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Topografia

Carte topografiche
Per muoversi nell'ambiente, qualsiasi esso sia, è necessario sapersi orientare perché questo significa sapere dove ci si trova rispetto a un punto che si vuole raggiungere e come raggiungerlo. Orientarsi consente anche di apprezzare meglio tutto il territorio che ci circonda.

La carta topografica (chiamata di seguito anche solo "carta") è una rappresentazione ridotta, approssimata e simbolica, della superficie terrestre.
La riduzione avviene in base ad un rapporto prestabilito tra la distanza reale misurabile tra due punti sul terreno e la distanza misurabile tra i due punti che li rappresentano sulla carta, questo rapporto è detto "scala", ad esempio la scala 1:25000 significa che 1 millimetro sulla carta corrisponde a 25000 millimetri (ovvero 25 metri) sul terreno.

Avendo a disposizione una carta topografica si può:
  • avere un'idea abbastanza reale del terreno
  • misurare le distanze
  • studiare il cammino da percorrere
  • stabilire la posizione in cui ci si trova in un determinato momento

Non tutti gli oggetti di interesse pratico possono essere rappresentati sulla carta rispettando la loro scala e pertanto si ricorre a simboli convenzionali elencati a margine della carta con i rispettivi significati con i quali è opportuno prendere confidenza. Questi si riferiscono a costruzioni, strade, sentieri, corsi d'acqua, vegetazione, ecc.

Per rappresentare sulla carta il rilievo del terreno si utilizzano le isoipse o curve di livello. Le isoipse sono curve che uniscono punti con uguale quota sul livello del mare (dal greco isos = uguale e hypsos = alto) dando una visione plastica dei dislivelli. Tra due isoipse vicine c'è un dislivello fissato e riportato nella leggenda della carta, ad esempio sulle carte in scala 1:25000 le curve di livello principali sono disegnate ogni 25 metri di dislivello. Quanto più le isoipse sono vicine tanto più ripido è il pendio che rappresentano, viceversa più sono distanziate più la pendenza sarà bassa. Di ciò bisogna ricordarsi quando si misurano le distanze sulla carta: la distanza reale sarà tanto maggiore quanto maggiore sarà la pendenza. Disegnando graficamente un triangolo rettangolo (si prenda come base uno dei due cateti) in cui la base equivale alla distanza calcolata sulla carta e l'altezza al dislivello calcolato con le curve di livello, si può trovare la distanza reale da percorrere che è uguale all'ipotenusa del triangolo così fatto.

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Fondamento di ogni carta topografica è la rete costituita dai meridiani (linee immaginarie verticali, che vanno da Nord a Sud, passanti per i poli e perpendicolari all'Equatore) e dai paralleli (linee immaginarie orizzontali, orientate da Est ad Ovest parallele all'Equatore), alle quali è riferita, con longitudine e latitudine (che si misurano in gradi), la posizione di ciascun luogo.

La longitudine parte dal meridiano 0 (Greenwich), aumenta verso Est fino a 180° e diminuisce verso Ovest fino a -180°. Lo zero della latitudine è l'Equatore dal quale le latitudini vanno aumentando verso Nord fino a 90° e diminuendo verso Sud fino a -90° che corrisponde rispettivamente al Polo Nord e al Polo Sud. Ogni grado è diviso in 60 minuti (') e ciascun minuto in 60 secondi (''). Vedi anche la rappresentazione mediante coordinate UTM.

Una carta topografica dei luoghi che ci apprestiamo a visitare e una bussola non dovrebbero mai mancare nello zaino durante un trekking e vanno consultati spesso, non solo quando si perde orientamento ma anche durante il percorso.
Memorizzare preventivamente elementi del territorio rilevati dalla carta, significa, lungo il cammino stesso, sapere sempre con buona approssimazione dove ci troviamo.

Dove reperire le carte topografiche
Le carte topografiche più indicate per l'escursionismo sono quelle con scala 1:25.000 (1 cm = 250 metri). Quelle in scala 1:50.000 (1 cm = 500 m) si rivelano utili per avere il quadro generale di un itinerario lungo. Purtroppo non sempre sono aggiornate, specialmente in merito alla sentieristica, perciò prima di acquistarle conviene verificare la data di pubblicazione.

  • Portale Cartografico Nazionale. Portale dedicato alla visione gratuita on-line della Cartografia a base Nazionale dell'intero territorio italiano. E' presente l'intera cartografia IGM 1:25.000, le ortofoto (foto dall'aereo) a colori ad alta risoluzione, il modello digitale del terreno e altra cartografia in scala più grande.
  • Istituto Geografico Militare. Pubblica le carte topografiche, suddivise in fogli, quadranti e tavolette, in scala 1:100.000, 1:50.000 e 1:25.000.
  • Sportelli cartografici regionali in Italia: i link ai portali delle singole regioni li trovate nel blocco degli approfondimenti delle singole regioni della sezione Luoghi e attività.
  • Edizioni Il Lupo. Cartografia in scala 1:25000 dei principali parchi e catene montuose dell'Appennino.
  • Carte SELCA. Pubblica carte topografiche di cui alcune molto ben fatte dedicate all'escursionismo.
  • Le Carte turistiche Kompass. Coprono tutto l'arco alpino, parte dell'Appennino e dell'Italia insulare. Sono in scala 1:25000 e 1:50000. Sono anche disponibili carte topografiche per escursionisti e cicloturisti relative all'Austria e alla Germania.
  • Casa editrice Tabacco. Pubblica carte in scala 1:50.000 e 1:25.000, copre il settore nord-orientale delle Alpi: Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto.
  • Touring Club italiano. Oltre ad atlanti, piante di molte città d'Italia e carte turistiche d'Europa, dispone di una cartografia, dedicata alle regioni, in scala 1:200.000 e di carte turistiche in scala 1:50.000 e 1:100.000 delle Alpi, di parte dell'Italia centro-meridionale e di diversi Parchi nazionali.
  • Istituto Geografico Centrale. Pubblica una serie di carte in scala 1:25000 e 1:50.000, principalmente delle Alpi Occidentali e Centrali. Vengono aggiornate spesso e sono espressamente studiate per gli escursionisti.

La bussola
Per un buon utilizzo delle informazioni presenti sulla carta topografica è indispensabile l'utilizzo congiunto della bussola.

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La bussola è un semplicissimo strumento che con l'ago magnetico segna il Nord magnetico, in base al quale si determina la direzione che si deve seguire. Il quadrante circolare è suddiviso in 360°. Il Polo magnetico, segnato dalla bussola, non corrisponde al Nord geografico. La differenza angolare, cosiddetta declinazione (vedi declinazione magnetica), varia secondo il luogo e cresce o cala con il tempo poiché il campo magnetico della Terra muta continuamente. In Europa la declinazione ha un valore molto basso, ma in alcune zone del mondo raggiunge valori anche di 10-20°. Pertanto bisogna controllare sempre sulle carte topografiche il valore della declinazione, e correggere poi la direzione reale aggiungendo o sottraendo il numero dei gradi indicati. Queste operazioni servono poco per le escursioni brevi in zone dove la declinazione è bassa, ma nel caso di un lungo trekking dove la declinazione è notevole si devono sempre tenere in considerazione.

Esistono diversi tipi di bussole. Per quelle semplici è sufficiente compiere una rotazione fino a far coincidere la punta dell'ago con il Nord, dopodiché si può leggere la posizione dei vari punti cardinali. Altre, più complesse, possiedono un quadrante girevole con l'aggiunta della rosa dei venti, si stabilisce allora la direzione immediatamente. Diversi tipi hanno anche un mirino che permette di eseguire rilevamenti. Un modello molto pratico per la lettura sulla carta è quello usato nelle gare di orientamento (nella foto in alto, montata su una base di plastica), poggiandolo sulla carta topografica aiuta a leggere con molta precisione la direzione e a fare rilevamenti.

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Punti cardinali
  • Nord = 0° oppure 360°
  • Est = 90°
  • Sud = 180°
  • Ovest = 270°
Avendo il Nord davanti, il Sud rimane alle spalle, l'Est perpendicolarmente a destra, e l'Ovest dalla parte opposta.

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Orientare la carta topografica con l'aiuto della bussola
Ogni volta che si legge una carta topografica nel territorio bisogna per prima cosa orientarla con l'aiuto della bussola. E' un'operazione semplicissima ma importantissima in quanto ci consente di avere i punti sulla carta orientati nella stessa direzione dei corrispondenti punti sul territorio.

Prima di tutto bisogna tenere in considerazione che:
  • la bussola deve essere assolutamente orizzontale rispetto al terreno, altrimenti l'ago calamitato non potrà muoversi liberamente.
  • bisogna usare la bussola lontano da linee ad alta tensione o in vicinanza di masse metalliche (utensili di metallo, tralicci, pali di ferro, automobili, ecc.) in quanto possono influenzare l'ago magnetico facendo cadere in gravi errori di orientamento.

Per orientare la carta (vedi immagine sotto):
  • disponi la carta ben distesa in piano
  • appoggia la bussola sulla carta
  • ruota insieme carta e bussola fino a che l'ago magnetico sia parallelo alle linee verticali di longitudine segnate sulla carta facendo attenzione che il Nord dell'ago magnetico sia orientato verso la parte alta della carta

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Studiando con attenzione il posto dove ci si trova, si possono riconoscere alcuni punti in base alla configurazione del terreno o alle varie costruzioni, e in seguito determinare la propria posizione per procedere nella direzione voluta. Il percorso viene valutato sulla base della distanza, del dislivello, dell'angolo di direzione di marcia e della natura del terreno. Da ricordare che in montagna quasi mai la via più diretta è necessariamente la più breve o la più sicura.

Trovare il punto in cui ci si trova sulla carta con il metodo della triangolazione
Per fare il punto è indispensabile avere la carta della zona in cui ci si trova, una bussola, un righello, una matita ed un goniometro.

  1. Si orienta la carta (come visto sopra).
  2. Si determina, con la bussola, l'azimut (direzione in gradi ottenuta puntando la bussola, come nella figura a lato) di un riferimento visibile (una casa, una chiesa, una torre, la cima di un monte) alla vostra destra ed individuabile sulla carta (punto C nell'immagine sotto).
  3. Si traccia sulla carta una linea a matita passante per il riferimento scelto e con inclinazione pari all'angolo azimut trovato per quel riferimento.
  4. Si ripeteranno i punti 2 e 3 per un altro riferimento individuabile a sinistra (punto A nell'immagine sotto).
  5. Eventualmente si può ripetere l'operazione per un altro riferimento (punto B nell'immagine sotto).
  6. L'intersezione delle tre rette dà il punto in cui ci si trova.

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Vedi anche Orientamento con un traguardo
Vedi anche Tecnica del falso scopo

Uso dell'altimetro per l'orientamento
L'altimetro, oltre che per l'uso più evidente di indicarci la quota alla quale ci troviamo, ha anche molte applicazioni, unito alla carta ed alla bussola, nella soluzione di problemi di orientamento. E' importante però che si abbia l'accortezza di tarare l'altimetro tutte le volte che si presenta la possibilità (ad esempio in corrispondenza di un incrocio del sentiero con quota segnata sulla carta topografica, sulla cima di un monte di cui sulla carta è segnata la quota, ecc.)

Se ci troviamo al bivio di un sentiero o alla biforcazione di una valle ed abbiamo dei dubbi su quale strada scegliere, l'altimetro, con l'ausilio della carta ci dirà se il bivio che abbiamo di fronte è quello giusto o se magari ve n'è un altro più avanti. Dalle curve di livello o da una quota indicata sulla carta potremo infatti riconoscere la quota del punto che cerchiamo e controllare la quota del punto in cui ci troviamo.

Il problema dell'individuazione del punto in cui ci si trova (paragrafo precedente) ha nell'uso dell'altimetro un utile controllo in quanto, se, dopo aver fatto il punto con il sistema dei rilevamenti degli azimut, l'altimetro non ci conferma la quota del luogo in cui noi pensiamo di trovarci (con un margine di poche decine di metri) significa che nei rilevamenti abbiamo commesso un errore e quindi converrà ricontrollare il tutto.

L'altimetro può essere utile anche per stimare la propria posizione individuando sulla sulla carta, lungo l'itinerario che stiamo percorrendo, la quota del punto in cui ci troviamo rilevata con l'altimetro. Se infatti il nostro percorso è segnato sulla carta e ha una pendenza, almeno a grandi tratti, sempre positiva o sempre negativa, cioè senza saliscendi, si può determinare il punto in cui si è solamente "scorrendo" il sentiero sulla carta fino a che non si incroci con la quota dove ci si trova rilevata dall'altimetro.

Nel trovare il punto in cui ci si trova mediante il metodo della triangolazione con tre rilevamenti descritta sopra si può sostituire un rilevamento con una curva di livello (la più vicina alla quota rilevata dall'altimetro) o, se ci si trova su un sentiero segnato sulla carta, si possono sostituire due rilevamenti con la curva di livello ed il sentiero. Il sistema è evidentemente molto utile nel caso che si riesca a rilevare un solo elemento noto, ad esempio nel caso in cui l'orizzonte è solo in parte libero da nubi. In tal caso basterà misurare l'azimut dell'elemento noto riportandolo sulla carta, l'intersezione del rilevamento con la curva di livello sulla quale ci troviamo e con il sentiero (o un altro rilevamento) ci darà la nostra posizione.

Un'ulteriore utilizzo dell'altimetro per fare il punto (specialmente in mancanza di visibilità) è quello cosiddetto della "tangente alla curva di livello". Sfruttando il principio che per un breve tratto ogni curva di livello può considerarsi rettilinea si potrà, una volta individuata la curva su cui ci troviamo tramite l'altimetro, misurare con la bussola la direzione di un tratto di essa. Basterà infatti far camminare il proprio compagno in piano per 10 o 20 metri e rilevare l'azimut di quel tratto di curva. Riportando sulla carta tale direzione, il punto di tangenza con la curva di livello su cui ci troviamo ci darà la nostra posizione. Ci sono naturalmente casi, specie se il dubbio sulla nostra posizione spazia su una vasta zona di terreno, in cui tale tangente può corrispondere a più di un punto. In questa eventualità occorrerà verificare altri elementi per individuare il punto in cui ci troviamo veramente: la pendenza del terreno intorno, l'andamento della curva di livello qualche decina di metri più avanti o indietro, la vegetazione, eventuali elementi caratteristici segnati sulla carta. Insomma, quando si è "nei pasticci" la sola topografia, pur fornendo un valido aiuto, può non bastare e a questo punto si deve innanzitutto mantenere la calma sfruttando al meglio i propri mezzi di orientamento e il proprio senso dell'orientamento (vedi orientamento in un ambiente nuovo).

Il percorso rettificato
Il testo di seguito è tratto da Tutto Scout di Attilio Grieco

Il percorso rettificato serve per effettuare in maniera rapida un rilievo topografico di una certa zona, basandoti su un disegno schematico da tracciare lungo il percorso. Questo disegno schematico si chiama percorso rettificato e consiste, come dice il nome, nel raddrizzare il percorso, cioè nel disegnare tutta la strada percorsa lungo una linea retta. Al termine, si potranno disegnare le varie parti del percorso così come sono nella realtà, in modo da costruire una carta topografica della zona.

1ª fase: il percorso rettificato
Dividi il foglio in 3 parti. Nella parte centrale del foglio disegna in scala la strada percorsa e i suoi immediati dintorni (bivi, ponti, incroci, campi,ecc.). Inizia dal basso del foglio e procedi verso l'alto. Utilizza i comuni simboli topografici convenzionali, oppure altri simboli di tua invenzione.

Ogni volta che la strada cambia direzione dovrai tracciare una linea orizzontale di separazione e disegnare il nuovo tratto di strada fino alla curva successiva. Otterrai, così, i vari "pezzi di strada", uno dopo l'altro. Nella fascia centrale del foglio indica, per mezzo di frecce, le varie posizioni che il Nord assumerà via via rispetto alla strada percorsa. Nel percorso rettificato oltre alla freccia indicante il Nord, si devono segnare anche i gradi dell'angolo che la strada forma con il Nord (cioè l'azimut di ogni "pezzo di strada").

Nelle due fasce laterali dovrai scrivere tutto quello che vedi, sia a destra che a sinistra della strada percorsa, tenendo sempre presenti distanze e direzioni. Sul margine sinistro del foglio segna la lunghezza di ogni tratto (misurata con i passi).

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2ª fase: la trasformazione topografica
Finito lo schizzo, potrai costruire una carta topografica schematica delle zone dove sei passato. Basterà prendere un altro foglio di carta, segnare su di esso la direzione del Nord e disegnare le strade percorse, tenendo presenti l'orientamento dei vari "pezzi", cioè le varie direzioni del Nord, e le distanze. In altre parole, disegna in scala il primo "pezzo" del percorso, mettendo il Nord parallelo a quello che hai segnato sul tuo foglio di carta. Poi disegna il secondo "pezzo", mettendo sempre il nord parallelo a quello segnato, poi il terzo e così via. Ricostruirai, in questo modo, il tracciato effettivo della strada percorsa.

Successivamente disegnerai anche quello che precedentemente avevi annotato sulle due fasce laterali del percorso (bivi, ponti, incroci, campi,ecc.), tenendo sempre presenti le direzioni e le distanze. Otterrai, così, una carta topografica delle zone che hai percorso.

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