Escursione Anello della val Tenna

Parchi delle Marche
Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Dati

Data:
Regione e provincia: Marche, Fermo
Località di partenza: Montefortino
Località di arrivo:
Tempo di percorrenza: 7/8 h
Chilometri:
Grado di difficoltà: E+
Descrizione delle difficoltà: nessuna difficoltà tecnica, il percorso è solamente lungo e il sentiero per gran parte non segnato
Periodo consigliato: estate, autunno (mai in presenza di neve)
Segnaletica: presente fino all'eremo di San Leonardo, e nella valle del Tenna
Dislivello in salita: 1006m
Dislivello in discesa: 1006 m
Quota massima:
Accesso stradale: Da Rubbiano di Montefortino si prosegue per la sterrata che porta fino allo slargo dove lasciare l'auto



Descrizione

In questo periodo di forzata inattività spero di fare cosa utile e gradita riportando, quello che per me è il modo più bello di conoscere (o riscoprire) la valle del Tenna.
Ho percorso l'itinerario più volte quindi le foto potrebbero venire da escursioni diverse, visto il fine della descrizione spero che questo non sia un problema.
L'itinerario richiede un buon allenamento ma permette di percorrere la val Tenna evitando l'affollamento che c'è soprattutto in estate, infatti invece di percorrere la valle seguendo il fiume sia all'andata che al ritorno si devia per l'eremo di San Leonardo per percorrere un antico sentiero che supera gli strapiombi rocciosi ,che caratterizzano l'infernaccio del Tenna, percorrendo tutto il versante sud della Priora, con stupendi panorami sulla valle e su uno dei versanti più belli dei Sibillini quello nord della Sibilla, vuoi per le leggende che ad esso sono legate, vuoi per la sua bellezza.
Ma iniziamo con la descrizione del percorso:
Una volta parcheggiata l'auto nello spiazzo prima della sbarra si scende verso il fiume, per l'ampia strada bianca, il rumore dell'acqua cresce sempre di più fino a che si scopre sul versante opposto la cascata del Fosso il Rio e dopo poco si arriva alle "famose" Pisciarelle, ora si attraversa il ponticello e si entra tra le gole strettissime e suggestive passando attraverso un vero e proprio canyon. Il sentiero e la gola vanno via via allargandosi si attraversa il torrente diverse volte per poi arrivare al bivio per il Santuario, ora si segue il sentiero che prosegue in salita attraverso una magnifica faggeta e nel giro di pochi minuti si è all'Eremo di San Leonardo.

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Da ora probabilmente non sarete più accompagnati da altri escursionisti, si prende il sentiero non segnalato che inizia a sinistra della fontana, lo si segue nel bosco finché non si sbuca su una sella erbosa, qui il sentiero scompare nell'erba alta, si continua a risalire il dosso erboso tenendosi sempre leggermente sulla sinistra finché non si intercetta nuovamente il sentiero, lo si segue per arrivare ad una sella in cui si incontra una fonte (asciutta) poco distante da una piccola costruzione (casale i Grottoni 1609 m)

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Qui è d'obbligo fare una bella pausa per ammirare il magnifico paesaggio, si è praticamente sulla verticale del torrente centinaia di metri più in basso, e davanti si ha il suggestivo imbuto nord della Sibilla (Fosso le Vene). Proprio in quell'occasione ho preso la decisione di cercare e percorrere il sentiero che percorre tutto il versante così "sofferto" e selvaggio della Sibilla.

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Ora bisogna risalire il crestone erboso fino a tagliare lo lo stesso a quota 1820 m in prossimità di alcune rocce affioranti, questo è il tratto forse più duro dell'intera passeggiata, dalla fonte è evidente una traccia che sale verticalmente, si tratta della traccia di un vecchio acquedotto, io consiglio di ricercare il sentiero molto più comodo che parte leggermente più a destra di questo, proprio sul filo della cresta e poi sale con ampie svolte, meglio perdere un po' di tempo a cercarlo piuttosto che affrontare 200 m di dislivello dritti per dritti. Superata la cresta a quota 1820 m abbandonare il sentiero che scende sulla destra e continuare a salire obliquando verso sinistra fino alla quota 1856 dove inizia un sentiero inizialmente esile tra l'erba che percorre semipianeggiante tutto il versante, piano piano questo diventerà netto e ben evidente intagliato nella roccia nei punti dove questa affiora. Lo si segue fedelmente in un continuo di paesaggi magnifici, ci si avvicina sempre di più alle rocce rossicce del Pizzo Berro e sul versante opposto appare in tutta la sua bellezza la valle Lunga, prestando attenzione ed evitando di fare troppo rumore è possibile avvistare degli esemplari di camoscio appenninico.

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Il sentiero si abbassa e arriva al Casale Pantanelli ( 1855m in una zona con eba alta e ortica) qui il sentiero non è sempre ben visibile, comunque passa proprio davanti al casale e poi si abbassa rapidamente con numerose svolte per ritornare evidente e inciso dopo un canale che scende dal Berro. Ora si scende seguendo il sentiero che attraversa la faggeta fino a ricollegarsi alla strada che scende da Passo Cattivo, ora se vitelloni e mucche non se non sono impossessati è possibile bere ad una fonte, altrimenti nessuna paura se ne troverà una più in basso e in caso c'è sempre il fiume:p.
Ora non resta che seguire la sterrata (ora segnalata) che affianca sempre il torrente con tanto di laghetto (creatosi a seguito del terremoto) e dopo circa due ore si è di nuovo alle Pisciarelle.
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La descrizione è uscita un po' pesante... ma è l'unico modo in cui sono riuscito a renderla completa ed utile per chi volesse utilizzarla.
Come detto all'inizio la considero una passeggiata stupenda che mi ha permesso di visitare nuovamente un luogo magnifico che negli ultimi anni avevo però sempre evitato per non trovarmi nella "calca". Spero di essere stato comunque utile sia per avervi fatto occupare un po' di tempo nella lettura (io con la scrittura ne ho occupato un bel po'), ma soprattutto per aver suscitato un po' di interesse per un itinerario forse non molto conosciuto dei Sibillini.
L'itinerario è descritto nel volume di (Alesi e Calibani)
 
Bellissimo itinerario che ho avuto il piacere di fare qualche anno fa.In quella occasione pernottando,mi pare,poco dopo le Pisciarelle all'inizio della gola vicino ad un ricovero ho avuto il piacere di sentire l'ululato dei lupi. Grazie della condivisione e bella la foto con il tele improvvisato!
 
Cellulare + binocolo fanno miracoli :rofl: :rofl:
Io nonostante ci abbia dormito diverse volte sui Sibillini non ho mai avuto modo di ascoltare l'ululato di un lupo, inizio a dare la colpa al mio sonno pesante, immagino muova qualcosa dentro sentirlo.
Almeno a me hanno dato quella sensazione i bramiti dei cervi, quindi non oso immaginare il lupo
Grazie a voi
 
Cellulare + binocolo fanno miracoli :rofl: :rofl:
Io nonostante ci abbia dormito diverse volte sui Sibillini non ho mai avuto modo di ascoltare l'ululato di un lupo, inizio a dare la colpa al mio sonno pesante, immagino muova qualcosa dentro sentirlo.
Almeno a me hanno dato quella sensazione i bramiti dei cervi, quindi non oso immaginare il lupo
Grazie a voi
Ma ti parlo di una venticinquina di anni fa.Mi ero attendato vicino al ricovero che dicevo e c'era anche il pastore con quattro cani e mi aveva confermato che i lupi c'erano eccome,Anzi mi aveva spiegato che ce ne erano parecchi nella Macchia Cavalera se ricordo bene il nome..Infatti verso sera ma nemmeno tanto tardi ,i cani si sono alzati agitatissimi e hanno cominciato a correre abbaiando lungo la parete e guardando verso l'alto.Al che dall'alto hanno cominciato a venire gli ululati,sembrava una litigata a distanza!! Il suono rimbalzava sulle pareti con un tono quasi metallico,molto affascinante.
 
Spettacolo, poi con i cani da pastore vicino stavi in una botte di ferro.
Si si potrebbe essere benissimo la Macchia Cavaliera, quel bosco che si trova subito a sud di forca di Presta, sul pian piccolo. Lo conosco poco l'ho attraversato appena una volta nel punto in cui è più stretto, ma è stupendo per quel poco che ho visto. Bosco di faggi secolari, che se non erro dovrebbe essere l'ultimo residuo dei grandi boschi che coprivano tutta la zona dei Piani di Castelluccio.
 
Spettacolo, poi con i cani da pastore vicino stavi in una botte di ferro.
Si si potrebbe essere benissimo la Macchia Cavaliera, quel bosco che si trova subito a sud di forca di Presta, sul pian piccolo. Lo conosco poco l'ho attraversato appena una volta nel punto in cui è più stretto, ma è stupendo per quel poco che ho visto. Bosco di faggi secolari, che se non erro dovrebbe essere l'ultimo residuo dei grandi boschi che coprivano tutta la zona dei Piani di Castelluccio.
Quante cose mi fai ricordare: dal Vettore si vedeva pure una specie di bosco tagliato a forma dì italia! E mi dicevano che era dei tempi del ventennio.
 
C'è ancora, c'è ancora pensavo fosse molto più recente a dire la verità.
Sicuramente sarà finito in qualche mia foto adesso vedo se la trovo

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Eccolo là dietro
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E questa è la Macchia Cavaliera entrambe dalla cresta del Redentore
 
Ultima modifica:
Posso mettere la foto della tavola igm e delle mappe. Tracce gps non le ho, non lo utilizzo.
Domani allego le foto della mappa
Grazie a tutti
 
Per pernottare in loco c'era il rifugio Zilioli ma non so se è ancora in attività.Si pernottava facilmente in tenda all'eremo dove c'era pure una fonte,Comunque è un posto che merita una visita di un mese!! Il lago di Pilato,se c'è rimasto,il monte Porche ecc.ecc.
 
Lo Zilioli dovrebbe essere ancora inagibile dopo il sisma ed è un po' fuori mano rispetto a quest'escursione :biggrin:
Mentre l'eremo è un ottimo punto dove bivaccare o fermarsi in tenda, altrimenti come soluzione più comoda dovrebbe aver riaperto il rifugio di Rubbiano (uno di quelli del G.A.S.) che è proprio a 2 minuti di auto dalla partenza dell'escursione.
 
Ci sto pensando casomai il prossimo anno si potrà di nuovo andare al mare, mi sarebbe sempre piaciuto mollare la famiglia un gg in spiaggia e scappare su qualche montagna della zona, questo come giro mi sembra bellissimo. Volendo annotarsi 2 appunti mi direste per favore a che altezza delle Marche si trova, passo sicuramente per l'adriatica quando vado al mare e appunto una sosta sarebbe un buonissimo diversivo
 
Dall'uscita di Civitanova Marche a quella di San Benedetto del Tronto tutte le uscite autostradali sono buone per arrivare nel parco dei Sibillini. Se cerchi Infernaccio del Tenna troverai sicuramente mille indicazioni stradali ecc per questo itinerario in particolare
 
occhio però con i bivacchi, la forestale non perdona. Due anni fa, ho visto personalmente due agenti far sbaraccare 3 ragazzi che avevano piantato la tenda per il solo bivacco a fianco (dell'ex ormai) rifugio zilioli e questi protestavano pure e sinceramente (anche se non saprei come è andata a finire) io li avrei multati subito...vabe'. Certo che all'eremo di S. leonardo si può, ma anche li potrebbero rompervi, perchè è finalizzato alle sole comitive , o scuole didattico educative. Vi metto il link della cartina e guadate bene la legenda: http://www.sibillini.net/il_parco/gps/bivacco.jpg
 

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