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Escursione Avventurandosi nella Valle Siciliana.

Parchi d'Abruzzo
Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Data: mercoledì 27 marzo 2019
Dislivello in salita 1070 mt
Dislivello in discesa 1050 mt
Km e percorso: i km non mi ricordo bene ma sui 16. Partenza da Forca di Valle per, Fonte del Lupo, Selva degli Abeti, Case di Valle Iancra, Tozzanella, Colle Provvido, C/da Vicenne, Centro Equestre, Tossicia,....... Colle Provvido 2, Piano San Giorgio, Forca Di Valle. I sentieri principalmente usati il 205 e 206.
Tempi: ignorati(vedi foto cartelli)
Grado di difficoltà EE-E-T non nell'ordine scritto.
Difficoltà incontrate: serve un po' di orientamento nelle tante vie fuori sentiero e per non allontanarsi troppo quindi. Tanto fango su alcune discese ripide dove non si riesce neanche a deviare perché dentro solchi profondi e anche stare in piedi è difficoltoso. Consigliato l'uso di bastoncini.

Descrizione :
La giornata parte decisamente in salita da Forca di Valle. Ieri, e durante la notte, ha nevicato, sembrava poca roba dai piloni dell'autostrada, per cui sono in assetto estivo con le calzature basse a risparmiare i tendini di Achille sempre doloranti con qualche ora dentro gli scarponi. Alla fonte del lupo, appena sopra il paese, mi guardo in giro ricordando di aver visto un lupo l'anno scorso e invece la ripida e dura salita verso la Selva degli Abeti mi tocca farla con la mia Lupa personale, su prati rupestri, deserti e in una zona del Parco sconosciuta o dimenticata quasi da tutti. Sotto gli occhi si apre sempre più grande la Valle Siciliana e la sua capitale di antichi edifici. Il Gran Sasso e il seguito orientale specchiano una luce irreale e svelano che c'è del sole, del blu intenso, sopra la leggera coltre grigia.
La salita intanto è sempre più fangosa e pesante, ma ghette e scarpe subiranno una metaformosi di colori ben presto, così come il sentiero che da un panoramico marrone, mi inghiottisce in una bianchissima Selva degli Abeti. La neve fresca di primavera inzuppa eppure sembro appena uscito da una lavanderia, la scarpa sprofonda in principio su pallini di ghiaccio, meno negli accumuli di neve portante e interamente sui dieci centimetri della notte. Ora l'ntenzione è quella di salire a Colle Pelato per ancora 200 metri e poi scendere nei paesi della Valle fino alla Capitale, ma mi trovo al bivio per scendere, con i piedi zuppi, freddi e una "discesa bianca" di un'ora ancora da fare. Aggiungere un'ora di fradiciume per salire e scendere fin qui da Colle Pelato per oggi anche no, così una fumatina e un the bollente sono una pausa spettacolare in questa abetaia agghindata stile natalizio e tutta per me.
Anche con i piedi bagnati la discesa sulla neve è divertente, sul sentiero ce n'è abbastanza per fare qualche scivolata controllata, un po' di rotolamenti della felice Linda e un'altra pausa breve prima di riprendere un intreccio di vie, infangate e usate dai fuoristrada( verrò a sapere che si esercitano con percorsi in zona). Guardo il GPS e non ho tracce salvate, non ci sono bandierine e ad un bivio chiuso con del nastro giallo ho fatto la cosa più "sensata" per chi si aggira a piedi in luoghi sconosciuti: esplorare saltando il nastro.
Il sole si fa strada tra i nembi, i prati si rimpinguano di verde e le numerose primule gialle stemperano gli affanni del fango che si attacca fastidioso alle suole. "Un liscio" frenato con un bel tonfo sul ginocchio mi crea un brivido di paura lungo la schiena. Ho paura di farmi male quando sono solo, continuo a sistemarmi mentre cammino e slitta ancora la gamba: mi ritrovo seduto, timorato, tremante e solo. La lupa capisce e con una leccata sul naso invita a reagire. Va bene il fango,ma devo finirla di camminare con i bastoni sotto le ascelle, indaffarato a far altro con le mani, specie in queste ripide e fangose discese...Se devi sistemarti ti fermi!!Non ti corre dietro nessuno!!
Tozzanella si presenta un paese devastato dal terremoto così come la frazione vicina, ma una casa stile fiaba e un murales naif su di un'altra rinfrancano un pochino e mi ricordano che la Valle Siciliana è disseminata di tali opere a partire dalle più famose e concentrate di Azzinano. Passo anche qui sotto un vicolo pericolante scavalcando una recinzione, perché in fondo "al tunnel" vedo una luminosa fontana, una panchina sul belvedere, perché attirato da una calda piazzetta assolata, e forse, perché oggi ho preso il LA ad oltrepassare recinti e continuare a suonare la melodia andante della scoperta. Un ricco e abbondante panino diviso con Linda mi rilassano, mi tolgo scarpe, calzini e mi stendo al sole qualche minuto a respirare lentamente, riposando con gli occhi chiusi e cercando di rifiutare le lusinghe di Morfeo che dopo mangiato tenta sempre approcci eleganti. Mi alzo dopo una mezz'ora, un massaggino ai piedi prima di rinchiuderli e parte una vana ricerca di un caffè ad un bar o da indigeni inesistenti. È sempre un ottima scusa per girare tra viottoli, belle abitazioni, fare foto alle ferite dei terremoti, incontrare qualcuno con cui fare due chiacchiere,e magari, mentre pone sul fornello di casa una bella moka. Mi aggiro tra due paesi fantasma invece, così decido di intraprendere la via del ritorno ma con una notevole deviazione per andar giù nella capitale, fare una rapida visita, eclissare ormai il caffè, ma tornar su' con almeno un paio di birre come carburante. Purtroppo per andare a Tossicia devo prima salire su Colle Provvido in direzione Forca di Valle, poi affrontare un'ora di ripido dislivello su di un sentiero terroso fatto per cingolati, dove il pesantissimo fango non è aggirabile e mi porterà al bar in condizioni non molto presentabili. Tossicia, la capitale della Valle Siciliana, ha delle possenti e visibili mura ad arco come confine con il profondo fosso sul fianco est. Zone nuove e ristrutturate si mischiano a case sventrate, puntellate, botteghe chiuse, ballatoi per calcinacci e vicoli incravattati. Il bar è aperto e la prima birra svanisce in un secondo, la seconda tra noccioline e chiacchiere con i clienti incuriositi dal mio zozzume e da una grande Lupa al seguito così educata. Dopo il "da dove arrivate?" classico, dappertutto mi chiedono sempre le condizioni dei Sentieri e le tempistiche. Io sono molto soddisfatto, felice, di poter essere una specie di messaggero di sentieri, una sorta di Mercurio del Parco Nazionale, con ali polverose di Gran Sasso, un cappello intrecciato di panorami della Laga e uno zaino pieno di emozioni da ritrarre in giro. Anche se più felice, la salita risulta comunque indigesta e scivolosa, se non fosse per i bastoni, che frenano sui "lisciconi", avrei fatto continui frontali nella melma. Ogni due passi avanti uno indietro, in alcuni tratti, fanno evaporare le birre ancor prima di tornare a Colle Provvido. Da qui pianifico di ammirare un tramonto a Piano S.Giorgio e tornare a Forca passeggiando tra le ombre. Il passo è caldo, leggero, il terreno si fa amico e muschioso, spariscono gli affanni, il respiro è in sintonia perfetta con l'andatura e, senza volere, dimezzo i tempi dei cartelli sfilando ruderi, cingolati d'epoca, orti rupestri, un immensa recinzione di una tartufaia privata, fino al bel Piano San. Giorgio.
Le luci si fanno radenti sui prati fioriti anche con il cielo grigio. Qualche raggio trafigge i cumulonembi schierati ad owest, la cavalleria di Eolo attacca da sud per liberare sua Maestà Corno Grande all'ultimo sole del giorno, i cumuli s'innalzano quasi ribelli e inizia così lo spettacolo immortale del tramonto. Qualche Colle verso il mare viene illuminato a mo' di faro da scena tra le ombre di un palcoscenico, faccio i miei calcoli insieme al the e risulta che illuminato è Colledoro di Castelli. Ma guarda sti toponimi! La giornata è stata intensa raccontano i miei piedi, il the bollente avanza dentro e ristruttura il sorriso al di fuori, Linda sonnecchia sdraiata sui crochi ed io dipingo un altro ricordo da riporre nello zaino. Il calderone esplode di rosso e arancio come un vulcano mentre io approdo felice all'ultima birra e racconto nella Tana del Lupo (ristorante di Forca di Valle)
Altra g
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rande giornata nel Parco che non delude mai - Buona montagna a tutti!
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Allegati

Ultima modifica:
Eh eh, avevi proprio voglia di un'avventura di queste tra suggestioni di montagne e paesi, steccati da saltare e prati da dormire...
Gran bel racconto socio e splendido viaggio nel Gran Sasso più intimo.
Vero! Una gran voglia di aggirarmi solo tra le storie e personaggi del GS, specie delle zone più dimenticate. Grazie socio
 

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