Abbattimento alberi a Villa Pamphili

Sperando di non sbagliare sezione vorrei dire del mio giro di oggi in quella che è l'area verde più grande di Roma. Allarmato delle molte notizie di grandi abbattimenti di pini nella villa, oggi sono andato a rendermi un pò conto della situazione. Effettivamente ci sono a terra molti tronchi segati e molti ceppi tanto che la pineta è molto più chiara di prima. Speriamo che il tutto sia motivato. Ho visto pure in alcuni alberi in piedi dei segno blu e gialli. Mi hanno spigato che il blu segnala un albero da curare mentre il giallo indica un terapia già in corso, torno a sperare ! Certo in proporzione a quelli abbattuti questi sono molti ma molti di meno. Mi sono anche imbattuto in una simpatica cerimonia tenuta da una cinquantina di persone che rendevano omaggio agli alberi e si impegnavano a proteggerli. Sembrava un antico culto silvano. Cosa che del resto si celebra in diversi paesi. Ad esempio a Vetralla (vt) ogni 8 Maggio sul monte Fogliano si celebra lo "sposalizio dell'albero". Se vi capita non ve la perdete.
 

Allegati

  • IMG_2336.JPG
    IMG_2336.JPG
    194,4 KB · Visite: 130
  • IMG_2338.JPG
    IMG_2338.JPG
    174,4 KB · Visite: 123
  • IMG_2339.JPG
    IMG_2339.JPG
    113,1 KB · Visite: 110
  • IMG_2340.JPG
    IMG_2340.JPG
    183,1 KB · Visite: 116
  • IMG_2342.JPG
    IMG_2342.JPG
    130,1 KB · Visite: 117
  • IMG_2341.JPG
    IMG_2341.JPG
    180,8 KB · Visite: 120
  • IMG_2343.JPG
    IMG_2343.JPG
    177,3 KB · Visite: 120
  • IMG_2344.JPG
    IMG_2344.JPG
    178,1 KB · Visite: 116
  • IMG_2345.JPG
    IMG_2345.JPG
    118 KB · Visite: 110
  • IMG_2350.JPG
    IMG_2350.JPG
    128,6 KB · Visite: 159
  • IMG_2349.JPG
    IMG_2349.JPG
    91,8 KB · Visite: 115
  • IMG_2348.JPG
    IMG_2348.JPG
    191 KB · Visite: 117
  • IMG_2347.JPG
    IMG_2347.JPG
    107,5 KB · Visite: 118
  • IMG_2346.JPG
    IMG_2346.JPG
    167,7 KB · Visite: 131
  • IMG_2351.JPG
    IMG_2351.JPG
    194,3 KB · Visite: 117
  • IMG_2352.JPG
    IMG_2352.JPG
    189,7 KB · Visite: 124
  • IMG_2353.JPG
    IMG_2353.JPG
    162,3 KB · Visite: 133
"Tanto per "... certo che no ! Ci potrebbe pure essere un tentativo di sgravio di responsabilità forse eccessivo e dico forse ,nel caso appunto di cadute. Come tutti i sentieri che vengono chiusi preventivamente. Certo che un albero anche sano può cadere per svariati motivi, come pure qualche ramo si può spezzare.
 
"Tanto per "... certo che no ! Ci potrebbe pure essere un tentativo di sgravio di responsabilità forse eccessivo e dico forse ,nel caso appunto di cadute.
Eccessivo non direi, se uno va a passeggiare in centro città non esiste che muore perché un pino mezzo marcio gli cade in testa...
Fosse in un parco naturale, in una villa ci sono delle responsabilità maggiori da questo punto di vista.
Certo che un albero anche sano può cadere per svariati motivi, come pure qualche ramo si può spezzare.
Un albero sano non cade, a parte che per venti/nevicate veramente forti.
Poi magari sembra sano, poi vai a tagliare e scopri che già mezzo vuoto dentro.
Nelle foto che hai messo (tipo la 2347) si vede che non è messo benissimo in due parti.

Io sarò talebano su ste robe, ma se un albero in città viene valutato che è in sofferenza (perché vecchio, per le potature fatte ad cazzum negli ultimi 50 anni, per le temperature alte e poca acqua, quel che vuoi) o si valuta che potrebbe creare problemi nel breve termine, allora si taglia e fine della fiera.
E l'anno dopo se ne pianta un altro, scelto magari più oculatamente.
 
Ragionavo proprio di questo la scorsa settimana mentre passeggiavo per Villa Ada, dove stanno facendo fuori un bel po' di cedri secolari. A una prima vista non esperta (la mia) il tronco internamente è compatto e senza malattie e l'unica spiegazione che mi sono dato è l'eccessiva prossimità ad altri alberi.
A mio parere però l'esigenza di evitare guai in caso di cadute sta facendo propendere per una strategia "nel dubbio taglio".
Leggevo tempo fa che gran parte degli alberi di Roma sono a fine vita, essendo stati piantati agli inizi del '900.
 
Qualche volta compaiano notizie di persone decedute perchè un albero, in città, è caduto.
L'ultimo che ricordo era proprio a roma a ridosso del natale del 2024.

Ciao :si:, Gianluca
 
ma se un albero in città viene valutato che è in sofferenza (perché vecchio, per le potature fatte ad cazzum negli ultimi 50 anni, per le temperature alte e poca acqua, quel che vuoi) o si valuta che potrebbe creare problemi nel breve termine, allora si taglia e fine della fiera.
Esatto!
A Torino i verdi stanno facendo un cinema in merito all'abbattimento,in corso Belgio, di 17 alberi classificati in classe D cioè estremamente pericolosi, infatti i primi alberi tagliati dentro erano vuoti! Ora finalmente si è deciso di tagliarli senza se e senza ma, a volte, prima di ballare intorno a un albero bisognerebbe essere a conoscenza se l'albero è pericoloso................
 
A monte dell' impostazione meramente emotiva del "mobilitiamoci per salvare l'albero secolare" (se la mettiamo così chi direbbe di no?) c' é come al solito una questione di spese di denaro pubblico.

E' chiaro che abbattere un albero mi può costare meno che curare e tenere in sicurezza (più che in vita) una pianta problematica.

Il punto è: ammesso che la decisione sia appunto questa, cioè detto volgarmente "risparmiare", va tenuto conto che il patrimonio arboreo del comune di Roma ammonterebbe (cifra del sito del comune) a 120.000 alberi.

A quanto pare il comune di Roma - anche limitandoci all' area entro il raccordo, cioè quella più propriamente "urbana" - è tra i più "verdi" d' Europa, con una concezione di mantenimento delle aree verdi più vicina a quella della riserva naturale (ed in effetti di riserve vere e proprie in qualche caso si tratta) che non a quella della "villa" intesa come giardino molto ampio.

Nessuno però mentre questo patrimonio si andava man mano allargando sembra essersi preoccupato più di tanto delle conseguenti spese di gestione, per cui oggi (*) fare una gestione di qualità è a mio avviso insostenibile, e credo di non essere l'unico a pensare così.

Quindi torniamo alla solita questione: possiamo reclamare una allargamento "a piacere" della spesa comunale o dobbiamo porci un limite?

E' chiaro che la questione approda quindi alla consueta diatriba pro / contro allargare la spesa aumentando le tasse (ad esempio rimettendo ' IMU sulla prima casa) o alle solite polemiche inconcludenti ("se i preti pagassero l' IMU...")

Comunque la si veda, tutto mi sta bene, ma vorrei che fosse chiaro a tutti che non è solo della vita di un albero che stiamo parlando oggi o di più soldi al canile ieri o di più case popolari domani o maggiore assistenza domiciliare, asili nido ecc ecc che in ballo c'é il dare / avere di ciascun cittadino con la amministrazione pubblica, sia pur tenuto conto di sacrosanti principi di solidarietà.


(*) non dimentichiamo che il comune, in dissesto finanziario, fu separato tra una "bad company" - denominata tout court "Comune di Roma" - ed una "newco", ripulita dei debiti, denominata "Roma Capitale" e che dalle tasse dei cittadini anno per anno una parte viene stornata per pagare la vecchia gestione dissestata
 
Non conosco ciò che avviene "nelle segrete stanze" dei Comuni italiani. Ciò che so, da amministratore condominiale, è che una pianta, anche di un giardinetto privato, quando supera i 20 cm di diametro, non può più essere abbattuta, a meno di presentare perizia giurata di un dottore in agronomia che certifichi che la pianta è irrimediabilmente compromessa. Una volta, bastava pagare la parcella (intorno ai 1.200 euro, dalle mie parti, non proprio una carezzina...) e ti certificavano... beh, forse non il falso, ma comprendevano le esigenze più svariate. Oggi, non osano, per paura del comitato di impiccioni, che gli procura infiniti grattacapi.
Ad esempio, devo fare un lavoro in un giardino di un condominio, perché l'impermeabilizzazione verso un fondo confinante è andato a farsi benedire e quando piove o si irriga il prato, esce acqua ovunque. Però per poter fare il lavoro in sicurezza, occorre fare uno scavo di 2 metri di profondità. Ma c'è un albero fra i piedi, che non consente l'uso di un escavatore. Avevo pensato di farlo tagliare e poi, fatti i lavori, metterne uno (più giovane), anche uguale. Macché: sta benissimo, quindi, vietato. E i danni aumentano.

Onestamente, non riesco proprio a capire questo "feticismo dell'albero". A meno di esemplari davvero eccezionali, meritevoli di tutela, un albero è un albero. Se serve, si leva e poi se ne pianterà un altro. Crescono ancora, eh?:woot:
 
Siamo tutti qui a difendere gli alberi quando poi un albero cadendo ammazza qualcuno siamo pronti ad azzannare alla gola l' assessore di turno.
Te lo confermo,ricordo ancora i platani per andare a none,dove qualcuno in macchina se disgraziatamente usciva di strada lo raccoglievano con la paletta della popò del gatto.

Eccessivo non direi, se uno va a passeggiare in centro città non esiste che muore perché un pino mezzo marcio gli cade in testa...
ESATTO si chiama fare manutenzione

.Io sarò talebano su ste robe, ma se un albero in città viene valutato che è in sofferenza (perché vecchio, per le potature fatte ad cazzum negli ultimi 50 anni, per le temperature alte e poca acqua, quel che vuoi) o si valuta che potrebbe creare problemi nel breve termine, allora si taglia e fine della fiera.
E' la soluzione più rapida
E l'anno dopo se ne pianta un altro, scelto magari più oculatamente

Finchè vedo ripiantare pini in zone soggette a incendi frequenti ho qualche dubbio

Esatto!
A Torino i verdi stanno facendo un cinema in merito all'abbattimento,in corso Belgio, di 17 alberi classificati in classe D cioè estremamente pericolosi, infatti i primi alberi tagliati dentro erano vuoti! Ora finalmente si è deciso di tagliarli senza se e senza ma, a volte, prima di ballare intorno a un albero bisognerebbe essere a conoscenza se l'albero è pericoloso................
Difatti...ma ora è di moda essere eco per tutto. Forse mandando al potere tump ci si sta svegliando un pò. Anche cicuta e ammanita falloide sono cose naturali ma se le trovo nel giardino di casa le tiro via,dovessero mai avvelenare il gatto

del comitato di impiccioni
Ho visto togliere annunci di cani/gatti smarriti da questi finti ecologisti che prima se ne arrivano con il suvvone,scaricano il monopattino fatto da manine cinesi e girano nel parco. Pedalare è faticoso... e poi staccano il cartello messo con la puntina da disegno
 
Ultima modifica:
È sempre la solita storia: invece di adattarci alla natura adattiamo la natura a noi.
Un albero piantato quando si andava in giro in carrozza oggi con le macchine che sfrecciano sotto è pericoloso?
Tagliare!
Un orso attacca uno in giro per boschi?
Uccidere!
Ho visto un lupo...
Sterminare!
Sempre lo stesso stupido schema.

Un albero (che è una centrale ecologica perfetta perché sequestra CO2, trattiene l'acqua e regola la temperatura di una città invivibile) si fa prima a tagliarlo e a rimettere un altro
Piccolo ovviamente, come se fosse la stessa cosa.

E la dicotomia che ho letto nei commenti antecedenti è vergognosa e dimostra che l'unica cosa superflua, da togliere per avere un mondo migliore sono direttamente le persone.
 
Ultima modifica:
Un albero piantato quando si andava in giro in carrozza oggi con le macchine che sfrecciano sotto è pericoloso?
Magari si fosse rimasti a girare in carrozza...il "male" non sono stati nè gli alberi nè le carrozze ma gli anni 60 e 70.
Il crescere incontrollato della motorizzazione privata e l'abbandono delle campagne messe insieme sono state vere batoste alla VERA natura.

Il contadino e il campagnolo benchè vere scarpe in termini di cultura sapevano,fosse più per sentito dire il vero valore delle piante e sopratutto non le piantavano a muzzu.

Nelle case vecchie di alberi VERAMENTE vicino alle case non ce ne sono. Poi nel periodo bummarolo,cottimista e fumarolo del dopoguerra ogni tanto si piantava qualche pianta alla dove viene viene.
Ma con logica zero.

Era normale negli anni 70 piantare a tre metri un abete bianco o qualche altro gigante a pochi metri dalle case per estetica. Quando magari DIECI metri più in là ce ne stavano DUE e più larghi.

E lasciamo perdere chi ci vive su queste cose,quando ho allestito il parco di casa mia con il costo di due o tre piante decorative "da ricco" ho preso

-5 meli
-1 pero
-2 peschi (uno è morto)
-3 ciliegi
-un susino

E ve lo prometto,appena arriva la primavera vi faccio vedere la fioritura che fanno. Mi manca solo il cipresso calvo o magari metto qualcosa di altro
 
È sempre la solita storia: invece di adattarci alla natura adattiamo la natura a noi.
Un albero piantato quando si andava in giro in carrozza oggi con le macchine che sfrecciano sotto è pericoloso?
Tagliare!
Un orso attacca uno in giro per boschi?
Uccidere!
Ho visto un lupo...
Sterminare!
Sempre lo stesso stupido schema.
Si ma un conto è se si parlasse di alberi in un bosco o comunque in un'area naturale, se si parla di alberi in città non puoi dire che "siamo noi che dobbiamo adattarci alla natura"...
Il problema è che ci sono alberi piantati molti anni fa, quando c'erano conoscenze tecniche e traffico diversi da oggi. Con una strada larga 4 metri, incluso marciapiede + 2 corsie, magari piantare una fila di platani non è il massimo, visto che sono piante che arrivano a 40 metri d'altezza e con un diametro alla base di >1 metro.
Eppure:
Screenshot_2025-02-04-14-39-06-671_com.google.android.apps.maps-edit.jpg

Belli, su quello non c'è che dire, fanno un bell'impatto visivo.
Però si tratta di piante con radici costrette in poco spazio, magari con poca acqua perché quando piove voglio vedere cosa gli arriva sotto, sottoposte a pressione continua a causa del traffico e che quando spaccano l'asfalto vengono tagliate senza complimenti per rendere l'asfalto liscio.
E magari il risultato è questo:
Screenshot_2025-02-04-14-40-02-852_com.google.android.apps.maps-edit.jpg

Un albero (che è una centrale ecologica perfetta perché sequestra CO2, trattiene l'acqua e regola la temperatura di una città invivibile) si fa prima a tagliarlo e a rimettere un altro
Piccolo ovviamente, come se fosse la stessa cosa.
Si ma capisci che gli alberi grossi magari sono più utili in un'area vera verde, magari una roba da 30x50 metri, piuttosto che una strisciatina da 1x10 metri se va bene a bordo strada.
Ho un po' di dubbi poi che regolino molto l'acqua in città. Se è tutto cementato come fa a trattenerla, che le radici sono sotto al cemento?
Per la CO2 non fanno molto (meglio di niente eh). Anche per la temperatura, sì, regolano, però se il 90% è cemento e asfalto magari è meglio iniziare da lì...
Non conosco ciò che avviene "nelle segrete stanze" dei Comuni italiani. Ciò che so, da amministratore condominiale, è che una pianta, anche di un giardinetto privato, quando supera i 20 cm di diametro, non può più essere abbattuta, a meno di presentare perizia giurata di un dottore in agronomia che certifichi che la pianta è irrimediabilmente compromessa. Una volta, bastava pagare la parcella (intorno ai 1.200 euro, dalle mie parti, non proprio una carezzina...) e ti certificavano... beh, forse non il falso, ma comprendevano le esigenze più svariate. Oggi, non osano, per paura del comitato di impiccioni, che gli procura infiniti grattacapi.
Ad esempio, devo fare un lavoro in un giardino di un condominio, perché l'impermeabilizzazione verso un fondo confinante è andato a farsi benedire e quando piove o si irriga il prato, esce acqua ovunque. Però per poter fare il lavoro in sicurezza, occorre fare uno scavo di 2 metri di profondità. Ma c'è un albero fra i piedi, che non consente l'uso di un escavatore. Avevo pensato di farlo tagliare e poi, fatti i lavori, metterne uno (più giovane), anche uguale. Macché: sta benissimo, quindi, vietato. E i danni aumentano.

Onestamente, non riesco proprio a capire questo "feticismo dell'albero". A meno di esemplari davvero eccezionali, meritevoli di tutela, un albero è un albero. Se serve, si leva e poi se ne pianterà un altro. Crescono ancora, eh?:woot:
Mah non è che varia da comune a comune? Aldilà di vincoli paesaggistici/idrologici, uno può piantare tutti gli alberi che vuole in giardino senza chiedere però deve avere la perizia per abbatterne uno?
 
Si ma un conto è se si parlasse di alberi in un bosco o comunque in un'area naturale, se si parla di alberi in città non puoi dire che "siamo noi che dobbiamo adattarci alla natura"...
Il problema è che ci sono alberi piantati molti anni fa, quando c'erano conoscenze tecniche e traffico diversi da oggi.

Si ma capisci che gli alberi grossi magari sono più utili in un'area vera verde, magari una roba da 30x50 metri, piuttosto che una strisciatina da 1x10 metri se va bene a bordo strada.
Ho un po' di dubbi poi che regolino molto l'acqua in città. Se è tutto cementato come fa a trattenerla, che le radici sono sotto al cemento?
Per la CO2 non fanno molto (meglio di niente eh). Anche per la temperatura, sì, regolano, però se il 90% è cemento e asfalto magari è meglio iniziare da lì...
Caro FN12, poni dubbi legittimi che ti invito a chiarire linkando uno degli innumerevoli video sui vari temi inerenti all'argomento.
Qui, nel caso specifico, è relazionato partendo da gli scritti di Thoreau, e dato che siamo nel forum di Avventurosamente mi pare un cerchio che si chiude alquanto bene.
 
... invece di adattarci alla natura adattiamo la natura a noi.
"Natura"?

20130405141711.jpg


Ci sono a Roma altri parchi orientati principalmente alla conservazione dell' ambiente (comunque fortemente antropizzato, visto che siamo in città) villa Pamphili, anche se non è tutta come nella foto, non è propriamente una di queste, è piuttosto un "giardino molto molto grande" con vialetti, un piccolo lago monumentale, piante messe a dimora a scopo decorativo ecc.

Tra le piante messe a dimora per una sorta di architettura di esterni ci sono appunto i pini.
 
Ultima modifica:
"Natura"?

20130405141711.jpg


Ci sono a Roma parchi orientati alla conservazione dell' ambiente (comunque fortemente antropizzato, visto ch siamo in città) villa Pamphili, anche se non è tutta come nella foto, è un "giardino molto molto grande".
Con quella frase intendevo descrivere uno schema di approccio generico, implementato poi da gli esempi di orsi e lupi.
Sottolineato poi da un bel " sempre il solito stupido schema"
Mi sembra ovvio che non era riferito nello specifico al giardino della villa
 
Parlo solo di quelle situazioni che conosco. Sulla via Aurelia dalla parte opposta al mitico motel dell'Agip venendo verso Roma, la strada era pericolosissima a causa delle radici. Il guaio è però stato risolto bene senza tagliare gli alberi e tanto meno le radici innalzando il manto stradale. Alberi importanti la cui ombra impedisce di trasformare la strada in una piastra da hamburger,Si potrebbe fare lo stesso in fondo a Via dei Colli della Farnesina dove ci sono pini enormi le cui radici rendono impossibile la percorrenza alle auto, Certo per contro debbo dire che con mi vero dispiacere cinque sanissimi e bellissimi pini nel convento di fronte a casa mia sono stati tagliati perchè le loro radici avevano sfondato i muri delle cucine. Però nei parchi e nei vari viali e lungoteveri cerchiamo di fare il più possibile per conservare prima di ritrovarci in una landa di cemento e poveri ceppi. Ovviamente una piantumazione sarebbe ideale, ma visti i tempi ci credo poco.
 
che varia da comune a comune
a volte anche nello stesso comune. Io tempo fa avevo chiesto per poter togliere un pino che se cadeva (benchè era sanissimo) finiva sulla provinciale...Lo tolga e anche in fretta!
Un ciliegio selvatico che ho nel dietro della casa guai a toccarlo perchè ha una base di diametro un metro e secondo il tizio con le radici tiene il perimetro della zona rialzata. Difatti ogni tanto lo poto da terra
 
"Natura"?

20130405141711.jpg


Ci sono a Roma altri parchi orientati principalmente alla conservazione dell' ambiente (comunque fortemente antropizzato, visto che siamo in città) villa Pamphili, anche se non è tutta come nella foto, non è propriamente una di queste, è piuttosto un "giardino molto molto grande" con vialetti, un piccolo lago monumentale, piante messe a dimora a scopo decorativo ecc.

Tra le piante messe a dimora per una sorta di architettura di esterni ci sono appunto i pini.
Giusto. La pineta di cui dicevo si trova proprio sopra questo che è il Casino Algardi. In questa zona si è badato più al "giardinaggio" e alla piantumazione di specie rare Ma la parte parte opposta quella divisa dalla via Olimpica racchiude dei veri boschi ed è la zona lasciata più selvaggia !
 
Ultima modifica:
Alto Basso