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Escursione "fuori traccia"

ESCURSIONE “FUORI TRACCIA”

Premessa:
Questo articolo è frutto di mie personalissime esperienze (maturate per lo più nella parte marchigiana degli Appennini per cui bisogna considerare eventuali differenze morfologiche da un territorio ad un altro) che ho deciso di condividere ed è destinato ad escursionisti che abbiano già percorso itinerari dichiarati "E" senza eccessive difficoltà. Preciso che io non sono una guida escursionistica né ho altri titoli riguardanti le attività montane e boschive.

Avvertenza:
In molti luoghi è espressamente vietato uscire di percorsi segnalati (cartelli di diveto), invito a rispettare queste limitazioni. Negli altri posti questa è ad ogni modo di solito un'attività sconsigliata. Non essendo però esplicitamente proibita (vedi cercatori di funghi, cacciatori …) ed essendo io stesso un praticante, vorrei rivolgermi ad eventuali neofiti ponendo l'attenzione sulle difficoltà che si possono incontrare sperando di evitare brutte sorprese.

Difficoltà e Pericoli:
Come nelle comuni escursioni, I pericoli maggiori che si possono incontrare sono di infortunarsi e smarrirsi. Però, fuori dai sentieri, I rischi che si verifichino queste situazioni aumentano considerevolmente e così pure la gravità dell'incidente perché sarà più complicato, per gli eventuali soccorritori, riuscire a rintracciarci e a raggiungerci.
Lontano alle piste frequentate è anche più probabile incontrare animali selvatici come caprioli e cinghiali (o quelli che stanziano nelle varie zone) che possono venire sorpresi anche a pochi metri. Io, limitandomi a restare calmo, non ho mai avuto problemi da questi incontri.Per il discorso orsi e lupi, non ne ho mai incontrati e invito ad informarsi da chi sia competente.

Spostamenti:
Il suolo, al di fuori dei sentieri battuti, raramente è sodo, compatto e pulito come lungo le vie segnate. Spesso è coperto d'erba lunga che si può presentare molto scivolosa lungo le scarpate ripide; da pietre instabili che, grandi o piccole, possono sempre dare dei problemi; da rami bassi che possono fare inciampare o impigliare uno scarpone; da foglie che nascondono rami marci e viscidi o buchi tra le rocce che possono ferire o rovinare l'attrezzatura come scarponi e bastoncini; da terra umida anch'essa scivolosa nel ripido; da rocce lisce e umide. All'interno dei boschi , poi, bisogna considerare che raramente si presentano ben tenuti e puliti, spesso sono invasi da rami bassi che possono ferire gli occhi o lacerare indumenti e zaini; da alberi caduti impegnativi da superare e in cui si può incastrare un laccio dello zaino; da piante o rami morti che, sebbene ancora “in posizione”, sembra che aspetino solo qualcuno che vi si appoggi o appenda per crollare al suolo o peggio sul malcapitato; e ancora, roveti e gineprai che possono obbligare a pesanti deviazioni.
Ci si può facilmente trovare all'improvviso di fronte ad un salto di roccia, anche di pochi metri e non evidente sulla mappa, ma che ci obbliga a tornare indietro, magari proprio in fondo ad una scarpata lunga e ripida che abbiamo appena disceso, magari proprio quando ormai ci trovavamo in prossimità dell'arrivo con la sera che si avvicina. Bisogna inoltre fare attenzione a passare sotto le pareti rocciose per via dei sassi che cadendo ci potrebbero colpire.
Bisogna anche fare attenzione ai corsi d'acqua che potrebbero rivelarsi più insidiosi di quanto ci aspettiamo. In questi casi bisogna tenere presente che spesso le rocce che spuntano dall'acqua sono viscide e instabili e che dove le sponde sono più vicine la corrente è più forte e l'acqua è più profonda. Non conosco una regola che vada bene per tutti i guadi, bisogna confidare nella propria esperienza e sensibilità.
Infine, una cosa che potrebbe sembrare banale ma che assolutamente non lo è, è risalire o ridiscendere i ruscelli o i fiumi: a livello dell'acqua la vegetazione è chiaramente più rigogliosa ed invadente e tutto l'ambiente si presenta umido e viscido. Inoltre le sponde sono di solito tutt'altro che pratiche: alberi e rami morti e grossi massi rocciosi sono la regola e renderanno la marcia lenta e insicura. Io consiglio di tenersi a qualche decina di metri dal corso del ruscello, valutando comunque sul posto il passaggio migliore.
Tutte queste cose, unite alla necessità di fare spesso il punto posizione, aumenteranno inevitabilmente e in maniera notevole I nostri consueti tempi di percorrenza e la fatica richesta. E' opportuno tenerne conto in fase di progetto dell'escursione.

Orientamento:
Smarrire la propria posizione è palesemente molto più facile quando si è fuori traccia. Lungo un sentiero il dubbio riguarda solo la linea rossa sulla mappa o un eventuale bivio, fuori tracia, invece, lo smarrimento è a 360°. Per ridurre al minimo queste incertezze occorre considerare al massimo la conformazionedel territorio circostante e confrontarlo con una cartina dettagliata (1:25000 con curve di livello, zone boschive e zone rocciose) e cercare il maggior numero di punti di riferimento chiari e inequivocabili da cui triangolare la nostra posizione. Tenere sempre d'occhio il meteo che può toglierci improvvisamente ogni riferimento.
Chiaramente, al''interno di un bosco, tutto quantoscritto sopra si complica per la mancanza di visuale. In questo caso io mi affido (data la conformazione delle zone che frequento) per lo più ai corsi d'acqua. Ogni scarpata è la sponda di un fiume o di un ruscello e, una volta individuato il corso d'acqua di riferimento (il primo punto da tenere presente e che dovremmo conoscere con certezza assoluta è il nostro punto di partenza da cui ricavare tutti gli altri) possiamo usare le anse del fiume o eventuali affluenti o biforcazioni per fare il punto. Un altro aiuto è dato ruscelli a carattere torrentizio che, anche se momentaneamente “asciutti” (in realtà sempre lisci, umidi e scivolosi), scendono dalle scarpate e alimentano il corso principale. Questo torrenti sono segnati piuttosto precisamente sulle mappe escursionistiche e offrono un discreto aiuto per orientarsi.
Ricordarsi di segnare esattamente il punto ad ogni occasione e preferibilmente controllare anche l'ora in cui si riparte per regolarsi con il tempo trascorso dall'ultimo punto certo.

Equipaggiamento e Precauzioni:
Come sarà ormai chiaro, rispetto ad un'escursione classica, nei fuori traccia è ancora più importante la cartina (1:25000 il più dettagliata possibile)e la bussola (può far comodo anche l'altimentro) ed è ugualmente importante averle a portata di mano, per cui io consiglio vivamente l'uso di un marsupio in modo da non esere nel dubbio se fermarsi e togliere lo zaino per fare il punto oppure aspettare ancora un po'. La mia cartina è sempre piegata in modo da mostrare in A4 la zona che sto percorrendo ed è protetta da una custodia di pastica trasparente (quelle per i quaderni a buchi). Senz'altro si rovinaerà prima piegata così ma trovo utilissimo poterla consultare speso e rapidamente.
Gli indumenti e lo zaino consiglio che siano comodi e robusti ma non troppo costosi per il fatto che è reale il rischio di rovinarli seriamente, ragion per cui consiglio che tutto sia piuttosto aderente e compatto per evitare di rimanere impigliati in rocce e rami.
Possono fare comodo uno spezzone di corda e un alpenstok (non esco mai senza) ma bisogna saperli usare e non è questo l'articolo giusto.
Il telefono deve sempre essere carico e funzionante anche se non bisogna farci troppo affidamento per via del segnale scostante. Esistono dispositivi GPS e app smartphone che permettono di renderci rintracciabili ma non sono abbastanza ferrato in materia per essere esaustivo.
LASCIARE SEMPRE DETTO A QUALCUNO DI FIDATO ALMENO LA ZONA CHE SI INTENDE ESPLORARE ED EVITARE CAMBI DI PROGRAMMA RADICALI DELL'ULTIMO MINUTO SENZA AVVERTIRE.

Come iniziare:
Come per ogni attività montana, è preferibile procedere per gradi prendendo dimestichezza con brevi uscite, in compagnia, su brevi percorsi e con tempo buono, e progressivamente aumentare la durata dell'uscita e la difficoltà.

In conclusione:
Ho volutamente tralasciato gli aspetti positivi e appaganti dell' escursione fuori traccia perchè questo articolo non intende incoraggiare (e nemmeno scoraggiare) tale attività, ma solo avvertire eventuali interessati delle difficoltà in cui potrebbero imbattersi e anche perché penso che, chi fosse interessato, sappia già da sé che cosa lo spinge e cosa sta cercando.
Ribadisco che tutto l'articolo è frutto unicamente di mie personalissime esperienze maturate in svariate escursioni fuori traccia.

Buone gite!!


Autore
SemiMonade
Risorsa creata il
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Valutazione
4,80 stelle/a 5 voti

Ultime recensioni

bella e molto completa!
SemiMonade
SemiMonade
Grazie anche a te :)
consigli davvero molto utili ed interessanti. Da seguire sempre!
SemiMonade
SemiMonade
Grazie :)
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