La notizia trova riscontro su altre fonti, il che non vuol dire che l' impostazione giornalistica non sia allarmistica, in ogni caso una riflessione sul tema è utile.
Il cittadino che esce dal suo guscio, appena respira un po' di aria di campagna si illude di trovarsi in un' oasi di genuinità e che tutto ciò che gli viene offerto abbia il sapore e la qualità dei tempi perduti. Il che in molti casi è vero ma diciamo francamente che quella disposizione mentale lo mette nella posizione del pollo da spennare o magari della vacca da mungere.
Quindi occhi aperti ed un po' di sana diffidenza non guastano; d' altro canto non stupisce che buona parte delle irregolarità elencate nell' articolo siano puramente amministrative, forse l'unica a preoccupare veramente è quella sui cibi scaduti ma occorre ammettere che se si è abituati a frequentare punti di ristoro low-cost si debba fare pace con il fatto che, se ci fosse una ispezione dei NAS, in una buona metà di quelle strutture verrebbe trovato qualcosa, dai cibi scaduti alle tracce (escrementi) di topo passando per gli scarafaggi. Per fortuna il nostro sistema immunitario è più resistente di quello che crediamo ...