Dati
Data: 16 novembre
Regione e provincia: EmiliaRomagna - Forlì Cesena (FC)
Località di partenza: Montetiffi
Località di arrivo: Montetiffi
Tempo di percorrenza: 5 ore e 46' comprese le soste
Chilometri: 13,8
Grado di difficoltà: E
Descrizione delle difficoltà: la lunghezza, segnaletica scarsa e l'ultimo tratto molto ripido e breve
Periodo consigliato: terreno asciutto, lontano dalle piogge
Segnaletica: scarsa
Dislivello in salita: 879
Dislivello in discesa: 879
Quota massima: 544 m slm
Accesso stradale: facile
Descrizione
Gita organizzata dalla mia banca con guida GAE: eravamo sotto i 700 m slm quindi tutto regolare
(vedi qui https://www.avventurosamente.it/xf/threads/divieto-gae-di-portare-persone-in-montagna.64731/)
Partenza e arrivo da Montetiffi, nota località per la produzione di teglie in terracotta per cucinare, in particolar modo la piada.
Inoltre a Montetiffi c'è l'antica Abbazia di San Leonardo, costruita in pietra concia nel 1057 e donata ai monaci di Benedettini.
Attualmente la località di Montetiffi conta dai 30 ai 40 abitanti...
Partiti dal parcheggio sotto l'abbazia (siamo sui 428 m slm) ci dirigiamo verso sud ovest e subito ci appare il profilo noto dalle nostre parti come "il papa che dorme": con un po' di fantasia si vede a sinistra l'addome e il petto, poi andando verso destra l'incavo del collo, il mento, il naso e poi la mitra papale: il tutto ricorda un papa disteso.
Alle nostre spalle Montetiffi con l'Abbazia in evidenza.
Camminiamo su e giù per dei calanchi argillosi (per quello è bene fare questo giro con terreno asciutto e, per tale motivo, è anche il paese delle teglie in argilla).
Tutto l'ambiente è poco alberato e si alternano seminativi a pascoli.
Incontriamo un'azienda agricola che alleva ancora in purezza la razza romagnola: bovini completamente bianchi con grandi corna sia nei maschi sia nelle femmine.
Il gestore dell'azienda ci ha detto che fino a non molti anni fa, l'80% dei danni agricoli che subivano erano causati dai cinghiali mentre ora i suini selvatici sono scomparsi a causa del lupo.
Adesso i danni che registrano sono dovuti solo ai lupi: predano gli animali da cortile (oche, galline, cani, gatti) e sono arrivati persino a uccidere e mangiarsi un vitello.
Proseguendo incontriamo un suggestivo borgo, Ca' della Verena, che è stato fatto rinascere ad opera di una famiglia con lo scopo di creare un luogo di inclusione per chi vive una disabilità e qui potete vedere la loro storia
https://www.cadellaverena.it/
Dopo la pausa pranzo (al sacco) siamo arrivati a vedere le cose più interessanti (almeno per me) del giro: il Ponte Romanico, il Mulino Tornani (quel che resta) e le Marmitte dei Giganti.
A 2 km da Montetiffi, dalla strada asfaltata che sale al paese, c'è la deviazione con le indicazioni.
Alcuni punti del percorso non sono agevoli
e si scende fino al Ponte Romanico, importante valico del Fiume Uso nell'antichità.
Questo fiume ha scavato delle forre che hanno preso il nome di Marmitte dei Giganti
e questo è il ponte che permetteva di scavalcare tutto questo
E questo è ciò che resta del mulino sul fiume
Altro cartello illustrativo
Ora, da qui prendiamo un sentiero che è meno di un km e con oltre 160 m di dislivello
che ci porta ai piedi dell'Abbazia.
Chiaramente va visitata ma per accedere bisogna chiedere le chiavi al museo lì a fianco
L'interno ha parti sia originali del 1057 sia parti ricostruite nel 1800 (tipo il tetto) a causa di ricostruzione per crolli dovuti a un terremoto
e questo il panorama che si vede dall'Abbazia
La giornata si conclude con la visita all'ultimo Mastro Tegliaio rimasto in attività, che sta in località Ville Montetiffi.
Gentilmente ci raccontano il loro lavoro, della raccolta in estate dei blocchi di argilla nei dintorni, della loro essicazione al sole e successiva frantumazione fino a renderla una polvere finissima.
Infine ci mostrano in diretta la preparazione di una teglia
Una volta terminata, andrà in essicatoio per un paio di mesi prima di essere cotta nel forno.
L'escursione volge al termine e si torna a casa con un bagaglio di conoscenze in più dopo una bella giornata passata nella Natura.
Data: 16 novembre
Regione e provincia: EmiliaRomagna - Forlì Cesena (FC)
Località di partenza: Montetiffi
Località di arrivo: Montetiffi
Tempo di percorrenza: 5 ore e 46' comprese le soste
Chilometri: 13,8
Grado di difficoltà: E
Descrizione delle difficoltà: la lunghezza, segnaletica scarsa e l'ultimo tratto molto ripido e breve
Periodo consigliato: terreno asciutto, lontano dalle piogge
Segnaletica: scarsa
Dislivello in salita: 879
Dislivello in discesa: 879
Quota massima: 544 m slm
Accesso stradale: facile
Descrizione
Gita organizzata dalla mia banca con guida GAE: eravamo sotto i 700 m slm quindi tutto regolare

(vedi qui https://www.avventurosamente.it/xf/threads/divieto-gae-di-portare-persone-in-montagna.64731/)
Partenza e arrivo da Montetiffi, nota località per la produzione di teglie in terracotta per cucinare, in particolar modo la piada.
Inoltre a Montetiffi c'è l'antica Abbazia di San Leonardo, costruita in pietra concia nel 1057 e donata ai monaci di Benedettini.
Attualmente la località di Montetiffi conta dai 30 ai 40 abitanti...
Partiti dal parcheggio sotto l'abbazia (siamo sui 428 m slm) ci dirigiamo verso sud ovest e subito ci appare il profilo noto dalle nostre parti come "il papa che dorme": con un po' di fantasia si vede a sinistra l'addome e il petto, poi andando verso destra l'incavo del collo, il mento, il naso e poi la mitra papale: il tutto ricorda un papa disteso.
Alle nostre spalle Montetiffi con l'Abbazia in evidenza.
Camminiamo su e giù per dei calanchi argillosi (per quello è bene fare questo giro con terreno asciutto e, per tale motivo, è anche il paese delle teglie in argilla).
Tutto l'ambiente è poco alberato e si alternano seminativi a pascoli.
Incontriamo un'azienda agricola che alleva ancora in purezza la razza romagnola: bovini completamente bianchi con grandi corna sia nei maschi sia nelle femmine.
Il gestore dell'azienda ci ha detto che fino a non molti anni fa, l'80% dei danni agricoli che subivano erano causati dai cinghiali mentre ora i suini selvatici sono scomparsi a causa del lupo.
Adesso i danni che registrano sono dovuti solo ai lupi: predano gli animali da cortile (oche, galline, cani, gatti) e sono arrivati persino a uccidere e mangiarsi un vitello.
Proseguendo incontriamo un suggestivo borgo, Ca' della Verena, che è stato fatto rinascere ad opera di una famiglia con lo scopo di creare un luogo di inclusione per chi vive una disabilità e qui potete vedere la loro storia
https://www.cadellaverena.it/
Dopo la pausa pranzo (al sacco) siamo arrivati a vedere le cose più interessanti (almeno per me) del giro: il Ponte Romanico, il Mulino Tornani (quel che resta) e le Marmitte dei Giganti.
A 2 km da Montetiffi, dalla strada asfaltata che sale al paese, c'è la deviazione con le indicazioni.
Alcuni punti del percorso non sono agevoli
e si scende fino al Ponte Romanico, importante valico del Fiume Uso nell'antichità.
Questo fiume ha scavato delle forre che hanno preso il nome di Marmitte dei Giganti
e questo è il ponte che permetteva di scavalcare tutto questo
E questo è ciò che resta del mulino sul fiume
Altro cartello illustrativo
Ora, da qui prendiamo un sentiero che è meno di un km e con oltre 160 m di dislivello

che ci porta ai piedi dell'Abbazia.
Chiaramente va visitata ma per accedere bisogna chiedere le chiavi al museo lì a fianco
L'interno ha parti sia originali del 1057 sia parti ricostruite nel 1800 (tipo il tetto) a causa di ricostruzione per crolli dovuti a un terremoto
e questo il panorama che si vede dall'Abbazia
La giornata si conclude con la visita all'ultimo Mastro Tegliaio rimasto in attività, che sta in località Ville Montetiffi.
Gentilmente ci raccontano il loro lavoro, della raccolta in estate dei blocchi di argilla nei dintorni, della loro essicazione al sole e successiva frantumazione fino a renderla una polvere finissima.
Infine ci mostrano in diretta la preparazione di una teglia
Una volta terminata, andrà in essicatoio per un paio di mesi prima di essere cotta nel forno.
L'escursione volge al termine e si torna a casa con un bagaglio di conoscenze in più dopo una bella giornata passata nella Natura.



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