Escursione Anello Rocca Chiarano

Parchi d'Abruzzo
  1. Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise
Dati

Data: 4/2/2024
Regione e provincia: Abruzzo, L'Aquila
Località di partenza: Passo Godi
Località di arrivo: Passo Godi
Tempo di percorrenza: 7h 40m
Chilometri: 17
Grado di difficoltà: E
Descrizione delle difficoltà: nessuna
Periodo consigliato: sempre
Segnaletica: CAI discreta
Dislivello in salita: 1031mt
Dislivello in discesa: 1031 mt
Quota massima: 2262mt
Accesso stradale: Passo Godi
Traccia GPS: https://www.avventurosamente.it/xf/pagine/mappa/?do=loadmarker&id=8923


Descrizione

Un'uscita dalla bellezza inattesa, questa domenica. Con un amico nuovo torno nel PNALM, dopo un bel po' di tempo, per ritrovare quel sapore antico, di lontananza e sospensione che questo Parco mi sa regalare. Lunghezza (17km) e dislivello (1000mt) sulla carta sono medi, soprattutto senza neve come in questo inverno primaverile, e le cime basse e arrotondate. Eppure a fine giornata la fatica sarà un po' più di quella attesa e la gioia pure.

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Già l'avvicinamento in auto, superando Scanno e percorrendo le gole del Sagittario, è suggestivo. Il barista 80enne a Scanno col suo caffè che sa di moka ci introduce al tempo segreto del Parco ed alla sua umiltà. Lasciate le auto a Passo Godi, saliamo attraverso il bosco fino a Valico dello Scalone, coprendo una bella fetta del dislivello giornaliero senza particolare fatica. Dalla quota, si vede un suggestivo serpente snodarsi nella vallata, incongruo.

Salita per il bosco
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Il serpente in vallata
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Il cielo è terso, il vento teso e freddo, la neve pochissima. Questa combinazione regala giochi di colori suggestivi già all'arrivo alla prima vetta di giornata, Cima dello Scalone (2156mt). Spingendosi lungo la dorsale che percorreremo per qualche ora, lo sguardo si regala l'illusione di un dolce saliscendi. Ruotandoci attorno si cominciano a vedere fin da qui le meraviglie che ci accompagneranno in questa traversata: vicinissimo a sud-est il Monte Greco, lontano in fondo a sud il Miletto, più verso sud-est ed est a tornare indietro il gruppo delle Mainarde, la Meta, il Petroso ed alle nostre spalle la Majella e lontanissimo il Gran Sasso (non posto foto perchè purtroppo non rendono). Ma la versa sorpresa saranno le prospettive vicine, che di volta in volta si apriranno ad ogni saliscendi

Cima dello Scalone
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Monte Greco

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La prima di queste è la vista da Cima della Scalone della vetta successiva, con una parete est verticale come una fetta di torta, scorbutica, quasi violenta. Del tutto inattesa - almeno da me - in uno scenario altrimenti abbastanza dolce. Solo raggiunta questa, si apre una nuova prospettiva su una seconda vetta minore, meno affilata ma più massiccia ed altrettanto grandiosa. Solo arrivati alla successiva Serra di Rocca Chiarano, vetta di giornata coi suoi 2262mt, voltandosi indietro si apprezza quanto dislivello si nascondesse in quell'apparentemente modesto saliscendi. Le gambe lo sentono.

Prima anticima
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Seconda anticima

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M.Petroso, M.Meta e le Mainarde
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Da Serra Rocca Chiarano all'indietro
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E solo da questa nuova cima, si percepisce che anche i km non sono ancora finiti. La cima successiva davanti a noi infatti non è ancora Rocca Chiarano, che chiuderà come una coda il percorso verso sud. Arrivati a Rocca tre sorprese: una vista mozzafiato su un mare di nubi e nebbie distese oltre Cappello del Prete e le Mainarde; tre uomini in direzione contraria, unici umani dell'escursione; e - a quasi due chilometri da noi - un branco di una ventina di cervi, che corrono. Iniziamo il rientro e, complice uno svalvolamento del GPS, prendiamo la via del ritorno seguendo una traccia circa 200mt più alta del sentiero previsto, per un fuoripista che dura 30minuti rispetto ai 10 previsti, portandoci a scendere attraverso una faggeta invernale ammantata di foglie secche, invero assai suggestiva ma dopo poco estremamente verticale e scivolosa.

Rocca Chiarano
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Nebbie verso Cappello del Prete
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Il bosco
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Finalmente tornati su traccia, ci aspetta ancora un'ora di cammino su un sentiero piano largo e battuto di terra, che ci riporta a Passo Godi, dove consumiamo un allegro terzo tempo a base di salsiccia, provola fusa e birra. La giornata è stata lunga, le chiacchiere tante, ma la sensazione di ritornare sulla Terra è davvero forte. Bello bello, il PNALM!
 
I saliscendi di quelle creste sono assai ingannatori, anche perché uno si distrae nelle splendide vedute e non si avvede di star facendo continuamente su e giù.
Mi sembra che stai riprendendo una bella progressione.
 
E' triste vedere quelle cime prive di neve sapendo che siamo ai primi di febbraio!
Un bel giro... anche se il freddo a quelle quote certo non manca, a quanto pare questa stagione apre a qualche possibilità in più di muoversi su classici percorsi da primavera / estate.
 
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