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Orientamento con un traguardo

Nelle nostre uscite siamo abituati a camminare per sentieri, ma cosa accadrebbe se a un certo punto per distrazione, per maltempo, perchè non si conosce la strada smarrissimo il sentiero? Indubbiamente ci saremmo persi allora avremo la necessità di orientarci. La prima cosa che dobbiamo fare sempre in escursione è quello di portarci dietro una bussola con puntatore e la cartina del luogo dove stiamo facendo l’escursione. E’ importante documentarsi prima sui luoghi che si vogliono visitare in modo da avere una visione di insieme e cercare di individuare dei punti di riferimento lungo i sentieri, in questo senso la rete ci sarà molto utile. Un rifugio, una grotta, una dolina, un punto panoramico ecc. Questo tipo di informazioni ci aiuteranno a orientarci sul sentiero ma ci potranno essere molto utili nel caso ci dovessimo smarrire perchè camminare e poi individuare sul terreno un luogo che si era visto in foto, su una guida potrebbe significare la svolta. Orientamento non vuol dire solo sapere usare bussola e cartina, ma occorre imparare ad osservare ciò che ci circonda, capire la conformazione del terreno e da li iniziare a prendere decisioni. Non dimentichiamoci che il fattore meteo è di fondamentale importanza.

La conformazione del terreno: potrebbe sembrare una banalità ma una cosa è muoversi in Trentino in mezzo a un bosco di abeti dove gli aghi di pino non fanno crescere nulla allora si ha la possibilità di percorrere lunghe di stanze in dislivelli accettabili perchè il percorso è sgombro. Un’altra cosa è muoversi nel Lazio dove sempre in presenza di dislivelli accettabili non si potranno percorrere distanze discrete in quanto la vegetazione spesso composta da faggi e querce ma anche da arbusti di vario genere ci costringeranno a parecchie deviazioni dove sarà necessario verificare la direzione ogni volta. Inoltre più ci guarderemo intorno per cercare dei riferimenti più tutto ci sembrerà uguale a meno che non avremo nelle vicinanze un albero secolare cha avrà dimensioni consistenti ho una grossa roccia in mezzo a tanti alberi e arbusti e proprio per la sua differenza con il resto che ci circonda lo potremmo prendere come punto di riferimento. Sapendo da dove siamo partiti e calcolando le ore di cammino attraverso la conformazione del terreno con l’ausilio delle curve di dislivello potremmo essere in grado, approssimativamente, di capire dove siamo.

Il meteo: nebbia, pioggia battente, nevischio, neve sul terreno ci disorienteranno non poco. Inoltre anche se fossimo su un punto di osservazione posto in alto avremmo difficoltà ad individuare almeno un punto di riferimento grazie al quale potremmo effettuare la rilevazione del punto sulla nostra cartina.

Punto di osservazione: Per riuscirci a orientare con bussola e cartina la prima cosa che dobbiamo fare è cercare un punto di osservazione. Ci sarà impossibile in mezzo a un bosco effettuare un traguardo. Il nostro punto di osservazione dovrà essere ubicato in una posizione dominante, in alto o in un punto dove la vegetazione si apre su una valle per esempio.

Punti di riferimento: Non riuscendo a capire dove ci troviamo la prima cosa che dobbiamo fare, meteo permettendo, è trovare un punto di riferimento grazie al quale riusciremo a fare la rilevazione del punto. In genere bisogna stare su un luogo posto in alto dal quale si possa avere la possibilità di distinguere per esempio: la cima di un monte, un casolare, una strada o sentiero, un paesino. Attraverso la conformazione del terreno attraverso l’utilizzo delle curve di livello sulla cartina e l’ubicazione del nostro punto di riferimento potremmo iniziare a capire orientativamente dove ci troviamo.

Punti cardinali: E’ importante capire dove si trova l’asse nord-sud per poi decidere in che direzione moversi. Con una bussola anche di quelle a bottone è molto semplice trovare l’asse nord-sud. L’importante è che la bussola sia posta almeno a una distanza di 2 mt dal metallo della nostra attrezzatura che potrebbe influire sull’orientamento dell’ago magnetico della bussola (penso immediatamente ai neck knife, a una collana a un orologio che si porta al polso).

Uso della cartina: La cartina prima di esere usata deve essere orientata a nord con l’ausilio di una bussola. Impariamo ad osservare il terreno, cosa ci circonda, cosa spicca all’orizzonte (ruderi, fontanili, strade, viottoli, sentieri, casolari ecc.) e proviamo a vedere se ritroviamo le stesse cose sulla cartina e poi con la bussola iniziamo a fare i rilevamenti per trovare la nostra posizione. Aiutiamoci con le curve di livello.

Il punto con la bussola: Il punto con la bussola e la cartina, una volta trovato un punto di riferimento sul terreno si può effettuare per mezzo del

Rilevamento con un traguardo

Questa tecnica è veloce da effettuare e si adopera prorpio nel caso in cui ci si è persi o le condizioni meteo consentono solo per pochi istanti l'individuazione del punto di riferimento. Basta essere sicuri almeno su un solo punto di traguardo e si può arrivare a determinare la propria posizione.

Per esempio scelta la cima di un monte come punto di traguardo:

1. Con l'ausilio della bussola orientare la cartina secondo l'asse NORD/SUD.
2. Trovare almeno un punto di riferimento a vista a noi familiare sul terreno che siamo riusciti a rilevare sulla cartina.
3. Bloccare sul terreno la cartina secondo l'orientamento effettuato al punto (1).
4. Mirate con la bussola sul punto di riferimento, rilevandone e annotando i gradi in base al nord.
5. Posizionate il centro preciso della bussola sul punto traguardato.
6. Tracciare una semiretta partendo dall'angolo letto.

Questa linea attraverserà per forza il nostro punto di osservazione. Seguendo questa linea e osservando la conformazione del terreno confrontandolo con quello della cartina riusciremo a capire quale è il nostro punto di osservazione.

La stessa cosa può essere fatta con due punti ma anche con altri, maggiori saranno i punti di riferimento e di intersezione tra le rette che andremo a tracciare con maggiore precisione riusciremo ad individuare sulla carta il punto dove ci troviamo. Quando si usa fare il punto con due traguardi vi consiglio, se possibile, di scegliere punti di riferimento tra un angolo più vicino possibile a 90°. Questo semplice accorgimento vi consetirà di velocizzare l’operazione e di ridurre il margine di errore.

Se stiamo percorrendo un sentiero di certo non avremo bisogno del secondo punto la retta che interseca il sentiero si trasforma in una vera e propria x che ci indicherà il punto.

Attenzione! La bussola è una strumento magnetico, può essere influenzato da campi magnetici prodotti da apparecchiature elettriche, elementi ferromagnetici o anche solo grosse masse ferrose. Inoltre esistono in natura zone di declinazione magnetica alterata.

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