Resource icon

Tutto quel che serve per il primo cicloviaggio

Viaggiare in bicicletta è il miglior modo per esplorare il mondo: ci si muove in modo sufficientemente rapido da poter attraversare ampi spazi in poche ore, si è al contempo sufficientemente lenti e rilassati per potersi guardare intorno, con una bici adeguata si possono percorrere strade e sentieri di tutti i tipi e nessuna zona è mai preclusa. Inoltre vi accorgerete che, organizzandosi bene, è il modo più economico di viaggiare.

In più, in Europa, di anno in anno aumentano le ciclovie a lunga percorrenza e le strutture di accoglienza, per cui non ci sono più scuse: che voi siate corridori sportivi da 300 km al giorno, 90enni da 10 km al giorno, famiglie con figli al seguito oppure giovani squattrinati alla prima esperienza, troverete sicuramente la strada e l'accoglienza adatta a voi.

Qui alcuni consigli per incominciare


Allenamento


La prima obiezione di tutti i neofiti è: “ma io non sono allenato!”. Nulla di più irrilevante! Se avete un minimo di dimestichezza con la bicicletta e qualche sporadica uscita in pianura alle spalle, potete tranquillamente avvicinarvi al cicloviaggio. La maggior parte delle ciclovie europee a lunga percorrenza sono interamente in pianura, al limite con leggeri dislivelli, affrontabili da tutti. Inoltre, viaggiando in bici, potrete regolare tranquillamente la lunghezza delle tappe a seconda delle vostre esigenze del momento: non vergognatevi di fare tappe da 30-40 km per fermarvi a visitare i luoghi che incontrate. In generale, comunque, anche una persona giovane non molto allenata, una volta preso il ritmo, è in grado di percorrere 80 km in pianura al giorno come media.

Ovviamente valutate bene l'itinerario prima di partire. Se non siete allenati, evitate i tracciati sulle Alpi o sui Pirenei, che sono più impegnativi, e preferite le ciclabili lungo i fiumi o i canali. Con un po' di allenamento, anche le salite chi ora vi sembrano improponibili, saranno affrontabili in futuro.


Bicicletta


La seconda obiezione generalmente è “ma non ho la bicicletta adatta”. Anche in questo caso, la smentita è piuttosto facile: per iniziare, vanno bene quasi tutte le biciclette, purché siano in ordine.

Ovviamente il tipo di percorso condiziona molto la bicicletta scelta: se pensate di affrontare sterrati anche impegnativi, avrete bisogno di una mtb, ma se volete percorrere una ciclopista, andrà bene una bicicletta sportiva, normalmente chiamate da trekking o ibride (talvolta anche citybike).

In generale, consiglio di usare una bici versatile, non troppo specialistica, anche se ci sono viaggiatori che partono con i mezzi più strani. Per iniziare, è importante che abbia i cambi, dei copertoni di larghezza intermedia (dai 28 ai 36 mm), una posizione di guida comoda, un buon portapacchi e, fondamentale, una sella su cui vi trovate a vostro agio. Inoltre, le biciclette hanno le taglie: il telaio dev'essere adatto alla vostra altezza e ci sono delle misure morfometriche da rispettare. La sella, il reggisella e il manubrio possono essere regolati a seconda delle vostre esigenze.

Come per le scarpe, non partite con una bicicletta senza averla ben testata prima: se dopo 20 km di strada state scomodi, vuol dire che la bicicletta va regolata meglio o, forse, cambiata.

Se proprio siete sprovvisti di un mezzo adatto, vi consiglio di guardare nel fiorente mercato dell'usato: una bicicletta tipo Bianchi Spillo o Scott Sportster si può trovare agilmente ad una cifra compresa tra i 100 e i 300 euro, a seconda dell'usura e dell'equipaggiamento. In alternativa anche una mtb anni '90 in acciaio e geometria comoda è un'ottima scelta economica. Non cercate componenti all'ultimo grido: per il cicloviaggio non serve la bicicletta performante, ma quella robusta. Privilegiate quindi l'acciaio e i pezzi durevoli, chiudendo un occhio sulla leggerezza: 300 g di peso non faranno la differenza su 20 giorni di pedalate.

L'importate è partire avendo fatto una revisione completa del mezzo.


Borse


La soluzione più comoda per le ciclovie è il portapacchi con due borse laterali. Il portapacchi dev'essere robusto e ben agganciato: portatevi comunque la viteria di ricambio, perché se qualcosa si romperà o si staccherà, questa probabilmente sarà proprio una vite del portapacchi, dato che è un pezzo molto sollecitato.

Io consiglio borse impermeabili, in materiale cerato, piuttosto che borse in cordura con copri-borsa impermeabile: innanzitutto sono più resistenti, hanno un'impermeabilità maggiore sotto la pioggia e ci permettono di non preoccuparci ad ogni schizzo d'acqua. In più possono essere lavate con la pompa dell'acqua se sono infangate. Le più famose sono le Ortlieb e le Vaude. Io mi sono trovata molto bene anche con le economiche M-Wave Montreal.

Sul portapacchi rimane lo spazio per legare bene una tenda e il materassino (che può essere anche legato al manubrio, nel caso non si abbia una borsa frontale). Ovviamente vanno inseriti anche loro in una sacca stagna.

Per i viaggi transcontinentali, alcuni usano anche le borse laterali sulla ruota anteriore. Io le sconsiglio, se non appunto per viaggi di diversi mesi, dove si affrontano i climi più vari e magari diversi giorni di pedalata in autonomia; per un cicloviaggio in zone antropizzate sono inutili e aumentano considerevolmente il peso del bagaglio. Lavorate nella riduzione dei vostri effetti personali.

Per i lunghi viaggi è comodo avere una borsa al manubrio. Le marche sono le stesse. Anche questa dev'essere impermeabile. Normalmente serve per tenere a portata di mano reflex, guide, portafoglio e altri oggetti d'uso comune. Se non avete la reflex, basta un borsello più piccolo, al telaio. L'importante è che questi siano facilmente rimovibili quando si parcheggia la bici. Se si preferisce, si può usare un marsupio per contenere soldi, biglietti e altri oggetti di valore.

Alcuni preferiscono viaggiare con uno zainetto leggero. Personalmente sconsiglio di portare pesi sulle spalle, perché ostacola il corretto assetto ciclistico e alla lunga stanca. L'importante è non caricarsi uno zaino da trekking sulle spalle, perché sarebbe pericoloso e sbilancerebbe l'assetto. Una buona soluzione può essere quella di alloggiare lo zaino al portapacchi, per poi utilizzarlo quando si è a piedi.

Una nuova tendenza è quella del bikepacking: sulle bici da corsa e sulle mtb, alcuni preferiscono non montare il portapacchi, ma delle sacche sottosella, al telaio e al manubrio. E' sicuramente un modo più leggero di viaggiare, ma permette una capienza e dei pesi ridotti, che rendono l'assetto adatto soprattutto ai viaggiatori minimalisti senza tenda. Per ulterori informazioni bikepacking.it


Dotazione di base e abbigliamento


Visto che sarete in bici tutto il giorno, praticamente a tutte le ore, non dimenticatevi il casco: ne va della vostra sicurezza. Abbinatelo ad un sottocasco, tipo bandana o cappellino.

Le luci, oltre ad essere obbligatorie ovunque, sono realmente indispensabili: procuratevi una luce frontale potente, che vi permetta di percorrere tratti di ciclabile non illuminata, di notte o al mattino presto. Considerate che nei paesi del nord Europa si tende molto meno ad illuminare le strade di campagnia, sprecando meno energia. Per cui un ciclista deve illuminare la sua strada e farsi vedere da chi sopraggiunge in macchina.

Fondamentale anche un kit di riparazione: non bisogna essere un meccanico, ma almeno essere in grado di sostituire una camera d'aria (fate delle prove prima di partire). Portatevi una camera d'aria nuova (delle dimensioni corrette), un paio di leve, una scatola di toppe autoadesive, una pompa per l'aria e un multiattrezzi adeguato alla vostra bici. Vi suggerisco anche una manciata di viti sostitutive.

Portatevi inoltre un buon lucchetto. L'aspetto sicurezza va curato tanto meglio quanto più saranno urbanizzate le aree che frequenterete e quanto più sarà costosa la vostra bicicletta. Se avete intenzione di attraversare grandi città e metropoli, considerate l'idea di un lucchetto ad archetto. Nelle zone rurali basterà un semplice lucchetto a molla, avendo l'accortezza di posizionare la bici e i bagagli in zone sotto controllo. Personalmente, nei luoghi in cui mi volevo fermare (musei, mostre, luoghi d'arte, parchi), ho sempre trovato personale disposto a controllare il mezzo e a prendere in custodia i bagagli.

Per quanto riguarda l'abbigliamento, non dimenticate un paio di pantaloncini imbottiti da ciclista. Devono essere molto comodi e protettivi. Provateli prima, con la vostra sella: dovete essere in grado di percorrere 70 km consecutivi senza soffrire significativamente.

Inoltre considerate il problema pioggia: normalmente, se si parte per più di 3 o 4 giorni, un giorno di pioggia si incontrerà, talvolta abbinata al vento. Pensate bene, prima di cedere alla tentazione di prendervi la pioggia in calzoncini e maglietta. In bicicletta la pioggia è molto più fastidiosa che a piedi: combinata con l'aria, raffredda il corpo e si infila in tutti i pertugi. E' quindi molto importante avere un completo impermeabile: giacca, sovrapantaloni e scarpe. Normalmente saranno tutti materiali in Gore-tex o similari. Se usate le scarpette con aggancio mtb o corsa, potete usare delle sovrascarpe impermeabili. Se invece usate pedali normali, possono andare bene delle scarpe da trekking leggero o trail running in membrana.

Inoltre considerate che, vivendo per vari giorni all'aria aperta, vivrete la meteo con tutti i suoi sbalzi d'umore: portatevi indumenti pesanti per la sera e le notti più fresche e una giacca che, oltre a tenere la pioggia, sia efficace contro il vento.


Attrezzarsi per la notte


Molti cicloturisti, per ridurre il bagaglio, preferiscono dormire nelle camere o nei bed and breakfast. E' comunque una buona soluzione, visto che lungo le ciclovie europee si trovano moltissimi alloggi anche economici. Sicuramente non rimarrete senza un tetto, anche senza prenotare.

Però il cicloviaggiatore normalmente si muove in tenda. Questo comporta qualche peso in più e una riduzione degli effetti personali, ma permette una grande libertà di movimento e una decisa riduzione dei costi. In Europa quasi tutti i campeggi ospitano un cicloturista con una spesa compresa tra i 6 e gli 8 euro per tenda piccola più persona (in due si risparmia). Inoltre troverete agilmente i campeggi: di solito ogni 30-40 km ce n'è uno, e non c'è bisogno di prenotare. Una buona risorsa per trovare campeggi con un buono standard qualitativo è la rete ACSI Eurocampings.

In alcune aree più “selvagge” si può fare anche bivacco notturno: state però attenti alle legislazioni dei vari paesi. Inoltre il bivacco in zone altamente antropizzate può essere rischioso (oltre che vietato).

Se dovete recuperare l'equipaggiamento, vi consiglio di consultare la risorsa relativa alla scelta della tenda. In generale, vi suggerisco di scegliere una tenda di provata impermeabilità, con lo spazio necessario per riporre le borse, sufficientemente leggera e comoda per essere trasportata sul portapacchi.

Per quanto riguarda il materassino e il sacco a pelo, potete consultare sempre il forum. Il materassino in schiuma può essere trasportato sul portapacchi. Il sacco a pelo invece va scelto in modo che possa essere contenuto in una delle due sacche laterali. Cercatelo con temperature comfort adeguate, in modo che possa tenervi al caldo anche alle minime stagionali della regione.

Se piove molto, potrete sempre trovare conforto in un b&b per una notte.


Fondamentale, per il viaggio in bici, avere un fornelletto e qualcosa da mangiare. Basta portarsi, a proprio gusto, un set di pentola e padella con un fornelletto a gas o ad alcool. E' comodo per pranzo (spesso si pedala lontano dai centri abitati), ma soprattutto per la sera: vi permette di cenare in campeggio. La possibilità di fare la spesa tutti i giorni vi consente di cucinare alimenti freschi, più o meno come a casa. Questo è un notevole vantaggio rispetto ai trekking in montagna: potete variare il vostro menu e dedicarvi alla cucina da campo senza lesinare sugli ingredienti e sulla loro qualità. Cercate le ricette nella sezione cibo del forum


Orientamento


Le ciclovie europee sono solitamente molto ben segnalate, con indicazioni esaustive a tutti gli incroci. In Germania, Olanda, Austria, Inghilterra e nei paesi del nord è normale trovare delle paline segnaletiche che indicano le distanze percorse e da percorrere in tutte le direzioni. Nei paesi dell'Europa centrale, la rete ciclabile è una vera e propria rete stradale alternativa, e viene trattata con pari dignità: non esistono ciclabili che spariscono nel nulla o nel traffico urbano.

Inoltre è possibile trovare gratuitamente informazioni, guide e cartine esaustive sulle ciclovie in tutti gli uffici del turismo dei paesi che volete visitare.

Per orientarvi meglio, potete consultare il sito opercyclemaps.org che riporta tutte le ciclabili esistenti in Europa. Inoltre il sito openandroidmaps.org vi permette di scaricare le mappe su i vostri device (smartphone, tablet ecc...) e consultarle con le varie app, tipo Oruxmaps.

Inoltre sono ormai disponibili molte pubblicazioni sulle ciclovie. L'editore italiano di riferimento è Ediciclo, ma ogni paese ha i suoi editori con le sue guide.
Su internet trovate ormai molti tracciati gps di chi ha percorso le vie prima di voi. In realtà sulle ciclovie il gps è perfettamente inutile, anzi, può esservi d'impiccio: è uno strumento costoso, che va alimentato a batteria, che richiede cura e protezione da acqua, fango, furti e via dicendo. E' molto più pratica ed economica una normale cartina. Il gps può essere eventualmente utile su tracciati di mtb in zone scarsamente antropizzate o extraeuropee, che però esulano da questa guida.


Trasporto della bicicletta


Questa è una nota dolente: per raggiungere la nostra ciclovia, il più delle volte saremo costretti a muoverci in treno o aereo. Dovremo informarci però bene sulle condizioni di trasporto. I treni che consentono il trasporto bici sono segnalati. I treni tedeschi e austriaci sono i meglio equipaggiati, buona anche la situazione in Inghilterra e nei paesi del nord. In Francia ci sono limitazioni solo su alcuni treni (tra cui il Milano-Parigi). In Svizzera quasi tutti i treni consento il trasporto biciclette. In Italia i treni ad alta velocità consentono il trasporto della bici solo se smontata e imballata, il che può essere un problema e rende preferibili i lenti treni regionali con vagone biciclette. In tutti i casi, muovetevi con anticipo: sui treni europei, il posto bici va pagato e prenotato a parte, spesso in biglietteria e non online.

Sugli aerei invece è possibile imbarcare la bici nella stiva, pagando un supplemento, che può essere anche oneroso. In questo caso, però, è bene curare l'imballaggio. Esistono sacche apposite, imbottite o addirittura rigide, che però sono problematiche da trasportare una volta giunti alla meta. Per il cicloturismo è quindi preferibile costruire l'imballaggio con materiali di recupero: si possono usare, ad esempio, il cartone e la carta bolle e poi si può impacchettare tutto con il cellophane.

Qui trovate una guida completa ai prezzi e alle modalità di imbarco.



Bene, ora non vi resta altro che pedalare! Programmate qualche uscita domenicale in primavera, per allenarvi un po' e testare la bici e poi potete partire per la meta che più desiderate!

Ultime recensioni

U
Ottima recensione!
Il cicloturista all'inizio deve necessariamente seguire queste indicazioni. E' una descrizione completa e molto chiara.
Ottima risorsa!
Alto Basso