...il discorso "se tutti lo facessero", secondo me è da escludere... soprattutto se lo pensi per eventuali rimorsi morali personali. In quanto è un discorso comune e usato in molti "contesti", ma se di fatto sarebbe una cosa molto "improbabile" che la massa decidesse di "scegliere una determinata" cosa
(rispetto a quello che offre la tecnologia, modernità, società).... non penso tu abbia motivo di sentirti in colpa.
Un discorso di questo tipo, ma questi son poi ragionamenti soggettivi, lo vedrei più del tipo "... usufruisco di una risorsa naturale per un orto (alimenti) e per bere o semplicemente per estetica del prato verde...'"
Ma anche qui.... la società và in un senso, quindi se lo fai con moderazione e in maniera "discreta", anche se fosse per il "prato verde" non penso tu faccia parte dei "deturpatori" dell'ambiente

Come magari potrebbero essere altre cose di "massa".....
Ti conviene semplicemente ragionare e informarti sui sistemi più logici e moderati, naturali.... per ottenere quello che vuoi. Oppure segui quello che è la tua zona.... accettando e adattandoti a come la vegetazione "vive"
Anch'io Speleo, sono solitamente in disaccordo con l'imperativo categorico Kantiano (valutare le scelte in base a "se tutti facessero quella scelta cosa succederebbe?").
Il cammino che ogni uomo deve fare in questa vita è così personale che le scelte di ognuno si intersecano a quelle di tutti in un groviglio che crea un flusso multicolore e multiforma.
Esiste poi, nella scelta, il potere del momento presente, l'istinto, l'intuito e tutto scorre senza tante elucubrazioni mentali.
Quindi se devo considerare una scelta "intima", personale, non considero questo argomento come metro di valutazione, proprio non ci penso.
Quando però si intaccano le risorse della Terra, che ripeto, sono di tutti, il discorso è diverso. Rimane comunque un margine di discrezionalità in cui si valutano le specificità, ma in generale dobbiamo pensare che quello che consumiamo noi è qualcosa meno per gli altri.
La torta non è infinita.
Con la Terra non è come giocare in Borsa. Non si moltiplicano le risorse, non si possono annullare gli scambi, le azioni non scompaiono come bolle di sapone.
Ce ne rendiamo conto ora che i Paesi emergenti vogliono anche loro i lussi che ci siamo, più o meno consapevolmente, più o meno responsabilmente, concessi noi per anni.
E noi diciamo loro che NON E' SOSTENIBILE, che non possono, che ormai gli equilibri sono troppo precari, che ormai l'inquinamento è troppo alto, ecc...
Ovvio che sto allargando il discorso. Se sono sicuro che l'acqua, come mi dite, ritornerà (ed in tempi "umani"; anche il petrolio prima o poi ritorna!), mi faccio sto impianto e mi godo l'erbetta verde.
Ma se invece non fosse propriamente così, e qui dialogo con mdsjack, sarebbe uno dei tanti tasselli in cui contribuisco al disastro ambientale che stiamo creando.
E' vero che molte abitudini ci sono imposte, ma è altrettanto vero che il valore della nostra libertà sta appunto nel dare valore alla bellezza che ci è stata donata nelle scelte di ogni giorno.
Cosa possiamo fare di fronte ad un mondo che se ne frega?
Risposta: del nostro meglio.