Nautica anello dei castelli di Cannero (kayak da mare)

208004


Regione e Provincia: Lombardia – Varese e Piemonte - Verbania



Regione e Provincia: Lombardia - Varese / Piemonte Verbania
(inserito in Lombardia per il luogo di partenza/arrivo)

Tempo di percorrenza: 8 ore (compresa sosta per il pranzo )

Percorrenza: 10 o 14nm

Grado di difficoltà: Necessario un minimo di esperienza e tutta la dotazione di sicurezza.

Descrizione delle difficoltà:
Traffico sia commerciale (battelli turistici, aliscafi, traghetti) che diportistico generalmente intenso in questa zona in medio/alta stagione; nettamente diminuito nei mesi più freddi.
Su tutto il percorso lo sbarco è facile e non ci sono tratti di costa impervi.
La traversata Luino Cannero è molto lunga (2,2nm) ed inclusa sia nel percorso breve che in quello più lungo.
Volendo è possibile effettuare una traversata più breve evitando di raggiungere Luino e, dopo l’imbarco, dirigersi verso nord sulla punta di Maccagno ed attraversare li puntando su Carmine (solo 1nm).
La traversa Maccagno-Carnine è la stessa prevista anche, sulla via del ritorno, per il percorso breve da sole 10nm.
Consigliato il giro in senso orario per avere la traversata più lunga la mattina presto ad inizio percorso quando non si è stanchi e il traffico in acqua è minore.






Periodo consigliato:
Tutto l’anno,le coste sono ovunque motlo antropizzate per cui il variare della stagione produce pochi effetti sul paesaggio.



Punti d'imbarco:
A Colmegna (fraz. di Luino) vi è parcheggio a bordo strada in riva al lago e facile accesso all’acqua. Il numero di posti auto non sono moltissimi per cui vi è il concreto rischio, arrivando tardi nei sabai e domeniche in bella stagione di non trovare posto.



Descrizione:
Un itinerario ad anello pensato per raggiungere i castelli di Cannero partendo dalla sponda lombarda del Verbano.

Ci si imbarca a Colmegna e si inizia la navigazione sottocosta in direzione sud verso Luino.
Passati sul lungolago il confine del comune di Luino è segnato dalla foce del Tresa (fiume che nasce a Ponte Tresa come emissario del lago di Lugano e che per buona parte del suo corso segna il confine tra Italia e Svizzera).
Poco oltre la foce, nel comune Germignana si nota “la Bislunga”, costruzione che esce perpendicolarmente alla riva e ricorda un po’ una nave ormeggiata; costruita ad inizio ‘900 con lo scopo di creare un imbarcadero è stata riconvertita in colonia elioterapica durante il periodo fascista per la cura dei bambini rachitici delle classi meno abbienti.
Questo inconfondibile riferimento segna il punto in cui si abbandona la costa lombarda per raggiungere quella piemontese. Il centro abitato si trova su una punta ben identificabile che si rileva su rotta 300 mentre noi faremo prua 325 puntando direttamente sugli isolotti con il castello (rendendo oltretutto più breve la traversata in quanto perpendicolare alla sponda opposta).


Le rovine del castello – attrazione principale di questo itinerario - sorgono su alcuni scogli a circa 200m da riva di fronte. La struttura principale, sull’isolotto centrale, è decisamente imponente ed al centro vi è anche una gru (le opere di restauro sono in corso, in maniera intermittente da oltre un decennio); in alcuni punti da l’impressione che basti qualche giornata di vento forte per farne crollare delle parti.
Su un secondo isolotto separato dal resto della struttura da poche decine di metri di acqua c'è una piccola torre mentre il terzo scoglio, più verso il centro del lago, è solo un masso che spunta dall'acqua su cui trova posto un piccolo alberello ed una targa commemorativa.
Queste fortificazioni furono costruite tra il XI ed il XII secolo; successivamente vennero usati ad inizio 1400 come roccaforte durante i violenti scontri tra Guelfi e Ghibellini. Le lotte terminarono nel 1414 quando il Duca di Milano mandò un esercito di 500 uomini per porre fine agli scontri locali. Il castello venne messo sotto assedio e gli abitanti si arresero per mancanza di rifornimenti, per ordine del duca il castello venne raso al suolo e la famiglia di proprietari (che aveva per decenni mantenuto il potere nella zona proprio grazie alle tensioni e rivalità con metodi violenti) mandata in esilio.
Poco dopo le isole vennero cedute alla famiglia Borromeo che – nel 1519 - volle edificare sulle più antiche rovine una rocca fortificata per difendere il territorio da possibili incursioni dalla Svizzera in seguito alla perdita, da parte del Ducato di Milano dei territori del Canton Ticino. Le isole furono in realtà abbandonate definitivamente soli pochi anni dopo la nuova edificazione e divennero per i secoli succesivi covo di criminali (tra cui anche una banda di falsari) e contrabbandieri.



Proseguendo sottocosta la navigazione in direzione nord-est si procede fino a che la costa non curva dolcemente in direzione nord e si raggiunge la frazione di Carmine. Questo è il bivio tra il percorso breve e quello lungo. Poco prima dell’inizio del centro abitato si intuisce il punto in cui la traversata su Maccagno è la più breve (poco meno di 1nm su rotta 080°).


Volendo proseguire sul percorso da 14 nm si prosegue a costeggiare fino al paese di Cannobio ed in questo caso la traversta per tornare sul lato lombardo sarà di circa 1,5nm.

In entrambi i casi si costeggia verso sud e, poco dopo l’abitato di Maccagno, si sfila ai piedi del Santuario della Madonna della Punta. Da qui manca solo un miglio per raggiungere il punto di imbarco.



Per le Foto rimando all'articolo sul mio blog:
https://kayakerdestrepa.blogspot.com/2017/02/solitaria-ai-castelli-di-cannero.html
 
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