Normativa ARVA è obbligatorio oppure no?

concordo con Alezan che la normativa non risolve il problema. Faccio anche una considerazione:
fino a qualche anno fa la frequentazione invernale della montagna innevata era al 99% appannaggio degli scialpinisti. Chi si avvicinava a tale disciplina tendeva ad appoggiarsi a scuole o corsi CAI, dove comunque si veniva "indottrinati" anche con prove pratiche, all'uso dell.Arva (si chiamava così), sonda etc etc.- Tutto è cambiato, a mio personale giudizio, con l'avvento delle ciaspole. Orde di ciaspolatori giustamente frequentano la montagna innevata . Temo di non sbagliare però nel ritenere la loro formazione tecnica molto scarsa. Senza voler dare la croce addosso a nessuno, nella mia limitata esperienza non ho trovato uno dico un ciapolatore con le dotazioni idonee e men che meno che le sappia usare. In definitiva, pur senza risolvere il problema, penso che la normativa sia indirizzata molto a stimolare maggior consapevolezza . Tutto qua.
Corretto, la normativa non risolve ma incomincia a porre il problema.
Parliamo di ciaspole, prima di fare skialp sono andato per anni con le racchette e mi son dotato di Artva nel 2003, in quegli anni era un oggetto poco usato dagli skialp e totalmente sconosciuto ai racchettari ma anche ai negozianti, tant'è che le prove (ne avevamo acquistati 2) le abbiam fatte nascondendo l'apparecchio in mezzo alle foglie di C.so peschiera a Torino................... spesso, arrivato in cima, mettevo l'Artva in ricezione per vedere quanti skialp lo avevano acceso, risultato.............. a volte nessun segnale! Nelle uscite si facevano le prove per "testarci" sull'utilizzo corretto nel caso ci fosse stato bisogno.
Ricordo che si facevano le prove nel campo Artva di S.Anna a Gressoney dove le guide avevano installato degli Artva nascosti nella neve e , simulando un incidente, andavano trovati in un determinato tempo trascorso il quale un segnale sonoro avvisava che il sepolto era morto..................ebbene, prima di prendere dimestichezza con il metodo corretto di ricerca ne abbiam fatti morire parecchi.
Per lo skialp il discorso è diverso, con gli anni, i corsi ecc l'uso dell'Artva è diventato più diffuso fra gli appassionati anche se in tanti ancora non lo portano e, a volte, se lo portano lo tengono spento.....................
Negli ultimi anni la frequentazione invernale della montagna è aumentata esponenzialmente sia nei ciaspolatori che negli skialp (questi ultimi incrementati con le chiusure delle piste causa covid) e tutti gli inverni se ne vedono delle belle, gente che va a membro di segugio ovunque, senza distinzioni di categoria, quindi che la norma sia migliorabile è certo, che qualcosa si debba fare e da qualche parte iniziare è però altrettanto vero.
Un ultima cosa, spesso chi ha il kit ha una pala in plastica............. ecco, in caso di incidente e/o di utilizzo, serve veramente a poco.
 
Rispondo ad interrogativi letti qua e là nei post precedenti:

Quando serve l'Artva?
L'art. 26 stabilisce che "I soggetti che praticano lo sci-alpinismo o lo sci fuoripista o le attività escursionistiche in particolari ambienti innevati, anche mediante le racchette da neve, laddove, per le condizioni nivometeorologiche, sussistano rischi di valanghe, devono munirsi di appositi sistemi elettronici di segnalazione e ricerca, pala e sonda da neve, per garantire un idoneo intervento di soccorso".
Da quanto sopra si ricava che:
- l'obbligo riguarda sciatori ed escursionisti (ai quali vengono poi accomunati anche gli alpinisti).
- l'obbligo scatta QUANDO ci si reca in particolari ambienti innevati nei quali ci sia rischio valanghe. Ovviamente, per valutare preventivamente se il terreno presenti rischio valanghe, si usa il "bollettino valanghe" ufficiale, emanato dalle varie ARPA e non da siti o app del piffero.
La norma, scritta così pone due tipi di problemi:
a) cosa significa "particolari" ambienti innevati? non si sa. Forse intende ambienti al di fuori delle strade/piste innevate normalmente battute e frequentate.
b) la norma richiede che le persone consultino il bollettino valanghe e lo sappiano leggere: è infatti vero che nel bollettino viene comunicato un grado generale/generico di pericolo per l'intera area interessata dalla previsione, ma questo può poi variare localmente di molto (attenuandosi o aggravandosi). Se indosso sempre l'artva, come buona norma vorrebbe, sono a posto; tuttavia, la norma consente di non indossarlo, se non ci si trova in condizione di pericolo valanghe, ma per fare questa valutazione servono competenze e, comunque, si potrebbe sempre sbagliare. Pertanto, buona norma è indossare SEMPRE artva e portare pala e sonda. Inoltre bisogna imparare ad usarli ed addestrarsi periodicamente al loro impiego.

L'artva se sono da solo non serve?
Questa è una mezza fesseria. Mezza, ma non totale.
L'artva è davvero efficace se si riesce ad essere fulminei nel soccorso del compagno sepolto. Dopo 18 minuti dal seppellimento, c'è solo il 60% circa di possibilità di trovar vivo il compagno; le possibilità calano poi rapidamente nell'arco degli ulteriori 18 minuti e, a 35 minuti dal seppellimento, resta meno del 30% di possibilità di trovare il compagno vivo.
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Da qui, quindi, la considerazione che se si è da soli, avere l'artva serve a poco. Ovviamente, questo rende immediatamente chiaro che sulla neve da soli è meglio non andarci, salvo non si tratti di percorsi molto sicuri.
Tuttavia, anche se si è da soli, l'artva mantiene una sua utilità: in caso di incidente, i soccorsi organizzati (contattati da qualcun altro che anche da lontano ha visto cadere la valanga), per quanto tempestivi, arriverebbero avendo già perso la maggior parte delle probabilità di trovare uno vivo, ma non tutto è ancora perduto! Quindi la rapidità di intervento consentita dal segnale Artva è essenziale. Infine, anche la sicurezza dei soccorritori e la capacità di intervento hanno un valore: prima tiri fuori il malcapitato (anche fosse morto), meno sei esposto a situazioni di pericolo e prima la squadra è pronta per intervenire in altro eventuale incidente.
Quindi alla fine l'artva è SEMPRE essenziale averlo, anche se si è da soli.

Cosa succede se ti trovano senza artva?
La sanzione va da 100 a 150 euro. Può essere irrogata in occasione di controlli preventivi delle forze dell'ordine fatti, come già accaduto, lungo percorsi di escursioni o in prossimità di partenza ed arrivo degli stessi; può essere irrogata anche posteriormente ad un incidente in valanga, alle persone che vengono soccorse e trovate senza la dotazione dovuta. Sicuramente, a posteriori di un incidente, la multa sarà sempre certa, mentre qualche margine di discussione può esserci in caso di multa data in via preventiva: bisogna però dimostrare che le specifiche condizioni del momento e del luogo consentano di ritenere che non vi sia rischio valanghe. Non è scontato.

L'arva da solo non basta!
esatto, serve avere anche la pala e la sonda. La pala in plastica è una schifezza colossale e si rompe con estrema facilità. Meglio avere pale in alluminio, ma occhio alle varie ultralight, perchè se poi c'è da spalare davvero la neve compattata di una valanga primaverile, serve anche una decisa robustezza; inoltre anche forma e lunghezza del manico/impugnatura sono molto importanti.
http://www.caimateriali.org/fileadm...vista_del_CAI_montagne360___febbraio_2012.pdf
 
Quindi a MauroS si sta dicendo che per andare a camminare o ciaspolare, ma pensavo anche a fare scinda fondo, ai piani d'Erna o a Bobbio o per dirne una nella conca di Livigno, lontano dai pendii e dall'abitato, l'ARTVA non è obbligatorio. Almeno io la leggo così.
 
Grazie @Herr del chiarimento.
Quindi parlando del mio tipo di eecursione invernale, mi sembra di capire che l'ARTVA non è necessario per chi fa escursioni lungo itinerari facili e frequentati (vedi strada sterrata coperta da neve) e che sono distanti da pendii scoscesi e pericolosi, rimanendo il fatto che chi effettua il controllo ha dalla sua il bollettino rischio valanga (dato oggettivo) e il buon senso (dato soggettivo).
 
Rispondo ad interrogativi letti qua e là nei post precedenti:

Quando serve l'Artva?
L'art. 26 stabilisce che "I soggetti che praticano lo sci-alpinismo o lo sci fuoripista o le attività escursionistiche in particolari ambienti innevati, anche mediante le racchette da neve, laddove, per le condizioni nivometeorologiche, sussistano rischi di valanghe, devono munirsi di appositi sistemi elettronici di segnalazione e ricerca, pala e sonda da neve, per garantire un idoneo intervento di soccorso".
Da quanto sopra si ricava che:
- l'obbligo riguarda sciatori ed escursionisti (ai quali vengono poi accomunati anche gli alpinisti).
- l'obbligo scatta QUANDO ci si reca in particolari ambienti innevati nei quali ci sia rischio valanghe. Ovviamente, per valutare preventivamente se il terreno presenti rischio valanghe, si usa il "bollettino valanghe" ufficiale, emanato dalle varie ARPA e non da siti o app del piffero.
La norma, scritta così pone due tipi di problemi:
a) cosa significa "particolari" ambienti innevati? non si sa. Forse intende ambienti al di fuori delle strade/piste innevate normalmente battute e frequentate.
b) la norma richiede che le persone consultino il bollettino valanghe e lo sappiano leggere: è infatti vero che nel bollettino viene comunicato un grado generale/generico di pericolo per l'intera area interessata dalla previsione, ma questo può poi variare localmente di molto (attenuandosi o aggravandosi). Se indosso sempre l'artva, come buona norma vorrebbe, sono a posto; tuttavia, la norma consente di non indossarlo, se non ci si trova in condizione di pericolo valanghe, ma per fare questa valutazione servono competenze e, comunque, si potrebbe sempre sbagliare. Pertanto, buona norma è indossare SEMPRE artva e portare pala e sonda. Inoltre bisogna imparare ad usarli ed addestrarsi periodicamente al loro impiego.

L'artva se sono da solo non serve?
Questa è una mezza fesseria. Mezza, ma non totale.
L'artva è davvero efficace se si riesce ad essere fulminei nel soccorso del compagno sepolto. Dopo 18 minuti dal seppellimento, c'è solo il 60% circa di possibilità di trovar vivo il compagno; le possibilità calano poi rapidamente nell'arco degli ulteriori 18 minuti e, a 35 minuti dal seppellimento, resta meno del 30% di possibilità di trovare il compagno vivo.
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Da qui, quindi, la considerazione che se si è da soli, avere l'artva serve a poco. Ovviamente, questo rende immediatamente chiaro che sulla neve da soli è meglio non andarci, salvo non si tratti di percorsi molto sicuri.
Tuttavia, anche se si è da soli, l'artva mantiene una sua utilità: in caso di incidente, i soccorsi organizzati (contattati da qualcun altro che anche da lontano ha visto cadere la valanga), per quanto tempestivi, arriverebbero avendo già perso la maggior parte delle probabilità di trovare uno vivo, ma non tutto è ancora perduto! Quindi la rapidità di intervento consentita dal segnale Artva è essenziale. Infine, anche la sicurezza dei soccorritori e la capacità di intervento hanno un valore: prima tiri fuori il malcapitato (anche fosse morto), meno sei esposto a situazioni di pericolo e prima la squadra è pronta per intervenire in altro eventuale incidente.
Quindi alla fine l'artva è SEMPRE essenziale averlo, anche se si è da soli.

Cosa succede se ti trovano senza artva?
La sanzione va da 100 a 150 euro. Può essere irrogata in occasione di controlli preventivi delle forze dell'ordine fatti, come già accaduto, lungo percorsi di escursioni o in prossimità di partenza ed arrivo degli stessi; può essere irrogata anche posteriormente ad un incidente in valanga, alle persone che vengono soccorse e trovate senza la dotazione dovuta. Sicuramente, a posteriori di un incidente, la multa sarà sempre certa, mentre qualche margine di discussione può esserci in caso di multa data in via preventiva: bisogna però dimostrare che le specifiche condizioni del momento e del luogo consentano di ritenere che non vi sia rischio valanghe. Non è scontato.

L'arva da solo non basta!
esatto, serve avere anche la pala e la sonda. La pala in plastica è una schifezza colossale e si rompe con estrema facilità. Meglio avere pale in alluminio, ma occhio alle varie ultralight, perchè se poi c'è da spalare davvero la neve compattata di una valanga primaverile, serve anche una decisa robustezza; inoltre anche forma e lunghezza del manico/impugnatura sono molto importanti.
http://www.caimateriali.org/fileadm...vista_del_CAI_montagne360___febbraio_2012.pdf

Sostanzialmente niente da dire riguardo alle osservazioni riportate, se non che.... l'alpinismo e di riflesso tutto quello che riguarda l'avventura in montagna è sempre stata un attività da poveracci.
Chi era ricco andava a sciare, chi era povero andava ad arrampicare.

Anche adesso, seppur esistono materiali sofisticati e costosi, una persona può andare a fare un trekking con un equipaggiamento poco costoso in assoluto, e se anche si vuole attrezzare per fare arrampicata o ghiaccio, il budget da mettere in conto è molto contenuto.... oltretutto si può procedere per steep, adesso un buon paio di scarponi, la prossima volta un ottimo guscio ecc ecc.... nel frattempo ci si accontenta e si fa con quello che si ha.

Fortunatamente il legislatore ha deciso di pensare alla nostra sicurezza e alla nostra salute, rendendo di fatto obbligatorio spendere 1200/1600 euro per una famigliola di quattro persone che ha la malsana idea di andare a fare una ciaspolata.... sul Monte Bianco? Macchè.... dietro a casa.... perchè lo sanno pure i sassi che il pericolo di valanga in montagna c'è ovunque ci sia neve, altrimenti il bollettino valanghe non partirebbe da 1 = DEBOLE bensì da 0 = NESSUN PERICOLO e li sarebbe dove la nostra famigliola potrebbe essere confinata in quanto sprovvista dei dispositivi di sicurezza necessari.

Ora.... naturalmente ogni cristiano è libero non solo di guidare solo soletto con la mascherina e la visiera oltre alla cintura di sicurezza (ne ho visti) ma pure di portarsi artva, pala, sonda, telefono satellitare ed elicottero di scorta per andare a fare un giro dell'isolato in centro a Milano mentre nevica... ma mi chiedo fino a che punto le persone avranno voglia di farsi vessare da leggi imbecilli fatte solo tanto per fare.
Penso che chi fa escursioni di un certo tipo probabilmente avrà con sè l'artva, anche se tra averlo e averlo + saperlo usare.... di differenza ce ne passa (a quando un bel corso obbligatorio, con tanto di attestato, patentino da rinnovare ogni anno ecc ecc naturalmente il tutto a "prezzi modici" vedi revisione auto?) mentre per chi fa escursioni da solo averlo o non averlo farà ben poca differenza.
La contravvenzione la prenderà come al solito chi dell'artva non se ne farebbe cmq nulla, ovvero la povera famigliola che va a fare il giro dell'isolato, mentre rimaniamo in attesa di una legge che vieti alle persone sole di andare in montagna.... se non accompagnate :)
 
Quindi a MauroS si sta dicendo che per andare a camminare o ciaspolare, ma pensavo anche a fare scinda fondo, ai piani d'Erna o a Bobbio o per dirne una nella conca di Livigno, lontano dai pendii e dall'abitato, l'ARTVA non è obbligatorio. Almeno io la leggo così.
e no , non funziona cosi ... a me poco importa ma non e' cosi ... se il rischio valanga e' marcato 3 , il bollettino e' per mezza Lombardia e non a zone - l'obbligo scatta QUANDO ci si reca in particolari ambienti innevati nei quali ci sia rischio valanghe. Ovviamente, per valutare preventivamente se il terreno presenti rischio valanghe, si usa il "bollettino valanghe" ufficiale, emanato dalle varie ARPA... se e' 3 devi portare il kit che tu vada in Grignetta , a Erna a passeggiare o a Bobbio !! cosi ci ritroveremo gli sceriffi ai parcheggi a controllare perchè comunque dove c'e' da far fatica non vedrai nessuno , cosi come con il Lockdown , pattuglia ai resinelli ma io parcheggiavo a Rongio e non trovavo nessuno . La sanzione va da 100 a 150 euro. Può essere irrogata in occasione di controlli preventivi delle forze dell'ordine fatti, come già accaduto, lungo percorsi di escursioni o in prossimità di partenza ed arrivo degli stessi . Alla fine nessuna località se in una data zona ( tipo prealpi bergamasche ) l'ARPA dovesse segnalare pericolo marcato , abbasserà la soglia sotto la propria responsabilità , quindi come già succede al punto di partenza trovi il foglio con il bollettino dell'ARPA e basta ... che divide in zone https://www.arpalombardia.it/Pages/Neve-Valanghe-Ghiacciai/Neve,-Valanghe-e-Ghiacciai.aspx , non troverai il bollettino per la Grignetta o per Piani di Bobbio ... e' una legge assurda che non ha ne capo ne coda
 
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Per come la racconti, se avessimo un inverno nevoso a Milano e rischio valanghe elevato in montagna, kit ARTVA-pala-sonda in tutta la città e non solo alla montagnetta di San Siro? Esagero, ovviamente, mi piace l'iperbole, MA qualcuno mi chiarisca definitivamente se il kit è obbligatorio anche in contesti pianeggianti lontani da declivi e pendenze più o meno estreme, penso tipo la piana di Samaden, vicino a Saint Moritz, dove c'è pure un aeroporto.
 
Per come la racconti, se avessimo un inverno nevoso a Milano e rischio valanghe elevato in montagna, kit ARTVA-pala-sonda in tutta la città e non solo alla montagnetta di San Siro? Esagero, ovviamente, mi piace l'iperbole, MA qualcuno mi chiarisca definitivamente se il kit è obbligatorio anche in contesti pianeggianti lontani da declivi e pendenze più o meno estreme, penso tipo la piana di Samaden, vicino a Saint Moritz, dove c'è pure un aeroporto.
La norma non parla di bollettino ARPA, ma dice "laddove, per le condizioni nivometeorologiche, sussistano rischi di valanghe" quindi direi che in una zona pianeggiante non sussistono.

Il problema è che il criterio non è oggettivo e quindi dipende anche dall'intelligenza/apertura mentale di chi ti fermerà per i controlli, per assurdo (è volutamente un'esagerazione) se nevicasse tanto a Milano, il poliziotto zelante potrebbe dirti che il rischio caduta neve dai tetti è paragonabile alle valanghe e devi avere l'ARVA con te, ripeto è una provocazione.

La questione non è così semplice, partendo dallo stesso parcheggio potresti fare percorsi tranquillissimi con rischio praticamente nullo o risalire canalini a rischio elevato.
 
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@Munny comprendo il tuo punto di vista e, per un certo aspetto, lo trovo anche condivisibile.
E' una tendenza discutibile quella di voler imporre la sicurezza ad ogni costo ovunque.
Va considerato però che la frequentazione della montagna, anche in inverno, è salita enormemente negli ultimi 20 anni ed oggi la gente - anche quella totalmente inesperta - si avventura in posti dove 20 anni fa non trovavi mediamente nessuno; poi mettiamoci il fatto che la società tollera poco i morti nell'ambito di attività ricreative e sportive.
In fondo, si torna sempre ad un problema di costi: quanto costa l'intervento delle squadre di soccorso, quanto i trattamenti sanitari e, alla fine, quelli pensionistici per invalidità e morte?
Ieri c'è stato il primo incidente grave da valanga ed è accaduto sulle piste da sci, non fuoripista: https://www.ansa.it/valledaosta/not...ore_95fd2f2c-85bb-4dae-9f6c-199233115ceb.html
Personalmente, sarei incline a ritenerlo una tragica fatalità.
@Mauro S non è vero che il bollettino non è a zone.
Il bollettino è diviso in molte zone, ma sono zone ampie, non certo identificano una singola vallata.
https://www.arpalombardia.it/_layou...vo.pdf?rndqs=1af2549f8ffa4412a79292a6ddd071db
https://www.arpa.veneto.it/neve_valanghe/it/pdf/dolomiti_nevevalanghe.pdf
All'interno della stessa regione, puoi avere scostamenti del grado di pericolo di anche 2 livelli.
Però al di là di questo, nella stessa zona ci sono aree pericolose ed altre meno o addirittura sicure, ma per saperle individuare e distinguere bisogna saper leggere correttamente il bollettino e saperlo applicare alle specifiche condizioni del pendio su cui ci si trova. Non è una cosa scontata.
Un insesperto potrebbe essere capace, anche con grado 2 o 1, di cacciarsi nell'unico posto in cui ci sono situazioni di pericolo. Del resto, la stragrande maggioranza di incidenti da valanga capitano quando ci sono gradi di pericolo 3 e, subito sotto, 2.
Questo perchè distinguere le aree pericolose da quelle sicure non è immediato; inoltre poi entrano in gioco anche altri fattori: durante la gita, accesi dalla passione e dall'incanto dei luoghi, c'è spesso la tendenza a sottovalutare il pericolo.

VA CONSIDERATA UNA COSA, SPESSO IGNOTA AL GRANDE PUBBLICO: LA PERICOLOSITA' DELL'INCIDENDE DA VALANGA.
L'incidente da valanga ha un tasso di mortalità molto elevato, enormemente superiore a quello degli incidenti in auto, che è per media nazionale non superiore al 2% con dato costante da 10 anni (vedi qui https://www.certifico.com/component/attachments/download/7422 e qui https://www.aci.it/archivio-notizie...]=2435&cHash=a6c3aa6ca7df16ef772e64bceddfdf71 )
Per contro, negli ultimi 10 anni, l'evento caduta di valanga che risulta provocare almeno 1 morto si è verificato con una percentuale variabile sul numero totale di incidenti, da un minimo del 20% ad oltre il 30%. Possiamo quindi dire che quando cade una valanga, nel 25% dei casi ci scappa un morto (date un occhiata ai dati incidenti su aineva: prendete il numero totale di incidenti in un anno e guardate in quanti si è avuto almeno un morto, indipendentemente dal numero di travolti, morti e feriti).
Poi, consideriamo che ci sono casi in cui i travolgimenti sono moltipli, quindi il rapporto travolti e feriti/morti è diverso. Possiamo dire che, a grandi linee, a fine stagione sul numero totale di travolti (quindi è un dato diverso da quello del numero di incidenti), avremo un 50% di illesi, un 30% di feriti ed un 20% di morti.
https://aineva.it/incidenti/
https://www.slf.ch/it/valanghe/incidenti-e-valanghe-catastrofiche/statistiche-pluriennali.html
 
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Ai parcheggi mi aspetto la pattuglia che chiede
"hai l'arva?"
Gli dico "no, ma vado solo a fare cresta"
"Ah ok, ciao"
"Ciao"


:biggrin:
Non pensare sia cosa impossibile, qualche anno fa la forestale al park di Pattemouche dopo avermi chiesto dove andavo (Morefreddo) e per quale percorso mi è stato chiesto se avevo l'Artva e il kit (che avevo)
 
All'interno della stessa regione, puoi avere scostamenti del grado di pericolo di anche 2 livelli.
Esatto e aggiungo anche all'interno della stessa valle, la "lettura" della neve e lo stabilire la condizione di un pendio innevato non è assolutamente una cosa banale e ci vanno veramente anni di esperienza e di frequentazione della montagna in inverno, io dopo tanti anni non mi sento di dire di avere acquisito tutta questa esperienza quindi, come giustamente fatto notare da @Herr, con la montagna diventata iperfrequentata anche l'inesperienza è aumentata esponenzialmente
 
La norma non parla di bollettino ARPA, ma dice "laddove, per le condizioni nivometeorologiche, sussistano rischi di valanghe" quindi direi che in una zona pianeggiante non sussistono.
fidati, il criterio di valutazione è il bollettino valanghe ARPA. Ovviamente, come detto, va applicato alla situazione effettiva e quindi è logico che se mi trovo su una località pianeggiante e ragionevolmente lontano da pendii critici, sono anche tutto sommato al sicuro.
E' quindi sempre richiesta una valutazione soggettiva. La norma andrà applicata con il buon senso e credo che verrà tutto sommato usato, perchè comunque l'obbligo di dotarsi di arva esiste da molto tempo per alcune categorie di persone (in primis per chi pratica scialpinismo e fuoripista) e non c'è mai stato un clima di caccia al piccione, anzi, tutt'altro.

Poi comunque bisogna dire che in certe circostanze anche se uno è lontano dai pendii, non è detto che sia al sicuro, perchè le valanghe una volta che sono in movimento possono percorrere notevoli distanze, arrivando in zone antropizzate.
es: a Rio Bianco in val Sarentino
e i lavori di sistemazione
altri casi:
Ovviamente sono casi rari e non è quindi giustificato girare sempre con l'artva addosso, ma ve li segnalo giusto perchè va considerata la cosa quando si va a fare una escursione e si pensa di essere al sicuro
 
oggi la gente - anche quella totalmente inesperta - si avventura in posti dove 20 anni fa non trovavi mediamente nessuno; poi mettiamoci il fatto che la società tollera poco i morti nell'ambito di attività ricreative e sportive.
È proprio questo uno dei nodi che probabilmente ha suggerito l'adozione del nuovo testo normativo.
Negli ultimi anni, gli incidenti di ogni tipo dovuti ad inesperienza e sottovalutazione del pericolo si sono moltiplicati. E con questo i costi economici e sociali.

Abbiamo già detto che da solo l'ARTVA non significa automaticamente sicurezza. Ma è chiaro che il legislatore si è mosso per alzare il livello di attenzione.

Faccio notare che, parlando in generale, non si fanno le multe per "far cassa" (anche se generano introiti che la pubblica amministrazione poi spende) ma lo scopo è quello di modificare i comportamenti dei cittadini. E in genere alla lunga funziona….
 
fidati, il criterio di valutazione è il bollettino valanghe ARPA. Ovviamente, come detto, va applicato alla situazione effettiva e quindi è logico che se mi trovo su una località pianeggiante e ragionevolmente lontano da pendii critici, sono anche tutto sommato al sicuro.
E' quindi sempre richiesta una valutazione soggettiva. La norma andrà applicata con il buon senso e credo che verrà tutto sommato usato, perchè comunque l'obbligo di dotarsi di arva esiste da molto tempo per alcune categorie di persone (in primis per chi pratica scialpinismo e fuoripista) e non c'è mai stato un clima di caccia al piccione, anzi, tutt'altro.
Lo penso anche io, ma se è effettivamente così avrebbero dovuto scriverlo nero su bianco, se non direttamente sulla norma: nelle FAQ, linee guida o qualcosa di simile, ma non mi risulta.
Hanno scritto nella norma che i gestori degli impianti devono appendere i bollettini e poi quando parlano di valutare le condizioni non li citano più :wall::wall::wall:

Rimane la perplessità che, anche in una zona a rischio marcato, ci possono essere percorsi tranquilli.
Poi comunque bisogna dire che in certe circostanze anche se uno è lontano dai pendii, non è detto che sia al sicuro, perchè le valanghe una volta che sono in movimento possono percorrere notevoli distanze, arrivando in zone antropizzate.
Questo è vero, ma accade in caso di abbondanti nevicate.

Il problema è proprio questo il tema valanghe è complicatissimo (chi ha avuto occasione di approfondirlo un pochino lo sa) dipende da un casino di variabili (quantità di neve, stratificazioni, temperatura, pendenza, etc.), non ultimo lo storico meteorologico della stagione, per cui il valutare le condizioni e il rischio di valanghe non è alla portata di tutti.
Senza contare che a seconda della neve gli effetti della valanga cambiano notevolmente, con tutti gli ARVA che vuoi, se finisci sotto certe valanghe, troveranno solo il corpo e probabilmente neanche intero.

Poi come hai sottolineato tu, una volta andavano sulla neve in pochi e un minimo di competenza c'era, ora ci va la qualunque.

Per fare un esempio, dopo abbondanti nevicate gli sci alpinisti "esperti" sanno quali zone è più prudente frequentare e quali sono assolutamente da evitare, ma è tutta esperienza che ti costruisci sul campo, direttamente o indirettamente.

Perché alla fine il vero problema non è ARVA sì, ARVA no, è se torno a casa oppure no.
 
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