Trekking Anello Eremo Camaldoli

Parchi della Toscana
  1. Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna
Dati

Data: 30/10-1/11
Regione e provincia: Toscana, Arezzo
Località di partenza: Eremo di Camaldoli
Località di arrivo: Eremo di Camaldoli
Tempo di percorrenza: 3 giorni
Chilometri: 52
Grado di difficoltà: E
Descrizione delle difficoltà: nessuna
Periodo consigliato: fattibile sempre, molto suggestivo a ottobre/novembre
Segnaletica: CAI, ben visibile
Dislivello in salita: 2814 mt
Dislivello in discesa: 2814 mt
Quota massima: 1520 mt
Accesso stradale: dall'Eremo di Camaldoli, con comodo parcheggio e servizi
Traccia GPS: https://www.avventurosamente.it/xf/pagine/mappa/?do=loadmarker&id=8515

Descrizione
Meraviglioso trekking di 3 giorni con due amici (Paolo e Serafino), appoggiandoci alle strutture locali. Mi decido ad affrontarlo nonostante i persistenti problemi alla bendelletta....e non me ne pentirò!!

Giorno 1: Eremo di Camaldoli-Monte Penna-Fangacci-Lama-Lago di Ridracoli-Ridracoli (21,6km-7,5 h - ascesa 842mt, discesa 1547 mt)
Partiamo alle 9.00 dall'Eremo, che è già in quota (1100 mt) e muovendoci verso est subito ci immergiamo in boschi altissimi e suggestivi, coi mille colori del foliage che per ora si accennano e nel corso dei tre giorni ci travolgeranno di sensualità.
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Con una modesta ascesa facciamo una puntatina verso nord sul Monte Penna (1331 mt), che - sebbene affollato di merenderos venuti lì per una piacevole ed agevole passeggiatina - offre una splendida vista panoramica a 360 gradi sul Parco.
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Quindi torniamo brevemente sui nostri passi e iniziamo lungo una diversa via verso nord una discesa lunga e ripida di oltre 800 mt lungo il Fosso dei Fangacci fino alla Lama, dove ci fermiamo a pranzare: la mia gamba sinistra duole molto e i miei compagni di trekking pazientano non poco attendendo il mio procedere fattosi lentissimo. Ma lo spettacolo onestamente paga!
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Dopo il pranzo, riprendiamo il cammino lungo un dolce saliscendi, raggiungiamo il Lago di Ridracoli e lo costeggiamo fino a raggiungere la diga. La foresta è sempre rigogliosa, intima e lungo il percorso troviamo ancora numerose persone che sfruttano il weekend lungo e la giornata soleggiatissima.

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Finalmente, dopo un paio di chilometri su asfalto, alle 17.00 arriviamo a Ridracoli, all'albergo "Il Palazzo", gestito dai giovanissimi Alice e Giovanni, che ci accolgono con grande gentilezza ed allegria. Il posto è splendido, consumiamo la nostra birra rigorosa, godiamo lo spettacolo della sera che scende, quindi doccia, cena spettacolare e a dormire per recuperare per domani: la giornata è stata intensa, con un chilometraggio ed una discesa cumulata più intensi del previsto.
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Giorno 2: Ridracoli-San Pietro in alpe-Fiumari-Sant'Agostino-Villaneta-Campigna (15 km - 6h-salita 1274mt, discesa 650 mt)
La giornata inizia con Giovanni che gentilmente ci accompagna in macchina fino alla ripresa del sentiero, per evitarci 2km di asfalto già battuto ieri. Per fortuna la tappa di oggi è prevalentemente in salita, quindi dovrebbe essere più gentile per la mia gamba, con spostamenti tendenzialmente verso ovest e piccole untate a sud. Il clima è sempre primaverile, a tratti estivo, con una nebbia che si dissiperà mano a mano che il sole scalderà e l'altitudine crescerà. Il percorso risulterà meno battuto da turisti e più spettacolare in molti tratti, con colori mozzafiato e prospettive sognanti, sebbene le mie foto a sera risulteranno spesso meno suggestive. Lungo Il percorso incontriamo una coppia di cinquantenni come noi, che compie l'anello in senso inverso e ha dormito fuori in tenda, sentendo i lupi nella notte.
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Improvvisamente, dopo un giorno e mezzo di boschi, scollinata la vetta odierna si apre il bucolico pascolo di S.Pietro in Alpe, dove ci concediamo una pausa prima di riprendere la discesa.
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Lungo la discesa, complice la luce più morbida del primo pomeriggio, si aprono scenari delicatissimi, soprattutto nel passaggio presso le case di Fiumari e la chiesetta di S.Agostino.
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Il tratto per me più generoso di bellezza ed emozioni è però quello finale, compreso tra il rifugio di Villaneta e Campigna: racchiuso in un cuore di alberi muschiosi, millecolori, avvistiamo anche due daini al pascolo.
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Arrivati a Campigna, la nebbia e il freddo cominciano a scendere, annunciando il brutto tempo previsto per domani. Ci ripariamo allo "Scoiattolo", locanda di una volta dal cibo e dai modi semplici e gustosi. La nostra birra ci coccola, in attesa di tagliatelle al ragù e arrosto coi funghi. Una splendida giornata! E - inattesa - la gamba che pure haa sofferto anche oggi sembra on dare problemi a scendere i gradini dalla stanza al ristornate.....sarà la fame??
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Giorno 3: Campigna-Passo della Calla-Poggio Scali-Eremo di Camaldoli (13km-4h-salita 640 mt, discesa 700 mt)
L'ultimo giorno si sveglia avvolto in una nebbia fredda, umida e ventosa, che suscita sapori d'inverno: adoro queste giornate! Non c'è davvero pioggia, semmai "scarnebbia", ma con un vento gelido tagliente, per cui tiriamo fuori i nostri gusci e ci avviamo con passo gagliardo: oggi la strada tira dritto a sud, con una dolce salita seguita da una dolce discesa, un bel modo di salutarsi e tornare a casa.

La strada inizia in una forra di rocce nere popolate di acqua e alberi multicolori, che sembra davvero di stare nelle foreste degli hobbit.
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Appena saliamo, la nebbia ci avvolge, creando un paesaggio misterioso e sognante, con refoli di vento che soffiano dal basso portando su foglie rosse come in un film di Myazaki.
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Dalla nebbia all'improvviso emergono due ombre nere barcollanti: è la coppia dell'altro giorno che ha concluso il giro al contrario. Ci salutiamo e riprendiamo la strada fino all'arrivo, dove gli ultimi alberi maestosi ci salutano.
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E' ancora presto, sono solo le 11.30, così ci prendiamo un caffè per salutarci, ripromettendoci di ritrovarci per un'altra uscita simile di più giorni, magari a primavera. Il cammino è stato splendido, la compagnia ottima e la gamba ha retto, mostrando che accortezze tecniche e sopportazione del dolore danno grandi soddisfazioni!
Viva!
 
Bellissime le faggete della zona di Camaldoli ed anche il monastero merita una sosta.
Sono stato da quelle parti anni fa e mi sono sempre ripromesso di tornarci in mtb, perchè molti percorsi si prestano benissimo.
Anche il tuo anello sembrerebbe pedalabile o sbaglio?
 
In molti tratti si, ma alcuni sono per ciclisti piuttosto bravi (discese friabili ripide e strette)
 
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Bellisimi posti e bellissime foto, li adoro e li frequento spesso: il 14 ottobre scorso ero all'Eremo di Camaldoli :wub: e ancora non c'era il foliage.

Mi sfugge solo un particolare: non mi risulta da quelle parti "S.Pietro in Alpe", forse era S. Paolo in Alpe...;)
 
Bellisimi posti e bellissime foto, li adoro e li frequento spesso: il 14 ottobre scorso ero all'Eremo di Camaldoli :wub: e ancora non c'era il foliage.

Mi sfugge solo un particolare: non mi risulta da quelle parti "S.Pietro in Alpe", forse era S. Paolo in Alpe...;)
Si hai ragione è S.Paolo! Mai scherzare coi santi!!
 
Solo il cammino di più giorni è capace di fornire la forte emozione di compenetrazione con il territorio. Quando poi gli scenari sono quelli delle stagioni di passaggio, la simbiosi diviene totale.
Quel tipo alto e allampanato (non io, l'altro) con cui spesso mi accompagno mi fa sempre racconti mirabolanti sulla sua bandelletta e su quanto gli dolga in discesa.
 
Solo il cammino di più giorni è capace di fornire la forte emozione di compenetrazione con il territorio. Quando poi gli scenari sono quelli delle stagioni di passaggio, la simbiosi diviene totale.
Quel tipo alto e allampanato (non io, l'altro) con cui spesso mi accompagno mi fa sempre racconti mirabolanti sulla sua bandelletta e su quanto gli dolga in discesa.
Si, il bosco lo sento come casa più ancora della montagna e la sensazione di appartenenza totale allo spazio ed agli odori del bosco nei giorni che passano è veramente liberatrice.

Comunque si vede che essere alti e allampanati predispone alla bendelletta :rofl:
 
si vede che essere alti e allampanati predispone alla bendelletta :rofl:
Certo che se ti basta qualche ora di cammino per avere un dolore del genere mi viene il sospetto che tu abbia cronica l'infiammazione della bendelletta e non dovrebbe essere così; in teoria dovrebbe essere un problema temporaneo ed isolato, che curato adeguatamente si risolve senza ripresentarsi alla minima attività motoria.
Ti converrebbe risolvere bene il problema perchè più aspetti peggio è e rischi di doverti operare
 
Certo che se ti basta qualche ora di cammino per avere un dolore del genere mi viene il sospetto che tu abbia cronica l'infiammazione della bendelletta e non dovrebbe essere così; in teoria dovrebbe essere un problema temporaneo ed isolato, che curato adeguatamente si risolve senza ripresentarsi alla minima attività motoria.
Ti converrebbe risolvere bene il problema perchè più aspetti peggio è e rischi di doverti operare
Temo anche io sia cosi: ci stiamo lavorando!
 
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