Escursione Altopiano della Majella e Monte Amaro

Parchi d'Abruzzo
Parco Nazionale della Majella
Altopiano della Majella
Quota
2.793 m
Data 21 settembre 2019
Sentiero parzialmente segnato
Dislivello 1.703 m
Distanza 31,34 km
Tempo totale 12:50 h
Tempo di marcia 11:26 h
Cartografia Il Lupo Majella
Descrizione Dal rifugio Pomilio (1.892 m) per La Maielletta (2.045 m, +30 min.), la Tavola dei Briganti (2.118 m, +50 min.), Fonte Acquaviva (2.100 m, +5 min.), Monte Focalone (2.676 m, +1,20 h), Monte Acquaviva (2.737 m, +35 min.), Cima Pomilio (2.656 m, +55 min.), Monte Sant’Angelo (2.669 m, +19 min.), Monte Rotondo (2.658 m, +44 min.), Tre Portoni (2.653 m, +44 min.), Monte Amaro (2.793 m, +50 min., 7,45 h dalla partenza), Monte Focalone (+1,50 h), il Bivacco Fusco (2.455 m, +27 min.), la Fonte Ghiacciata (2.378 m, +13 min.), Fonte Acquaviva (+36 min.), La Maielletta (+1 h) e il Rifugio Pomilio (+28 min.). Avvistati numerosi e cospicui branchi di camosci fra Monte Focalone e il Secondo Portone. Escursione molto faticosa, solitaria e appagante.
https://www.montinvisibili.it/altopiano-majella
 

Allegati

Oilà... ma quante vette hai fatto in un giorno?
Mi gira la testa solo a sentirle, complimenti per il giro, le foto e soprattutto per la prestazione atletica :) .
Le foto sul Gran Sasso sono straordinarie.
... non te l'ho mai chiesto, ma che macchinetta usi?
Un saluto e grazie per la condivisione
 
Oilà... ma quante vette hai fatto in un giorno?
Mi gira la testa solo a sentirle, complimenti per il giro, le foto e soprattutto per la prestazione atletica :) .
Le foto sul Gran Sasso sono straordinarie.
... non te l'ho mai chiesto, ma che macchinetta usi?
Un saluto e grazie per la condivisione
Avevo bisogno, e dove non potè la gamba potè la testa.
Una Nikon D7000 con uno zoom Sigma 17-70. Un tempo portavo tutto in parco di ottiche fisse e variabili. Ma col passaggio al digitale mi sono impigrito.
Le altre foto del mio sito sono scansioni da diapositive scattate con le mitiche Yashica FX2000s e Nikon FM2 (il tempo delle ottiche fisse con pellicole Velvia 50) e poi con Nikon D50. Ante 1992 addirittura con una Ferrania Condor degli anni 50 di mio padre.
 
È da due anni che mi "scappa" questa escursione, bellissime foto e complimenti per la camminata!! In che condizioni è il rifugio Pelino?
Sicuramente faticosa ma altrettanto appagante. Il Pelino è decente. La porta è a posto (a volte si dissalda), l'interno è sporchino. Se decidi di dormirci ricorda tanta acqua, materassino, saccoletto almeno da zero gradi e, fondamentali, i tappi per le orecchie, che col vento notturno altrimenti non dormi.
044 Bivacco Pelino.JPG
 
Sicuramente faticosa ma altrettanto appagante. Il Pelino è decente. La porta è a posto (a volte si dissalda), l'interno è sporchino. Se decidi di dormirci ricorda tanta acqua, materassino, saccoletto almeno da zero gradi e, fondamentali, i tappi per le orecchie, che col vento notturno altrimenti non dormi.
Vedi l'allegato 195328
Grazie della dritta!! Avevo previsto il materiale da portare, ma i tappi per le orecchie proprio non ci avrei mai pensato :si:
 
Anch'io all'epoca avevo la mitica Yashica FX2000s e poi sono passato alla Nikon FM, che comprai usata (cosi mi han detto) a Tangeri a poche lire: un vero gioiello.
Il rumore dello scatto meccanico é gioia pura! E poi il suo peso era importante e poteva funzionare senza batterie.
Quindi ora ti porti una Reflex durante l'escursioni: anch'io ne ho una, ma troppo pesante e ingombrante per portarla con me nei miei giri e la lascio quasi sempre a casa.
Volevo acquistare qualcosa di più leggero e pratico.
 
https://www.google.com/search?q=yashica+electro+35&tbm=isch&source=iu&ictx=1&fir=5lp0i6CvA-AwnM%3A%2C18D7wWFwZDooSM%2C%2Fm%2F05fc5s5&vet=1&usg=AI4_-kTIUhbzozhn7HYbGW9YaN1iIw8MKA&sa=X&ved=2ahUKEwjRo7P3_f3kAhXH1qQKHbtHBXYQ_B0wE3oECAkQAw#imgrc=5lp0i6CvA-AwnM:
E' che purtroppo non esiste più niente di simile.A prezzo abbordabile e dotata di un vero mirino!! E non quello schermetto televisivo che non consente di comporre come si vuole l'immagine. Per portare in escursione una reflex moderna digitale ci vuole tanta,ma proprio tanta passione.
 
Anch'io all'epoca avevo la mitica Yashica FX2000s e poi sono passato alla Nikon FM, che comprai usata (cosi mi han detto) a Tangeri a poche lire: un vero gioiello.
Il rumore dello scatto meccanico é gioia pura! E poi il suo peso era importante e poteva funzionare senza batterie.
Quindi ora ti porti una Reflex durante l'escursioni: anch'io ne ho una, ma troppo pesante e ingombrante per portarla con me nei miei giri e la lascio quasi sempre a casa.
Volevo acquistare qualcosa di più leggero e pratico.
Eh sì, la reflex con lo zoom è il minimo sindacale. Ho un marsupio LowePro che sta cadendo a pezzi (è il terzo che faccio fuori) ma che non riesco a sostituire perché non trovo più nulla di analogo. Ai tempi delle reflex meccaniche portavo anche le ottiche 24, 50 e 70-300. Tanta passione.
Io avrei adocchiato la Sony Alfa, ma ci vorrà del tempo per decidermi al passo. E poi ha ragione @lanfranco51: lo schermetto televisivo non convince neanche me.
 
Cavolo Presidente, proprio una bella passeggiata da nulla!!!! :woot:
Complimenti per la prestazione atletica e mentale.
Come sai la Maiella mi manca completamente...il paesaggio è davvero straordinario come ambientazione...da paura!
Alla prossima..
 
Luoghi magici e mutevoli, foto appassionanti e racconto avvincente.
Ma quello che più mi è piaciuto di questo post è la libertà nel vivere senza fretta questa lunghissima giornata di montagna; forse perchè io, sempre preso dalla premura di rientrare, non riesco mai a godermi appieno queste imprese e il tornare a casa prima che sia troppo tardi diventa un chiodo fisso che mi rovina tutta l'uscita.
La Tua immersione nella Majella mi ha trasmesso questo senso di libertà che, ahimè, ho potuto goderne solo poche volte.
 
Cavolo Presidente, proprio una bella passeggiata da nulla!!!! :woot:
Complimenti per la prestazione atletica e mentale.
Come sai la Maiella mi manca completamente...il paesaggio è davvero straordinario come ambientazione...da paura!
Alla prossima..
Grazie mio tesoriere. Spero che non ti venga in mente di scappare con la cassa (quale?) per pagare i salati dazi che sono richiesti per raggiungere quel territorio (solo autostrada 39 euro).
 
Luoghi magici e mutevoli, foto appassionanti e racconto avvincente.
Ma quello che più mi è piaciuto di questo post è la libertà nel vivere senza fretta questa lunghissima giornata di montagna; forse perchè io, sempre preso dalla premura di rientrare, non riesco mai a godermi appieno queste imprese e il tornare a casa prima che sia troppo tardi diventa un chiodo fisso che mi rovina tutta l'uscita.
La Tua immersione nella Majella mi ha trasmesso questo senso di libertà che, ahimè, ho potuto goderne solo poche volte.
È la medesima nefasta fretta che affligge anche me. Ma questa volta avevo pianificato anche il ritardo e avvertito la famiglia. La rottura del telefono, poi, mi ha regalato, un'ulteriore inaspettata libertà mentale perché mia moglie sapeva che stava lì lì per andarsene, condannandomi solo a percorrere a passo lesto il finale tratto asfaltato (se no mi sarei acceso un sigaro).
Grazie per aver percepito tutta la libertà di questo racconto.
 


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