Originariamente inviata da Ely
Il problema dell'EROEI è che è molto (forse troppo) influenzato dai parametri che vengono presi in considerazione, tant'è che i risultati sono molto variabili, e spesso contraddittori. Del resto, checchè se ne dica, non esistendo un metodo univoco per calcolarlo, ognuno può "distorcere" i risultati a suo piacimento, a seconda di cosa voglia dimostrare (in tutta sincerità, dare un valore 15 all'eolico mi sembra davvero troppo ottimistico

).
Sullo smaltimento dei pannelli, ancora non ci sono molte esperienze, ma è un settore che si sta sviluppando:
impianto in Germania
Insomma, anche se la soluzione perfetta non esiste, non bisogna neanche esagerare a vedere solo problemi!
Beh, non è che io veda solo i problemi, è che diffido da chi invece esalta i pregi, occultando però i difetti (parlo in generale

). Secondo me, la questione dello smaltimento è di cruciale importanza per stabilire se questa fonte possa essere considerata valida. Se, per ipotesi, si installasse un pannello fotovoltaico sul tetto di ogni casa (come qualcuno va proponendo da tempo), fra 30 anni cosa ci faremo con tonnellate di rifiuti speciali? Siamo d'accordo, l'impatto zero non esiste, ma questo non può essere un'alibi per non considerare il problema adesso, e rimandarlo a chissà quando. E se le tecnologie non saranno adeguate ad uno smaltimento efficace, come ce la caveremo dopo che avremmo ricoperto mezzo Paese? Non solo: ammesso anche che si riesca a recuperare un'elevata percentuale di materiale, quanto costerà questo processo in termini economici e, soprattutto, energetici? Per questo diffido da chi mi presenta il fotovoltaico come la panacea per tutti i mali. Come pure l'eolico, il cui rendimento è semplicemente ridicolo se paragonato al fabbisogno energetico attuale. E non parlo di avere in casa 25 gradi d'inverno e 18 d'estate, ma proprio di consumo industriale, che rappresenta la maggior fetta di consumo mondiale. Il che non vuol dire semplicemente "andare a dorso d'asino", ma proprio tornare ad una società pre-industriale (chi vuole, dia il buon esempio!

).
Che poi le energie cosiddette "alternative" possano rappresentare un valido investimento al livello locale e/o individuale, ben vengano! Ma che si affronti la questione in modo serio, visto che, a mio avviso, piastrellare il mondo di pannelli non è affatto una soluzione (per non parlare poi della totale discontinuità nella fornitura elettrica tipica proprio dell'eolico e del fotovoltaico). Inoltre, secondo me, spesso si tralascia il discorso della fattibilità: è vero che sono stati creati pannelli fotovoltaici che hanno rendimenti superiori al 20% attuale (si parla del 40% circa), ma è altrettanto vero che queste tecnologie non sono applicabili, dati gli spropositati costi di realizzazione. D'accordo, la ricerca serve anche a questo, ma nella situazione attuale non possiamo campare di "ricerca", poichè abbiamo enormi problemi da risolvere ora, non fra chissà quanti anni.
Purtroppo, attualmente l'unica soluzione praticabile penso sia il nucleare, ma non perchè è "bello, buono e costa poco", ma proprio perchè non mi sembra di vedere alternative: è semplicemente il meno peggio, ma soprattutto è quello che potrebbe permetterci di avvicinarci quanto meno al pareggio energetico, rendendoci un minimo indipendenti (anche se siamo in ritardo colossale, grazie al noto referendum indetto sull'onda emotiva dell'incidente di Chernobyl) Che poi, singolarmente, possiamo ridurre i consumi, questo dovrebbe essere un dovere morale di ognuno di noi, ma non possiamo pensare che questo ci salvi dal "baratro energetico": ci arriveremo solo più tardi.