Nautica Anello sulla parte alta del ramo di Lecco (kayak)

Data: Fine Novembre 2016

Regione e provincia: Lombardia – Como e Lecco

Tempo di percorrenza: 5 ore

Chilometri: 20 (10,8nm)

Grado di difficoltà: Necessario un minimo di esperienza e tutta la dotazione di sicuretta (PFD, paraspruzzi, pagaia di scorta, paddle float, pompa di sentina e sacchi di punta se il kayak non ha gavoni)

Descrizione delle difficoltà: Il Lario è un lago che può mettere in difficoltà, non sono rari venti anche forti che rendono difficoltosa la navigazione. Le onde sono spesso corte e quindi con la tendenza ad intraversare il kayak anche se basse. Il lago è molto trafficato sia da navi di linea battelli/aliscafi/catamarani (prestare attenzione specie a questi numeri) sia da diportisti. Non manca anche il trafficato sportivo sia a remo/pagaia che a vela ma questi ultimi raramente costituiscono un pericolo per il kayaker. Occhio al meteo anche perchè le traversate sono piuttosto lunghe.

Periodo consigliato: Bellissimo in tutte le stagioni ma sconsigliato d'estate per la letterale invasione di diportisti con motoscafi a motore (spesso anche poco educati), sia per il traffico commerciale più intenso. La mattina il lago è tendenzialmente più tranquillo mentre nel pomeriggio è più tipico trovare vento.

Punti d'imbarco:

Per questo itinerario ad anello viene comodo imbarcarsi ad Olcio (comune di Mandello del Lario). Poco a N del centro abitato c'è un parcheggio da cui si può facilmente raggiungere l'acqua.



Descrizione:

Un itinerario ad anello di 20km esatti nella parte più alta del ramo di Lecco:

Ci si imbarca ad Olcio e ci si lancia subito nella prima traversata (con tutte le precauzioni del caso) con rotta 270 puntando poco più a N del centro abitato che si ha proprio di fronte al punto di partenza. Cosi facendo si guadagna la sponda di Bellagio poco oltre l'abitato di Vassena. Da li si costeggia verso N, in cui si alternano tratti antropizzati ed altri più selvaggi. Parecchie belle ville e darsene (alcune purtroppo abbandonate). Prima di raggiungere la località Visgnola ci si può sgranchire le gambe scendendo al Santuario della Madonna del Moletto, una chiesetta ben riconoscibile e dotata di un grosso molo per l'attracco delle imbarcazioni turistiche. Procendendo verso N, dopo il porto della Visgnola ma prima di raggiungere la punta di Bellagio, c'è un'ultima parte rocciosa con il caratteristico “scoglio dei cipressi”.

La punta di Bellagio segna la fine dell'esplorazione della sponda comasca del ramo di Lecco e da li comincia una nuova traversata per tornare sul lato da cui eravamo partiti. Il punto di mira è l'abitato di Varenna. Già da Bellagio è ben riconoscibile la grande struttura gialla, sotto al campanile, che è l'hotel Royal Victoria. La rotta da tenere è 040.

Sotto all'hotel c'è una piccola spiaggia su cui si può nuovamente sbarcare dopodichè si ritorna a riprendere la navigazione verso S per tornare al punto di partenza. Questo lato di costa è decisamente più abitato rispetto a quello opposto ma offre la vista di parecchie belle ville (tra cui la famosa Villa Monastero di Varenna) e si possono trovare un paio di grotte specie quando il lago è basso. Unica nota è di prestare attenzione al passaggio davanti alla foce del Fiumelatte. La corrente può essere particolarmente forte.



Foto e articolo sulla pagina del mio blog:
http://kayakerdestrepa.blogspot.it/2016/11/quando-il-lario-si-sveglia-dautunno.html
 
molto bello.
fatto più volte con partenza da Lierna. e deviazione a menaggio.

vedi secondo me i posti più belli del algo
 

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