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Fauna Ittica

Con il termina fauna ittica (o ittiofauna) si tende a riassumere l'insieme dei pesci viventi nelle nostre acque

La classificazione scientifica universalmente approvata prevede DOMINIO, REGNO, SOTTOREGNO, PHYLUM, SUBPHYLUM, SUPERCLASSE, CLASSE, SOTTOCLASSE, INFRACLASSE, SUPERORDINE e ORDINE.

Al di la del metodo scientifico, spesso difficile e piuttosto inutile ai fini del semplice amante della natura non addetto ai lavori, una delle classificazioni fondamentali delle varie specie, è quella che distingue tra AUTOCTONI (tra cui gli ENDEMICI) e ALLOCTONI. La prima categoria riunisce tutte le forme di vita originarie di un dato ecosistema, mentre della seconda fanno parte le specie introdotte in qualche modo in un ambiente di cui prima era privo.
Appare chiaro come tale distinzione sia fondamentale ai fini dello studio e della conservazione degli ecosistemi, poichè le varie introduzioni (sia per fini sportivi, sia per casualità) di alloctoni alterano inevitabilmente le catene alimentari naturali (stesso discorso per la flora ittica), poichè ormai universalmente appurato a livello scientifico il loro maggior adattamento in casi di immissione in zone nuove.

Accanto a questa, esistono innumerevoli altre classificazioni in base a talune peculiarità di ogni specie. Le 3 macro-classi fondamentali per quanto concerne i nostri pesci, sono gli Agnati (privi di mascelle - es. lampreda), i Condroitti (cartilaginei - es. squali) e gli Osteitti (ossei).
La maggior parte dei pesci delle nostre acque, sia interne che marine, appartengono alla classe degli osteitti, all'interno della quale esistono innumerevoli sottoclassi.

Per quanto riguarda le acque interne, ovvero torrenti, fiumi, stagni, cave e laghi, la fauna ittica nazionale, oltre alla classica distinzione tra carnivori e erbivori (riduttiva e ormai superata dati gli studi su alcune specie effettivamente onnivore) puo essere piu o meno sintetizzata in questo modo, ai fini di una piu agevole comprensione:

- Ciprinidi, o pesci privi di denti che sfruttano la potenza delle mascele e dei muscoli per l'alimentazione. Tendenzialmente si tratta di speci erbivore o onnivore (le varie tipologie di Carpa, Tinca, Cavedano, Aspio, Barbo....).
- Salmonidi, predatori diffusissimi in tutto il mondo, presenti soprattutto in acque tendenzialmente fredde (trota, temolo, salmerino, lavarello, salmone...)
- Esocidi, appartenenti alla macro-categoria dei predatori, caratterizzati da un corpo potente e affusolato teminante in una testa anch'essa allungata con mascelle potenti e munite di denti affilati. La famiglia degli esocidi comprende numerevoli sottospecie (in gergo i vari Northen Pike, Tiger Muskie, il nostro luccio italico.....)
- Siluriformi, una famiglia piuttosto eterogenea di pesci ossei affusolati che presentano i caratterisitci bardigli laterali, utilizzati come sensori (catfish, pesci gatto, glanidi....).
- Percidi, appartenenti alla famiglia dei predatori, posseggono un corpo potente e forti mascelle che possono presentare o meno veri e propri denti. A tale famiglia appartengono anche i Centarchidi (i vari persici, luccioperca, bass......).
- Anguilliformi, caratterizzati dal corpo serpentiforme e assenza di squame e pinne ventrali (anguilla).


di seguito una breve e sintetica descrizione di alcuni pesci universalmente presenti nelle nostre acque interne:

Carpa (ciprinide, tendenzialmente erbivoro)



ne fanno parte diverse tipologie tra autoctone e alloctone (volgarmente le Specchio, Regina, Cuoio, Koy...), e di varie dimensioni a volte davvero grandi, introdotte tendenzialmente per fini di pesca sportiva a partire dagli anni 50 e 60 visto il suo elevatissimo grado di adattamento a qualsiasi ambiente temperato e una buona resistenza ad tasso di inquinamento abbastanza elevato.
La sua alimentazione prevede essenzialmente alghe di vario tipo e piccoli crostacei e invertebrati acquatici.
Facile da avvistare anche durante le passeggiati su piccoli bacini, soprattutto nel periodo riproduttivo quando creano dei gruppi piu o meno numerosi compiendo movimenti stupendi appena sotto la superficie.



Trota (Salmonide, predatore)



Diffusa in tutto il territorio nazionale in diversi ceppi, talvolta endemici (carpione, macrostigma, trota del Fibreno...). Nei nostri corsi d'acqua sono presenti anche specie tipicamente autoctone come l'Iridea, piu simile alle nordiche Steelhead atlantiche, immesse all'unico scopo sportivo.
Va precisato che molti studi hanno mostrato come una percentuale esorbitante delle trote presenti nelle nostre acque sia di "immissione", ovvero non riprodottasi in natura, ma introdotta artificialmente dall'uomo.
Ampiamente diffusa nella quasi totalità dei torrenti montani e fiumi, nonchè in alcuni grandi laghi (Lacustre) anche se il tasso di sopportazione dell'inquinamento è bassissimo.



Luccio (esocide, predatore)



tipico autoctono dei nostri bacini, il luccio "nostrano" è uno dei predatori in diminuzione delle nostre acque, soffrendo l'immissione di alloctoni come il northen pike, il luccioperca o il siluro.
Predatore scaltro e solitario, dalle maggiori dimensioni tra i nostri autoctoni, si puo trovare sia in bacini chiusi sia in fiumi correnti, prediligendo zone con vegetazione fitta e elevata.



Luccioperca (percide, predatore)



tipico predatore alloctono delle nostre acque con un elevatissimo tasso di sopportazione dell'inquinamento. Lo si puo trovare sia in acque correnti che piccole cave o grandi laghi, immesso anch'esso ai fini della pesca sportiva causando un grandissimo squilibrio degli ecosistemi in cui è venuto a contatto.
Puo raggiungere dimensioni considerevoli e vanta un elevato tasso di riproduzione.



Barbo (ciprinide, tendenzialmente erbivoro)



un tempo anch'esso onnipresente nella totalità dei nostri corsi d'acqua e bacini, negli anni ha sofferto i livelli sempre maggiori di inquinamento e l'immissione di altri rivali alloctoni nei suoi ecosistemi.
Puo raggiungere dimensioni abbastanza considerevoli in alcune tipologie.



Persico Reale (percide, predatore)



uno dei piu diffusi predatori autoctoni delle noistre acque, caratterizzato da un corpo compatto e potente e dalle forti mascelle, nonchè dalla spiccata e unica colorazione. Non raggiunge mai dimensioni elevate.
Anche il Reale ha subito come gli altri l'immissione di rivali nel suo ambiente naturale, anche se tuttora resta fortunatamente molto radicato in talune regioni nei grandi bacini dal clima mite e temperato (anche se ha un elevata resistenza alle bassissime temperature).



Persico Trota (percide, predatore)



centarchide alloctono importato e immesso ai fini della pesca sportiva, conosciuto come Black Bass, Boccalone o Largemouth Bass. La sua resistenza e l'elevato tasso di riproduzione lo ha portato ad essere presente in moltissimi bacini italiani, dalle piccole cave ai grandi laghi e fiumi.
Caratterizzato da un corpo potente e da un enorme bocca priva di denti, nonchè dalla livrea a sfumature di verde/giallo, raggiunge dimensioni non troppo elevate a differenza dei parenti americani (Largemouth e Florida bass) e orientali (F1).



Alborella




uniformemente diffusa in tutto il territorio nazionale, oltre che enorme risorsa per la pesca professionale, è considerata come il "foraggio" principale delle nostre acque, ovvero la specie che viene maggiormente insidiata dai predatori interni.
Anch'èessa tuttavia ha risentito in maniera significativa dei crescenti tassi di inquinamento e dell'immissione sempre maggiore di nuovi predatori.



Coregone (salmonide onnivoro)



assieme alla trota è una delle specie piu allevate per il consumo. In natura vive in grandi banchi a elevate profondità in alcuni grandi laghi italiani, insidiata da moltissimi predatori delle nostre acque interne.



Tinca (ciprinide erbivoro)



autoctona delle nostre acque progressivamente in allarme per quanto concerne l'ormai esigua popolazione nazionale, salvo particolari ambienti.



Pesce Gatto (siluride annivoro)



presente nella maggior parte delle nostre acque, caratterizzato da un corpo privo di squame e dai lunghi bardigli laterali. Specie estremamente resistente sia alle escursioni termiche che agli elevati tassi di inquinamento. Raggiunge dimensioni non troppo grandi ed ha un elevatissimo tasso di riproduzione.



Siluro



il piu grande predatore alloctono mai immesso nelle nostre acque. Raggiunge dimensioni elevatissime e sopporta alla perfezione gli ambienti piu estremi (dal caldo all'inquinamento elevato), possedendo anche un tasso di riproduzione e sviluppo di gran lunga superiore alla media dei predatori nazionali.
Uniformemente diffuso in tutto il territorio è ritenuto una delle cause maggiori della diminuzione di alcune speci.



Breme (ciprinide, tendenzialmente onnivoro)



uno degli alloconi maggiormente introdotto ai fini dell apesca sportiva negli ultimi decenni. Anch'esso sopporta benissimo l'inquinamento e presenta un tasso di riproduzione elevato. Non raggiunge dimensioni elevate come la carpa.



Salmerino (salmonide predatore)



autoctono introdotto dal nord america, originario dei climi freddi ai quali sopravvive benissimo. In molti casi si è riscontrata l'ibridazione con la Fario (la volgare Trota Tigre).
Rispetto alla trota in senso generale, si diffewrenzia per la vivacità dei colori nell aparte ventrale, per la facile individuazione dell alinea laterale e per la particolare conformazione della testa e soprattutot dell amascella inferiore.



Persico Sole (Centarchide onnivoro)



alloctono di piccole dimensioni caratterizzato da una vivace livrea, ha abitudini tendenzialmente onnivore (piccoli crostacei, pesci e uova) e un buon tasso di riproduzione.

Storione (acipenseriforme onnivoro)




Lo storione comune, specie autoctona del nostro paese era un tempo il piu grande pesce presente nello stivale. Diffuso in tutto Europa, è forse l'unico anello di congiunzione rimasto con millenni di storia passata, poichè presenta caratteri tipici delel specie viventi nel triassico.
Conosciuto per l aproduzione di caviale, è ormai quasi del tutto scomparso dalle nostre acque dolci e salmastre, dove si contano ormai pochissimi esemplari di tipologie soprattutto alloctone provenienti dai paesi dell'est e soprattutto dal Danubio.


Anguilla (anguilliforme onnivoro)



tipica specie presente in tutto il pianeta, caratterizzata dal corpo serpentiforme, assenza di squame e pinne ventrali, raggiunge a volte dimensioni considerevoli nei maschi di età adulta (fino a 1,5 metri). Particolarità di questa specie è inoltre il ciclo riproduttivo, poichè tutte le anguille si riproducono unicamente nel lontanissimo Mar dei Sargassi, compiendo migrazioni eccezzionali, attraversando mari e zone prive di acqua.
Il facile allevamento ha reso questa specie presente ovunque, anche grazie all'altissima resistenza a qualsiasi clima.





Gli Endemismi.

Si tratta di particolari specie originarie unicamente di pochissimi luoghi tanto da renderle praticamente uniche. Nel nostro territorio i principali endemici sono:

-Barbo Padano
-Barbo Tiberino
-Savetta
-Trota Macrostigma
-Trota del Fibreno
-Carpione del Garda
-Marmorata Padana
-Ghiozzo Padano
-Ghiozzeto di laguna
-Lampreda Padana
-Storione Cobice



accanto alle suddette speci elencate, bisogna sottolineare l'esistenza di innumerevoli altre creature che popolano le nostre acque, quali molluschi e crostacei di vario genere, fondamentali pedine dell'equilibrio dei vari ecosistemi.



Normativa e Tutela


Nel panorama legislativo italiano, la tutela delle acque interne è delegata nello specifico alle Province che si occupano appunto delle proprie acque di competenza (talvolta rimandando nello specifico ai vari centri locali come Comunità montane o Parchi nazionali e regionali) .
Al di la della cura dei bacini e dei corsi d'acqua nello specifico, ogni Provincia italiana ha redatto un personale documento in merito alla tutela delle specie ittiche locali, con particolare riguardo alla pesca sportiva e professionale.
La tendenza è di salvaguardare in vario modo le varie specie, ponendo di fatto maggior cura riguardo gli autoctoni nazionali (ma molto spesso anche per tutti gli altri) .
Generalizzando le normative si occupano soprattutto di tutela del periodo riproduttivo e della taglia minima di trattenimento. Nel primo caso si pone l'attenzione su quei periodi di fertilità e riproduzione delle varie famigle, concretizzato in un divieto assoluto di pesca in tali stagioni (purtoppo però non sempre il periodo di riproduzione reale coincide con quello legale). Nel secondo caso invece si intende limitare il trattenimento del pescato unicamente in stadio maturo, preservando le future popolazioni.
Importante divieto ai fini di salvaguardia è quello di immissione volontaria di qualsiasi forma di vita nelle nostre acque, punita in tutto il territorio.
Accanto a queste norme universalmente adottate da tutte le amministrazioni, localmente esistono anche zone di interesse tutelate da divieti perenni, volti alla conservazione totale di ambienti e ecosistemi.

A livello nazionale è possibile segnalare qualsiasi irregolarità, sia essa pesca di frodo o sversamento di materiali vietati al numero 1515 (Emergenza Ambientale - Corpo Forestale dello Stato).

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