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Orientarsi con la sola bussola da un punto noto

Premessa
Sono date per scontate e fatto salve le norme di precauzione minime per coloro che desiderano visitare luoghi non conosciuti.
Visitare una zona sconosciuta senza guardare una mappa topografica è sconsigliabile per molteplici motivi, questo è solo un esempio didattico sull'uso della bussola.
Cosa serve
Occorre una bussola, con l'ago correttamente magnetizzato, che abbia la caratteristica di una facile lettura dei gradi (con gradazione di almeno 5 gradi).
Vanno bene tanto quelle da marcia che quelle cartografiche.
Per la carta va benissimo un piccolo blocco notes, o comunque un foglio di carta da usare e poter riporre in luogo sicuro ed asciutto e una semplice matita.
Come fare
Partendo da una posizione nota ci fermeremo nella nostra esplorazione in un punto che ha caratteristiche uniche e facilmente individuabili da lontano e che contemporaneamente permetta di vedere il punto noto precedente. In questo modo, segnando sulla carta l'azimut con cui vediamo l'ultimo punto noto, anche con l'ulteriore accortezza di segnare la distanza approssimativa (o con la tecnica dei doppi passi o "a occhiometro"), potremmo ritrovare la strada del ritorno e magari confrontare, con calma ed a casa su una mappa della zona, gli spostamenti effettuati e i posti visitati.
Esempio pratico
Parto dal posteggio in cui ho lasciato la macchina e mi inoltro nel bosco in cerca di funghi. Dopo una breve camminata, sempre stando attento a non perdere di vista il posteggio, trovo un punto in cui c'e' un elemento caratteristico (es. mi ritrovo vicino ad un grosso albero secco, che spunta su tutti gli altri, presumibilmente visibile da molto lontano) quindi mi segno l'azimut con cui dal punto dell'albero secco vedo il posteggio.
Proseguo e mi inoltro, come vedo che sono in un punto abbastanza visibile da lontano (es. in prossimità di una sporgenza rocciosa) e contemporaneamente vedo l'ultimo punto segnato (l'albero secco)mi segno l'azimut che leggo inquadrandolo.
Proseguirò di conseguenza e mi fermerò nei punti caratteristici per loro natura e per facilità di veduta sia perchè visibili da lontano sia perchè vedo chiaramente il punto precedente, segnando di volta in volta l'azimut del punto noto precedente.
Quando desidererò tornare indietro non farò altro che guardarmi indietro dall'ultimo punto noto e con l'aiuto della bussola, rileggendo i gradi segnati, ritornare sui miei passi. Ecco un esempio di nota.


  1. albero grosso secco 30° vedo posteggio
  2. masso sporgente 15 ° vedo albero grosso secco
  3. madonnina del bosco in mezzo a due stradelli 62° vedo masso sporgente
  4. grande cartello segnalatore "cava" 120° vedo madonnina del bosco
  5. funghi porcini sotto grande quercia secolare 250° vedo cartello cava

se poi si ha l'accortezza di stimare la distanza con la tecnica dei doppi passi o comunque approssimare a vista si può aggiungere l'utile misura es.

- albero grosso secco 30° vedo posteggio a 150 m

in questo modo nell'esempio sopra riportato, raccolti i funghi, posso tornare indietro al posteggio sapendo già quanta strada devo fare (basta sommare le distanze stimate), ed aver memorizzato utilmente su carta dove ho trovato i funghi per la prossima volta. Inoltre posso scoprire dove sono i funghi su una mappa della zona, ridisegnando il percorso con calma a casa, con matita e tramite goniometro (che misura i gradi azimut misurati) e righello (per le distanze stimate).
Nota sulle distanze dei vari punti noti
La distanza ottimale dei vari punti varia ovviamente dalla disponibilità degli stessi punti caratteristici sul territorio e dalla visibilità presente.
Si deve tener presente che è opportuno considerare non dico la peggiore ipotesi (nebbia in piena notte ... che sarebbe visibilità di pochissimi metri e quindi escluderebbe a priori l'esplorazione di posti sconosciuti) ma almeno una brutta in caso in cui le condizioni ottimali partenza (alta visibilità e pieno sole) peggiorino (tipo pioggia fitta).
Conclusioni e consigli
In generale è la consapevolezza di andare in giro guardando bene cosa ci circonda riferendoci ai punti cardinali che si acquisisce il senso di orientamento. La bussola è un aiuto fondamentale se unita ai punti di riferimento sul luogo, tenerla in tasca per il solo, falso, senso di sicurezza serve ben poco.


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Autore
kijio
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Ultime recensioni

La prossima volta che farò un salto al bosco, seguirò i tuoi suggerimenti :)
È una tecnica che uso spesso nel bosco e funziona. Si deve però avere l'accortezza di mantenere il più possibile fedelmente la direzione di marcia (ed in ambienti boschivi potrebbe essere complicato, in quanto si devia spesso senza accorgersene).
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