Trekking Alta Via degli Eroi - AV n.8 delle Dolomiti

Data: 25/26 luglio 2021
Regione e provincia: Veneto - Belluno/Vicenza
Località di partenza: Porcen (BL)
Località di arrivo: Romano d’Ezzelino (VI)
Tempo di percorrenza: 11 ore in movimento
Chilometri: 43 km
Grado di difficoltà: Escursionstico/breve tratto EE
Descrizione delle difficoltà: Pendii erbosi esposti/scarsità d’acqua/breve tratto attrezzato
Periodo consigliato: da aprile a ottobre
Segnaletica: Generalmente molto buona
Dislivello in salita: 3000D+
Dislivello in discesa: 3000D-
Quota massima: Cima Grappa (1775m)
Traccia GPS: io ho usato questa (Ottima!)

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GIORNO 1:
Parto da Porcen alle 7 e 10, dopo trenta metri trovo una piccola fontana; bevo molto sapendo che da li in avanti l'acqua sarà cosa rara.
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Imbocco il sentiero per il Tomatico e con passo deciso alle 9 e 30 sono in sella, ho già fatto due terzi del dislivello positivo in programma perciò decido di deviare dall'itinerario per raggiungere la croce di vetta. Il panorama sarebbe fantastico ma le nuvole e la foschia mi privano di questo piacere. Faccio delle chiacchiere con altri due escursionisti, riprendo il mio cammino lungo la cresta e supero in successione il Monte Santo, il Sassumà e Forcella Alta. Da qui scendo a Forcella Bassa rallentando a causa dell’infido fondo del sentiero che si snoda nel bosco per poi tornare a prendere quota e, sotto il Monte Peurna, mi fermo per il pranzo. Mi rimetto in marcia, il sentiero è diventato una traccia sottile e poco battuta alternando tratti attrezzati a banche esposte sopra a ripidi canaloni erbosi.
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Alzo le antenne e procedo con prudenza fino a raggiungere Forcella d'Avien. Il tempo non è dei migliori perciò valuto se deviare dal tracciato originale per raggiungere il bivacco Murelon che dista solo 5km e mi garantirebbe un riparo sicuro in caso di maltempo ma alla fine decido di rimanere sul sentiero stabilito e di scendere al Fojarol del Conte.
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Qui, dopo 16km e 1800d+ trovo la prima acqua: tre cisterne di raccolta acqua piovana. Ne filtro un paio di litri, riprendo il cammino e affrontando gli ultimi 300 metri di salita raggiungo i pascoli sotto al monte Fontanasecca. Proseguo in costa per un chilometro fino a raggiungere l'omonima malga alle 16.00.
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È in stato di abbandono ma c'è copertura telefonica, una cisterna per l'acqua piovana, delle panche e un tavolo; decido di fermarmi per la notte. Dopo un oretta circa arriva una jeep, scendono due tipi coi quali scambio le seconde chiacchiere della giornata. Il cielo si è fatto scuro e inizio a sentire i primi tuoni, mi sbrigo a montare il tarp prima che sia troppo tardi e di li a poco arriva il temporale ad una velocità incredibile. I due salgono in macchina e mi invitano a fare lo stesso, raccolgo in fretta tutte le mie cose e le infilo nello zaino ma prima ancora che io possa mettere mano al tarp in cielo ritorna a splendere il sole. Li ringrazio, li saluto e torno alla mia solitudine. Scaldo dell'acqua col mitico fornello di @paiolo, mi cucino dei noodles, ascolto dei podcast per ingannare il tempo, faccio un paio di telefonate e alle 21 mi infilo nel sacco a pelo: domani è un altro giorno.
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GIORNO 2:
La notte scorre via tranquilla, c’è la luna piena e non ho nemmeno bisogno di usare la frontale; mi sveglio un paio di volte per il vento e buttando l’occhio fuori dal tarp vedo l’Orsa Minore. Alle 5 e 30 apro gli occhi giusto in tempo per godermi un alba spettacolare, talmente ipnotica che dimentico di fotografarla. Smonto il campo e faccio colazione guardando il sole che illumina la valle del Piave.
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Filtro un litro d’acqua dalla cisterna, mi carico lo zaino sulle spalle e alle 7 e 20 parto alla volta di forcella Solaroi. Arrivo in forcella, scatto qualche foto e…sento un tuono in lontananza. Il meteo dava temporali dal primo pomeriggio, sono le 8 del mattino e sopra di me c’è solo l'azzurro del cielo. Rispondo ad un paio di sms, sento un altro tuono, guardo in direzione di Cima Grappa e una grossa nube nera gravita sopra al Sacrario Militare, cerco di consultare nuovamente il meteo ma una saetta viene giù poco distante. Inizia a piovere, indosso il guscio e decido di proseguire sulla costa evitando di salire sul sentiero di cresta. Piove forte, sto camminando fuori dall’itinerario stabilito e perdo quota in cerca di un riparo. Raggiungo una baita per cacciatori con tettoia esterna, mi metto al riparo e cerco di capire il da farsi. La pioggia si fa più debole perciò decido di proseguire lungo la strada sterrata della Val del le Mure fino al bivio per un sentiero che, in loc. Croce dei Lebi, mi riporta sul tracciato originale. La giornata è nuovamente splendida ed ormai ho raggiunto Cima Grappa. Sorseggio una Coca mentre guardo il panorama dal belvedere del Rifugio Bassano, poi salgo la scalinata per l’ossario austroungarico.
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Scendo verso quello italiano passando tra i cippi che riportano i nomi delle montagne che mi sono lasciato alle spalle e vengo fermato da due tipi; uno dei due ha con se una tromba e mi chiede se posso girare un video mentre suona il silenzio ai caduti. Lo faccio, li saluto, imbocco il sentiero 100 e inizio a scendere. Il sentiero per lunghi tratti costeggia la strada statale ma poi si inserisce in un fresco bosco di latifoglie. Sosto al Rifugio Valrossa dove acquisto un litro d’acqua e poi proseguo sul sentiero n.100 in direzione della valle di Santa Felicita. Il sentiero perde quota rapidamente e poco prima di giungere a valle incontro un camoscio: il primo animale che vedo nonostante abbia trascorso le ultime due giornate immerso nella natura. Sono le 14 e 30 ed ho raggiunto l’edicola religiosa di Santa Felicita, ho camminato in solitaria per 43km, ho fatto 3000d+ e 3000d-, ho bevuto qualche litro di acqua piovana, ho dormito in tarp, ho schivato un paio di temporali feroci, mi sono tolto una zecca e adesso ho voglia di un gelato.
 
Ultima modifica:
Non pensavo che il M. Grappa fosse così verdeggiante nel periodo estivo, con il caldo che c'è pensavo che fosse più secco, di solito lo faccio a fine aprile quando ci sono le ultime chiazze di neve, grazie della condivisione
 
BEh quando le finisci prova le Mafate Speed se vuoi fare un altro salto di qualità ;)
Pensavo di avere raggiunto il top con le speedgoat. Poi ho provato appunto le Mafate.... ed ora ne cambio un paio ogni 6 mesi circa
 
BEh quando le finisci prova le Mafate Speed se vuoi fare un altro salto di qualità ;)
Pensavo di avere raggiunto il top con le speedgoat. Poi ho provato appunto le Mafate.... ed ora ne cambio un paio ogni 6 mesi circa
Ecco…quello è l’unico difetto riscontrato fin’ora: la tacchettatura è ancora in buono stato ma la zona del tallone si sta consumando piuttosto rapidamente. Immagino sia il prezzo da pagare per avere quel livello di comodità/ammortizzazione
 
Esatto. Vanno giù come il burro purtroppo ma il livello di comfort è assoluto. Ad ogni modo le mafate sono più strutturate e meno reattive, più adatte per lunghe camminate. Io le uso ovunque tranne che nei periodi Invernali per ovvii motivi.
 
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