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La componente vegetale

Osserviamo l'ambiente Prossimo Capitolo
Questo articolo è un capitolo del libro Osserviamo l'ambiente.
Gli esperti di Scienze della Terra hanno individuato alla nostra latitudine una successione di piani altitudinali o biotici. In ciascuno di essi le specie vegetali si sono perfettamente adattate alle possibilità di vita offertegli e si trovano in perfetto equilibrio ecologico con l'ambiente circostante. Esistono, però, al loro interno delle notevoli differenze a seconda della natura del suolo, delle condizioni di temperatura, di piovosità, di luminosità, di innevamento. Con questi limiti e con le inevitabili diversità tra catena e catena, tra versante e versante della stessa catena, essi sono stati così schematizzati:

  • Piano mediterraneo: (fino a 400-900 metri di altitudine). Comprende la macchia mediterranea sempreverde (il leccio, il pino domestico, le ginestre, il corbezzolo) e tra le colture l'olivo. Caratterizza le regioni costiere italiane e i laghi prealpini lago di Como, di Garda, Maggiore, ecc.).
  • Piano collinare: (da 100 a 700 metri). Interessa la fascia prealpina, quella alpina a diretto contatto con la pianura , gli Appennini, le isole. Vi troviamo vari tipi di boschi di querce, lecci, castagni, pini.
  • Piano padano: (dal livello del mare fino a 200 metri). Comprende la pianura padana e i fondovalle. E' l'ambiente delle latifoglie decidue rappresentate da specie che perdono le foglie durante il riposo invernale e che spesso si presentano in associazioni. E' quanto avviene per le querce e i faggi che assieme ai castagni prevalgono nelle regioni più calde e cedono il posto in quelle più fredde a betulle, aceri, ontani, noci e in quelle più umide, lungo il corso dei fiumi, a salici e pioppi.
  • Piano submontano: (tra i 500 e i 1000 metri sulle Alpi, oltre i 1000 metri sugli Appennini). E' il regno della faggeta che talvolta, in ordine altitudinale, succede al querceto e al castagneto, ma che più spesso riveste le pendici fresche e in ombra delle vallate. Può essere pura o in associazione con qualche conifera (l'abete bianco o rosso). Raggiunge le massime estensioni in alcune zone degli Appennini, ad esempio in quello calabro.
  • Piano montano: (dai 1000 ai 1400 metri). Mentre sugli Appennini costituisce una prosecuzione del piano submontano, sulle Alpi segna il limite superiore delle latifoglie e il passaggio ai boschi di conifere. Vi domina la foresta di abeti rossi (pecceta).
  • Piano subalpino: (dai 1400 ai 1800 metri sulle alpi). E' l'ambiente del larice, l'unica conifera a perdere gli aghi in inverno dopo aver assunto in autunno il classico colore giallo-dorato.
  • Piano alpino inferiore: dai 1800 ai 2400 metri sulle Alpi). Entriamo nella zona arbustiva che presenta il pino montano con le sue varianti di pino mugo (tipico dei suoli ricchi di calcio delle Alpi orientali) e di pino uncinato (cresce sui suoli silicei delle Alpi occidentali e centrali), l'ontano verde, il rododendro.
  • Piani alpino e nivale: (oltre i 2400 metri sulle Alpi): Al di sopra della vegetazione arborea e arbustacea, troviamo le specie pioniere, le prime a colonizzare il suolo nudo: le fanerogame a cuscinetto, i muschi e i licheni.
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Creato da AndreaDB, 19/5/2011 il 16:41
0 Commenti, 604 Letture

Tag
componente, vegetale
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