La legge citata comincia con le parole magiche: "senza giustificato motivo". Se hai un giustificato motivo, tutte quelle cose (incluse mazze, catene, fionde, bulloni, sfere metalliche) te le puoi portare.
E' chiaro che sono norme fatte per consentire di portarsi il coltello in montagna, e consentire di arrestare qualcuno che va con fionde e bulloni alle manifestazioni No-qualcosa.
La regola è semplice semplice e la dico come l'ho capita io:
a) Arma (oggetto definito dalla legge come arma). Non lo puoi portare senza porto d'armi (fanno eccezione il trasporto dal negozio a casa ecc.);
b) Oggetto atto a offendere = arma impropria (che significa: ascia, scure, accetta, piccone, piccozza, coltellaccio, giavellotto, mannaia, roncola, mazza da biliardo, mazza da baseball, mazza da cantiere ecc.) non lo puoi portare se non hai un giustificato motivo.
Qui sorgono le domande:
chi decide cos'è arma?
Chi decide cos'è arma impropria?
Chi decide se il motivo è giustificato?
Cos'è arma in genere lo decide la legge (magari con qualche interpretazione consolidata in giurisprudenza);
Cos'è arma impropria; qualsiasi oggetto "atto a offendere" che significa "particolarmente atti a offendere". Ovvio che posso offendere qualcuno anche con un busto di Garibaldi o una Madonna di Loudes in travertino (o un modellino del Duomo di Milano). Però è chiaro che se vado in giro con un busto di Garibaldi non mi fermano, se vado in giro con la scure mi fermano.
Se il motivo è giustificato lo decide in prima battuta il poliziotto che ti ferma e in seconda battuta il giudice che ti giudica.
Qui sorge l'altro quesito: perché la legge non tipizza i casi in cui un oggetto può essere portato? Perché da un lato i casi sono infiniti, e magari non prevedibili a priori dalla legge, dall'altro preferisco essere "giudicato" nel mio buon senso dal buon senso del poliziotto di turno che dalla "fissa rigidità" della legge che finirebbe per creare situazioni ingiuste. Meglio che la legge sia generica. Tanto il caso è chiaro: per boschi col coltello non c'è problema. Per strada col coltello c'è un problema.
Ah c'è il caso del trasporto. In ogni caso in cui è ammesso avere con se un'arma impropria, la ho su di me quando cammino, e la ho nel bagagliaio quando vado in macchina. Non posso avere armi improprie più disponibili di quanto strettamente necessario. Come non tengo il cric nell'abitacolo, così non tengo il coltello nell'abitacolo neanche quando vado in montagna, e non tengo l'ascia nell'abitacolo quando vado a fare legna.