AIUTO: prendo questa baita/rifugio?

Diciamo che si era capito ...;):)
O meglio, cercare consigli in questo forum era in realtà un modo dissimulato per vedere come si sarebbe reagito alla prevedibile "gragnuola" di post disincentivanti, ossia se si sarebbe resistito ad ogni sorta di argomento "contro": un po' come quando due innamorati si scontrano con l'ostracismo trasversale di entrambe le rispettive famiglie.

Uno stress test, insomma.
E siccome nessuno è riuscito a persuaderti a NON farlo...non restava che farlo.
Per quanto mi riguarda, penso di non essere cascato nel piccolo tranello.
:D
 
dai io non lo chiamerei tranello. Sicuramente è stato un modo per mettere alla prova quella mia decisione che, sotto sotto, già avevo preso.
Si, era così forte che alla fine non ho cambiato idea.

Adesso però viene “il bello”…
 
U

Utente 33524

Guest
Che non fosse sulle Alpi si era capito, dal momento che sei siciliano. E sinceramente è meglio di quanto immaginassi. Pensavo a una di quelle casette rifugio affogate da qualche parte, che compaiono spesso su questo forum, rimesse in piedi per ritrovarsi fra amici, che per lo scopo vanno anche bene, ma questa è dominante, e che vista! Il disegno è anche molto piacevole a vedersi, non kitsch, sobrio e ha delle dipendenze. Ci farai ricche e fruttuose letture. Sempre che la connessione internet sia insufficiente, te lo auguro di cuore. Io ormai potrei salvarmi solo in baita, ma non ci vado, ahimè.

P.S. Io comincerei anche a pensare a un binocolo, e a un manuale di riconoscimento di uccelli, anzi due, uno anche per la flora.
 
Ultima modifica di un moderatore:
La connessione c’è purtroppo, anche se scarsa. Per il resto l’hai descritta benissimo.
Una correzione: io non sono siculo :D:D
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Già ho notato più volte la presenza di gruccioni in volo. Bellissimi. Col loro classico verso gru gru e il volo a planare.
Questo in foto esattamente
 

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Ultima modifica:
Cosa c'entra, ad esempio @Crafter

@Crafter
· scrive da New York

ma non credo si Newyorkese... ;)
veramente abita proprio lì e anche un altro avventuroso è negli USA, uno invece è nel Canada, un altro in Svizzera... un altro era in Norvegia e un altro ancora in Grecia o a Malta... non rammento ma è un po' che questi ultimi due non si sentono... per cui...

Io che non gradisco fare sapere dove sono ad esempio non ci ho scritto nulla...
 
U

Utente 33524

Guest
Beh, io non scrivo da Camerino, ma ci sono nato e ci sono andato in bicicletta da piccolo, più di una volta, per me era un record di distanza.
E chiacchiero anche troppo dei fatti miei.
 
Sinceramente non capisco la polemica, se vuole scrivere che arriva da Marte qual è il problema? Saranno ben fatti suoi.
D'altronde nessuno o ben pochi usano il loro vero nome, perché la provenienza dovrebbe essere quella vera? Non è un documento d'identità e noi non siamo la questura
 
Sinceramente non capisco la polemica, se vuole scrivere che arriva da Marte qual è il problema? Saranno ben fatti suoi.
D'altronde nessuno o ben pochi usano il loro vero nome, perché la provenienza dovrebbe essere quella vera? Non è un documento d'identità e noi non siamo la questura
Io invece capisco poco questa fobia del riconoscimento, pare gente che abbia cose da nascondere.
Ma se anche - legittimamente - lo si facesse per privacy, quello che invece non capisco assolutamente è il "depistaggio" che viene fatto nei confronti del prossimo nel momento in cui si scrivono ugualmente generalità, ma false.
Proprio perchè nessuno è obbligato a metterle, e nessuno qui è un pubblico ufficiale titolato a richiederle, si potrebbe semplicemente ometterle. Dichiararne di false non è più una questione di privacy, ma diventa una mancanza di rispetto verso gli altri.
 
Premetto che non ho letto tutti i commenti. La cosa è allettante, ma qui il rischio è innamorarsi del sogno. Il risveglio potrebbe esser un incubo. Ci sono un sacco di baite, fienili e masi in vendita a prezzi molto competitivi. Si, ma nel confronto con un immobile in città. Nel loro contesto il valore è praticamente zero, e lo dimostra il fatto che siano trascurati, fatiscenti. Noi ragioniamo al contrario: pensiamo che costi poco per le condizioni in cui si trova, in realtà è l'opposto. Non vale una spesa di mantenimento e recupero. Sevivano quando erano gestiti gli alpeggi, la fienagione, le mungiture e la produzione di ricotte e caci. La fattibilità del restauro è il vero limite: portare i materiali sul posto, provvedere alla fornitura di acqua, energia e smaltire scarti. Portare sul posto maestranze, fornire loro cibo, servizi... è uno sforzo che puoi sostenere? Restaurare da soli, con aiuti occasionali rischia di diventare un lavoro eterno, snervante. Togli il periodo invernale, altri inconvenienti, passi anni a sistemarla. A lavori ultimati, di cosa disporrà la casa? Acqua, luce? Riscaldamento? Accesso? Ci sono poi tutti gli adempimenti burocratici del caso, ti verrà concessa la possibilità di far legna? Che mi risulti, le Regole Cadorine, limitano l'accesso a queste risorse se non si è residenti, o facenti parte delle comunità locali. Avrai delle pertinenze, un prato, un bosco? E alla fine, come sarà considerato il tuo immobile? Che se diventa seconda casa, ti costa un occhio in termini di tasse e servizi. Insomma, molta, ma molta prudenza. Rischi di esser quello che rivaluta il patrimonio elpestre, senza goderne nulla o solo occasionalmente E' meglio esser cinici che sprovveduti
 
Premetto che non ho letto tutti i commenti. La cosa è allettante, ma qui il rischio è innamorarsi del sogno. Il risveglio potrebbe esser un incubo. Ci sono un sacco di baite, fienili e masi in vendita a prezzi molto competitivi. Si, ma nel confronto con un immobile in città. Nel loro contesto il valore è praticamente zero, e lo dimostra il fatto che siano trascurati, fatiscenti. Noi ragioniamo al contrario: pensiamo che costi poco per le condizioni in cui si trova, in realtà è l'opposto. Non vale una spesa di mantenimento e recupero. Sevivano quando erano gestiti gli alpeggi, la fienagione, le mungiture e la produzione di ricotte e caci. La fattibilità del restauro è il vero limite: portare i materiali sul posto, provvedere alla fornitura di acqua, energia e smaltire scarti. Portare sul posto maestranze, fornire loro cibo, servizi... è uno sforzo che puoi sostenere? Restaurare da soli, con aiuti occasionali rischia di diventare un lavoro eterno, snervante. Togli il periodo invernale, altri inconvenienti, passi anni a sistemarla. A lavori ultimati, di cosa disporrà la casa? Acqua, luce? Riscaldamento? Accesso? Ci sono poi tutti gli adempimenti burocratici del caso, ti verrà concessa la possibilità di far legna? Che mi risulti, le Regole Cadorine, limitano l'accesso a queste risorse se non si è residenti, o facenti parte delle comunità locali. Avrai delle pertinenze, un prato, un bosco? E alla fine, come sarà considerato il tuo immobile? Che se diventa seconda casa, ti costa un occhio in termini di tasse e servizi. Insomma, molta, ma molta prudenza. Rischi di esser quello che rivaluta il patrimonio elpestre, senza goderne nulla o solo occasionalmente E' meglio esser cinici che sprovveduti
Non sono affatto d'accordo: negli anni '70 una coppia di 40enni di Milano comprò, per una cifra ridicola anche per allora, una stalla con soprastante fienile in val d'Intelvi: per stalla va inteso lo spazio di alloggio e governo per SEI bovini, diciamo 8 x 6 metri a piano terra, altrettanti nel fienile, altezza di entrambi i piani di poso superiore ai 2 metri, epoca della costruzione, stando a quanto inciso sull'architrave: 1796, pertinenti alla costruzione (allo stato di rudere) all'incirca 4 ettari di bosco e prato terrazzato.
Con il solo aiuto del padre di uno dei due(allora poco più che sessantenne) iniziarono un lento e costante processo di recupero: prima eliminare le strutture specifiche da stalla (mangiatoie, abbeveratoio) poi resero il piano di calpestio, originariamente in terra e sassi, dritto e liscio con una gettata di cemento su elettrosaldata, toccò poi al rifacimento del tetto, l'applicazione di infissi, la creazione di un bagno (questo con muratori e idraulico prezzolati) (la fornitura dell'acqua costò parecchio per la distanza dal paese) sfruttando i due giorni del week end nel giro di un paio d'anni la struttura permetteva di cucinare, dormire, eseguire basilari procedure d'igiene, ovviamente il tutto accompagnato da equivalenti procedure di ordine catastale e di abitabilità presso il Comune di appartenenza:
L'aiuto della figlia e del genero permise di allargare la casa creando altre due stanze sopra al serbatoio dell'acqua pre-esistente.
Ho frequentato questa casa per molti anni, fino alla naturale conclusione della vita dei due primi attori della vicenda, scomparsi in tarda età negli anni tra il 2005 e il 2015 percependo sempre un misto di serenità, orgoglio e soddisfazione personali oltre che il piacere di sapere che la figlia con il marito si sarebbero trasferiti a vivere lì (grazie al telelavoro possono scendere in città, lui a Milano, lei a Como UNA sola volta alla settimana) oggi hanno 6 kW di pannelli solari, riscaldamento a legna autoprodotta, ovvia la presenza di orto e alberi da frutta.
Si sono "fatti il mazzo"? Sì, certo, ma non essendo mai stati interessati alla "civiltà dell'apparire" ma solo a quella "dell'essere" la fatica spesa non è stata mai percepita come un peso e il risultato ottenuto, rinunciando a costose vacanze in giro per il mondo, è stato quanto di più "green" si possa desiderare oggi, figuriamoci quando la storia è iniziata.
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ATTENZIONE: non bisogna confondere chi decide di realizzare "un sogno" con chi è invece "un sognatore": quest' ultimi molto numerosi e , ahimè, inconcludenti.
 
Ultima modifica:
Si potrebbe ometterle, e con la stessa libertà si può scrivere quel che si vuole. Ripeto, non vedo il problema.
Dubito fortemente che il rispetto degli altri si mostri mostrando le proprie generalità. Mica penserai davvero che io mi chiami Spinoza?
Non mi pare di aver scritto che il rispetto degli altri richieda di mostrare le proprie generalità, bensì di non mostrarne di FALSE.
E' chiaro che un nickname o uno pseudonimo non è un nome, ma una consuetudine ed una netiquette universalmente usata nei forum, dunque non è questo il punto.
Diverso è quando ci si "addentra" su luoghi di residenza, date di nascita o altre notizie: vorrei capire per quale preciso motivo uno, se non vuole darle, anzichè appunto limitarsi a NON DARLE, dovrebbe inventarsele. La mancanza di rispetto sta qui: nel dare agli altri una falsa identità, quando si potrebbe lecitamente ricorrere alla'anonimato, nulla di più e nulla di meno.
 
Non mi pare di aver scritto che il rispetto degli altri richieda di mostrare le proprie generalità, bensì di non mostrarne di FALSE.
E' chiaro che un nickname o uno pseudonimo non è un nome, ma una consuetudine ed una netiquette universalmente usata nei forum, dunque non è questo il punto.
Diverso è quando ci si "addentra" su luoghi di residenza, date di nascita o altre notizie: vorrei capire per quale preciso motivo uno, se non vuole darle, anzichè appunto limitarsi a NON DARLE, dovrebbe inventarsele. La mancanza di rispetto sta qui: nel dare agli altri una falsa identità, quando si potrebbe lecitamente ricorrere alla'anonimato, nulla di più e nulla di meno.
Molti di noi , oltre ad avere nomi di fantasia, hanno anche foto che sono le più disparate (come su qualsiasi forum), ricordo però di essere stato pesantemente "redarguito" da un noto forumista perchè non mettevo nel mio profilo una foto dove mi si vedeva in volto................ la mancanza di rispetto si può manifestare in molti modi e non sono necessariamente legati ad un nick , una foto o a quanto si è bravi in quello che si fa.
 
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