24 (speriamo una smentita!) morti e 100 bloccati sull'himalaya

e cosi anche in Nepal , chi fa un 8000 non e' il ricco che vuol togliersi lo sfizio , caccia i soldi e lo portan su ... devi avere la preparazione ...
per alcuni il sogno e' il trek al campo base , per altri il sogno comincia DAL campo base ...
voi l' avete messa giu che se uno ha 50000 euro si puo far trascinare in vetta , e cosi non e' .. poi un Alpinista sa che gioca col pericolo ...
E su questo sono d'accordo con te, il problema è che c'è qualcuno che va senza la minima preparazione convinto che bastino i soldi, convinti che una persona pagato 6000 dollari quando sei appeso alla parete magicamente ti tiri su, convinti che in mezzo a una bufera valga la legge del e ma io ho pagato 6000 dollari mica mi può succedere qualcosa, questo è quello che intendo, il rispetto e l' amore per la montagna almeno per me sono il fatto di andare dove so che sono pronto per fare questa cosa, voglio andare sull'Everest?? Ok inizierò un percorso di preparazione che un giorno mi porterà a provare questa cosa, un giorno, non domani, e neanche ffra un mese... poi il rischio c'è sempre, come in tutto, come per tutti... quello che intendevo io era che non ha senso andare come dilettante allo sbaraglio... per dimostrare cosa?? Niente!! È per questo che per me non ha senso dire se non rischi non ami la montagna... non la ami se rischi... poi sono certo cHe non sia il caso di queste persone purtroppo scomparse....
 
Ragazzi, per favore, informatevi meglio prima di commentare con i soliti discorsi sull'Himalaya.

Non sono morti alpinisti che pagano migliaia di euro per andare sull'Everest, sono morte persone che facevano un TREKKING sull'Annapurna nel famoso circuito dell'Annapurna. Non c'entrano soldi, iperaffollamento, turismo estremo, non c'entrano gli 8000.
Era un trekking dove la principale difficoltà era la quota massima di circa 5400 metri, ma aperto a moltissime persone, non è richiesta neanche una grande preparazione fisica, nessuna vera abilità tecnica.
Inoltre in questo periodo dell'anno di solito non piove neanche, figuriamoci tempeste del genere: per questo era così frequentato. Non credo ci siano mai stati morti sul percorso dovuti al maltempo, il pericolo principale è il solo mal di montagna.
Trekking del genere come quello al campo base dell'Everest in passato erano stati giudicati favorevolmente in questo forum.

Quindi per favore credo sia necessario un po' di rispetto per queste persone che ci hanno rimesso la vita. I discorsi che leggo non credo siano proprio inerenti al fatto.

Mi preme ringraziare Stefano che ha fatto un po' di chiarezza su questo post.
Se poi vogliamo parlare di etica sui sherpa o se vale la pena rischiare la vita per raggiungere una vetta, si può aprire una discussione apparte.
Ottobre e Novembre sono i periodi più indicati per i trekking sulla regione dell'Annapurna, i sentieri sono iperaffollati in questo periodo per tale motivo. L'ondata di maltempo verificatasi è stata veramente anomala e su tanta gente presente c'è chi si è fermato e chi è andato avanti lo stesso, qualcuno ha deciso di affrontare il Thorong La a 5400 mt di altezza ed è lì che sono morte una decina di persone.
Ho fatto trekking di una decina di giorni sulla regione dell'Annapurna un po' di anni fa in solitaria, senza Sherpa ne guide: credetemi niente a che fare con l'alpinismo o il trekking estremo, forse sull'Appennino ci sono sentieri più impegnativi.
 
In realtà si parla anche di 24 slovacchi che stavano scalando un 8000, comunque credo che ormai si stia parlando più in generale più che del fatto stesso!!

Si, beh mi sembra però che il grosso dei dispersi siano proprio trekker alla fine. Più che altro oltre al discorso generale che ormai è stato trattato infinite volte, mi avrebbe interessato un parere competente sulla situazione. Per esempio se ci sarebbero state possibilità di evitare la tragedia o se è stata proprio una bufera imprevista da chiunque come sembra effettivamente. O se ci fossero stati eventi simili in passato, magari recentemente e quindi sia necessaria una preparazione e/o equipaggiamento più elevata di quello che si dice su questi trekking.
Insomma, scusa il commento un po' stizzito ma mi aspettavo altro che le solite pagine piene di discussioni già ripetute infinite volte.
 
E su questo sono d'accordo con te, il problema è che c'è qualcuno che va senza la minima preparazione convinto che bastino i soldi, convinti che una persona pagato 6000 dollari quando sei appeso alla parete magicamente ti tiri su, convinti che in mezzo a una bufera valga la legge del e ma io ho pagato 6000 dollari mica mi può succedere qualcosa, questo è quello che intendo, il rispetto e l' amore per la montagna almeno per me sono il fatto di andare dove so che sono pronto per fare questa cosa, voglio andare sull'Everest?? Ok inizierò un percorso di preparazione che un giorno mi porterà a provare questa cosa, un giorno, non domani, e neanche ffra un mese... poi il rischio c'è sempre, come in tutto, come per tutti... quello che intendevo io era che non ha senso andare come dilettante allo sbaraglio... per dimostrare cosa?? Niente!! È per questo che per me non ha senso dire se non rischi non ami la montagna... non la ami se rischi... poi sono certo cHe non sia il caso di queste persone purtroppo scomparse....

ok , quello che intendo e' che nessuno e dico nessuno parte allo sbaraglio per andar sull Everest , ci sara' chi e' piu' o meno preparto , ma nessuno parte alla garibaldina ... per quanto riguarda la seconda parte , non importa quanta esperienza uno abbia , l'asticella sara' , molte volte , sempre piu alta della reale portata ,
 
Mi preme ringraziare Stefano che ha fatto un po' di chiarezza su questo post.
Se poi vogliamo parlare di etica sui sherpa o se vale la pena rischiare la vita per raggiungere una vetta, si può aprire una discussione apparte.
Ottobre e Novembre sono i periodi più indicati per i trekking sulla regione dell'Annapurna, i sentieri sono iperaffollati in questo periodo per tale motivo. L'ondata di maltempo verificatasi è stata veramente anomala e su tanta gente presente c'è chi si è fermato e chi è andato avanti lo stesso, qualcuno ha deciso di affrontare il Thorong La a 5400 mt di altezza ed è lì che sono morte una decina di persone.
Ho fatto trekking di una decina di giorni sulla regione dell'Annapurna un po' di anni fa in solitaria, senza Sherpa ne guide: credetemi niente a che fare con l'alpinismo o il trekking estremo, forse sull'Appennino ci sono sentieri più impegnativi.

Grazie a te!
In realtà questo percorso era uno dei miei sogni proibiti e questo avvenimento mi ha abbastanza spaventato!
 
@ Mauro S: penso fosse chiaro che nel mio precedente commento io stessi parlando per iperboli, immagino certo che ci voglia una buona, probabilmente ottima, preparazione fisica e una certa esperienza (non saprei dire quanta) di alpinismo e ho ammesso di non conoscere bene l'argomento ... però, anche tu quando hai detto:
e per finire lasciamo stare Moro , che fa solo paternali quanfo gli fa comodo , si lamentava dell Everest diventato un circo , un parco giochi dopo aver trovato la coda nel salirlo per affrontare la traversata Everest-Lhotse . Dimenticandosi che 15 giorni prima stava accompagnando Brumitti sull Everest con la bici
... hai solo alimentato quell'immagine :)

@ stefano1: grazie, effettivamente non avevo ancora letto la notizia e ho espresso un concetto generico, chiedo scusa per aver confuso le situazioni
 
ok , quello che intendo e' che nessuno e dico nessuno parte allo sbaraglio per andar sull Everest , ci sara' chi e' piu' o meno preparto , ma nessuno parte alla garibaldina ... per quanto riguarda la seconda parte , non importa quanta esperienza uno abbia , l'asticella sara' , molte volte , sempre piu alta della reale portata ,
Ok, però per me una cosa del genere no ha senso.... NEWS: ADESSO SI VA SULL'EVEREST IN ELICOTTERO
 
@ Mauro S: penso fosse chiaro che nel mio precedente commento io stessi parlando per iperboli, immagino certo che ci voglia una buona, probabilmente ottima, preparazione fisica e una certa esperienza (non saprei dire quanta) di alpinismo e ho ammesso di non conoscere bene l'argomento ... però, anche tu quando hai detto: ... hai solo alimentato quell'immagine :)

@ stefano1: grazie, effettivamente non avevo ancora letto la notizia e ho espresso un concetto generico, chiedo scusa per aver confuso le situazioni

si lamenteva della coda in quell occasione , definendo la cosa come circo , ma che lui alimentava il circo 15 gg prima si era dimenticato di farlo notare ... poi se c'e' coda a salire in determinate stagioni ,quello si , ormai prepararsi fisicamente per alire un 8000 e' alla portata di tanti , lo sport ha fatto passi da gigante negli ultimi anni ...
 
@ stefano1 e Metzcal

Grazie a voi della precisazione, in effetti le notizie di oggi sono un po' cambiate rispetto a quelle di ieri, in cui nei vari siti di informazione si faceva molta più confusione: si parlava di alpinisti, sherpa, trekker e pastori insieme...

Questo ovviamente cambia del tutto i termini del discorso. Sembra sostanzialmente che il problema siano state delle valanghe improvvise in un periodo secco e in zone che normalmente non richiedono l'uso di attrezzatura alpinistica e sono molto frequentate dagli escursionisti. Io non conosco l'Annapurna, perché preferisco altre aree del mondo più solitarie, però piacerebbe anche a me sentire l'opinione di chi ha fatto questo tipo di percorsi e conosce le zone per capire se veramente si tratta di un fatto eccezionale, oppure c'è stata una sottovalutazione degli elementi in gioco...
 
Ultima modifica:
Ciao a tutti, siamo finalmente tornati e, soprattutto, siamo tornati tutti interi!
Ho trovato molto interessante questa discussione ma vi assicuro che, almeno per quanto riguarda la mia recente esperienza, non è poi così "commerciale" scalare un 8000!
Molti di voi hanno parlato di AMORE ed è questo l'argomento principale del breve racconto che ho riportato nel post Cho Oyu, 8201m, Himalaya.
Ho molte foto da catalogare, riordinare, ecc. ma quello che mi premeva condividere, prima di tutto, sono le sensazioni uniche, fortissime ed indimenticabili che ho vissuto su quella montagna.:)
 
Un abbraccio forte,senza parole, per il tuo rientro Antonio 57.Un pensiero d'amore per tutti quelli che non torneranno ai loro cari;scerpa o turisti, importa poco.Chapeau.
 
Ciao a tutti, siamo finalmente tornati e, soprattutto, siamo tornati tutti interi!
Ho trovato molto interessante questa discussione ma vi assicuro che, almeno per quanto riguarda la mia recente esperienza, non è poi così "commerciale" scalare un 8000!
Molti di voi hanno parlato di AMORE ed è questo l'argomento principale del breve racconto che ho riportato nel post Cho Oyu, 8201m, Himalaya.
Ho molte foto da catalogare, riordinare, ecc. ma quello che mi premeva condividere, prima di tutto, sono le sensazioni uniche, fortissime ed indimenticabili che ho vissuto su quella montagna.:)

che dire .... e' un pezzo che lo dico ... non bastano i $$ :)
ho letto anche di la ;) ...
 
Ciao a tutti, siamo finalmente tornati e, soprattutto, siamo tornati tutti interi!
Ho trovato molto interessante questa discussione ma vi assicuro che, almeno per quanto riguarda la mia recente esperienza, non è poi così "commerciale" scalare un 8000!
Molti di voi hanno parlato di AMORE ed è questo l'argomento principale del breve racconto che ho riportato nel post Cho Oyu, 8201m, Himalaya.
Ho molte foto da catalogare, riordinare, ecc. ma quello che mi premeva condividere, prima di tutto, sono le sensazioni uniche, fortissime ed indimenticabili che ho vissuto su quella montagna.:)
Complimenti!! Io tengo a dire che il mio non era un attacco a chiunque vada a fare esperienze in questa zona, anzi, ammiro molto chi , come immagino abbia fatto tu, si pone un obiettivo e si dedica completamente al raggiungimento di esso!! Ti ammiro molto...davvero!! Allo stesso tempo Provo anche molto dispiacere per chi non è potuto rientrare dai suoi cari.
 
Cioè se non rischio la pelle per fare una cosa che le mie capacità non mi permettono di fare mase avessi soldi da buttare potrei fare allora non amo la montagna?? Allora è lo stesso discorso se io diciamo amo le macchine, ho sempre guidato auto normali su strade più o meno difficili ma normali, una mattina mi sveglio e decido di comprarmi una bella formula uno, certo ho i soldi per permettermela, ma non la so guidare, allora pago Alonso per farmi vedere come si fa, lo guardo lo osservo, ok, e poi mi metto alla guida,e intanto penso: si tanto ho guardato uno dei migliori quindi sarò capace anche io!! Ma c'è una differenza, la differenza sta nel fatto che Alonso rischia la vita tutt'ora anche con anni di carriera, pensate quanto possibilità ho io di poter uscire indenne da una gara con quella macchina. È un esempio forse stupido anzi sicuramente ma se non vado in un posto dove so che all'80% non torno indietro non mi sembra di non amare una cosa, mi sembra di rispettarla che spesso equivale ad amare una cosa!! Forse gli alpinisti morti erano in grado di affrontare un percorso del genere, perché comunque stiamo parlando di un evento improvviso che avrebbe messo in difficoltà chiunque su qualunque montagna, anzi non voglio mettere neanche in dubbio la loro preparazione!! Ma venirmi a dire che se ami una cosa devi rischiare la vita per farla, sinceramente mi sembra una grossa barzelletta!!

Forse non mi conosci, a differenza di altre persone del forum con cui sono andato e vado in montagna. Di barzellette non ne racconto, ho un cattivo senso dell'umorismo, preferisco fare fatti e spostare i miei limiti sempre piu' in la' di volta in volta, esplorando sempre di piu' il confine tra escursionismo ed alpinismo.
Non ho parlato assolutamente del fatto che se ami una cosa devi rischiare, si vede che non hai capito il senso di quello che volevo dire e si vede che di esperienze in montagna ne devi ancora fare.
Ho solo detto che se ami la montagna (e non stai solo a parlare dell'operato altrui) fai di tutto per esplorare nuove vette, nuovi versanti, nuovi itinerari di salita...e di conseguenza, alcune di queste nuove "acquisizioni" comportano dei rischi che chiunque ami la montagna e' pronto ad accollarsi. Nonostante tutta la prudenza possibile, annullare tali rischi e' impossibile.
Spero tu abbia capito ora
 
Voglio insinuare un dubbio, visto che sto cercando di seguire la vicenda dalle fonti stampa estere. The Telegraph sta facendo molti articoli in merito come questo.
Ricorre più volte l'idea che ci sia stata molta impreparazione e qualche personaggio senza scrupoli. Non so se queste notizie siano veritiere, ma mi sento di fare una riflessione.
Andare in montagna (ovunque, sia chiaro) comporta dei rischi e ogni soggetto, per quanto accompagnato da guide, dovrebbe essere in grado di affrontarli in autonomia. Frequentando un ambiente di alta montagna con poche cognizioni di quello che si sta facendo ci si affida completamente ad altri, magari senza neppure sapere chi siano. Magari lo si fa con leggerezza, perché il terreno è facile e perché normalmente non succede nulla.
E' questo che io accuso come turismo della montagna: un'esperienza guidata e controllata da altri, in cui non si ha una piena padronanza di sé e si sfruttano dei servizi molto pubblicizzati senza riflettere più di tanto su cosa si sta facendo.

La mia idea e la mia pratica alpinistica (ma preferisco dire di montagna) è totalmente diversa. E' una ricerca lunga e rispettosa, condotta con la lentezza degli anni, su terreni poco battuti, letti attentamente e affrontati con consapevolezza, seguendo le linee più logiche. E' l'esplorazione delle montagne dimenticate e trascurate, a poca distanza da casa. Un gran girovagare per malghe e rifugi, facendosi raccontare la montagna da chi la vive, deviando la strada, se qualcuno quel giorno ha bisogno di una mano a cercare una capra che si è persa. Posso condividere questa esperienza con altri, alla pari, e lo faccio tutte le volte che ne ho occasione, ma non potrei mai pensare di mettere un intermediario tra me e la montagna, che mi dia accesso a luoghi e situazioni che altrimenti mi sarebbero totalmente aliene. Anche quando si prende una guida si dovrebbe essere in grado di operare e muoversi in autonomia, altrimenti io non riesco ad usare una parola diversa da quella di turista.

P.S. Ovviamente la tua esperienza, Antonio, mi sembra di tutt'altro segno, infatti hai preparato a lungo la spedizione, ti sei allenato e grazie all'intuito ti sei prontamente ritirato. Non è il mio genere di alpinismo (fortunatamente non abbiamo tutti gli stessi sogni!), ma ho lo stesso grande rispetto per te e per quello che hai fatto.
 
P.S. Ovviamente la tua esperienza, Antonio, mi sembra di tutt'altro segno, infatti hai preparato a lungo la spedizione, ti sei allenato e grazie all'intuito ti sei prontamente ritirato. Non è il mio genere di alpinismo (fortunatamente non abbiamo tutti gli stessi sogni!), ma ho lo stesso grande rispetto per te e per quello che hai fatto.

Grazie :D
 
Alto Basso