allargare i nostri oprizzonti: la corsa in montagna

dopo la mia ultima esperienza nella Riserva dello Zingaro, avendo toccato con mano (e con piedi) le difficoltà di un fondo estremamente sconnesso, mi è venuto in mente che esiste una disciplina che và a nozze con questi percorsi.
La corsa in montagna.
ecco QUI un paio di articoli sull'allenamento specifico.
 
Ultima modifica:
dopo la mia ultima esperienza nella Riserva dello Zingaro, avendo toccato con mano (e con piedi) le difficoltà di un fondo estremamente sconnesso, mi è venuto in mente che esiste una disciplina che và a nozze con questi percorsi.
La corsa in montagna.
ecco QUI un paio di articoli sull'allenamento specifico.

Certo che esiste, si chiama trail e sta un po' alla corsa normale come la MTB alla bicicletta.

Io per ora, da un po' di tempo, ho preso ad usare le relative scarpe (della Salomon) un po' per tutto.
Avendo problemi al tallone mi servivano scarpe più rialzate possibile, e nel negozio specializzato per running dove andavo mi hanno consigliato proprio queste come scarpe da passeggio. Sicchè ho abbanonato mocassini vari e ho adottato queste per tutti i giorni, con gran sollievo.

Poi, viste le suole e per cosa sono progettate (appunto corsa in montagna) son convinto che le userò pure per trekking. Mi pare che abbinino la solidità di uno scarponcino alla flessiblità di una scarpa da running. A me gli scaroponcini in passato hanno sempre creato problemi: piedi gonfi, spellature, bolle...non so perchè.

Recentemente in TV ho visto un campionato mondiale di questa disciplina e ci correvano che era una meraviglia. La cosa curiosa è che lottavano per la vittoria due che si passavano quasi vent'anni di età (il più anziano 46 anni :eek:).
Io però devo essere sincero, se c'è una cosa che in montagna mi "blocca" e proprio non ci riesco, è il "prendere velocità", si tratti di mtb (infatti mai usata) o anche a piedi. Ho sempre il terrore di rompermi una gamba, se non la testa.

Ciao
 
l'ho vista anche io quella corsa,...mitica, mi pare un peruviano o giù di lì era il più anziano e ha datto la paga a tanti giovani nostrani baldanzosi....commovente.

Però a me non piace questa disciplina, per me la montagna rimane un tempio dove entrare in punta di piedi per ascoltarne l'Energia emanata e qualsiasi elemento che sia la velocità o lo schiamazzo, per me sono semplicemente sacrileghi.
Se uno vuole correre perchè non lo fà in campagna?;)
 
l'ho vista anche io quella corsa,...mitica, mi pare un peruviano o giù di lì era il più anziano e ha datto la paga a tanti giovani nostrani baldanzosi....commovente.

Però a me non piace questa disciplina, per me la montagna rimane un tempio dove entrare in punta di piedi per ascoltarne l'Energia emanata e qualsiasi elemento che sia la velocità o lo schiamazzo, per me sono semplicemente sacrileghi.
Se uno vuole correre perchè non lo fà in campagna?;)

Beh, cosa c'entra, torniamo sempre al solito discorso: una cosa si può fare nel silenzio della solitudine oppure nel frastuono della massa.
E quando si tratta di gare, per ovvi motivi, non può che essere "intrinsecamente" la seconda.
Avrai sicuramente visto qualche arrivo del Giro d' Italia in mezzo a posti fantastici, lo Stelvio, il Pordoi, o l'Izoard per il Tour..in mezzo a due ali di folla semplicemente assordanti. Questo non significa che, per 364 giorni all'anno (va beh, diciamo molti meno visti muri di neve e le chiusure invernali) uno non possa farsi in assoluta solitudine e silenzio le stesse strade, come gli 82 tornanti di quella vecchia mulattiera costruita dagli austriaci fino a 2758 m.
Il bello di una passione,forse, è che può esprimersi in modi perfino opposti.
Senza con ciò dissacrare nulla, anzi.
Ciao
 
Be posso dirvi da quarantaseienne che ha fatto piu 50 maratone e triathlon sprint,alcuni ironman hawaii, lake placide,posadas ecc.ecc.che i piu forti sono "piu avanti con l'età", in italia soprattutto c'è poca propensione al sacrifico sportivo,voglio dire che spesso i bambini vengono indirizzati in altri sport di squadra e in prospettiva piu ricchi.Noi abbiamo un grande campione
Marco Olmo è uno dei più grandi atleti viventi, attualmente in piena competizione. E' vegetariano. E' il protagonista principe delle ultramaratone, quelle che vanno anche oltre i 100 km e con tappe di più giorni, che si disputano in tutto il mondo (nei deserti, saltando tra le rocce dei fiumi, scendendo e salendo alture a temperature gelide o torride, percorrendo chilometri per giorno e notte).


Marco è nato ad Alba (Cuneo) l’8 Ottobre 1948 e vive a Robilante (Cuneo).
Nella sua carriera (al Maggio del 2008) ha vinto:
(fonte : Marco Olmo - Wikipedia)

1 Chaberton Marathon (Francia - Italia)
4 Desert Cup (Giordania)
3 Desert Marathon (Libia)
5 Gran Raid Du Cro-Magnon (Italia - Francia)
2 Ultra Trail Tour du Mont Blanc (Francia)
2 Verdon trail (Francia)
1 Oman Raid (Oman) (che attualmente è la sua ultima sua gara vinta, nel 2008)
Ed è stato semplicemente cinque volte terzo in altrettante ultratrail (ebbene si, anche i vegetariani si stancano!!)
Forse per questo, Marco è stato definito
L’uomo che ha fermato il tempo (da La Stampa del 15 Febbraio 2008)

Fra i tanti articoli scritti su di lui...
Fonte: PlanetMountain.com (26.08.07)

"North Face Ultra Trail Tour du Mont Blanc" a Marco Olmo.
Nuova vittoria del vegetariano Marco Olmo alla maratona del Monte Bianco.E una belva.
 
l'ho vista anche io quella corsa,...mitica, mi pare un peruviano o giù di lì era il più anziano e ha datto la paga a tanti giovani nostrani baldanzosi....commovente.

Però a me non piace questa disciplina, per me la montagna rimane un tempio dove entrare in punta di piedi per ascoltarne l'Energia emanata e qualsiasi elemento che sia la velocità o lo schiamazzo, per me sono semplicemente sacrileghi.
Se uno vuole correre perchè non lo fà in campagna?;)
scusa ma la corsa schiamazzo?:oops: non è mica una partita di calcio? ho una motocicletta nella natura? soprattutto anche perchè non hanno pubblico!!Forse non ho capito quello che volevi dire...?la corsa in montagna,campagna, è un qualcosa di estremamente intimo, forte,di riunione con la fatica , la natura il risultato di mesi di preparazione e silenzio soli con se stessi, il sudore, le endorfine che ti danno una sensazione di estasi ....il rumore del tuo respiro...
 
l'ho vista anche io quella corsa,...mitica, mi pare un peruviano o giù di lì era il più anziano e ha datto la paga a tanti giovani nostrani baldanzosi....commovente.

Però a me non piace questa disciplina, per me la montagna rimane un tempio dove entrare in punta di piedi per ascoltarne l'Energia emanata e qualsiasi elemento che sia la velocità o lo schiamazzo, per me sono semplicemente sacrileghi.
Se uno vuole correre perchè non lo fà in campagna?;)
scusa ma la corsa schiamazzo?:oops: non è mica una partita di calcio? ho una motocicletta nella natura? soprattutto anche perchè non hanno pubblico!!Forse non ho capito quello che volevi dire...?la corsa in montagna,campagna, è un qualcosa di estremamente intimo, forte,di riunione con la fatica , la natura il risultato di mesi di preparazione e silenzio soli con se stessi, il sudore, le endorfine che ti danno una sensazione di estasi ....
E' esattamente quello che cercavo di dire nella mia risposta che gli ho dato.
Sottoscrivo ogni parola, ogni virgola.

Forse intendeva riferirsi alle "gare", ma allora se è per questo basta imbarcare in un trekking più di dieci persone (senza bisogno di gare o campionati) ed è probabile che facciano più schiamazzi di una gara di trail dove perfino le telecamere fanno fatica a seguire i singoli.

E' qualcosa che non ho mai provato e mi piacerebbe, esattamente come lo sci di fondo. Se c'è un filo conduttore che lega tutte queste attività mi sembra che sia proprio l'essere agli antipodi dello schiamazzo e del rumore.
Ciao.
 
Oh,...ma quando leggete andate sempre di "corsa"?

".......e qualsiasi elemento che sia la velocità o lo schiamazzo, per me sono semplicemente sacrileghi."

Ho indicato due cose ben distinte che ovviamente, potrebbero essere anche messe assieme.
Il concetto di fondo è quello che per me la Montagna NON è un luogo di competizione.

Ovviamente questo è il MIO parere PERSONALE cui nessuno è tenuto a considereare proprio.:si:
 
Marco è nato ad Alba (Cuneo) l’8 Ottobre 1948 e vive a Robilante (Cuneo).
Nella sua carriera (al Maggio del 2008) ha vinto:
(fonte : Marco Olmo - Wikipedia)


Fra i tanti articoli scritti su di lui...
Fonte: PlanetMountain.com (26.08.07)

"North Face Ultra Trail Tour du Mont Blanc" a Marco Olmo.
Nuova vittoria del vegetariano Marco Olmo alla maratona del Monte Bianco.E una belva.
Oh un mio coetaneo! 1948: classe di ferro! La corsa nella natura (deserto, montagna, bosco... parco cittadino) è molto bella e gratificante. A me piace praticarla ma non in competizione; magari una decina di km la mattina presto e sotto una leggera pioggerellina captando nel silenzio odori, suoni e immagini e meditando. Vorrei poi approfondire il concetto di "vegetariano" perchè secondo me l'uomo non può fare a meno di alimenti di origine animale, almeno un 20% nell'età adulta
 
Marco è nato ad Alba (Cuneo) l’8 Ottobre 1948 e vive a Robilante (Cuneo).
Nella sua carriera (al Maggio del 2008) ha vinto:
(fonte : Marco Olmo - Wikipedia)


Fra i tanti articoli scritti su di lui...
Fonte: PlanetMountain.com (26.08.07)

"North Face Ultra Trail Tour du Mont Blanc" a Marco Olmo.
Nuova vittoria del vegetariano Marco Olmo alla maratona del Monte Bianco.E una belva.
Oh un mio coetaneo! 1948: classe di ferro! La corsa nella natura (deserto, montagna, bosco... parco cittadino) è molto bella e gratificante. A me piace praticarla ma non in competizione; magari una decina di km la mattina presto e sotto una leggera pioggerellina captando nel silenzio odori, suoni e immagini e meditando. Vorrei poi approfondire il concetto di "vegetariano" perchè secondo me l'uomo non può fare a meno di alimenti di origine animale, almeno un 20% nell'età adulta
Bello, fai bene ,la corsa è semplice, poche cose, scarpette (l'unica cosa un po tecnica richiesta) , tshirt, pantaloncino e dove sei sei vai......si so che è vegetariano dichiarato:D ho letto molte sue interviste persona molto schiva racconta che non uccide cio di cui si nutre.
 
Mizzega...........mica facile un topic del genere, comunque direi che il titolo è azzeccato.......Allargare gli orizzonti.........Tra i tanti modi c'è anche la "corsa in montagna" (virgolette non casuali ;) )
L'argomento è molto vasto e più che un topic ci vorrebbe un forum ( www.spiritotrail.it) ma vediamo un pò se riesco a dare buoni spunti di discussione.......
Innanzitutto "corsa in montagna" è una definizione un pò troppo stretta per definire il variegato mondo della corsa in natura, vediamo di chiarire un pò le cose.........
Corsa in montagna:vere e proprie competizioni su terreno naturale (sentiero o sterrato) con sviluppo e dislivello limitati (10km. e qualche centinaio di metri dilivello pos.). specialità riconosciuta dalla FIDAL e con un vero e proprio campionato del mondo al quale partecipano anche atleti africani.
Skyrunning . gare di corsa in montagna dove l'aspetto agonistico è molto marcato che si svolgono prevalentemente su sentieri impervi di montagna con passagi in quota oltre i duemila metri. Questi percorsi prevedono salite ripidissime, discese su ghiaioni o pietraie, attraversamenti di nevai, tratti attrezzati......Insomma gare tirate con dislivelli da forti a fortissimi e in ambiente severo di montagna. più che podisti occorre essere veri montagnardi. Africani per ora pochi.......
Si distinguono:
km verticale: 1000mt. dislivello per 4/5 km. sviluppo. pendenze anche del 35%
Skyrace: Da 1000mt. a 2000mt. di dislivello per uno sviluppo sino ai 30km. su terreno di montagna.
Skymarathon: oltre 2000mt. di dislivello e oltre i 35km. di sviluppo sino ai 42,,,,,
ultraskymarathon......oltre i 2000mt. di dislivello oltre i 42km...........
Lo skyrunning è una disciplina tutta italiana. Tra i mglioir atleti del mondo: italiani, catalani, andorrani, francesi, messicani.........
Trailrunning: con questo termine si definisce la "corsa in natura" nel senso più ampio dle termine: in questa categoria rientrano gare, prove e competizioni in montagna, in collina, nei deserti, lungo i profili delle coste, nelle foreste, ai poli o comunque in ambiente innevato (molto al margine troviamo anche le corse con le ciaspole).
Nel trail running troviamo le prove di ultratrail laddove le distanze superano i fatidici 42km. della maratona sino ad arrivare a 300km. e oltre per montagne o per deserti.......
In questo ultimo tipo di competizioni l'aspetto agonistico è decisamente meno marcato, prevale la sfida con se stessi e la solidarietà con gli altri partecipanti e il rispetto e l'amore per l'ambiente che si sta attraversando....Talune competizioni possono essere in autosufficienza alimentare o prevedere ristori.....possono essere nonstop o a tappe...Sono gare di endurance dove non conta la velocità ma la resistenza......
Personalmente partecipo a simili competizioni da 5 anni. Non sono un podista e la mia "formazione" è di carattere "escursionistico".
Ho partecipato a skyrace, skymarathon, ultratrail.......da un minimo di 1000mt. in meno di 5km. per 57min. ad un massimo di 93km. per 5000mt. di dislivello positivo in 14 ore e trenta circa.......
Il trail running NON è il corrispettivo della MTB.
La MTB non è sinonimo di velocità ma di distanza, lunghe percorrenze.......
Esistono certamente le gare di granfondo MTB ma esiste un vestissimo movimento di cicloalpinismo anche riconosciuto dal CAI dove quello che importa non è il tempo cronometrico o la classifica ma l'itinarario percorso.....
Il trailrunning nel suo significato più vasto rappresenta l'evoluzione dell'escursionismo nella sua componente sportiva......Laddove le competizioni sono solo un'aspetto dell'attività......
Essere un trailrunner significa essere escursionsita sportivo anche (ma non solo) perchè per preparare un ultratrail di 70km. e oltre occorre effettuare lunghi allenamenti in ambiente naturale su sentiero con tutto il bagaglio culturale (atletico e ambientale) che necessita.
Ma significa anche allargare i propri orizzonti. Consci delle proprie capacità le mappe con le curve di livello e gli sviluppi non incutono più soggezione ma semmai stimolano la sfida e l'avventura......Dove l'avventura e l'esplorazione sono su se stessi, sui propri limiti.......Non è una questione di velocità, affato, semmai di spazio percorso e percepito in maniera diversa dal solito.....Argomento quantomai vasto
A disposizione.
ciao.
 

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