Data: 11-12-13 Agosto
Regione e provincia: Trento
Località di partenza: Malga Sorgazza
Località di arrivo: Malga Sorgazza
Tempo di percorrenza: 18 h
Chilometri: 29
Grado di difficoltà: E
Descrizione delle difficoltà: Escursione semplice ma con qualche lastrone di granito in discesa da non sottovalutare
Periodo consigliato: estate
Segnaletica: ben tenuta
Dislivello in salita: 2.424
Dislivello in discesa: 2.401
Quota massima: 2.473
Accesso stradale: Malga Sorgazza
Traccia GPS: [puoi caricare la tua traccia GPS nella Mappa Escursioni ed inserire il link permanente al posto di questo testo]
Descrizione
Dormiamo la prima notte in tenda al campeggio Val Malene e iniziamo a perlustrare la zona con una piccola gita a Malga Sorgazza che sarà il nostro punto di partenza l'indomani.
Ci svegliamo cariche per partire alla volta del Rifugio Cima d'Asta. Il trekking inizia con una tranquilla passeggiata su comoda strada per poi inerpicarsi nel bosco, usciti dal bosco la salita si fa ancora più ripida. Alla deviazione tra il sentiero 327 e 327b scegliamo il secondo, leggermente più lungo ma anche meno ripido ed evita lastroni di granito che potrebbero rendere le cose più complicate. Finalmente scorgiamo il rifugio ma la salita non é ancora finita! La vista del Lago di Cima d'Asta ci ripaga della fatica dei 1000 metri di dislivello.
Scegliamo di non continuare per Cima d'Asta, sarebbero altri 500 metri di dislivello con qualche tratto attrezzato pare, preferiamo risparmiare le energie per il giorno successivo...ci serviranno.
Il rifugio Ottone Brentari di Cima d'Asta è molto accogliente, Emanuele saprà darvi tutte le informazioni necessarie su meteo ed escursioni, ottima cena e colazione sostanziosa, per essere un rifugio a quasi 2500 mt di altezza lo definirei raffinato.
Dopo una bella dormita ci incamminiamo alla volta del Caldenave scattando le ultime foto al Brentari e al suo lago. Superiamo forcella Socede e scendiamo per la valle non senza qualche difficoltà ma con panorami bellissimi, risaliamo per Forcella Magna tra le tracce della prima guerra mondiale. Superiamo anche Forcella delle Buse Todesche (2309 mt) per poi riprendere attraversando i bellissimi laghi della Valle d'inferno. Poi di nuovo scendiamo verso Ponte Caldenave e il suo magico rifugio.
Ci godiamo poco questi meravigliosi luoghi, ci abbiamo impiegato 8h ad arrivare qui e siamo davvero soddisfatte ma anche molto cotte. Il rifugio Caldenave saprà accoglierci con un ottimo tagliere, una birretta fresca (anzi 2) e una bella doccia calda, cosa non scontata a 1700 mt. Ceniamo, barattiamo un ottimo strudel con un bicchiere del nostro prezioso mirtillino fatto da mia madre, e andiamo a letto stanche morte.
É l'ultimo giorno, la fatica dei giorni precedenti si fa sentire, io ho la carne greve ma non demordo!
Risaliamo Cima Caldenave fino a Forcella Ravetta, poi una comoda traversata con compagnia di caprette, pecore e cavalli ci porta in val di Rava. Dopodiché si scende fino a Malga Sorgazza. Discesa impegnativa più per la stanchezza che per altro ad onor del vero.
Che dire...posti meravigliosi, cime granitiche, mille laghetti sospesi tra cielo e verdi prati, discese spacca ginocchia. Questa è stata la nostra Alta Via del Granito.
Vedo che non ha pubblicato tutte le foto che avevo caricato, ne metto qualche altra
Regione e provincia: Trento
Località di partenza: Malga Sorgazza
Località di arrivo: Malga Sorgazza
Tempo di percorrenza: 18 h
Chilometri: 29
Grado di difficoltà: E
Descrizione delle difficoltà: Escursione semplice ma con qualche lastrone di granito in discesa da non sottovalutare
Periodo consigliato: estate
Segnaletica: ben tenuta
Dislivello in salita: 2.424
Dislivello in discesa: 2.401
Quota massima: 2.473
Accesso stradale: Malga Sorgazza
Traccia GPS: [puoi caricare la tua traccia GPS nella Mappa Escursioni ed inserire il link permanente al posto di questo testo]
Descrizione
Dormiamo la prima notte in tenda al campeggio Val Malene e iniziamo a perlustrare la zona con una piccola gita a Malga Sorgazza che sarà il nostro punto di partenza l'indomani.
Ci svegliamo cariche per partire alla volta del Rifugio Cima d'Asta. Il trekking inizia con una tranquilla passeggiata su comoda strada per poi inerpicarsi nel bosco, usciti dal bosco la salita si fa ancora più ripida. Alla deviazione tra il sentiero 327 e 327b scegliamo il secondo, leggermente più lungo ma anche meno ripido ed evita lastroni di granito che potrebbero rendere le cose più complicate. Finalmente scorgiamo il rifugio ma la salita non é ancora finita! La vista del Lago di Cima d'Asta ci ripaga della fatica dei 1000 metri di dislivello.
Scegliamo di non continuare per Cima d'Asta, sarebbero altri 500 metri di dislivello con qualche tratto attrezzato pare, preferiamo risparmiare le energie per il giorno successivo...ci serviranno.
Il rifugio Ottone Brentari di Cima d'Asta è molto accogliente, Emanuele saprà darvi tutte le informazioni necessarie su meteo ed escursioni, ottima cena e colazione sostanziosa, per essere un rifugio a quasi 2500 mt di altezza lo definirei raffinato.
Dopo una bella dormita ci incamminiamo alla volta del Caldenave scattando le ultime foto al Brentari e al suo lago. Superiamo forcella Socede e scendiamo per la valle non senza qualche difficoltà ma con panorami bellissimi, risaliamo per Forcella Magna tra le tracce della prima guerra mondiale. Superiamo anche Forcella delle Buse Todesche (2309 mt) per poi riprendere attraversando i bellissimi laghi della Valle d'inferno. Poi di nuovo scendiamo verso Ponte Caldenave e il suo magico rifugio.
Ci godiamo poco questi meravigliosi luoghi, ci abbiamo impiegato 8h ad arrivare qui e siamo davvero soddisfatte ma anche molto cotte. Il rifugio Caldenave saprà accoglierci con un ottimo tagliere, una birretta fresca (anzi 2) e una bella doccia calda, cosa non scontata a 1700 mt. Ceniamo, barattiamo un ottimo strudel con un bicchiere del nostro prezioso mirtillino fatto da mia madre, e andiamo a letto stanche morte.
É l'ultimo giorno, la fatica dei giorni precedenti si fa sentire, io ho la carne greve ma non demordo!
Risaliamo Cima Caldenave fino a Forcella Ravetta, poi una comoda traversata con compagnia di caprette, pecore e cavalli ci porta in val di Rava. Dopodiché si scende fino a Malga Sorgazza. Discesa impegnativa più per la stanchezza che per altro ad onor del vero.
Che dire...posti meravigliosi, cime granitiche, mille laghetti sospesi tra cielo e verdi prati, discese spacca ginocchia. Questa è stata la nostra Alta Via del Granito.
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Vedo che non ha pubblicato tutte le foto che avevo caricato, ne metto qualche altra
Allegati
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