebbero materie prime sufficienti per produrli>>

Morale 1: siamo troppi
Morale 2: se le popolazioni dei paesi sviluppati posseggono prodotti tecnologici è grazie alle popolazioni dei paesi sottosviluppati che non ce le hanno.
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Vecchio 7/12/2011, 11:22
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Nel 2010 sono stati VENDUTI 1.4 miliardi di telefonini !!!! ..... io credo che a breve (2012 ?) ..... saranno in circolazione più telefonini che esseri umani

Ciao , Gianluca
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Vecchio 7/12/2011, 14:56
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la mia morale della favola era: cambiamo in maniera radicale il nostro modello di sviluppo
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Vecchio 7/12/2011, 15:01
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Bella idea ...... ma come ?

Ci affidiamo anche lì a dei tecnici ? ...... uhm uhm uhm uhm uhm uhm ..... meningi meningi meningi ...... mi verrebbe da dire "no grazie preferisco vivere" in base a questa (pochissima e ancora prematura) esperienza di un governo "tecnico".

Ciao , Gianluca
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Vecchio 7/12/2011, 15:55
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Originariamente inviata da kiwi Visualizza il messaggio
la mia morale della favola era: cambiamo in maniera radicale il nostro modello di sviluppo
C'è un grosso problema/errore di fondo. E' proprio lo "sviluppo" il fattaccio. Un sistema basato sulla crescita continua non può essere altro che un banalissimo sogno... non si può crescere per sempre..... o forse era non può piovere per sempre?
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Vecchio 7/12/2011, 22:25
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mio caro abbiamo detto la stessa cosa con definizioni diverse
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Vecchio 8/12/2011, 00:06
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Diciamo che e' difficile essere in disaccordo con tutti voi,perche' sono appunto d'accordo con tutti contemporaneamente ma,per una volta ,non voglio essere un pessimista e mi dico che e' una prerogativa dell'essere umano quella di cercare,cercare,cercare per poi di colpo cambiare strada e sbagliare di nuovo,sperimentare,fare casini (anche molto gravi e specularci alla grande) per poi cercare nuovamente,cercare,cercare e sbagliare un'altra volta....una volta al Nautico un mio prof. in 5^ ci disse che tutti i disastri navali della storia con tutta la loro disperazione e morte sono comunque serviti a fare un passo in avanti.....alla tecnologia,alle comunicazioni,ai cantieri navali,insomma un po'a tutti, e ancora adesso e' cosi'(o almeno si spera)....quindi, per tornare al discorso del post ,credo che tra non molto,non ci sara' piu' bisogno del Tellurio,Indio ecc.ecc.perche' magari si e' scoperta una nuova tecnologia che ci terra' comunque appesi sempre al famosissimo filo o a camminare su una cresta.....quello che io condanno e' invece quello che crea tutto questo,i danni ambientali economici e sociali che si creano in altre zone del pianeta ecc.ecc.ecc.
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Un brutto giorno in montagna è comunque meglio di un bel giorno al lavoro(cit.Stefanobi)
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