Dati
Data: 9-10 maggio
Regione e provincia: EmiliaRomagna, Forlì-Cesena
Località di partenza: San Benedetto in Alpe
Località di arrivo: San Benedetto in Alpe
Tempo di percorrenza: 2h 46' il primo giorno, 4h 40' il secondo giorno (sempre soste comprese)
Chilometri: 6,9 il primo giorno, 10,6 il secondo giorno
Grado di difficoltà: E
Descrizione delle difficoltà: nessuna, salvo inventarsi "tagli" di percorso e vagare per i pratoni
Periodo consigliato: tutto l'anno
Segnaletica: buona
Dislivello in salita: 689 m il primo giorno, 262 il secondo giorno
Dislivello in discesa: 252 m il primo giorno, 722 il secondo giorno
Quota massima: 1.041 m slm
Accesso stradale: SS67 via Tosco-Romagnola
Descrizione
Preso spunto da questa discussione del buon @lodiga
https://www.avventurosamente.it/xf/threads/trekking-nel-pnfc.45743/
decidiamo di fare un giro dalle parti di San Benedetto in Alpe e pernottare al bivacco Casa del Lupo a Pian Dragoni.
Lasciata l'auto nel parcheggio del paese davanti alla chiesa, risaliamo per il complesso dell'Abbazia Benedettina imboccando la Via Crucis...
Il bel complesso monastico
Giriamo a sinistra proseguendo sempre per la Via Crucis su un sentiero piuttosto ripido
ed infine arriviamo al Golgota
Da qui ci inventiamo una scorciatoia che abbrevia di molto il sentiero 415 per arrivare a Pian Dragoni ma... ovviamente non è segnata
Vaghiamo un po' a vista per i pratoni cercando di intercettare il sentiero.
Qui uno del gruppo in mezzo ad una fioritura di ranuncoli gialli
Finalmente intercettiamo il sentiero, il cartello indica da dove proveniamo.
Il percorso procede entrando in questo recinto, cosa che facciamo nonostante il cartello; tra l'altro il nostro amico veterinario che è con noi ci informa che è proibito tenere liberi i tori al pascolo.
Altri cartelli che ci indicano il sentiero: veniamo da San Benedetto e andiamo in direzione Tramazzo (senza arrivarci, però)
Ora imbocchiamo un sentiero che ci condurrà ad una strada bianca la quale ci porterà al bivacco Casa del Lupo
ma, arrivati al bivacco, ci sono degli imprevisti.
Poichè al bivacco ci si può arrivare facilmente in auto dal Passo del Tramazzo, appunto da una strada bianca, vediamo che ci sono già due ragazzi (con l'auto parcheggiata davanti
) che preparano la legna.
Facciamo due chiacchiere e scopriamo che per la sera è previsto l'arrivo di altri loro 4 amici: noi siamo in 4, in totale fa 10 e, un po' stretti, ci si può arrangiare per il pernotto.
Ci chiedono da dove veniamo (Rimini) e si stupiscono che conosciamo quel bivacco però non è segnato su nessuna carta
(ed effettivamente è così).
Nel mentre, arriva una squadriglia di Boys Scout di 6 persone con anche loro l'intenzione di pernottare lì...
La faccenda si complica: non ci si riesce a stare in 16. Poco più avanti (circa a poco più di mezzo km) c'è un capanno di caccia, il Capanno di Colla Gurioli, che però è messo male, ci dicono, praticamente una topaia.
Decidiamo di andarlo a vedere ugualmente e alla fine, benchè si presenti in effetti mooolto spartano, decidiamo che noi quattro rimarremo lì.
All'interno ci sono tre sedie di plastica, un tavolino tondo di plastica e per fortuna anche una scopa che ci permetterà di dare una spazzata.
Sulla parete in fondo, si può vedere quel che rimane di un camino, con relativo foro circolare aperto sul tetto...
Ah, manca pure la porta
Risolviamo mettendo un poncho tenuto con un cordino agli stipiti della porta...
Arriva ora di cena e mangiamo fuori, con la classica pasta e fagioli, formaggi, salumi, dolcetti e nocino finale.
I giacigli per la notte sono pronti: stese due metalline, sopra mettiamo i materassini e i sacchi a pelo; non è propriamente un 4 stelle ma non c'è alternativa
La notte piove ma quello che si può definire un "tetto" per fortuna tiene; la mattina non piove e riusciamo a fare colazione all'aperto.
Dopo colazione ci dirigiamo verso la Fonte del Bepi, ci laviamo la faccia e riempiamo le borracce.
Torniamo indietro per imboccare il sentiero 433
che ci farà arrivare al Fiume Montone.
Scendendo a valle incontreremo diversi ruderi, nell'ordine:
Pian di Luciano
Campi di Sopra
La Corte
ed il grande complesso di Ritorto, antica casa padronale
il dietro, con un po' di orto (ci hanno detto che i prorpietari sono di Firenze e ci vanno solo un paio di mesi all'anno, per il resto è gestita da un custode)
Da qui il 433 scende ripidissimo al Fiume Montone, con un sentiero molto stretto ma segnato di recente
arrivati al Fiume Montone, lo dobbiamo guadare
per poi arrivare al Rifugio Prato Bovi attraverso una specie di ponte tibetano...
Ah, dimenticavo, è da una mezzoretta che piove e arrivati al Rifugio Prato Bovi (gestito)
il gestore ci informa che quel giorno non è fruibile nel senso che non ci si può fermare a pranzo perchè, visto il tempo, non si è organizzato.
Però, verosimilmente impietosito vedendoci bagnati come pulcini, ci invita comunque ad entrare nella tavernetta e ci offre un caffè.
Dopo un po' di chiacchiere riprendiamo il nostro cammino, sempre sotto la pioggia, imboccando il sentiero 427 che collega questo Rifugio con San Benedetto in Alpe.
E' un sentiero molto bello, si sviluppa per circa 3,5 km costeggiando il Fiume Montone (io adoro camminare di fianco ai corsi d'acqua, non so perchè...)
e ci sono da fare anche altri piccoli guadi di ruscelletti che affluiscono al Montone
Siamo ormai arrivati, in alto a sinistra si intravede tra le nubi basse, dietro algli alberi, San Benedetto in Alpe
Ultimo strappo...
Arrivati a chiudere l'anello comincia a piovere davvero forte ma per fortuna il giro è finito. Ci mettiamo sotto il porticato dell'ufficio postale (è chiuso, è domenica
) per poterci cambiare al riparo, togliere gli indumenti bagnati e metterci quelli asciutti: viste le previsioni meteo, tutti ci siamo portati un cambio completo 
Bene, questo è tutto e, direi, è stato un giro abbastanza "avventuroso"
Data: 9-10 maggio
Regione e provincia: EmiliaRomagna, Forlì-Cesena
Località di partenza: San Benedetto in Alpe
Località di arrivo: San Benedetto in Alpe
Tempo di percorrenza: 2h 46' il primo giorno, 4h 40' il secondo giorno (sempre soste comprese)
Chilometri: 6,9 il primo giorno, 10,6 il secondo giorno
Grado di difficoltà: E
Descrizione delle difficoltà: nessuna, salvo inventarsi "tagli" di percorso e vagare per i pratoni
Periodo consigliato: tutto l'anno
Segnaletica: buona
Dislivello in salita: 689 m il primo giorno, 262 il secondo giorno
Dislivello in discesa: 252 m il primo giorno, 722 il secondo giorno
Quota massima: 1.041 m slm
Accesso stradale: SS67 via Tosco-Romagnola
Descrizione
Preso spunto da questa discussione del buon @lodiga
https://www.avventurosamente.it/xf/threads/trekking-nel-pnfc.45743/
decidiamo di fare un giro dalle parti di San Benedetto in Alpe e pernottare al bivacco Casa del Lupo a Pian Dragoni.
Lasciata l'auto nel parcheggio del paese davanti alla chiesa, risaliamo per il complesso dell'Abbazia Benedettina imboccando la Via Crucis...

Il bel complesso monastico
Giriamo a sinistra proseguendo sempre per la Via Crucis su un sentiero piuttosto ripido
ed infine arriviamo al Golgota

Da qui ci inventiamo una scorciatoia che abbrevia di molto il sentiero 415 per arrivare a Pian Dragoni ma... ovviamente non è segnata
Vaghiamo un po' a vista per i pratoni cercando di intercettare il sentiero.
Qui uno del gruppo in mezzo ad una fioritura di ranuncoli gialli
Finalmente intercettiamo il sentiero, il cartello indica da dove proveniamo.
Il percorso procede entrando in questo recinto, cosa che facciamo nonostante il cartello; tra l'altro il nostro amico veterinario che è con noi ci informa che è proibito tenere liberi i tori al pascolo.
Altri cartelli che ci indicano il sentiero: veniamo da San Benedetto e andiamo in direzione Tramazzo (senza arrivarci, però)
Ora imbocchiamo un sentiero che ci condurrà ad una strada bianca la quale ci porterà al bivacco Casa del Lupo
ma, arrivati al bivacco, ci sono degli imprevisti.
Poichè al bivacco ci si può arrivare facilmente in auto dal Passo del Tramazzo, appunto da una strada bianca, vediamo che ci sono già due ragazzi (con l'auto parcheggiata davanti
Facciamo due chiacchiere e scopriamo che per la sera è previsto l'arrivo di altri loro 4 amici: noi siamo in 4, in totale fa 10 e, un po' stretti, ci si può arrangiare per il pernotto.
Ci chiedono da dove veniamo (Rimini) e si stupiscono che conosciamo quel bivacco però non è segnato su nessuna carta
Nel mentre, arriva una squadriglia di Boys Scout di 6 persone con anche loro l'intenzione di pernottare lì...

La faccenda si complica: non ci si riesce a stare in 16. Poco più avanti (circa a poco più di mezzo km) c'è un capanno di caccia, il Capanno di Colla Gurioli, che però è messo male, ci dicono, praticamente una topaia.
Decidiamo di andarlo a vedere ugualmente e alla fine, benchè si presenti in effetti mooolto spartano, decidiamo che noi quattro rimarremo lì.
All'interno ci sono tre sedie di plastica, un tavolino tondo di plastica e per fortuna anche una scopa che ci permetterà di dare una spazzata.
Sulla parete in fondo, si può vedere quel che rimane di un camino, con relativo foro circolare aperto sul tetto...
Ah, manca pure la porta

Risolviamo mettendo un poncho tenuto con un cordino agli stipiti della porta...
Arriva ora di cena e mangiamo fuori, con la classica pasta e fagioli, formaggi, salumi, dolcetti e nocino finale.
I giacigli per la notte sono pronti: stese due metalline, sopra mettiamo i materassini e i sacchi a pelo; non è propriamente un 4 stelle ma non c'è alternativa
La notte piove ma quello che si può definire un "tetto" per fortuna tiene; la mattina non piove e riusciamo a fare colazione all'aperto.
Dopo colazione ci dirigiamo verso la Fonte del Bepi, ci laviamo la faccia e riempiamo le borracce.
Torniamo indietro per imboccare il sentiero 433
che ci farà arrivare al Fiume Montone.
Scendendo a valle incontreremo diversi ruderi, nell'ordine:
Pian di Luciano
Campi di Sopra
La Corte
ed il grande complesso di Ritorto, antica casa padronale
il dietro, con un po' di orto (ci hanno detto che i prorpietari sono di Firenze e ci vanno solo un paio di mesi all'anno, per il resto è gestita da un custode)
Da qui il 433 scende ripidissimo al Fiume Montone, con un sentiero molto stretto ma segnato di recente
arrivati al Fiume Montone, lo dobbiamo guadare
per poi arrivare al Rifugio Prato Bovi attraverso una specie di ponte tibetano...
Ah, dimenticavo, è da una mezzoretta che piove e arrivati al Rifugio Prato Bovi (gestito)
il gestore ci informa che quel giorno non è fruibile nel senso che non ci si può fermare a pranzo perchè, visto il tempo, non si è organizzato.
Però, verosimilmente impietosito vedendoci bagnati come pulcini, ci invita comunque ad entrare nella tavernetta e ci offre un caffè.
Dopo un po' di chiacchiere riprendiamo il nostro cammino, sempre sotto la pioggia, imboccando il sentiero 427 che collega questo Rifugio con San Benedetto in Alpe.
E' un sentiero molto bello, si sviluppa per circa 3,5 km costeggiando il Fiume Montone (io adoro camminare di fianco ai corsi d'acqua, non so perchè...)
e ci sono da fare anche altri piccoli guadi di ruscelletti che affluiscono al Montone
Siamo ormai arrivati, in alto a sinistra si intravede tra le nubi basse, dietro algli alberi, San Benedetto in Alpe
Ultimo strappo...
Arrivati a chiudere l'anello comincia a piovere davvero forte ma per fortuna il giro è finito. Ci mettiamo sotto il porticato dell'ufficio postale (è chiuso, è domenica
Bene, questo è tutto e, direi, è stato un giro abbastanza "avventuroso"
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