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La componente antropica

Nella loro diffusione sulla Terra gli uomini si sono trovati di fronte una grande varietà di ambienti, alcuni ostili, altri favorevoli all'insediamento. Le regioni montuose per l'asprezza e la ripidità dei terreni, la rigidità del clima, la scarsa fertilità del suolo hanno costituito in genere un ostacolo da aggirare o da superare, ma spesso anche una barriera sulla quale fermarsi. Alcuni popoli, infatti, le hanno scelte come aree di rifugio oppure per sfruttarne le limitate possibilità economiche legate all'allevamento del bestiame, al taglio della legna dei boschi, all'estrazione dei minerali dal sottosuolo. Si tratta comunque, sempre, di isole a bassa densità demografica nelle quali le popolazioni hanno potuto mantenere nel tempo la loro identità linguistica, religiosa ed etnica grazie anche alla mancanza di contatti dovuta alla precarietà delle comunicazioni.

le Alpi, ad esempio, sono state il punto d'incontro e di arresto di Germani, Latini, Slavi, tutti popoli appartenenti al ceppo linguistico indoeuropeo e oggi il problema delle minoranze (ladine, occitane, Walser, Valdesi, ecc.) è particolarmente attuale e vivo tanto che la legislazione degli stati interessati tende a garantirne e a proteggerne la sopravvivenza culturale.

Tutto ciò accresce ancora di più l'interesse per l'escursionismo alpino che consente l'incontro con civiltà diverse da quelle della pianura con una cultura materialmente forse più povera, ma originale e funzionale nell'ambito di un'economia un tempo di assoluta autosufficienza.

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Le nostre escursioni partono di solito da un villaggio la cui ubicazione non appare mai casuale, ma risponde a precise motivazioni di differente carattere. Il 60% degli insediamenti umani alpini è situato su terrazzi che interrompono il pendio della montagna, godono di un clima più favorevole e permettono un più razionale sfruttamento delle risorse agricole. Oltre alla presenza di una sorgente e di un torrente e ad una migliore protezione da frane e valanghe, essi presentano nella maggior parte dei casi una ottimale esposizione al sole. Quest'ultimo elemento assume importanza decisiva per le valli longitudinali con direzione est-ovest (ad esempio la Valtellina) dove l'80-90% dei villaggi si trovano sul versante esposto al sole e solo il 10-20% su quello in ombra.

I centri di fondovalle, svantaggiati climaticamente per la presenza della nebbia e di una temperatura inferiore a causa dell'inversione termica, sono sorti invece con motivazioni commerciali, lungo le principali vie di comunicazione o alla base di importanti passi. La loro posizione risulta comunque marginale, ai lati del fondovalle, spesso nel passato paludoso, e sui coni di deiezione.

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Sugli Appennini l'ubicazione degli insediamenti si giustifica spesso con le vicende storiche. Si trovano infatti sulla cima i un colle o allungati sui crinali, in posizione elevata rispetto al fondovalle e più facilmente difendibili nel caso di assalti e di scorrerie. Si presentano compatti, con le case addossate le une alle altre e raggruppate attorno alla piazza della chiesa.

Il limite altimetrico degli insediamenti permanenti si aggira sul versante meridionale delle Alpi intorno ai 1200-1300 metri e solo in situazioni particolari sfiora o supera i 2000 metri (il record a tale riguardo spetta a Trepalle in Valtellina che con i suoi 2069 metri di quota è il comune abitato più alto d'Europa), Sugli Appennini non oltrepassa i 1200-1300 metri.

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Una volta imboccato il sentiero e lasciato alle nostre spalle il paese, incontriamo a quote superiori altre forme di insediamento, contrade, frazioni, case sparse poste a differenti livelli altimetrici, a testimonianza di un accentuato individualismo e di un'economia molto frazionata e differenziata che un tempo garantiva alle popolazioni alpine una completa autonomia alimentare e tecnologica. Tipico è il frazionamento aziendale e la polverizzazione dei fondi, conseguenza del diritto romano secondo il quale ad ogni erede doveva venire assegnata una parte dei singoli appezzamenti (una parcella di bosco, di prato, di campo, di orto), quasi sempre molto lontani l'uno dall'altro.

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