Escursione Anello da Ponte Clinaz a Clabuzzaro (termine esplorazione della valle dello Judrio)

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Data: 5 Gennaio 2019
Regione e provincia: Udine / Friuli
Località di partenza: Ponte Clinaz
Località di arrivo: Idem
Tempo di percorrenza: circa 7h
Chilometri: 19,4
Grado di difficoltà: E
Descrizione delle difficoltà: esclusivamente la lunghezza
Periodo consigliatoP / A / I
Segnaletica: Da Clabuzzaro a Rucchin segnavia Cai del sentiero Italia. Per il resto nulla.
Dislivello in salita: circa 780
Dislivello in discesa: idem
Quota massima: 800m
Accesso stradale: Da Cividale prendere la strada per Prepotto e proseguire per Albana alla rotonda proseguire sulla strada turistica per Podresca(cartello), seguire la strada restando in terra italiana fino al termine dell'asfalto e continuare su pista forestale (senza problemi anche con macchina "normale") fino al posto di confine con casermetta della GdF (dismessa) denominato Ponte Clinaz.
Traccia GPS: https://www.avventurosamente.it/xf/pagine/mappa/?do=loadmarker&id=8187

La temperatura si è alzata ed allora ho deciso di fare quest'ultima escursione a completare l'esplorazione della valle dello Judrio e della dorsale soprastante dalla parte italiana.
Lasciata la macchina a Ponte Clinaz mi invio per la strada forestale che percorre la valle dello Judrio fino praticamente all'inizio della stessa e sempre al fianco del torrente, forse per qualcuno il percorso è noioso ma personalmente lo trovo molto piacevole.
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Il torrente col rumore delle sue rapide e cascate mi tiene compagnia e per un tratto la strada si abbassa e concede facili accessi per poterselo gustare.

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Man mano che avanzo la strada mostra sempre meno dei segni di uso e nell'ultimo tratto credo che non veda un mezzo qualsiasi ,con motore, da un bel po'.
Per la prima volta da quando ho iniziato a percorrere tutte le piste forestali, mulattiere e sentieri di questa valle oggi incontro un escursionista, solo che lui è in bici e dopo quattro chiacchere e passaggio di informazioni ci separiamo.
Arrivato in fondo alla valle la pista sale rapidamente fino a portarmi alla rotabile asfaltata che mi conduce fino al paese di Clabuzzaro. Clabuzzaro-11.jpg
Un bel vento di bora mi accoglie qui in campo aperto, ma la giornata nonostante ciò si mantiene decisamente tiepida per la stagione.
Arrivo al paese dove non trovo, ne vedo nessun ma qualche casa non viene solo affittata ma anche abitata e dei panni ad asciugare me lo confermano.
Sulla piazzetta sottostante il paese ecco un cartello con qualche accenno ed informazione sulla grande guerra.
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Continuando per la mia strada vedo questa vecchia macina, che non funzionava con acqua ma probabilmente con il lavoro degli asini.
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Continuo su asfalto per qualche centinaio di metri fino a trovare l'innesto al sentiero Cai 747(Sentiero Italia),ed anche in questo tratto è un bel sentiero molto piacevole da percorrere, di nuovo al coperto di bosco e costa il vento non si sente più e dove trovo due abbeveratoi mi fermo per una breve pausa.
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Proseguo piacevolmente fino a San Volfango dove credevo di trovare solo una chiesa e dove scopro invece un piccolo sacrario dedicato ai morti delle due guerre mondiali e su un cartello informativo anche la foto ed il nome del primo soldato italiano ucciso nella prima guerra mondiale la notte del 24 maggio 1915.

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Poco oltre arrivo alla chiesa di San Volfango da dove la visuale è ampissima ed un binocolo (non a monete ma libero) permette di osservare dettagli dalla vetta del Mataiur alle montagne slovene.
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Riprendo il sentiero ed in breve arrivo al borgo di Rucchin (dove ero già passato l'ultima escursione) e da li prendo la stradina asfaltata che mi porta al borgo di Malinsche (abitato da una famiglia) e dal termine dell'asfalto proseguo sulla forestale (anche questa percorsa forse da qualche trattore viste le condizioni) che si congiungerà all'altra forestale che scende da Tribil (questa invece usata ed anche oggetto di manutenzione). Arrivato ad un tornante trovo una pista di esbosco che sembra dirigersi verso lo Judrio, non è segnata sulle carte ma decido di provare a seguirla e se finisce tenterò la discesa al fianco di un torrentello che affluisce sullo Judrio.
La fortuna è dalla mia e la pista cambia direzione e viene seppellita dai rovi non prima di avermi portato quasi alla strada di fondovalle, un centinaio di metri nel bosco a lato del torrente ed eccomi sbucare con facilità sulla strada forestale accorciando la strada di un buoni 3 km rispetto alla discesa per la pista forestale principale.
Da qui in mezz'ora arrivo alla macchina.

Questi ultimi mesi passati ad esplorare lo Judrio mi hanno regalato delle bellissime escursioni solitarie e , nonostante la comodità delle tante piste piste forestali, in un ambiente che si è rinselvatichito notevolmente riprendendo in alcuni tratti al di fuori di piste e mulattiere un aspetto veramente selvaggio che non mi aspettavo di trovare.
Paesi e piccoli borghi che non credo che avranno abitanti stabili ancora per molti anni ed alla fine saranno completamente luoghi in affitto per vacanzieri di vario tipo.
Ed una serie di note storiche sulla grande guerra che ignoravo e che mi hanno incuriosito ed interessato, al punto che sto approfondendo.
 

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