Normativa ARVA è obbligatorio oppure no?

Faccio notare che, parlando in generale, non si fanno le multe per "far cassa" (anche se generano introiti che la pubblica amministrazione poi spende) ma lo scopo è quello di modificare i comportamenti dei cittadini. E in genere alla lunga funziona….
Se fosse come dici a Milano non dovrebbero mettere a PREVENTIVO gli introiti delle multe, ma consuntivo. Ma lo fanno, vendendo anche lo scopo che citi.
 
ok allora si lascia pure il telefono a casa!
Ci sono posti dove (almeno dalle mie parti) non svalangava manco quando la wermacht tirava i "petardi" .
Scommettiamo che qualcuno verrà beccato anche se il pericolo non c'era?
Perchè ci sono delle zone dove non svalanga manco se gli tiri con un mortaio da 8cm
la genialata la fanno gli esploratori laureati da funari che partono da casa alle 10 di mattina,corrono come dannati in auto e a mezzogiorno sono sulle placche a vento e magari le tagliano.

Fossimo in qualunque altro paese non mi preoccuperei ma nel nostro ...
 
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fighissimo la libertà di finire sotto una slavina e togliersi l'unica chance di essere trovati e salvati...una GENIALATA
Vediamo, la mia affermazione era relativa al fatto che, per come hanno scritto la norma, persino a Milano potrebbero contestare il mancato possesso dell'ARTVA, pala e sonda in caso di innevamento eccezionale, o così è bastato detto. Nel 1985, dopo la nevicata storica, mezzo metro o più, masse di neve cadevano dai tetti, ma non erano valanghe. Per questo il mio commento. Se si va a fare sci da fondoo una ciaspolata su un'area pianeggiante lontano dai rilievi, ha senso il kit?
 
e aggiungi il fatto che nel nostro paese (delle banane) pratiche come mettere il cartello di divieto di sosta dopo che i merenderos hanno posteggiato in certe località al mare era pratica diffusa negli anni 70 cosa ci si può aspettare da chi ti vede andare alla macchina e poi dire "allora sei andato lassù hai fatto quello quello e quell'altro e ora paghi".

Ma A.C.A.B. per sempre por[BESTEMMIA]!"

E magari eri solo andato a trovare l'amico nella baita 50 metri più in su. Ma "lui" ha ragione e fede privilegiata. E' ora di finirla!

Fare i referendum per TOGLIERE certe vaccate invece di farli per la pace del mondo?

E più avanti parlerò (nel capitolo di restauro della bicicletta sto aspettando la catena dalla cina e non arriva) di una piccola "riformina" del codice della strada che obbliga TUTTE le bici ANCHE di giorno ad avere rifrangenti,campanello,fanali (e di per se lo obbligava anche nel 63 anche sul carbonio cartone-pressato da corsa ma solo di notte) ,meno male che non è passata la palettina laterale da sfigato che vedi su certi malati della sicurezza che con city bike da lord inglese e vestiti da beccamorto sono di intralcio pure nelle ciclabili con 6 corsie. O il tenere accese le luci anche di giorno.

Chissà se prima localizzeranno i cellulari e poi andranno a multare o aspetteranno al varco? Già lo facevano quando dicevano che c'era"troppa gente in giro"e lo dico per mettere in guardia!

E in certe località era pure obbligatorio dichiarare dove andavi. Ma siamo impazziti?

A quando fare andare in giro gli adolescenti in tuta nbc per evitare che si inquinino con lo smog?
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ha senso il kit?
Ha senso per chi te lo vende visto la situazione economicamente penosa in cui stiamo navigando dove ogni produttore/venditore farebbe carte false per non soccombere visto che un virussino gli ha ammazzato il turbocapitalismo e la gente si sta rendendo conto (a comode rate e molto lentamente) che certe cose non sono proprio così prioritarie
 
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per come hanno scritto la norma, persino a Milano potrebbero contestare il mancato possesso dell'ARTVA, pala e sonda in caso di innevamento eccezionale, o così è bastato detto
Ma no, assolutamente no!! E' una assurdità totale che non ha mai detto o inteso nessuno. Tu stesso l'hai fatta come una mera provocazione esagerata ma era talmente assurda che non meritava commento.
Se ora invece vuoi accreditarla come un possibile scenario, allora ti dico che è assolutamente impossibile.
 
Grazie Here, beh, sì un po' iperbolica e provocatoria affermazione.

Busdriver, a Milano viviamo in un traffico in cui i riders viaggiano giorno e notte senza alcun tipo di luci e/o catarifrangenti(Mountain bike a spesso rubate), bruciando mio rosso come se non esistesse, pedalando in contromano in vie dove 1 macchina deve andare per forza piano per dare spazio ai pedoni, usano i marciapiedi e i passaggi pedonali con prepotenza assoluta. E vogliono anche aver ragione a prescindere. Gli altri ciclisti peraltro non sono da meno. Non sono contro i ciclisti, ma spedirei tutti questi scemi in paesi dove la bici è il mezzo di trasporto peivilegiato a fare le stesse facciate e vedere in quanto tempo imparano a comportarsi secondo le regole. A suon di multe!
 
riders viaggiano giorno e notte senza alcun tipo di luci e/o catarifrangenti
Scusate l 'ot ma qui in questo caso si sommano l'arretratezza cronica delle città che erano nate per bici e mezzi piccoli e poi si sono automobilizzate agli estremi dalla manacanza di un minimo di logica di chi non è in grado di conservare funzionante un mezzo. Tutte le mie bici hanno qualche luce e qualche rifrangente. E pure io visto gente totalmente oscurata
 
Vediamo, la mia affermazione era relativa al fatto che, per come hanno scritto la norma, persino a Milano potrebbero contestare il mancato possesso dell'ARTVA, pala e sonda in caso di innevamento eccezionale, o così è bastato detto. Nel 1985, dopo la nevicata storica, mezzo metro o più, masse di neve cadevano dai tetti, ma non erano valanghe. Per questo il mio commento. Se si va a fare sci da fondoo una ciaspolata su un'area pianeggiante lontano dai rilievi, ha senso il kit?
Starei un pò più sul tema del topic, sinceramente chi se ne frega di quanta neve fa a Milano o di come vanno in bici i riders!
Si è detto che la norma è SICURAMENTE migliorabile, non c'è dubbio ma, come più volte ho avuto modo di dire, chi frequenta abitualmente la montagna in inverno la dotazione già la possiede, non sarà sicuramente una norma a sostituire il buon senso ma dove non arriva il secondo si agisce con la prima e, per cortesia, non si tiri fuori sempre la solita solfa della limitazione della libertà, non se ne può più, ovviamente è un mio personalissimo parere.
 
per cortesia, non si tiri fuori sempre la solita solfa della limitazione della libertà, non se ne può più,
difatti sono 18 mesi che abbiamo buttato tante libertà nel cesso e molti dicono ancora si badrone.
Per ora continerò a girare peraltro in zone tranquille con l'unica cosa di tecnologica addosso il lettore musicale.
Questo bisness del razzo non intendo alimentarlo.
E considerato che durante il downlock del kaiser nessuno mi ha beccato vedo che le cose da imboscato le so fare bene.
sarà perchè nel mio guardaroba non ho nulla con colori da clown che tanto fanno "sicurezza"
 
Se una norma è scritta in modo ambiguo, nonostante l'invito al buon senso, c'è chi la applicherà in modalità estesa e senza buon senso, ci sarà chi ad un certo punto farà ricorso con costi ed inutili perdite di tempo per tutti. Poi ci sarà forse l'aggiornamento della legge, la circolare ministeriale, altre circolari etc etc. Perché è vero che ciò che non è espressamente vietato è permesso, ma se i confini di ciò che può essere considerato illecito non sono estremamente chiari e ben definiti, si allargano a dismisura gli spazi dell'arbitrarietà dei controllori.
 
a conferma della letalità delle valanghe, è morto il travolto dalla valanga in Valtournenche:
https://www.montagna.tv/191840/valanga-a-valtournenche-travolge-sciatore-in-pista-e-grave/

Se una norma è scritta in modo ambiguo, nonostante l'invito al buon senso, c'è chi la applicherà in modalità estesa e senza buon senso,
Ni, perchè la norma che obbliga a dotarsi di ARTVA esiste sin dai primi anni 2000 sia a livello nazionale (vedi L. n. 363/2003), sia anche a livello regionale e finora non sono mai stati fatti controlli a scopo sanzionatorio, bensì - e molto raramente - a scopo preventivo e di convicimento.
Per questo la norma non è nè una novità, nè un dato allarmante.
Carrellata delle norme regionali che prevedevano l'obbligo di artva:
https://www.sportoutdoor24.it/sport...nisti-e-ciaspole-fuoripista-in-quali-regioni/
 
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Grazie Herr, ma un buona consuetudine non è una legge non interpretabile. Basta essere d'accordo su questo. Ma a scanso di equivoci, io sono assolutamente favorevole al fatto che chi vuole effettuare qualsivoglia escursione in fuori pista o in aree a rischio debba avere con sé il kit, anche chi ci va in motoslitta. Se non ricordo male qualche anno fa è accaduto.
Mi chiedo solo perché non ci debba essere mai una legge inattaccabile, indiscutibile e senza possibilità di interpretazioni di comodo da parte di chiunque.
 
Mi chiedevo come mai il legislatore non ha adottato un criterio tecnico per dire "a partire da qui ci vuole l'ARTVA". Ad esempio il fattore 3 della scala dei bollettini ARPA, Aineva o Meteomont.
Perché è vero che ogni versante e ogni pendio è una storia a sè, ma i bollettini sono prodotti da enti che hanno compiti stabiliti per legge. Tanto che sono documenti portati anche in sede di giudizio.
Poteva essere un primo criterio "oggettivo".
 
vuoi che in italia ci sia qualcosa di fatto in modo corretto e ininterpretabile?Poi togli tutto il divertimento alle divise a interpretare le cose a seonda di come gli va...

Per esempio il concetto di "velocità pericolosa" ultra penosamente interpretabile. Si mettessero dei numeri almeno hai il velox che dice e fai.

No. E qui è lo stesso...poi come il rumore,ho visto combinare multe senza il fonometro perchè secondo "qualcuno" c'erano troppi db.

No,il discorso poche regole ma chiare qui fa acqua,ma l'ultima nave con 4 fumaioli oramai è già sul fondo da mò...
 
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Mi chiedevo come mai il legislatore non ha adottato un criterio tecnico per dire "a partire da qui ci vuole l'ARTVA". Ad esempio il fattore 3 della scala dei bollettini ARPA, Aineva o Meteomont.
Perché è vero che ogni versante e ogni pendio è una storia a sè, ma i bollettini sono prodotti da enti che hanno compiti stabiliti per legge. Tanto che sono documenti portati anche in sede di giudizio.
Poteva essere un primo criterio "oggettivo".
Secondo me c'è un problema di responsabilità e i criteri sono probabilmente più soggettivi di quello che si vorrebbe.
Ieri per esempio leggevo il Rifugio Selleries su Facebook (uno dei pochi rifugi aperti praticamente sempre qui in Piemonte) e sconsigliavano fortemente di salire (e loro dicevano che non si sarebbero mossi), citando addirittura un rischio valanghe 4.
Vado a vedere il bollettino dell'ARPA e la zona è data con rischio 3, le montagne un po' più a nord rischio 2.
Le precipitazioni non sono state estreme (poca neve), ma ho visto di persona (in zone non troppo distanti) che la neve è pesante e ventata, quindi probabili valanghe a lastroni se sollecitate e in zona accumuli eolici anche non sollecitate... E potrebbe essere un rischio 3 come un 4.
Inoltre domani si alza lo zero termico ed è prevedibile una rapida solidificazione della situazione al sole, ma non all'ombra.

Sul posto quindi dovrai valutare esposizione al sole, temperature, lavoro del vento e accumuli, pendenze e orografia ecc... Per ogni zona sopra il tuo percorso. Se vuoi puoi fare anche stratigrafia e vedere i cristalli di neve, ma ti dà un'idea di quello che trovi lì e non 300 metri sopra!

Quindi chi ha ragione? Di base penso che ci sia un rischio in più a muoversi con la neve, bisogna prenderne atto e scegliere ognuno per sé se si vuole prendere il rischio.

Oggi vado a fare bosco fitto e cresta, oltretutto per lo più con esposizione sud, nonostante tutto quasi azzero il rischio valanghe. Ci fosse anche rischio dichiarato 5 mi cambierebbe poco.

Mai pranzato accompagnato dal rumore quasi costante delle valanghe?
:biggrin:
 
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