1. Questo sito utilizza i cookies. Continuando a navigare tra queste pagine acconsenti implicitamente all'uso dei cookies. Scopri di più.

Recensione Libro - Erbe Spontanee Commestibili

Discussione in 'Libri e riviste' iniziata da Pesciolotto, 15 Gennaio 2010.

  1. Pesciolotto

    Pesciolotto

    Dal:
    24 Dicembre 2009
    Località:
    Roma
    Nome:
    Luca
    Voto: 09/10

    Recensione:

    Titolo : Erbe spontanee commestibili
    Autore : Luciano Riccardo; Gatti Carlo
    Prezzo : € 22,00
    Info : 2008, 264 p., ill., brossura
    Editore: Araba Fenice

    copj13.asp.jpg

    e dopo un'altra dura, estenuante, giornata di studio e lezioni (tanto me bocciano lo stesso già lo so muahahah) ecco qui a svagarmi un pochino sul più bel forum che conosco (di solito aborro questi mezzi di comunicazione perchè li ho sempre visti come ricettacoli di esaltati, ma per fortuna voi siete il più folto gruppo di persone equilibrate, simpatiche e competenti che mi sia mai capitato di "incontrare")

    Naturalmente quando compro i libri su internet, non ne prendo mai uno solo (a meno che non costi un capitale) e cercando di raggiungere la quota dei 49€ per usufruire delle spedizioni gratis, un due o tre libri ci scappano sempre. ;) (questa volta sono tre....e se mi decido di fare l'ordine su bol prima che scada l'offerta saranno altri 3 ihihih)

    Una decina di giorni fà in un'altra discussione si stava parlando di libri per riconoscere ed utilizzare un patrimonio che il buon Dio (qualunque esso sia) o l'evoluzione (a voi la scelta di quale teoria seguire) ci ha donato....ovvero le PIANTE.

    Vorrei subito fare una precisazione, più un monito per me stesso che per voi in quanto non conoscendovi non posso sapere quale siano le vostre conoscenze al riguardo e quindi non vorrei fare la parte del saccentino tuttologo che tra l'altro non sono proprio....

    UN MANUALE NON RENDE IL POSSESSORE UN ESPERTO IN MATERIA

    e questo vale per qualunque manuale e qualunque argomento, quindi, usare sempre il cervello, cancellare dalla propria mente il "ma che vuoi che succeda" e se si hanno dei dubbi meglio lasciar perdere, casomai si proverà la volta successiva dopo ulteriori "studi".
    Essere sicuri nel sapere e nel saper fare è positivo, esserne certi te lo ritrovi nel di dietro
    (a me è successo facendo un prelievo di sangue, ero così certo che glielo avrei fatto in due secondi, dato le vene così belle in evidenza che...l'ho rotta....un ficozzo da guinnes dei primati)

    ma torniamo al libro...

    è un bellissimo librozzo, con copertina semirigida, e foto tutte rigorosamente a colori. Le pagine sono plastificate e rilegate il che dovrebbe conferirgli una buona resistenza.
    Le dimensioni sono 24x17x2,5 cm per 1kg di peso (non si può certo definire un libro tascabile ma certe caratteristiche hanno il loro peso...)

    Se lo doveste comprarlo in libreria, controllate che sia l'edizione del 2008 perchè è riveduta ed integrata rispetto alle altre. Tale dicitura è riportata anche sulla copertina.

    Il libro è strutturato in sezioni, dopo una breve introduzione inizia la parte inerente alle "erbe mangerecce", le altre sezioni sono "frutti da alberi selvatici" ma è un capitoletto in confronto alla prima sezione, le "Ricette" ed il "Glossario".
    Ogni pianta occupa due pagine del libro, il che è molo comodo perchè in caso si volesse provare a fare il riconoscimento, tutte le informazioni sono sott'occhio.
    Ogni scheda è caratterizzata da:

    • Famiglia
    • Nome Volgare
    • Caratteristiche
    • Habitat
    • Proprietà Farmaceutiche
    • Uso in cucina
    • Note (non tutte le hanno ma sono comunque informazioni di carattere storico culturale)
    Ci sono dalle 2 alle 4 foto per ogni pianta, una veduta generale, un particolare ed i fiori, in modo da facilitare l'utente nel riconoscimento. Alcune piante sono corredate da un numero che ne indica la ricetta nel glossario.
    Le proprietà farmaceutiche nella maggior parte dei casi sono indicazioni sulle caratteristiche nutrizionali e le proprietà, non fornisce delle vere e proprie "ricette" per preparare infusi, creme o altro, questo probabilmente perchè il libro verte soprattutto sulla commestibilità.

    Provo a postare un esempio di scheda ma purtroppo la parte centrale è sfuocata dato che non volevo premere troppo sul libro e sullo scanner, credo comunque che la qualità delle foto si possa apprezzare lo stesso

    Pag 12.jpg

    Dello stesso autore è presente anche un altro libro intitolato:
    "Frutti Spontanei Commestibili" (che acquisterò tra poco insieme ad un altro libro sulle piante che mi è stato indicato da Daedin:
    "Scoprire, riconoscere, usare le erbe" che gentilmente ha inserito un immagine del libro in una discussione presente nella sezione Flora e Fauna del forum:
    http://www.avventurosamente.it/vb/100-flora/4656-offerte-bol-it-libro-piante.html

    Per concludere, ritengo che l'opera di Luciano e Gatti sia un gran bel libro, bello da sfogliare e secondo me anche molto utile. Magari da integrare con un libro che tratti più il lato curativo con tanto di preparazioni, come quello indicato da Daedin.

    Vi posto l'elenco delle erbe e frutti trattati, perchè, dato che è libro da 22€ magari comprarlo per poi vedere che elenca tutte piante che si sanno riconoscere ed usare perfettamente potrebbe risultare poco piacevole ;)

    Pag 120001.jpg

    Pag 120002.jpg


    Come sempre se avete domande chiedete pure che se posso aiutarvi son ben felice di farlo :D

     

    Ultima modifica: 15 Gennaio 2010
    A mummia13 e thegamer piace questo messaggio.
  2. daniele

    daniele

    Dal:
    20 Maggio 2009
    Località:
    Eboli, piana del Sele (SA)
    Nome:
    Daniele
    quand'è che hai gli esami? :poke:
     
  3. Pesciolotto

    Pesciolotto

    Dal:
    24 Dicembre 2009
    Località:
    Roma
    Nome:
    Luca
    non ve lo dirò MAI!!!! muahahahahah qui scatta la superstizione più primordiale ahahah
     
  4. mikebravo

    mikebravo

    Dal:
    3 Settembre 2008
    Località:
    Macerata
    Ciao potresti indicarmi il sito dove lo hai ordinato? Perchè ho fatto un giro ma non risulta disponibile.

    Grazie
     
  5. Pesciolotto

    Pesciolotto

    Dal:
    24 Dicembre 2009
    Località:
    Roma
    Nome:
    Luca
  6. Daedin

    Daedin

    Dal:
    17 Dicembre 2009
    uhmm sembra interessante... garzie ;)
     
  7. Dago

    Dago

    Dal:
    3 Gennaio 2010
    Media:
    47
    Località:
    Rimini
    Nome:
    Francesco
    Quante specie esistono in italia,il libro quante ne contiene ?
    Grazie ragazzi confido in voi.
     
  8. Mystic

    Mystic

    Dal:
    12 Ottobre 2010
    Località:
    Provincia di PAVIA
    Nome:
    Marco
    Bel libro...il problema è quando ti trovi alla realtà dei fatti molte piante sembrano più simili di quanto tu veda nel libro...meglio evitare situazioni tipo il film "in to the wild"...
    Però molto bello!!!
    Buona giornata!!!

     
  9. madmax

    madmax

    Dal:
    22 Settembre 2010
    Località:
    Milano
    Un esperto erborista mi consigliava i libri con i disegni invece che con le fotografie, in quanto nella stessa immagine ci sono sempre tutte le caratteristiche utili al riconoscimento, a differenza delle fotografie, dove a volte basta fotografare la pianta da un'angolazione nella quale non si vedano dei dettagli importanti, per complicare il tutto.
     
    A Mystic piace questo elemento.
  10. girovagare

    girovagare

    Dal:
    6 Maggio 2010
    Media:
    49
    Personalmente credo che sia meglio imparare le piante commestibili con l'esperienza, tipo andando da ragazzini nella natura con parenti o associazioni, piuttosto che affidarsi a corsi o libri... cioè, è una cosa troppo delicata.
     
  11. Pesciolotto

    Pesciolotto

    Dal:
    24 Dicembre 2009
    Località:
    Roma
    Nome:
    Luca
    vero :) soprattutto a chi ha occhi poco esperti, ma in quel caso dovrebbe scattare il buonsenso (non raccoglierla) o se si ha la fortuna di conoscere qualcuno che ci capisce davvero e portargliela.

    ma davvero? o_O e pensare che ero convinto del contrario. (non si finisce mai di imparare)

    se uno ha questa possibilità senz'altro, ma dato che a volte (o forse spesso) non la si ha, come dicevo prima a Mystic, con del buon senso e un pochino di umiltà tale da non cadere nella tentazione di porsi come "infallibili" si dovrebbero poter evitare situazioni spiacevoli.
     
  12. girovagare

    girovagare

    Dal:
    6 Maggio 2010
    Media:
    49

    Se te la senti e ti impegni, probabilmente non avrai problemi; io non me la sento :cool:.

    Hanno provato ad insegnarmi a riconoscere i Cardi qualche mese fa, e per me, tutte le piante che ho visto dopo, erano Cardi :D:D:D...quindi io evito, però se tu te la senti, probabilmente non avrai problemi, magari puoi cercarti un corso sul campo, oltre al libro, giusto per facilitare le cose. Ciao!
     
  13. cotopaxi

    cotopaxi

    Dal:
    17 Marzo 2008
    Questa primavera ho frequentatoun minicorso a riguardo.
    Ne esistono molte, più di quante pensassi.

    Oltre al commestibile bisognerebbe conoscerne anche le proprietà e le problematiche e gli eventuali principi attivi.

    Problematiche: molte commestibili hanno un'alta concentrazione di acido ossalacetico ed andrebbero fatte bollire, buttando via l'acqua di bollitura(tipo spinaci selvatici).
    Altre, soprattutto le acquatiche, hanno un'alta probabilità di avere parassiti che non si eliminano con una lavata.


    Proprietà: ad esempio alcune sono purgative, sarebbe il caso di saperlo prima di farne una scorpacciata.


    Principi attivi: molte di queste piante presentano principi attivi tali da essere considerate "officinali". Inoltre la concentrazione del principio attivo dipende dal periodo di vita della pianta, che può passare da commestibile ad officinale ad esempio dopo la fioritura.

    Mi ripropongo da mesi di iniziare a studiare la cosa, sono pigro e non lo faccio, comunque ci sono quattro o cinque specie commestibili che sono veramente facili da individuare.

    saluti
     
  14. girovagare

    girovagare

    Dal:
    6 Maggio 2010
    Media:
    49
    Se ci fosse un corso interessante e ben fatto, io lo seguirei più per curiosità che per reale necessità... cioè, non credo che poi mi metterei a mangiare le piante selvatiche, però sarebbe interessante saperne qualcosa di più... però ci vuole un corso fatto bene, serio, che si fa qualche lezione.
     
  15. gruccione

    gruccione

    Dal:
    10 Dicembre 2008
    Media:
    48
    Località:
    roma
    Nome:
    enrico
    Vorrei esaminare due aspetti di questo tema:
    1) Andar per prati "a far cicoria" per poi portarla a casa e farsi un contorno diverso dal solito
    2) Utilizzare erbe selvatiche in un contesto di sopravvivenza
    -Nel primo caso bisogna stare molto attenti! Per uno che non è del mestiere sia per professione sia per praticaccia alcuni particolari importanti potrebbero passare inosservati con esiti negativi e in alcuni casi letali! Ricordate il 3d sulla digitalis? Le foglie somigliano moltissimo a quelle della Plantago ottima sia cruda che cotta! Che dire del finocchio selvatico vs cicuta?
    -Nel secondo, dato il minimo apporto calorico, consumare erbe selvatiche è quasi come bere un bicchiere d'acqua, quindi lassa perde!
    Io invece mi dedicherei al riconoscimento SICURO! di cinque o sei frutti di piante selvatiche che invece sempre in ambito survival potrebbero fare la differenza sia per l'apporto zuccherino sia come genere di conforto.
     
    A Francesco Raffaele e Dago piace questo messaggio.
  16. Dago

    Dago

    Dal:
    3 Gennaio 2010
    Media:
    47
    Località:
    Rimini
    Nome:
    Francesco
    E nella stagione invernale quali frutti potremmo trovare?
     
  17. gruccione

    gruccione

    Dal:
    10 Dicembre 2008
    Media:
    48
    Località:
    roma
    Nome:
    enrico
    Corbezzoli, nespole comuni, sorbe, castagne, nocciole, noci,queste ultime
    tutte supernutrienti. Io mangio anche le faggiole cioè i frutti del faggio e vorrei provare con le ghiande (in fase di studio) con le quali dopo tostate si può fare una bevanda simil-caffè
     
  18. cotopaxi

    cotopaxi

    Dal:
    17 Marzo 2008
    Interessante le faggiole, in che stagione si trovano e come si cucinano?
    Hanno un sapore decente?

    Comunque il minicorso sulle erbe spontanee che ho seguito le trattava dal punto di vista alimentare come integratori di sali minerali e vitamine in una dieta fatta di latte e farinacei come quella dei montanari di prima del 1960.


    saluti
     
  19. Daedin

    Daedin

    Dal:
    17 Dicembre 2009
    bè le ghiande in passato si usavano anche per fare una sorta di pane...
     
  20. Missione-Avventura.it

    Missione-Avventura.it

    Dal:
    27 Novembre 2009
    Località:
    Busto Arsizio
    Nome:
    Michael
    Ho letto che trattandole prima con della furiggine e acqua di bollitura e poi polverizzandole si può fare una sorta di farina se non trattamenti come questo non fanno bene giusto?

    ... e come caffè!

    Molti semi della natura sono ottimi come farine, si dal punto conservativo che del trasporto.
     

Sto caricando...

Condividi questa Pagina