Parchi della Calabria
  1. Parco Nazionale del Pollino
Data: 21 maggio 2022
Regione e provincia: Calabria,Cosenza
Località di partenza: Belvedere Pini loricati
Località di arrivo: idem
Tempo di percorrenza: 5 ore e mezza
Chilometri: 8.85
Grado di difficoltà: EE +
Descrizione delle difficoltà: Quasi tutto fuori sentiero,cresta del Viggianello su roccia e tratti di arrampicata I e II° evitabili,passaggi tortuosi
Periodo consigliato: sempre,evitare quando fa molto caldo
Segnaletica: solo dal Belvedere di Malvento alla strada asfaltata
Dislivello in salita: 631 m complessivi
Quota massima: 1823 m
Accesso stradale: A2 uscita Campotenese,direzione Rotonda.Alla madonnina piegare a destra fino al Colle del Dragone alla piazzola Belvedere pini loricati
Traccia GPS: https://it.wikiloc.com/percorsi-esc...nello-e-capanna-per-le-creste-ovest-103446646

Descrizione

[01] Timpone viggianello.jpg


Sabato 21 maggio ritorno sulle vette del Pollino dopo la trasferta in terra d'Abruzzo. Ho solo il pomeriggio libero e dopo un giro di sms non riesco a trovare un compagno (a volte capita). Penso ad una cima da fare con tranquillità senza l’ansia dell'orario. La mia meta sarà Timpone Viggianello, un piccolo monte ben definito a forma piramidale appartenente all’area occidentale del massiccio del Pollino incastonato tra la Coppola di Paola e il Timpone Capanna sul quale vi salirò dopo viste le ore di luce ancora disponibili. Vengono definite cime minori perché sono facilmente accessibili e di dimensioni relativamente piccole, nonostante vantino una quota di tutto rispetto,1779 m per Timpone Viggianello e 1823 m per il Capanna.

Raggiungo il Colle del Dragone a quota 1606 m sulla strada Ruggio Visitone intorno alle 14.00 di una giornata non troppo calda e piuttosto ventilata. Parcheggio al Belvedere Osservatorio dei pini loricati, unico punto del Parco del Pollino dove questi alberi monumentali si possono osservare senza fare un passo a piedi, abbarbicati lassù sui tormentati scoscendimenti settentrionali.

Mi avvio senza sentiero nella faggeta tenendomi sulla stessa curva di livello. Rasento le pareti procedendo su terreno accidentato e scivoloso per via del manto di foglie dopo lo scioglimento delle nevi. Cerco di rimanere alto e così finisco sulle pareti terminali della cresta ovest vedendomi costretto a districarmi nella fitta vegetazione tra passaggi esposti e aggiramenti complicati su rocce instabili e brevi canalini scivolosi. Guadagno infine la base della cresta ovest che ospita numerosi pini loricati sugli spuntoni rocciosi. Qualche anno fa inventandomi lo stesso percorso in un’esplorativa ricordo di essere uscito più in basso aggirando questi passaggi più ostici.

Dopo aver risalito un tratto di cresta mi insinuo all’interno delle cenge cercando di stare il più possibile sul ciglio dei dirupi, in alcuni punti superando passaggi di II grado, cogliendo appieno gli scorci che offre la parete nord tra loricati e orridi profondi. Fantastica full immersion in un’atmosfera totalmente wild. Nel frattempo lo sguardo è allietato da splendide fioriture di viole, narciso, nontiscordardime’, orchidea calabrese e molti esemplari di fritillaria tenella. Giungo presto in vetta dove la vista già circolare si amplia ulteriormente sulla lunga dorsale del Timpone Capanna, Serra del Prete e la catena del Pollino con il Dolcedorme. Dirimpettaia la boscosa Coppola di Paola e a sud il Pianoro di Campotenese. Per essere una “cima minore” il panorama non ha eguali, nulla da invidiare a quello delle vette più blasonate.

Il percorso appena descritto è un fuori sentiero breve, impegnativo, e di grande respiro paesaggistico ma accidentato e impervio che rasenta l’alpinismo, con passaggi non obbligati di I e II grado, adatto ad escursionisti esperti, abituati a camminare su questo tipo di terreno e che sappiano mettere le mani sulla roccia. Ciò non toglie che si possa stare più discosti dagli orridi procedendo sulle comode praterie meridionali, ma così si rinuncerebbe in parte al panorama più suggestivo e intrigante che offre il versante nord del Timpone. Sinceramente preferisco molto i fuori sentiero ma non li consiglio per ovvie ragioni.

Dalla cima decido di scendere per una pista segnata sulla mappa, il sentiero CAI ufficiale 649A ancora da tracciare. L’unico percorso che interessa Timpone Viggianello al momento è quello che parte dai Pianicelli di Ruggio e risale quasi integralmente la cresta nord ma è più defilato e scomodo in quanto bisogna attraversare una zona paludosa, un pantano e in alcuni tratti si perde. Questo invece, una volta realizzato verrebbe servito meglio perché parte direttamente dalla strada asfaltata con una comoda piazzola per parcheggiare l’auto.

In ogni caso sceso in basso decido di proseguire per quello che sarà il 649 e che porta ai Pianicelli di Ruggio che trovo interamente tappezzati di margherite. Dopo aver scavalcato il fosso della Sorgente del Pianicello attacco l’erta pendice della cresta ovest del Timpone Capanna tra pini neri e una intricata boscaglia di piccoli faggi. Anche in questo caso non vi è una traccia evidente ma basta tenersi sullo spartiacque in un percorso a tratti ripido e molto scosceso con diversi roccioni da aggirare.

Fa molto caldo e per questo cerco di tenermi il più possibile sul margine esterno per usufruire di una maggiore ventilazione e di mirabili affacci sul soleggiato Piano Ruggio sovrastato dal monte Grattaculo. In lontananza emerge da un mare di nubi anche il monte Sirino. Infine dopo una dura ripida salita esco allo scoperto su pietraie desolate fino a conquistare i 1823 m della vetta.Timpone Capanna è un grande balcone naturale verso la Valle del Coscile, la Piana di Sibari e sul sottostante Piano Ruggio. Dal lungo pianoro di vetta è possibile vedere l’allineamento perfetto delle tre cime più elevate, la mastodontica Serra del Prete con le sue lussureggianti fitte faggete, il Pollino e il Dolcedorme.

Scendo velocemente verso il Belvedere del Malvento prima in faggeta dove resistono ancora le ultime lingue di neve e poi lungo l’erta pendice rocciosa del costone sud est arricchito da favolose fioriture di orchidea pallida, orchidea a quattro punti e la bellissima e particolare orchidea simia. Il nome specifico deriva dall’aspetto dei fiori, che ricordano delle scimmiette munite di coda. I primi fiori ad aprirsi sono quelli in cima all’infiorescenza, anziché quelli posti alla base. Da un Belvedere insolitamente deserto mi avvio per piano Ruggio ma preferisco tagliare per il sentiero del Belvedere che costeggia la fascia boscosa del versante nord di Timpone Capanna. In un avvallamento con presenza di neve riesco a scorgere anche le uniche fioriture di croco e altri immancabili narcisi che in questa primavera pare siano la specie dominante.

Infine procedendo per l’ultimo chilometro su asfalto immerso nel silenzio assoluto e allietato dallo spettacolo canoro del cinguettio degli uccelli, giungo all’auto cogliendo la parete del Timpone Viggianello baciata dalle ultime calde luci del tramonto. Sulla strada anche la sorpresa di un intimorito capriolo che si dilegua lesto nella boscaglia. Nel frattempo una densa bruma dal mare comincia ad inghiottire le vallate ed accarezzare le basse creste mentre gli ultimi bagliori si spengono dietro i monti chiudendo questo solitario e articolato pomeriggio tra balze rocciose, pini loricati, incantevoli fioriture, un capriolo e un malinconico primaverile tramonto.

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Cresta Ovest Timpone Viggianello
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Fritillaria tenella
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Nontiscordardimè
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Orchidea calabrese
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Serra del Prete Pollino Dolcedorme
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Pianicelli di Ruggio
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Sorgente dei Pianicelli
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Timpone Viggianello
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La Spina,Zaccana e Sirino
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Coppola di Paola a destra
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Narciso
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Piano Ruggio e monte Grattaculo
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Vetta di Timpone Capanna
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Serra del Prete
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Orchidea quattro punti
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Orchidea Simia
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Orchidea pallida
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Belvedere di Malvento
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Crochi
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Coordinatometro di Avventurosamente
Alto Basso