Resource icon

Morfologia del territorio

La componente più appariscente è certo la forma del terreno, frutto delle forza che agiscono all'interno della crosta terrestre e dell'incessante azione dell'atmosfera e dell'idrosfera.

I rilievi sono quindi soggetti a una azione di degradazione che avviene attraverso processi fisici (disgregazione) e chimici (alterazione) che li rendono simili a grandiosi castelli in demolizione. La loro forma non dipende soltanto dalla disgregabilità della roccia e dalla disposizione degli strati, ma anche dalle condizioni climatiche di una regione che determinano i vari tipi di degradazione meteorica.

Sulle Alpi, per la maggior resistenza della roccia, ha avuto il sopravvento un'erosione lineare che ha loro conferito un aspetto impervio. Sugli Appennini, invece, la predominanza di rocce tenere, come argille, calcari, arenarie ha fatto si che le forme del terreno assumessero aspetti più dolci e arrotondati; qui, sui più ripidi pendii argillosi, il ruscellamento delle acque piovane ha spesso inciso una serie di solchi disposti a ventaglio che ad ogni pioggia si ingrandiscono: sono i calcari che disegnano sul terreno un paesaggio in sfacelo privo di vegetazione.

compmorfologica1.jpg

Gli effetti del modellamento esogeno sono evidenti non solo nella morfologia dei rilievi, ma anche in quella delle valli. La maggior parte delle vallate alpine mostra il classico motivo trasversale ad U con i fianchi ripidi per l'azione erosiva di un antico ghiacciaio e un largo fondovalle nel quale serpeggia un torrente che in parte ne ha modificato la morfologia. Tipiche sono anche le valli sospese, collegate a quella principale da un ripido gradino sovente inciso da un torrente o superato da un fiume mediante una cascata. Le valli dovute alla sola escavazione fluviale, tipiche degli Appennini, presentano al contrario un profilo trasversale a V con un fondovalle stretto fra due versanti che degradano in maniera regolare.

compmorfologica2.jpg

Alto Basso