Escursione 4 giorni a cavallo del Gran Sasso tra nuvole e rifugi. Secondo giorno.

#1
Data:martedì 25 settembre 2018.
Grado di difficoltà: EE
Difficoltà incontrate :freddo intenso all'ombra del mattino, a tratti poderose raffiche gelate da nord sulla sella dei due Corni e il Tratto iniziale del Passo del Cannone (con possibilità di trovare ghiaccio sul "traverso" per la Normale alla destra, sempre in ombra fino a tarda mattina).
Percorso: dal rifugio Franchetti alla Sella dei due Corni, cambio di marcia verso Prati di Tivo sempre dall'Arapietra.
Descrizione :
Svegliato dal freddo alla schiena sospesa sul lettino militare, mi alzo con gli occhi chiusi e prendo di corsa per uscire ad abbassare la pressione sanguinea, da tanta acqua calda bevuta ieri sera. La schiena era sospesa e infreddolita poco fa', ma ora apro gli occhi e sono infreddolito e sospeso io tutto intero. Sono solo le 4 e mezza e il sonno gioca scherzi!?!? Sopra il cappuccio di piuma milioni di stelle, la via lattea ha una luce propria, come la luna, e riesce a illuminare i paretoni come spettri. Sotto il ginocchio sparisce il mondo, la mia urina non trova fondo per gli occhi, anche la luce della frontale si perde sotto il tappeto bagnato di vapore freddo, sotto un tappeto di nuvole. Vapori freddi ai piedi scarponati sciattamente , ma quasi tepore se chiedete al naso schiaffeggiato di vento tagliente, come fatto di cristalli di ghiaccio. Due mondi opposti si fronteggiano su di me: bagnato e secco, cieco e limpido, morbido, candido di prati nascosti contro la durezza visibile e nitida di crode e cielo stellato. Ora sprofondo anche io nel grigio fradicio della notte... forse era solo un sogno?!? ... Schizzo dentro a fare una moka bollente e del latte caldo,magari mi sveglio e spariranno le "allucinazioni" o per lo meno le vedremo in due e andremo insieme ricoverati alla "Neuro". Tra deliri, denti ticchettanti, strane visioni fuori le finestre e tanto sonno, arranco più lento di un bradipo per accendere fornelli e mangiare qualche wafer. La "Sempresveglia" si alza anche lei al borbottare della moka, pure la "Segugia" riesce a fare pane e marmellata quasi senza aprire gli occhi, che Cmq si sgranano ad ogni passata su qualche finestra. Ci aggufiamo seduti sulla panca dentro un solo sacco e, come bachi da seta sotto stupefacenti, abbiamo giusto dei grandi occhi stupiti, che spuntano fuori dai vetri. Siamo inorriditi a tratti per il povero Rifugio, schiaffeggiato forte da Eolo. Anche lo scorrere del tempo non ha vie di mezzo: lentissimo come la pioggia fine delle nubi, o veloce e dirompente come le raffiche sul ballatoio esterno.
Ho bisogno di Muovermi!Fa freddo! Mi affaccendo in pulizie e vari inutili preparativi per il giorno ancora lontano, alla fine crollo di nuovo sul lettino per un po', mentre Alessandra è già armata per fare foto o forse va trafficando anche lei per stare calda. Sentire il suo armeggiare mi concilia il sonno, ha il sapore di casa, di famiglia..e ronfo subito.Passeranno milioni di anni o una manciata di attimi prima di essere svegliato al suono de: <L 'ALBAAA!!! >.
Già vestito balzo in piedi, infilo gli scarponi e sfilo fuori al terrazzo bardato come un astronauta. La meraviglia è tanta, rimarrà indelebile nei nostri cuori come le rughe scolpite in viso dei venti invernali. Siamo su un'altro pianeta, fatto di guanciali bianchi di spuma, di falesie color arancio, di odori glaciali, illuminati, felici, fuori dal tempo, dallo spazio e soli. Non basteranno centinaia di parole, di metafore o descrivere immagini delle migliori fantasie che si possa pensare. Un modesto aiuto può venir dalle foto, così che, forse, la traduzione di tanta poesia risulterà un po' più fedele, un po' più vicino alla realtà impossibile che si mostra davanti. Sul Pianeta Terra piove e non c'è sole stamane. Franchetti chiama Houston, rispondete! Noi siamo fuori dalle turbolenze e la missione continua. Mi sentite Houston?....
Aspettando che un po' di sole si affacci deciso dalla Vetta Orientale, scattiamo foto dentro e fuori, euforici,felici ed eccitati come i bambini a Disneyland...Ma qui, se non fosse per il freddo, è molto meglio. Ci ritagliamo anche degli spazi di muta e solitaria contemplazione:momenti davvero unici. Alle 8 e mezza decidiamo di andare avanti nel nostro viaggio già sazi di meraviglie negli occhi. Sul traverso che sale alla sella dei due corni, i pochi ciuffi di prato ancora non mostrano le rugiada, siamo all'ombra e il freddo della notte non ci molla un passo, ma almeno qui nel Vallone il vento è ancora sopportabile e incostante. Si illumina la sella sopra di noi, così, assetati di sole, accelleriamo inconsapevolmente il passo per andare ad abbracciarlo. Alla Sella lo spettacolo è appena iniziato, cerchiamo un posto a sedere ma oggi è tutto pieno:il vento occupa ogni cosa, le raffiche allo scoperto sono forti e continue. Ale è basita davanti a tanta grandezza, corno piccolo rifiuta deciso il suo diminutivo, dove c'è, di solito, Campotosto ora solo spume di cirri, e io molto indeciso faccio alcuni passi su per il Passo del Cannone. Non so che fare! La Segugia non ha esperienza sulla pietra e sui tratti così esposti, il vento è veramente forte, noi siamo come aquiloni con gli zaini grandi, e sarà così almeno fino a incrociare la Normale. Inoltre sono le nove e mezza e potremmo trovare del ghiaccio sul quel traverso che vedo sopra il naso. È la terza volta che mi trovo davanti a questo Passo, e ho deciso, un po' a malincuore inizialmente, di rinunciare anche questa volta. Alessandra vorrebbe andare e sono tentato, ma la mia vocina di sicurezza oggi "rompe" forte, ed io se non ho il passo sicuro non faccio nessun Passo del Cannone o qualsiasi pezzo scoperto. Quando sono sicuro vado come un treno e mi diverto, quando no, vince l'ansia e impiego una vita a salire e senza sorrisi.... e poi oggi I nostri cuori non si possono davvero lamentare.
Il sole ci piace anche ventato, giochiamo ancora un po' con le nostre ombre che si allungano nell'infinito bianco dei nembi. (il vento sarà sempre più forte in quota e ne avremo conferma al rifugio del Duca l'indomani , la temperatura la notte è stata di meno 15 e il Duca non è riparato da owest come il Franchetti per cui a quell'ora avremmo potuto trovareghiaccio, inoltre Alessandra è andata un po' in crisi il giorno che siamo saliti a corno Grande proprio sul tratto che il Passo incrocia la Normale ed è molto più breve dell'intero Passo..... Per cui a posteriori ottima scelta per continuare a divertirsi senza fare gli eroi o "smazzarci")
In discesa non siamo saette e ci piace fare soste, parlare con gli avventori che salgono indecisi anch'essi dal vento gelido, una fumatina, due carezze a Linda e il solito, continuo, necessario per chi fa soste, vesti e svesti gli strati della "cipolla".
Una cosa che mi sorprende sempre e che mi piace tanto di andare in montagna è che lo stesso tratto di strada fatto all'andata,un solo giorno prima, o addirittura, come me, conosciuto sin da bambino si mostra diverso, nuovo. La grande sorpresa non sarà tanto l'Albergo Diruto e la penisola, quasi fluttuante, dove è stato pensato. Albergo a cui ho fatto innumerevoli foto in tutte le stagioni, in tutte le luci...Appare sempre diverso anche se no nuovo...Il suo fascino, oggi stile in stile Transilvania tra nebbie e vapori, ha colpito anche "Frizzandra" che scatta foto e ammira. Evitiamo la cresta ventosa fino alla Piana del Laghetto, con passo più lesto e automatico adesso perché la fame, la voglia di doccia calda e lettone caldo di casa ci aleggiano in testa. Abbiamo prenotato al Duca degli Abruzzi per questa notte pensando di svalicare, per cui dovremmo riprendere il furgone, trasferirci a Campo Imperatore e quindi salire al rifugio. Invece qualcosa di "nuovo" ci perde ancora in altre bellezze adesso. Una meraviglia rossa ci abbaglia di lontano. Eppure quel colore non spiccava all'andata! Neanche da, da, una una vita praticamente! Mai visto!
Tra le ombrose faggete spicca sempre,anche da lontano, la luce brillante e verde di una radura erbosa.
L'occhio indugia e si riposa sempre ad ammirare tanta luce, quel verde mette pace come camminare sui pascoli della Laga che vedo di fronte. Oggi nel mezzo della radura è nato un grande albero dai frutti a grappoli, rossi e luminosi come lampadine. Una meraviglia che sembra potata tanto è perfetta, sferica come la luna, con la base ghirlandata da trecce di verde spinoso come il vischio natalizio. Gli aghi delle collane fogliose trattengono la mia voglia di abbracciarla. Davvero dal colore speciale. Ci ha colpito da lontano la sua luce così viva e rossa, facciamo un po' di scatti, la osserviamo stupiti, le giriamo intorno,infine seguitiamo tagliando per il bosco alle sue spalle. Che dire?! Le faggete del Gran Sasso seducono e ristorano sempre la stanchezza di chi è stato sopra le nuvole, ogni angolo pulsa di vita, ogni tronco mostra le sue sculture, i segni del tempo o le battaglie degli inverni. Anche i funghi aleggiano in aria o ben radicati, come noi, come questa bivalente giornata, di contrasti e unioni, di progetti e cambi radicali. Tra fogliame morbido e croccante come una sfogliatella alla marmellata, la fame sale e anche la nostra voglia di un "attimo di casa", di calde coperte per la notte, magari senza vento e una sveglia presto per ripartire riposati. Il meteo in arrivo nel pomeriggio promette venti forti a campo Imperatore e ancora un calo di temperatura, per cui chiamiamo il Duca, innanzitutto per dire che non abbiamo svalicato, infine posticipiamo la notte per domani, dove ci aspetta ancora un Eolo forte e combattivo da nord Owest. Arriviamo alla macchina e abbiamo gli occhi, io anche i tendini, rossi e vivi come chi arriva veramente da un altro mondo: atterraggio perfetto Houston!Due giornate memorabili a solo metà del viaggio e per oggi anche gli agi e comodità di casa ci stanno tutte, per rifocillare forze e idee, per camminare "bill arzelat" (Dal dialetto teramano:belli e in ordine) ancora due giorni nel regno di sua Maestà Corno Grande. A domani...
P. S. =avvistato un bel branco di Gnocchi ai Porcini e una feroce Chitarra alla Teramana nella zona del distretto del parco Strada Maestra, all'altezza del Ponte della Rocchetta di Nerito.
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Allegati

Ultima modifica:
#6
Inaccettabile rischiare con gnocchi&affini, questo non è da te...!

Racconto e immagini meravigliose amico mio, felice per questa vostra esperienza intensa, hai fatto benissimo - come ti ho detto anche di persona - a tornare indietro
Eheh Ale non si è ancora convinta, ma tanto alla fine il Calderone che voleva tanto vedere lo ha visto e l'ha visto dall'alto, ha solo dovuto pazientare ancora due giorni.
 

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