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16/6/2010, 12:38
|  | Esploratori | | Registrato dal: 12/9/2006
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| | Originariamente inviata da federico le rinnovabili, per la loro intrinseca struttura, sono più portate ad un modello economico stabile.
l'attuale sistema economico che basa la propria ricchezza sull'aumento esponenziale dei consumi, non è compatibile con le rinnovabili. Su questo siamo d'accordo: ai ritmi attuali è impensabile poter sostenere l'intero fabbisogno energetico nei prossimi anni, di qualsiasi fonte di energia si tratti.
Il problema, secondo me, è che sulla stessa bilancia abbiamo:
- su un piatto, la "certezza" che, prima o poi, qualsiasi fonte non rinnovabile è, per definizione, destinata ad esaurirsi;
- sull'altro piatto, la medesima "certezza" che le fonti rinnovabili non riescono a sostenere neanche lontanamente la richiesta di energia attuale.
In altre parole, le prime garantiscono l'energia, ma non si sa fino a quando, mentre le seconde la garantiscono (quasi) sempre, ma non è sufficiente.
Alla fine si torna sempre lì: riduciamo tutti i consumi per renderli compatibili con una minore produzione di energia, oppure troviamo il modo di sostenere (almeno in parte) il fabbisogno attuale?
Io, sinceramente, ancora non so darmi una risposta precisa...
__________________ “Non dovremmo preoccuparci di aver vissuto a lungo,
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16/6/2010, 13:03
|  | Amministratore Avventurosi | | Registrato dal: 16/3/2005
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Nome di battesimo: Andrea | | Originariamente inviata da Nemeton Con questo, però, non vorrei che il mio passasse per un discorso pessimista o di sfiducia Più che pessimismo e sfiducia mi sembra disinformazione.
Per il riciclo dei pannelli già da tempo è attivo un consorzio di produttori e distributori a livello europeo (si chiama PVCycle ed è costituito da 36 aziende che rappresentano circa il 70% del settore fotovoltaico in Europa e che finanziano interamente il progetto) che si impegna a mettere in pratica un sistema volontario di raccolta e riciclaggio di pannelli a fine ciclo di vita recuperando l'85% dei materiali (silicio, alluminio, vetro, rame ecc..) e sarà pienamente operativo nel 2015 quando i primi pannelli installati negli anni '90 avranno bisogno di essere smaltiti.
Gli incentivi sono una saggia soluzione per accelerare i tempi di sviluppo del settore (visto che è indubbio un futuro rinnovabile... non ci sono alternative) favorendo un rapido abbassamento dei prezzi e un investimento in ricerca e sviluppo volto a migliorare l'efficienza e le tecnologie.
E' vero che al paese serve energia oggi ed attualmente le rinnovabili apportano solo il 13% del fabbisogno mondiale, ma molto si sta facendo e si farà nel risparmio energetico e le rinnovabili è un settore che ha una crescita annua enorme. Certo sicuramente sarà necessario integrare alla crescita delle rinnovabili la costruzione di altre centrali non rinnovabili.
Io sinceramente la vedevo dura 10-15 anni fa, ma adesso la sfida è fattibile perchè soprattutto abbiamo capito la direzione da percorrere e la stiamo percorrendo alla giusta velocità (non troppo piano, ma neanche troppo velocemente, cose entrambe deleterie).
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16/6/2010, 14:12
|  | Amministratore Avventurosi | | Registrato dal: 16/3/2005
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Nome di battesimo: Andrea | |
Rettifico: attualmente le aziende che fanno parte di PVCycle sono 81 (che rappresentano circa l'85% del settore fotovoltaico in Europa). Sono in crescita continua ed è pensabile che a breve la totalità delle aziende produttrici e distributrici del settore entreranno nell'associazione PVCycle, garantendo ai propri clienti un sicuro e gratuito recupero dei pannelli da smaltire. Originariamente inviata da greenme.it L'associazione ha inoltre attuato una strategia informativa a livello europeo per incoraggiare l'intera industria fotovoltaica fornendo sufficienti e affidabili mezzi finanziari per sostenere le attività di recupero e riciclaggio dei moduli fotovoltaici. Lo slogan della prima campagna di raccolta? "Energia fotovoltaica = energia doppiamente verde". E doppiamente economica, aggiungeremmo, poiché, se gli obiettivi che si è posta la società belga venissero raggiunti, il risparmio ottenuto dal riutilizzo dei materiali, sortendo l'effetto di poter produrre a prezzi minori, favorirebbe una diffusione del fotovoltaico in tempi ancora più rapidi rispetto a quelli previsti. C'è da dire che una cosa del genere è più unica che rara: preoccuparsi di chiudere il ciclo di vita di prodotti ancor prima dello scadere della loro vita utile.
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17/6/2010, 11:16
|  | Esploratori | | Registrato dal: 12/9/2006
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Che i pannelli fotovoltaici siano riciclabili per un'alta percentuale è ormai appurato. Il "problema", secondo me, è che finora non si è riciclato chissà quanto, visto che i primi pannelli installati negli anni '90 devono ancora essere smaltiti. Quindi, si tratta sempre di stime e di "buone intenzioni", per così dire.
In ogni caso, io parlavo di "tendenza" proprio perchè, nel tempo, la quantità di impianti installati è cresciuta esponenzialmente: nel 2008, in Europa, sono state dismesse quasi 4.000 tonnellate di pannelli. Secondo alcune stime, questa cifra è destinata a raddoppiare ogni 2-4 anni, portando il totale intorno alle 35.000 tonnellate nel 2020, anno in cui si inizieranno a smaltire gli impianti installati sul finire degli anni '90, quindi ancora ben lontani dal boom di installazioni degli anni appena trascorsi.
Quindi, secondo me, la possibilità di essere altamente ricilati è slegata dalla quantità di pannelli da riciclare (e i relativi costi): al momento, molte delle aziende che fanno parte di quel consorzio da te citato (come anche di altri) operano su base volontaria, probabilmente perchè le quantità in gioco sono gestibili. Quando lo saranno meno (o non lo saranno affatto) è lecito pensare che la raccolta volontaria diventi un bel ricordo, soprattutto se interverrà qualche legge che ne imporrà il riciclo quale parte integrante dell'installazione.
Encomiabile, comunque sia, l'idea che già da ora gli impianti vengano progettati considerando anche lo smaltimento ed il riciclo degli stessi, cosa che non viene fatta praticamente per nessun altro prodotto tecnologico (basti pensare ai PC, che una volta dismessi sono difficilissimi da smaltire/riciclare).
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8/7/2010, 16:04
| | Esploratori | | Registrato dal: 16/2/2010 Età : 43
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Nome di battesimo: Andrea | | Originariamente inviata da AndreaDB Gli incentivi sono una saggia soluzione per accelerare i tempi di sviluppo del settore (visto che è indubbio un futuro rinnovabile... non ci sono alternative) favorendo un rapido abbassamento dei prezzi e un investimento in ricerca e sviluppo volto a migliorare l'efficienza e le tecnologie.
Io sinceramente la vedevo dura 10-15 anni fa, ma adesso la sfida è fattibile perchè soprattutto abbiamo capito la direzione da percorrere e la stiamo percorrendo alla giusta velocità (non troppo piano, ma neanche troppo velocemente, cose entrambe deleterie).
Sono appena reduce da un workshop in cui è stato presentato per l'Italia il terzo rapporto "Energy Technology Perspectives 2010. Scenarios Strategies to 2050", che annualmente viene redatto dall' International Energy Agency" (IEA), il massimo organismo ufficiale dei Paesi Ocse per il campo energetico.
E' stato abbastanza interessante perchè si è spaziato dal piano "alto" (quello degli scenari a livello mondiale di qui al 2050, con le roadmaps elaborate dalla stessa IEA settore per settore e tecnologia per tecnologia per giungere ad un abbattimento di almeno il 50% delle emissioni) fino al piano "basso" di come stanno andando attualmente le cose nei singoli Paesi a cominciare dall' Italia sui terreni della vschiosità amministrativa, della legislazione, dell'accettabilità sociale, e soprattutto della vera efficacia o meno degli incentivi a seconda di come siano strutturati e di cosa vadano realmente a incentivare (le tecnologie più mature ? quelle meno mature ? la ricerca ?) in presenza di vincoli finanziari sempre più stretti. (Per inciso: non per "smontare" Andrea, ma almeno su una cosa s registra triste univocità: l'Italia ha il recordo di incentivi più costosi e allo stesso tempo più inefficaci, in quanto di fatto finora sono serviti solo a finanziare importazioni massicce di tecnologia dall'estero anzichè svilupparne di propria e tra 20 anni tutti i pannelli finanziati adesso col conto energia saranno ultra obsoleti).
Anche i relatori spaziavano tra i vari piani: per la IEA c'erano i responsabili della Divisione Politiche Energetiche e Tecnologiche (Peter Taylor) e quello della Divisione Energie Rinnovabili (Paolo Frankl); poi il Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all' Energia, S. Saglia; il presidente del GSE, che è l'organismo pubblico competente in Italia su tutte le rinnovabili (incentivazione, dispacciamento, ecc.); e altre persone che per privacy non nomino solo perchè sono miei ...colleghi di lavoro (peraltro lo stesso Frankl è un ex collega di un collega, che come succede in questi casi, diventa una fonte privilegiata  ).
Il dibattito l'ho trovato interessante e animato sia sul piano generale e "nobile" degli scenari sia su quello nazionale di bottega (incentivi si, no, come, per cosa; nucleare si no, a quali condizioni) con vari retroscena di carattere lobbistico-politico rivelati senza troppe remore da Saglia e relativi alla sua attività di relatore di molti provvedimenti in materia energetica (es. certificazione energetica degli edifici) in questi anni, e che almeno hanno dato a chi non è direttamente "dentro" l'idea delle pressioni che si scontrano su questo campo.
Tutto questo per dire cosa ?
Solo per dire che, avendo notato ormai da tempo il notevole interesse o addirittura passione di alcune persone per questi temi (a cominciare ad esempio da Federico), e nel rispetto ideale di quello "spirito di condivisione" che può essere applicato a tutto (almeno credo), chi fosse interessato a informazioni, materiale, ecc. su questi temi può, se vuole, chiedermeli. O perlomeno per averli in anticipo (dopo alcune settimane sono sempre disponibili free) e soprattutto per sapere cosa si dice "in parallelo" allo scritto (altrimenti non si farebbero i workshop).
In un certo senso, si tratta dell'equivalente "ufficiale" di quello che spesso ha postato Federico nei suoi link. Ma va sottolineato perchè in questi ultimissimi anni, da quando ha cambiato direzione, la IEA si è molto de-istituzionalizzata nelle sue affermazioni (insomma, è molto meno paludata e "compiacente" e molto più autonoma rispetto ai Governi), tanto da aver abolito, ad esempio, l'espressione "b.a.u. scenario" (business as usual scenario).
Per quanto riguarda oggi, ad esempio, ho nella chiavetta USB tutte le varie schede di road map da adesso al 2050 (presentate oggi) per ciascuna Tecnologia energetica, spaziando da quelle ultramature (cemento) per passare al riscaldamento, ai veicoli elettrici, al solare termico, quello fotovoltaico, quello a concentrazione fino alle tecnologie tuttora in fase quasi sperimentale ma su cui si punta molto pur con i pro e i contro (CCS: cattura e stoccaggio del carbonio: significherebbe avere ad esempio i residui impianti termoelettrici senza più camini).
Il prossimo martedì 13 sarà presentato presso la sede di Confindustria proprio il rapporto sulle rinnovabili in Italia a cui hanno lavorato miei colleghi. Non è assolutamente per fare pubblicità (e infatti non cito nulla e nessuno, anzi auspico la cancellazione immediata se lo fosse anche di striscio) lo dico solo in quanto penso in totlae buona fede che possa essere utile a chi è interessato.
Pur essendo addentro da anni a queste questioni, i link di Federico li ho visitati tutti e devo dire che in alcuni casi mi hanno messo anche delle pulci nell'orecchio riguardo a certi temi tuttora non certo accettati ma anzi dibattuti come ad es. il tipping point petrolifero.
Sempre per i motivi di riservatezza prima accennati, mi scuso per il fatto di aver usato un post "pubblico": se fosse stato indirizzato a una sola persona avrei adoperato senz'altro il m.p. (come però d'ora in poi sarà, a meno di post di tipo generale), trattandosi però di una sorta di comunicazione indirizzata a diverse potenziali persone non ho trovato modo più adeguato di questo.
Un saluto
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8/7/2010, 16:26
|  | Avventurosi | | Registrato dal: 1/6/2005
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Caro Henry: caschi come "l'olio sul lume" 
passa passa, ti mando la mia e-mail in privato
__________________ "Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta" http://noielapermacultura.wordpress.com/ | 
8/7/2010, 17:04
|  | Amministratore Avventurosi | | Registrato dal: 16/3/2005
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Nome di battesimo: Andrea | | Originariamente inviata da Henry Thoreau non per "smontare" Andrea, ma almeno su una cosa s registra triste univocità: l'Italia ha il recordo di incentivi più costosi e allo stesso tempo più inefficaci, in quanto di fatto finora sono serviti solo a finanziare importazioni massicce di tecnologia dall'estero anzichè svilupparne di propria e tra 20 anni tutti i pannelli finanziati adesso col conto energia saranno ultra obsoleti No ma non smonti niente perchè lo scopo degli incentivi è di far abbassare il costo della tecnologia cosa che sta comunque avvenendo al livello globale. Certo sarebbe meglio che questo avvenga anche in Italia visto che gli incentivi li pagano gli italiani, ma vedrai che con il nuovo Conto Energia 2011-2013 verranno limitate le speculazioni estere poichè è stata inclusa una nuova tariffa più bassa obbligatoria per gli impianti multimegawatt che scoraggerà gli investitori (o meglio speculatori) esteri che usano ovviamente tecnologia estera.
Non so dove hai sentito che tra 20 anni i pannelli fotovoltaici saranno ultra obsoleti, ma chiunque l'ha detto non ha una conoscenza approfondita del fotovoltaico e di cosa viene installato sui tetti delle case degli italiani.
Comunque le roadmap sono sempre utili da leggere anche se sono sempre molto indicative. Sul sito dell'IEA c'è un pdf liberamente scaricabile con una presentazione (estratto della conferenza di oggi) che raccoglie il riassunto delle roadmap mondiali: http://www.iea.org/speech/2010/Tanak...10_lemonde.pdf
Poi c'è il librone, ma non so quanto valga la pena prenderlo...
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8/7/2010, 17:48
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Nome di battesimo: Giacomo | | Originariamente inviata da AndreaDB che scoraggerà gli investitori (o meglio speculatori) Non entro nel merito della discussione, ma credo che non si riuscirà mai a scoraggiare degli speculatori che vogliono entrare in un mercato
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8/7/2010, 18:07
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Nome di battesimo: Andrea | | Originariamente inviata da Giacomo123 Non entro nel merito della discussione, ma credo che non si riuscirà mai a scoraggiare degli speculatori che vogliono entrare in un mercato Forse in un mercato qualsiasi si, ma in un mercato che si regge ancora con gli incentivi come il fotovoltaico no. Gli speculatori entrano in gioco con i grandi impianti, basta abbassare di molto le tariffe degli incentivi dei grandi impianti (oltre i 5MW) che non sono più convenienti rispetto ad altri tipi di investimenti tradizionali.
Io avrei proprio tolto la tariffa incentivante sopra i 5MW, ma anche così si limiterà molto la speculazione.
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8/7/2010, 18:27
|  | Esploratori | | Registrato dal: 22/4/2007 Età : 28
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Nome di battesimo: Giacomo | |
Convinto tu..
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8/7/2010, 20:20
|  | Amministratore Avventurosi | | Registrato dal: 16/3/2005
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Nome di battesimo: Andrea | |
Non sono solo io che sono convinto di questo, ma anche le associazioni di settore che hanno fatto la proposta e le autorità che la hanno accolta nella stesura del nuovo Conto Energia.
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