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Raccolta e potabilizzazione dell’acqua

Esistono diversi metodi per reperire l’acqua in natura alcuni prevedono: la distillazione, la raccolta attraverso l'evaporazione dell'acqua dalle piante. Si tratta di metodi efficaci ma lenti e che garantiscono piccole quantità di acqua. Diversa invece è la situazione a seguito di una pioggia. Si tratta di un metodo veloce, pratico, sicuro che garantisce una maggiore quantità di acqua capace di garantire il giusto apporto idrico al fisico in caso di necessità.
[FONT=&amp]Dopo una pioggia la zona si presenterà con abbondanza di acqua: pozze, incavi di alberi pieni di acqua, acqua che scorre nei fossi. La prima domanda da porsi è : l’acqua che è presente la posso raccogliere? La risposta è si a patto che in zona non ci siano evidenti segni di inquinamento chimico per esempio la presenza di fusti metallici, fabbriche, presenza di agricoltura che spesso tra fertilizzanti e antiparassitari fa uso di chimica. Stessa identica cosa nel caso in cui si è a valle e si sa che a monte della zona che si sta battendo ci sono presenti installazioni umane che potrebbero avere fosse biologiche. La presenza di tutto ciò che è stato elencato fa si che nell’acqua in zona possano esserci presenti batteri e agenti chimici che possono comunque risultare nocivi alla salute dell’uomo. Accertatisi dell’assenza di questi fattori occorre scegliere il luogo di raccolta. [/FONT]
[FONT=&amp]Evitare le pozze di acqua stagnanti, e l’acqua presente negli incavi degli alberi. In queste condizioni l’acqua può essere meta di animali che si vengono ad abbeverare, quindi potrebbero esserci microrganismi che gli apparati digerenti degli animali riescono a distruggere e metabolizzare al contrario dell’uomo. L’acqua stagnante è soggetta alla presenza materiali organici quali muschi, foglie secche, insetti morti quindi di per se una concentrazione di batteri non indifferenti.[/FONT]
[FONT=&amp]Il luogo migliore per scegliere un punto dove raccogliere l’acqua è per esempio in un fosso dove l’acqua scorre, meglio un po più a valle perché il movimento, lo scorrere fa ossigenare l’acqua. Il punto di raccolta deve essere su rocce poiché in questo modo l’acqua che raccoglieremo nel nostro contenitore avrà una minore percentuale di terra.[/FONT]

IMMAGINE 0 ( L'acqua come era, come diventa dopo il filtraggio prima della pastorizzazione)

[FONT=&amp]IMMAGINE 1 (Particolare del punto di raccolta).[/FONT]

[FONT=&amp]IMMAGINE 2 (Punto di raccolta su rocce a valle di un fosso d’acqua).[/FONT]


[FONT=&amp]Dalla fotografia si potrebbe pensare che la schiuma presente si saponata (agente chimico!!), invece si tratta di una normale sospensione di schiuma causata proprio dal movimento dell’acqua tra le rocce unito a qualche sostanza naturale che fa da tensioattivo.[/FONT]
[FONT=&amp]A seguito della raccolta l’acqua nonostante sia stata presa non da una pozza si mostrerà con diverse impurità e sarà caratterizzata da un aspetto torbido proprio perché durante il suo cammino avrà raccolto diversi materiali.[/FONT]

[FONT=&amp]IMMAGINE 3 (Notare l’aspetto torbido e sporco dell’acqua)[/FONT]
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[FONT=&amp]A questo punto occorre filtrare meccanicamente per eliminarne le impurità ci si aiuterà con un filtro che potrebbe essere: un fazzoletto di cotone, una bandana, una felpa, un calzino. Nel nostro caso si è scelto due semplici fazzoletti di carta che fanno passare l’acqua per capillarità poichè hanno una trama molto fitta e quindi garantiscono l’arresto di insetti, residui di terra, residui di flora anche se questi residui avessero una dimensione notevolmente piccola molto piccolo. Il filtro per essere veramente efficiente deve essere composto anche da frammenti di carbone, nei filtri preconfezionati c’è il carbone attivo che non è altro che carbone. Il carbone ha la capacità di assorbire e quindi di trattenere le sostanze sulla superficie dell’acqua proprio per il principio dell’assorbimento.[/FONT]

[FONT=&amp]IMMAGINE 4 (Triturazione per compressione di un pezzo di carbone, per creare lo strato di carboni attivi per il nostro filtro ).[/FONT]

[FONT=&amp]IMMAGINE 5 (Operazioni di filtraggio).[/FONT]
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[FONT=&amp]In definitiva il nostro filtro era composto da due fazzoletti di carta in basso, il carbone e un terzo fazzoletto di carta a chiusura del filtro. Il tutto messo in una specie di imbuto fatto con il collo di una bottiglia di plastica. [/FONT]
[FONT=&amp]Al termine del filtraggio l’acqua si presenta ancora torbida, ma ha perso quel colorito giallastro dovuto all’alta presenza di impurità eliminate grazie al carbone.[/FONT]

IMMAGINE 6 (Differenze dell'aspetto dell'acqua pre e post filtraggio)

[FONT=&amp]Ultimo step prima di poterne fare uso è quello di bollirla per almeno 5 minuti al fine di distruggere la carica batterica contenuta in essa. Dopo la bollitura l’acqua risulta già potabile ma se si vuole essere più che sicuri la si potrebbe disinfettare ulteriormente attraverso le apposite pasticche potabilizzatrici facilmente reperibili in qualsiasi farmacia, di contro in assenza di queste l’acqua potrebbe essere disinfettata con altri prodotti chimici :[/FONT]

[FONT=&amp]- Ipoclorito di sodio dal 5 al 6%: dalle 2 alle 4 gocce per ogni litro di acqua. In questo caso prima di berla dovremo aspettare alcune ore per attendere che il cloro decada.
- Tintura di iodio al 2%: 5 gocce per ogni litro di acqua, fino ad un massimo di 8 gocce.
- Betadine: dalle 10 alle 16 gocce per litro (lo iodopovidone non contiene alcol);[/FONT]

Attenzione[FONT=&amp]:

[/FONT]- I disinfettanti chimici vanno tenuti ad agire almeno 20-25 minuti
- Per quanto riguarda l'ipoclorito, dopo aver atteso questo tempo, si consiglia di consumare l'acqua abbastanza presto poiché il cloro è un gas e tende a liberarsi dalla fase acquosa abbastanza facilmente. Affinché l'ipoclorito funzioni bene, l'acqua deve essere ben filtrata e fatta decantare prima dell'aggiunta, poiché il cloro forma cloramine (nocive) in presenza di materiale organico pesante.
- Tra i disinfettanti chimici la tintura di iodio ha l'unica controindicazione di non essere utilizzata da donne in gravidanza o da chiunque soffra di problemi di tiroide e allergie. A temperatura ambiente lo iodio è un solido per cui riesce a rimanere solubilizzato in acqua in maniera perenne.

[FONT=&amp]Tintura di iodio e betadine sono dei comuni disinfettanti che potrebbero far parte del nostro kit di pronto soccorso sempre presente nel nostro zaino. In questo caso avremmo ottimizzato il nostro equipaggiamento in quanto il disinfettante avrebbe un uso polivalente: disinfettante e purificatore chimico per acqua.[/FONT]

[FONT=&amp]Riassumendo le operazioni da effettuare per ottenere acqua potabile sono: [/FONT]

  • [FONT=&amp]Raccolta.[/FONT]
  • [FONT=&amp]Filtraggio Meccanico.[/FONT]
  • [FONT=&amp]Potabilizzazione tramite bollitura.[/FONT]
  • [FONT=&amp]Disinfezione chimica (non sempre necessaria dopo la bollitura).[/FONT]
[FONT=&amp]Cosa serve[/FONT][FONT=&amp]: 2 contenitori uno per la raccolta, un altro contenitore per depositare l’acqua filtrata questo deve essere resistente al fuoco, filtro meccanico, pasticche potabilizzatrici.[/FONT]



Vi posto due link molto interessanti sul tema: il link di un sito di un noto produttore specializzato in prodotti per la purificazione dell’acuqa e il link, sempre della stessa azienda, una guida sull’acqua contenente informazioni molto interessanti in merito.


Katadyn Products - Katadyn Products Inc.


[FONT=&amp]http://www.katadyn.com/fileadmin/user_upload/katadyn_products/Downloads/Water_Guide_EN.pdf[/FONT]

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CADMO
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