Escursione Anello del Pal Piccolo da Monte Croce Carnico.

Data:8/08/2018
Regione e provincia: Udine / Friuli
Località di partenza: Passo di Monte Croce Carnico
Località di arrivo: Passo di Monte Croce Carnico
Tempo di percorrenza: 3 / 4 ore (solo cammino)
Chilometri: 5
Grado di difficoltà: E
Periodo consigliato: P/E/A
Segnaletica: Bolli bianco /rossi (sia nella parte austriaca che in quella italiana). Rientro su sentiero 401Cai (sentiero degli alpini).
Dislivello in salita: 500 + deviazioni per curiosare ed ispezionare le trincee.
Dislivello in discesa: 500 + deviazioni per curiosare ed ispezionare le trincee.
Quota massima: 1866m
Quota minima: 1360m
Accesso stradale: Si sale a Tolmezzo e si prosegue fino al Passo di Monte Croce Carnico.

Altra escursione sulle orme della prima guerra mondiale.
Arrivato al passo e posteggiata la macchina devo ancora decidere da che parte iniziare l'anello, a questo punto vedo le due grandi pale eoliche ed incuriosito mi avvicino per osservarle meglio. Spostandomi dalla prima alla seconda (più piccola) vedo i cartelli gialli, austriaci, con le segnalazioni per Kleiner Pal ed Mg Nase (Pal Piccolo e Naso delle mitragliatrici. A questo punto la scelta è fatta ed imbocco il sentiero (sarà la scelta giusta perché il sentiero per cui salgo è bagnato e scivoloso e farlo in discesa sarebbe una vera rottura).

Nel giro di 5/10 minuti arrivo al Naso delle mitragliatrici da cui si domina il passaggio sul passo e la vallata sottostante.
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Dopo una breve sosta per osservare questa postazione (rimessa a posto con i materiali originari nel 1983) riprendo il sentiero che sale con decisione ed ogni tanto dove ci sono affioramenti rocciosi è attrezzato con qualche staffa ed anche con qualche cordino passamano in acciaio.
Prendo quota velocemente e poco sotto le cupole sommitali si appiana in un piccolo traverso che mi permette di gustarmi la fioritura dell'epilobio sulla costa del monte.

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Ancora pochi metri ed ecco che trovo la prima deviazione per andare a visitare parte degli accampamenti austriaci per cui lascio il segnavia a sinistra e proseguo diritto per questa prima disgressione.
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Passo per qualche trincea scavata nella roccia

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Ed infine arrivo ai resti della cucina da campo austriaca.
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Dopo aver vagato un po' in giro (mi scappa qualche parolaccia per non essermi portato dietro la torcia) decido di tornare sui miei passi e riprendere il sentiero principale.
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Ed eccomi inviato verso la cima del Pal Piccolo.
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Mentre salgo mi fermo a fotografare tutta l'opera di trinceramenti, gallerie ed acquartieramenti che hanno completamente cambiato questa cupola sommitale prima del Pal Piccolo.
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Arrivato alla base decido per il sentiero facile e lascio perdere il sentiero attrezzato che sale alla cima. Ed eccomi alla prima scala che sale e permette di visitare varie parti dell'accampamento militare (sino a qui sono tutte opere dell'esercito austriaco).

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Salito fino in cima alla croce di vetta (impossibile che mancasse) seguo il sentiero fino al "Trincerone Italiano) e resto assolutamente stupito dalla vicinanza delle trince nemiche , non credo che distino più di 20 metri tra di loro. Dal trincerone scatto una foto alle linee fortificate Austriache ( la vicinanza è impressionante).
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Ed ecco la prima linea italiana, il cosiddetto trincerone.
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Sulla destra del trincerone trovo il sentiero che mi porterà al sentiero degli alpini (Cai 401, alta via carnica) ma prima scendo a visitare l'accampamento italiano appena più sotto.
Le nubi ormai si stanno addensando ed i primi tuoni mi incitano a fare veloce e riprendere il ritorno.
Calo per il sentiero (cartello giallo austriaco per Freikofel) ed al primo bivio prendo a destra (indicazione per la via degli Alpini).
Continuando per saliscendi ( inseguito dai rombi dei tuoni che mi dicono che anche questa volta prenderò la pioggia, ed è la quarta volta di fila) arrivo ad un ulteriore incrocio (cartelli gialli austriaci indicano le direzioni) prendo a sinistra ed ora sono sulla via degli Alpini (Cai 401) e comincio il rientro verso il passo. Prima di inviarmi scatto un'ultima foto, sono in mezzo ad una fioritura di epilobio, sulla sommità dell'altura la linea dolce viene spezzata dai resti di qualche manufatto della grande guerra e improvvisamente mi cala addosso una profonda tristezza, forse ho passato troppo tempo a ispezionare gli accampamenti e cercare di immaginare cosa volesse dire avere vent'anni e doverli passare lassù dove i rombi non erano dei temporali, l'immaginazione corre e mi sembra di vedere delle figure che mi salutano da lassù con il cappello con la piuma e cavolo mi commuovo.

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Il sentiero scende a regolari tornanti spezzati ogni tanto da qualche salitina che serve a direzionarsi verso il passo.
Le nuvole alla fine si sono aperte e l'acqua viene giù a secchi (non me la prendo, è semplicemente una buona occasione di provare la bontà dell'attrezzatura per la pioggia).
Rallento un po' il passo e continuo a scendere per regolari tornanti e dopo un'ultima curva, preannunciato dai rumori del traffico, ecco il Passo.

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Di questa escursione (come da quella su Freikofel) mi ricorderò la forza delle emozioni che la vista degli accampamenti mi ha suscitato.
Arrivederci.
 

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