Ambient

I generi musicali sono come le stelle, tantissimi e molto lontani fra loro, per stile, temi, velocità, emotività, ma c'è un genere che trascende tutte queste regole e che ha come obiettivo quello di evocare luoghi nella loro pura essenza, reali o immaginari che siano, sto parlando della musica ambientale, ribattezzata recentemente in Ambient.
Probabilmente la musica ambientale è il genere più antico che esista, si potrebbe dire che è l'origine di tutta la musica che ascoltiamo oggi, strumenti sonori improvvisati sono stati ritrovati nelle caverne dei nostri antenati, coi quali ricreavano i suoni che li circondavano per piacere o necessità, ad esempio per attirare prede o scacciare predatori.
La musica ambientale ha subito molteplici cambiamenti nel corso dei secoli, in particolare dai primi del Novecento, per via del veloce cambiamento delle società, delle innovazioni tecnologiche e industriali o semplicemente per un puro bisogno di innovare o scoprire se stessi.
La musica ambientale si potrebbe dividere in due grandi famiglie, la musica DA AMBIENTE e la musica DELL'AMBIENTE.
Nel primo caso abbiamo fra i suoi precursori artisti come il francese Erik Satie, che pensò ad una musica da accompagnamento per le serate di gala o altri eventi tipici dell'epoca nei quali suonare una musica che doveva rilassare l'ascoltatore facendolo sentire a proprio agio, stimolandolo nella cena e nei discorsi, era diciamo una musica "da consumo", la stessa musica che si è evoluta oggi e che possiamo ascoltare sotto altre forme quando entriamo in una struttura pubblica, un fast food, un negozio d'abbigliamento, un cinema, praticamente ogni musica è diventata DA ambiente e spesso non ce ne accorgiamo neanche.
Nel secondo caso, la musica DELL'AMBIENTE, abbiamo invece un'approccio che cerca di tramutare in musica ciò che ci circonda, l'ambiente diventa il fulcro della musica, contemporaneamente a Erik Satie in Italia nasceva il movimento Futurista, ogni corrente artistica cercava di raffigurare l'evoluzione della società a modo suo, il movimento delle macchine, la dinamicità, i passi delle persone, la velocità, ma anche i rumori, i cigolii, le sirene, gli sbuffi, tutto ciò che doveva rappresentare una Italia devota al progresso, all'innovazione, al guardare avanti, in ambito musicale il compositore futurista Luigi Russolo fu pioniere di un movimento musicale chiamato Rumorismo, che consisteva in una completa e assoluta demolizione di tutta la musica esistita fino ad allora, scordatevi le meravigliose composizioni di Bach, Beethoven e Mozart, ora non c'erano più violini, arpe e clarinetti, ma ruote di macchine, manopole stridenti, rombi di motori, martelli pneumatici e locomotive, fu anche ideatore di un particolare strumento chiamato Intonarumori, che riproduceva suoni campionati sui quali era possibile alterare tonalità, frequenza, volume e dinamica agendo su una leva, in pratica Luigi aveva creato l'antenato dei moderni sintetizzatori e mixer, da questo movimento poi nasceranno altre correnti e altri generi più profondi, che scavano alla ricerca dell'essenza stessa delle cose, nei quali non ci saranno più solo i suoni di ciò che ci circonda ma anche di quelli che abbiamo dentro, perciò abbiamo nuovamente una divisione in due grandi famiglie, la musica DELL'AMBIENTE ESTERNO e la musica DELL'AMBIENTE INTERNO.
Le fondamenta erano state posate, ora si dovevano costruire sopra tutti i vari livelli della musica ambientale, anche se fra i padri dell'Ambient troviamo personaggi come Brian Eno, Harold Budd e Jean-Micheal Jarre con le loro sonorità eteree e evocative, mi piace pensare che fra i primi ad aver dato una smossa al genere ci siano i giovanissimi Pink Floyd, con le loro sonorità psichedeliche miste a rock e musica sperimentale, che volevano rappresentare l'ambiente della mente, che per quanto ne sappiano è il luogo più vasto che esista dopo l'universo.
Brian Eno è considerato il padre dell'Ambient moderna, ha sviluppato una nuova tecnica di musica basata su melodie dolci e lente ma prive di schema, a volume basso, estremamente minimaliste, la musica scorre come scorrono il vento, l'acqua, il fuoco, senza previsione e con un continuo mutarsi, e con esso mutano anche la nostra emotività e la nostra percezione di tempo e spazio, in pratica un genere non collocabile, semplicemente pura immaginazione, lasciare a ognuno la libertà di costruirsi il proprio ambiente.
Primi anni '80, le situazioni dei paesi nel mondo si complicano, ci sono guerre, complotti, paura in generale e tutto ciò si ripercuote anche nella pittura, nella letteratura, nella musica, nel cinema...
La musica ambientale cambia volto, nasce la Dark Ambient, gli ambienti non sono più vasti e paradisiaci ma oppressivi e minacciosi, che non vuol dire che siano per forza un male, d'altra parte la musica ambientale deve evocare un luogo e se quel luogo ad esempio è la Siberia allora le sensazioni che si proveranno saranno di freddo, desolazione, abbandono, basti pensare ai primissimi lavori del norvegese Varg Vikernes, in arte Burzum, uno fra i primi artisti black metal, perciò con evidenti simpatie per tutto ciò che va contro la chiesa e il cristianesimo, ma aldilà della maschera che si è creato e di tutto ciò che ha combinato trovo che le sue primissime opere siano un vero punto di riferimento per tutta quella che sarà la Dark Ambient dei prossimi decenni. Il primo vero artista che fece della Dark Ambient il suo genere portante fu il gallese Brian Williams, in arte Lustmord, il suo primissimo lavoro fu un mix di noise music e una musica ambientale dalle tonalità molto grigie, molto distante dai paesaggi innocenti di Eno, Lustmord andava direttamente sul posto dei luoghi che voleva evocare con la sua musica, per campionare con attrezzature estremamente sensibili anche suoni non udibili all'orecchio umano, luoghi non proprio allegri, cripte abbandonate, macelli dismessi, caverne e luoghi oscuri in generale, d'altronde tutti dentro abbiamo sia luce che oscurità, si potrebbe dire che Brian Eno si è dedicato alla luce, Brian Williams all'oscurità.
Molti registi cominciarono ad adottare questo particolare genere di musica nelle loro opere, si ricordino colonne sonore come quella di Eraserhead di David Lynch, della quale egli stesso ne è stato il compositore, o le spettacolari sinfonie di Vangelis in film come Blade Runner e Antarctica.
Anche gli italiani dettero il loro contributo alla musica ambientale, i primi anni '80 vedono il nascere di artisti come Maurizio Bianchi (MB) e gruppi come gli ultraterreni Sigillum S, che hanno spaziato molto nella musica ambientale e industriale, con contaminazioni ed estremizzazioni al limite dell'ascoltabile.
Altro grande contributo al sottogenere venne dato da Roger Karmanik, fondatore dei Brighter Death Now e dell' etichetta scandinava Cold Meat Industry.
Gli anni '90 sono stati caratterizzati dalla nascita di un sacco di sottogeneri della musica ambientale, che essenzialmente erano tutte contaminazioni con altri generi allora già esistenti, la Ambient-Techno (detta anche IDM) nella quale spiccano nomi come Aphex Twin e Boards of Canada, la Ambient-Dub con Mick Harris e Bill Laswell, etc.
Fino ad oggi si potrebbe dire che i generi siano rimasti quelli, non ne sono ancora nati di nuovi, comunque qui in Italia abbiamo artisti veramente degni di nota che hanno e stanno dando un contributo a mantenere viva la fiamma dell'ambient sperimentale, artisti come Eraldo Bernocchi, co-fondatore dei Sigillum S, Massimo Magrini (Bad Sector) con le sue performance altamente tecnologiche, Alessandro Tedeschi (Netherworld) con la sua passione per i luoghi freddi e glaciali, tutti artisti che meriterebbero essere più apprezzati e conosciuti secondo me, specie se si è amanti della Natura, che già di per se è la miglior artista che ci sia, a volte la miglior musica che si possa ascoltare è il silenzio dell'ambiente che ci circonda, scoprire sfumature meravigliose che sono lì da sempre.
 
I generi musicali sono come le stelle, tantissimi e molto lontani fra loro, per stile, temi, velocità, emotività, ma c'è un genere che trascende tutte queste regole e che ha come obiettivo quello di evocare luoghi nella loro pura essenza, reali o immaginari che siano, sto parlando della musica ambientale, ribattezzata recentemente in Ambient.
Probabilmente la musica ambientale è il genere più antico che esista, si potrebbe dire che è l'origine di tutta la musica che ascoltiamo oggi, strumenti sonori improvvisati sono stati ritrovati nelle caverne dei nostri antenati, coi quali ricreavano i suoni che li circondavano per piacere o necessità, ad esempio per attirare prede o scacciare predatori.
La musica ambientale ha subito molteplici cambiamenti nel corso dei secoli, in particolare dai primi del Novecento, per via del veloce cambiamento delle società, delle innovazioni tecnologiche e industriali o semplicemente per un puro bisogno di innovare o scoprire se stessi.
La musica ambientale si potrebbe dividere in due grandi famiglie, la musica DA AMBIENTE e la musica DELL'AMBIENTE.
Nel primo caso abbiamo fra i suoi precursori artisti come il francese Erik Satie, che pensò ad una musica da accompagnamento per le serate di gala o altri eventi tipici dell'epoca nei quali suonare una musica che doveva rilassare l'ascoltatore facendolo sentire a proprio agio, stimolandolo nella cena e nei discorsi, era diciamo una musica "da consumo", la stessa musica che si è evoluta oggi e che possiamo ascoltare sotto altre forme quando entriamo in una struttura pubblica, un fast food, un negozio d'abbigliamento, un cinema, praticamente ogni musica è diventata DA ambiente e spesso non ce ne accorgiamo neanche.
Nel secondo caso, la musica DELL'AMBIENTE, abbiamo invece un'approccio che cerca di tramutare in musica ciò che ci circonda, l'ambiente diventa il fulcro della musica, contemporaneamente a Erik Satie in Italia nasceva il movimento Futurista, ogni corrente artistica cercava di raffigurare l'evoluzione della società a modo suo, il movimento delle macchine, la dinamicità, i passi delle persone, la velocità, ma anche i rumori, i cigolii, le sirene, gli sbuffi, tutto ciò che doveva rappresentare una Italia devota al progresso, all'innovazione, al guardare avanti, in ambito musicale il compositore futurista Luigi Russolo fu pioniere di un movimento musicale chiamato Rumorismo, che consisteva in una completa e assoluta demolizione di tutta la musica esistita fino ad allora, scordatevi le meravigliose composizioni di Bach, Beethoven e Mozart, ora non c'erano più violini, arpe e clarinetti, ma ruote di macchine, manopole stridenti, rombi di motori, martelli pneumatici e locomotive, fu anche ideatore di un particolare strumento chiamato Intonarumori, che riproduceva suoni campionati sui quali era possibile alterare tonalità, frequenza, volume e dinamica agendo su una leva, in pratica Luigi aveva creato l'antenato dei moderni sintetizzatori e mixer, da questo movimento poi nasceranno altre correnti e altri generi più profondi, che scavano alla ricerca dell'essenza stessa delle cose, nei quali non ci saranno più solo i suoni di ciò che ci circonda ma anche di quelli che abbiamo dentro, perciò abbiamo nuovamente una divisione in due grandi famiglie, la musica DELL'AMBIENTE ESTERNO e la musica DELL'AMBIENTE INTERNO.
Le fondamenta erano state posate, ora si dovevano costruire sopra tutti i vari livelli della musica ambientale, anche se fra i padri dell'Ambient troviamo personaggi come Brian Eno, Harold Budd e Jean-Micheal Jarre con le loro sonorità eteree e evocative, mi piace pensare che fra i primi ad aver dato una smossa al genere ci siano i giovanissimi Pink Floyd, con le loro sonorità psichedeliche miste a rock e musica sperimentale, che volevano rappresentare l'ambiente della mente, che per quanto ne sappiano è il luogo più vasto che esista dopo l'universo.
Brian Eno è considerato il padre dell'Ambient moderna, ha sviluppato una nuova tecnica di musica basata su melodie dolci e lente ma prive di schema, a volume basso, estremamente minimaliste, la musica scorre come scorrono il vento, l'acqua, il fuoco, senza previsione e con un continuo mutarsi, e con esso mutano anche la nostra emotività e la nostra percezione di tempo e spazio, in pratica un genere non collocabile, semplicemente pura immaginazione, lasciare a ognuno la libertà di costruirsi il proprio ambiente.
Primi anni '80, le situazioni dei paesi nel mondo si complicano, ci sono guerre, complotti, paura in generale e tutto ciò si ripercuote anche nella pittura, nella letteratura, nella musica, nel cinema...
La musica ambientale cambia volto, nasce la Dark Ambient, gli ambienti non sono più vasti e paradisiaci ma oppressivi e minacciosi, che non vuol dire che siano per forza un male, d'altra parte la musica ambientale deve evocare un luogo e se quel luogo ad esempio è la Siberia allora le sensazioni che si proveranno saranno di freddo, desolazione, abbandono, basti pensare ai primissimi lavori del norvegese Varg Vikernes, in arte Burzum, uno fra i primi artisti black metal, perciò con evidenti simpatie per tutto ciò che va contro la chiesa e il cristianesimo, ma aldilà della maschera che si è creato e di tutto ciò che ha combinato trovo che le sue primissime opere siano un vero punto di riferimento per tutta quella che sarà la Dark Ambient dei prossimi decenni. Il primo vero artista che fece della Dark Ambient il suo genere portante fu il gallese Brian Williams, in arte Lustmord, il suo primissimo lavoro fu un mix di noise music e una musica ambientale dalle tonalità molto grigie, molto distante dai paesaggi innocenti di Eno, Lustmord andava direttamente sul posto dei luoghi che voleva evocare con la sua musica, per campionare con attrezzature estremamente sensibili anche suoni non udibili all'orecchio umano, luoghi non proprio allegri, cripte abbandonate, macelli dismessi, caverne e luoghi oscuri in generale, d'altronde tutti dentro abbiamo sia luce che oscurità, si potrebbe dire che Brian Eno si è dedicato alla luce, Brian Williams all'oscurità.
Molti registi cominciarono ad adottare questo particolare genere di musica nelle loro opere, si ricordino colonne sonore come quella di Eraserhead di David Lynch, della quale egli stesso ne è stato il compositore, o le spettacolari sinfonie di Vangelis in film come Blade Runner e Antarctica.
Anche gli italiani dettero il loro contributo alla musica ambientale, i primi anni '80 vedono il nascere di artisti come Maurizio Bianchi (MB) e gruppi come gli ultraterreni Sigillum S, che hanno spaziato molto nella musica ambientale e industriale, con contaminazioni ed estremizzazioni al limite dell'ascoltabile.
Altro grande contributo al sottogenere venne dato da Roger Karmanik, fondatore dei Brighter Death Now e dell' etichetta scandinava Cold Meat Industry.
Gli anni '90 sono stati caratterizzati dalla nascita di un sacco di sottogeneri della musica ambientale, che essenzialmente erano tutte contaminazioni con altri generi allora già esistenti, la Ambient-Techno (detta anche IDM) nella quale spiccano nomi come Aphex Twin e Boards of Canada, la Ambient-Dub con Mick Harris e Bill Laswell, etc.
Fino ad oggi si potrebbe dire che i generi siano rimasti quelli, non ne sono ancora nati di nuovi, comunque qui in Italia abbiamo artisti veramente degni di nota che hanno e stanno dando un contributo a mantenere viva la fiamma dell'ambient sperimentale, artisti come Eraldo Bernocchi, co-fondatore dei Sigillum S, Massimo Magrini (Bad Sector) con le sue performance altamente tecnologiche, Alessandro Tedeschi (Netherworld) con la sua passione per i luoghi freddi e glaciali, tutti artisti che meriterebbero essere più apprezzati e conosciuti secondo me, specie se si è amanti della Natura, che già di per se è la miglior artista che ci sia, a volte la miglior musica che si possa ascoltare è il silenzio dell'ambiente che ci circonda, scoprire sfumature meravigliose che sono lì da sempre.
Post straordinario, complimenti. Bellissimo excursus storico e concettuale riguardo un approccio iper-affascinante che ha certamente influenzato tantissimi autori anche al di fuori dei confini di genere. Alla tua inappuntabile analisi, che coinvolge alcuni nomi di primissimo piano che mi sono molto cari, come Eno e la strepitosa intelligent techno nei '90 - '00 (Autechre e Boards of Canada), mi permetto di aggiungere il mostruoso Jon Hassell, firma inarrivabile del Jazz-ambient e indiscusso maestro in tema di contaminazioni "world" e William Basinski paesaggista e straordinario campionatore di suoni, vero erede della musique concrète.
Sicuramente una vena "ambientale" c'è nei primi Floyd, soprattutto quelli delle grandi suite a cavallo tra i '60 e i '70 (in particolare A Saurceful of Secrets, Echoes e Athom Heart Mother).
Tuttavia in quegli anni incredibili non si possono non citare i tedeschi con Kraut Rock e Musica Cosmica, non propriamente ambient ma di sicuro mossi da uno spirito affine. Dagli inarrivabili Popol Vuh (In Der Garten Pharaos e Hosianna Mantra, tra i dischi più belli della storia) alla drone ante-litteram dei Tangerine Dream passando per gli Agitation Free (più freak ma sempre gradi pittori di paesaggi).
Approfondirò sicuramente i tanti altri nomi da citati e che non conosco.
 
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