Aziende Eco sostenibili

Ciao a tutti, vorrei avere suggerimenti su marchi di abbigliamento ecosostenibili, che non so nemmeno che vuol dire, comunque tipo che usano cotone organico e non sfruttano i lavoratori. Magari si potrebbe fare una lista delle aziende qui nella prima discussione per avere un pò di ordine
 
"Ecosostenibile" è una medaglietta che un sacco di aziende si appunta no al petto, ad esempio qui in zona c'é un distributore di carburanti che si vanta di essere "ecosostenibile" perché dai pannelli solari sulle tettoie ricava energia elettrica che pareggia (o supera) quella spesa per le... pompe di benzina e diesel!

p.s. temo che "eco sostenibile" con lo sfruttamento della manodopera c' entri poco. "Sostenibile" (senza eco-") invece credo di sì.
 
https://www.avventurosamente.it/xf/threads/scegliere-di-comprare-prodotti-sostenibili-anche-se-il-prezzo-è-più-alto.50768/

Se ne era già parlato qui ma quando poi ho visto certe "ecate" ossai ercate ecologiste come lo zaino eco per il giubileo o altre vaccate galattiche ho deciso di guardare solo il prezzo. Poi magari entrambi vengono cuciti dai bimbi ubunti con le manine sanguinanti ma di sicuro noi non lo sapremo mai.
Ma del resto qalunque prodotto fatto nel nostro paese costa 6 volte tanto perchè si deve passare da 100 faccendieri,passamano e commissionari che 70 anni fa qualcuno probabilmente avrebbe fatto passare da un camino
e non sfruttano i lavoratori.
veniamo sfruttati anche noi nel nostro paese "civile" ,figuriamoci da altre parti
 
"Ecosostenibile" è una medaglietta che un sacco di aziende si appunta no al petto, ad esempio qui in zona c'é un distributore di carburanti che si vanta di essere "ecosostenibile" perché dai pannelli solari sulle tettoie ricava energia elettrica che pareggia (o supera) quella spesa per le... pompe di benzina e diesel!

p.s. temo che "eco sostenibile" con lo sfruttamento della manodopera c' entri poco. "Sostenibile" (senza eco-") invece credo di sì.
Esatto, mi permetto anch'io di sottolineare come "ecosostenibile" sia uno slogan non applicabile ad una azienda che produce qualsiasi cosa che non siano 3 pomodori in croce all'anno (e forse neanche quella).
Se vogliamo parliamo di: facciamo di tutto per limitare l'inquinamento delle acque e dell'aria, la produzione di gas serra e via dicendo...
E poi c'è il tema dello sfruttamento delle persone che ha un valore altrettanto importante e che viene mascherato da altri slogan.

Personalmente trovo questa pubblicità odiosa e tutta questa ricerca nel apparire ma non essere mi disturba, scusate lo sfogo.

Detto questo credo che chi ha a che fare con la produzione di capi di abbigliamento si rivolga all'Asia e quindi tutti questi concetti si disperdono nel mare del "chi lo sa"
 
Non sono d'accordo sul fatto che sia solo uno slogan.
Di certo lo è ma questo non rappresenta malafede, malaffari o decisioni aziendali dozzinali e truffaldine.
La questione è seria e in molti ne sono sensibili (meno di quelli che lo sostengono, sicuramente); è altrettanto vero che è una delle decine di questioni che solo in Europa sentiamo come obbligo morale ed etico ma, d'altronde, siamo la culla della civiltà, dove altro potrebbero esserci? E chi altro potrebbe dare l'esempio se non noi?
L'azienda per cui lavoro ha un CEO molto sensibile a questo tema e il lavoro che stiamo facendo in questa direzione è molto oneroso e dispendioso, non solo in termini di time-consuming ma anche in investimenti di capitale.
Posso dire questo perché sono membro della commissione ESG aziendale e non perchè abbiamo lo slogan; a tal proposito, nemmeno lo abbiamo lo slogan perchè prima il progetto deve essere portato a termine (per la cronaca, sono 3 anni che ci lavoriamo e ce ne vogliono almeno altrettanti per concluderlo).
Quindi aziende eco-sostenibili ce ne sono e ce ne saranno, saranno meno di quelle che lo dicono e, ad oggi, chi ancora non lo è al 100% forse un giorno lo sarà e, ovviamente, lo è già più di molte altre.
Chiunque lavori in aziende serie e strutturate e con un ruolo che dia visibilità, può sapere il lavoro che ci sta dietro e la serietà con cui si portano avanti questo tipo di progetti.
 
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Non sono d'accordo sul fatto che sia solo uno slogan.
Di certo lo è ma questo non rappresenta malafede, malaffari o decisioni aziendali dozzinali e truffaldine.
La questione è seria e in molti ne sono sensibili (meno di quelli che lo sostengono, sicuramente); è altrettanto vero che è una delle decine di questioni che solo in Europa sentiamo come obbligo morale ed etico ma, d'altronde, siamo la culla della civiltà, dove altro potrebbero esserci? E chi altro potrebbe dare l'esempio se non noi?
L'azienda per cui lavoro ha un CEO molto sensibile a questo tema e il lavoro che stiamo facendo in questa direzione è molto oneroso e dispendioso, non solo in termini di time-consuming ma anche in investimenti di capitale.
Posso dire questo perché sono membro della commissione ESG aziendale e non perchè abbiamo lo slogan; a tal proposito, nemmeno lo abbiamo lo slogan perchè prima il progetto deve essere portato a termine (per la cronaca, sono 3 anni che ci lavoriamo e ce ne vogliono almeno altrettanti per concluderlo).
Quindi aziende eco-sostenibili ce ne sono e ce ne saranno, saranno meno di quelle che lo dicono e, ad oggi, chi ancora non lo è al 100% forse un giorno lo sarà e, ovviamente, lo è già più di molte altre.
Chiunque lavori in aziende serie e strutturate e con un ruolo che dia visibilità, può sapere il lavoro che ci sta dietro e la serietà con cui si portano avanti questo tipo di progetti.
Ciao.
Sono contento che qualcuno di serio ci sia! per quanto mi riguarda, lavoro in una azienda che è una multinazionale a livello europeo e non manca di farsi pubblicità con iniziative ecosostenibili che però sono di facciata e basta.
 
Ciao.
Sono contento che qualcuno di serio ci sia! per quanto mi riguarda, lavoro in una azienda che è una multinazionale a livello europeo e non manca di farsi pubblicità con iniziative ecosostenibili che però sono di facciata e basta.
Non posso parlare di aziende diverse da quelle per cui lavoro o collaboro. Il mio lavoro principale è in una multinazionale leader in Europa e nelle prime tre al mondo per il suo mercato e ti posso dire che, oltre alle decisioni strategiche all'interno del gruppo, il grosso del lavoro vira sulla famosa "filiera controllata": i nostri rapporti stretti vanno da Taiwan alla California e verifichiamo le corrette procedure di ogni partner di primo livello e a tutti i loro partner. Questo proprio per evitare la "facciata" ecologica, ovvero il nascondersi dietro ad un prodotto acquistato come "green" che magari contiene componenti prodotti che di green non hanno nulla.
Posso anche dirti che moltissime di queste azioni non sono visibili al gruppo e ad ogni livello, infatti le critiche che ho sentito muovere in questo 3D troverebbero consensi con alcuni livelli della stessa azienda per cui lavoro; critiche insensate e senza cognizione di causa.
 
Non mi permetto di giudicare nessuno però l'ecosostenibilità lo ritengo un argomento estremamente variegato che riguarda più ambiti, si và dall'impatto ambientale a quello sociale, e la semplice espressione da parte delle singole aziende lasciano, a mio modesto avviso, un pò il tempo che trova nel senso che è un atto di "fede" proprio perchè gli ambiti sono molti e, sicuramente, una buona parte fanno parte dei segreti industriali che ogni azienda ha.

Asserire che un prodotto è ecosostenibile perchè, per puro esempio, viene usato solo cotone riciclato senza entrare in merito a tutta la filiera produttiva che và dall'idea al manufatto sullo scafale lascia, a mio avviso, il tempo che trova e, d'altro canto, non è che le aziende possono mettere nero su bianco tutto l'iter tale che chiunque possa verificarlo poichè, giustamente, sono informazioni riservate.

Certo la fiducia che il consumatore ha verso una azienda, o la capacità dell'azienda di richiamarla, è sicuramente importante ma sarebbe utile, al marketing e allo stesso consumatore, che esistesse un ente certificatore, un pò come per i prodotti biologici, che effettivamente dichiari un qualcosa che non sia la classica considerazione che ha l'oste per il proprio vino. La certificazione SA8000 e, per alcuni aspetti, la LEED, sono un inizio ma la strada è lunga.

Dopo di che una azienda può essere ecosostenibile per volontà "interna" senza, per forza, sottolinearlo ma farlo "trasparire" ma questo è un altro discorso anche se non cambia il concetto di verificabilità.

Ciao :si:, Gianluca
 
Non mi permetto di giudicare nessuno però l'ecosostenibilità lo ritengo un argomento estremamente variegato che riguarda più ambiti, si và dall'impatto ambientale a quello sociale,
Non a caso io ho citato ESG (acronimo di Environmental, Social, and Governance) che quindi prevede, oltre a quello che elenchi tu, anche la trasparenza e l’etica delle gestioni aziendali.


la semplice espressione da parte delle singole aziende lasciano, a mio modesto avviso, un pò il tempo che trova
Non mi trovo d’accordo. In primis perché la società è composta da singoli e sono la loro volontà e azioni che spostano le tendenze. In secundis, perché stai omettendo l’indotto aziendale. Sono proprio queste espressioni delle singole aziende che permettono che altre aziende si adeguino a progetti ecosostenibili pena il mancato fatturato e poi è forte l’indotto di una azienda e più sarà forte l’impatto nel mondo. Certo sono cambiamenti che mietono vittime ma ogni cambiamento, così come ogni crisi, trova vincitori tra chi sa adeguarsi e migliorarsi. Quello che viene poi dovrebbe essere di competenza dei governi.
Asserire che un prodotto è ecosostenibile perchè, per puro esempio, viene usato solo cotone riciclato senza entrare in merito a tutta la filiera produttiva che và dall'idea al manufatto sullo scafale lascia, a mio avviso, il tempo che trova
Anche qui, non sono d’accordo. Nel mio esempio reale sopra, ho proprio detto che questa non è un’azione compatibile con un progetto green e che la serietà dei progetti prevede ben altro.

d'altro canto, non è che le aziende possono mettere nero su bianco tutto l'iter tale che chiunque possa verificarlo poichè, giustamente, sono informazioni riservate
Ti sbagli, viene messo tutto nero su bianco e anche digitalmente e con dichiarazioni a enti governativi o simili che verificano la corretta condotta in riferimento a norme ISO che sono sempre più restrittive. Ci sono anche altri controlli che non sto qui ad elencare. E certe informazioni non sono mai state riservate e con il progetto ESG la G ne aumenta solo il numero e e la qualità.

Sai cosa c’è? Pensiero personalissimo: siamo noi consumatori a non essere pronti al green. Siamo i primi a puntare il dito verso slogan green sputando addosso a investimenti e lavoro di individui come noi e poi non ci facciamo problemi a comprare da Amazon che tratta i suoi dipendenti come stracci o da Temu che ti raccomando le loro condizioni non solo sociali ma anche ecologiche.
Credo davvero che tutti noi, io per primo, dovremmo interrogarci sul vero significato di Green, cosa comporti e poi definire quanto siamo noi coerenti con questa definizione.
 
Non posso parlare di aziende diverse da quelle per cui lavoro o collaboro. Il mio lavoro principale è in una multinazionale leader in Europa e nelle prime tre al mondo per il suo mercato e ti posso dire che, oltre alle decisioni strategiche all'interno del gruppo, il grosso del lavoro vira sulla famosa "filiera controllata": i nostri rapporti stretti vanno da Taiwan alla California e verifichiamo le corrette procedure di ogni partner di primo livello e a tutti i loro partner. Questo proprio per evitare la "facciata" ecologica, ovvero il nascondersi dietro ad un prodotto acquistato come "green" che magari contiene componenti prodotti che di green non hanno nulla.
Posso anche dirti che moltissime di queste azioni non sono visibili al gruppo e ad ogni livello, infatti le critiche che ho sentito muovere in questo 3D troverebbero consensi con alcuni livelli della stessa azienda per cui lavoro; critiche insensate e senza cognizione di causa.
Mi spiego meglio facendo alcuni esempi così sono più chiaro nelle mie critiche

Iniziative pro ecosostenibilità degli ultimi anni:

- copertura completa con pannelli solari dei magazzini di logistica, per es. quello di Misterbianco (CT) è 25.000 mq ed è stato il primo in Europa del gruppo ad essere autosufficiente
- realizzazione in Trentino di una filiale costruita completamente con materiali riciclati
- utilizzo di una motrice completamente elettrica
- sostituzione del riscaldamento delle filiali a gasolio con metano e dove possibile con pompa di calore alimentata da pannelli così da avere basse emissioni da ogni singola filiale
- sostituzione dei banchi frigo ibridi (acqua/aria) con nuovi banchi raffreddati ad aria


Adesso la nuda e cruda realtà

- le filiali e i magazzini vecchi e nuovi sono delle groviere senza senso e hanno una dispersione che fa paura a causa di vetrate giganti, intercapedini nei muri e nel pavimento, portoni e porte che non si chiudono bene, ecc
- i camion, solo il mio magazzino di Volpiano si serve di circa 25 macchine che girano 24h, sono alimentati principalmente a gasolio e qualcuno a metano ma non vanno avanti. Questi camion vengono gestiti con un "piano camion" che stabilisce le "combinate" ovvero la sequenza di filiali a cui devono consegnare e a che ora arrivano. Leggendo i percorsi del piano e avendo basi minime di geografia stradale si evince che i camion fanno centinaia di km in più al giorno senza motivo, a volte consegnano a 3 filiali di cui la prima e l'ultima vicine ma quella in mezzo è a 20/30 km di distanza dalle due. Pazzesco!!
- molte filiali sono equipaggiate con vasche dei surgelati e alcune anche della carne che sono vecchie e i coperchi/guarnizioni non vengono sostituiti per un discorso di costi così ai lati e sul fondo si formano blocchi di ghiaccio giganti che ne diminuiscono la performance. Inoltre il motore lavora in continuazione a causa della dispersione. È previsto un piano di pulizia che la filiale deve attuare ma non sopperisce a questo problema perché il ghiaccio in pochi giorni si forma di nuovo a causa degli spifferi.

Ho elencato le maggiori contraddizioni che mi sono venute in 5 minuti, non sono disfattista ma la motrice elettrica è veramente una goccia nel mare di gasolio sprecato per una gestione carente e il discorso pannelli mi lascia molto perplesso per il futuro smaltimento ma non iniziamo un altro discorso che non è il caso.
 
Sui motori elettrici mi trovo d’accordo perché ho il dubbio (non sono un esperto quindi le mie sono più domande che affermazioni) che la sostenibilità dell’elettrico è tale sono ignorando tutto il processo.
Per affermazioni scriteriate intendevo quelle dei mie colleghi, come ho premesso non posso parlare di altre aziende. Conosco i processi e ciò che lo regolamenta, quindi posso essere un interlocutore informato in generale ma nel particolare mi limito al mio.
 
e poi non ci facciamo problemi a comprare da Amazon che tratta i suoi dipendenti come stracci o da Temu che ti raccomando le loro condizioni non solo sociali ma anche ecologiche.
Finalmente qualcuno lo dice!
E in ambito green aggiungo anche tutti i mezzi delle aziende citate( e di tante altre) che scorrazzano su e giù per la penisola per le consegne e per...................... i resi
 
Finalmente qualcuno lo dice!
E in ambito green aggiungo anche tutti i mezzi delle aziende citate( e di tante altre) che scorrazzano su e giù per la penisola per le consegne e per...................... i resi
Mentre andavo a scuola ho fatto un periodo il corriere per Carrefour tramite Manpower. Non ho mai capito come fanno a starci dentro con i costi!!

Conosco qualche ex dipendente Amazon e da quello che ho capito la maggior parte della manodopera è volante, al massimo 6+6 e poi ciao ciao.
 
la semplice espressione da parte delle singole aziende lasciano, a mio modesto avviso, un pò il tempo che trova
Non mi trovo d’accordo. In primis perché la società è composta da singoli e sono la loro volontà e azioni che spostano le tendenze. In secundis, perché stai omettendo l’indotto aziendale. Sono proprio queste espressioni delle singole aziende che permettono che altre aziende si adeguino a progetti ecosostenibili pena il mancato fatturato e poi è forte l’indotto di una azienda e più sarà forte l’impatto nel mondo. Certo sono cambiamenti che mietono vittime ma ogni cambiamento, così come ogni crisi, trova vincitori tra chi sa adeguarsi e migliorarsi. Quello che viene poi dovrebbe essere di competenza dei governi.
La mia affermazione "lascia un pò il tempo che trova" non era riferita al fatto che l'azione di queste società non è significativa ma che è una affermazione che ritengo autoreferenziale.
Asserire che un prodotto è ecosostenibile perchè, per puro esempio, viene usato solo cotone riciclato senza entrare in merito a tutta la filiera produttiva che và dall'idea al manufatto sullo scafale lascia, a mio avviso, il tempo che trova e, d'altro canto, non è che le aziende possono mettere nero su bianco tutto l'iter tale che chiunque possa verificarlo poichè, giustamente, sono informazioni riservate.
Anche qui, non sono d’accordo. Nel mio esempio reale sopra, ho proprio detto che questa non è un’azione compatibile con un progetto green e che la serietà dei progetti prevede ben altro.
Ma sono questi i "tanti" messaggi che passano, ed è per questo che il termine "ecosostenibile" è inflazionato.
Ti sbagli, viene messo tutto nero su bianco e anche digitalmente e con dichiarazioni a enti governativi o simili che verificano la corretta condotta in riferimento a norme ISO che sono sempre più restrittive. Ci sono anche altri controlli che non sto qui ad elencare. E certe informazioni non sono mai state riservate e con il progetto ESG la G ne aumenta solo il numero e e la qualità.
Per cui esiste una certificazione che dica che la società XYZ è ecosostenibile dall'idea del prodotto allo stesso nei scaffali ?
Sai cosa c’è? Pensiero personalissimo: siamo noi consumatori a non essere pronti al green
Fino ad un certo punto.

Il mio pensiero è che è difficile distinguere dal green "vero" da quello di "facciata" e questo non è il massimo per un consumatore che deve spendere di più di quello che fino a ieri spendeva per quel prodotto.
Siamo i primi a puntare il dito verso slogan green sputando addosso a investimenti e lavoro di individui come noi
Mai sputato contro nessuno però, ripeto, il termine "ecosostenibile" è inflazionato e, piaccia o non piaccia, l'esempio del benzinaio con i pannelli solari o del cotone riciclato sono due dei tanti "slogan" che si sentono, non sono di certo questi i progetti "seri" ma sono anche quelli che il consumatore subisce.
e poi non ci facciamo problemi a comprare da Amazon che tratta i suoi dipendenti come stracci o da Temu che ti raccomando le loro condizioni non solo sociali ma anche ecologiche.
Credo davvero che tutti noi, io per primo, dovremmo interrogarci sul vero significato di Green, cosa comporti e poi definire quanto siamo noi coerenti con questa definizione.
Indubbiamente, comprare da Amazon, o ancor di più da Temu o Aliexpress, vuol dire chiudere gli occhi su questi aspetti ma la realtà è che se è sicuramente più sano mangiare un uovo con il tartufo una volta alla settimana piuttosto che ogni giorno un hamburger di McDonald's è anche vero che non tutti hanno le disponibilità economiche per fare certe scelte.

Ora Amazon, o Temu, non è che vendano prodotti "essenziali" ma sostituisci la "cavolata" di Amazon con un alimento biologico piuttosto che industriale ed il concetto non cambia.

Inoltre dietro Amazon, o Temu, ci sono anche tante persone che grazie al fatto che esisteno queste società possono comunque sbarcare il lunario, questo vuol dire che allora tutto è lecito ? No, ma ci sono azioni che sono di competenza dei singoli ed altre che sono di competenza delle istituzioni e se Amazon "sfruttano" non è solo perché io vi compro ma anche perché le istituzioni lo permettono e sono quest'ultime delegate ad intervenire su questi aspetti.

Morale, non metto in dubbio che esistono società che fanno scelte ecosostenibili non solo nel lessico ma anche nei fatti, il mio problema, come uomo comune, è capire se è marketing o realtà e visto che "ecosostenibile" vuol dire, sempre, una spesa maggiore se questa è giustificata perché è reale "ok" ma, diversamente, permettimi di essere dubbioso.

Ciao :si:, Gianluca
 
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Ma sono questi i "tanti" messaggi che passano, ed è per questo che il termine "ecosostenibile" è inflazionato
I messaggi quali sono? Passano dove? A chi? Il termine “ecosostenibile” non è inflazionato ma violentato da chi lo dice e travisato da chi lo ascolta. È molto semplice come termine, in realtà.

Per cui esiste una certificazione che dica che la società XYZ è ecosostenibile dall'idea del prodotto allo stesso nei scaffali ?
Più di una. Le principali che monitorano le questioni prettamente ambientali fanno capo all ISO 14001.


Mai sputato contro nessuno
Lo si fa anche senza volerlo. Ripeto un concetto: non è detto ciò che vediamo sia tutto ciò che c’è da vedere né che sia la vera verità. Così come lo è il suo contrario. Basterebbe astenersi dai giudizi quando non si sanno le cose e fare domande. Poi ognuno prende gli esempi che sostengono il proprio pensiero, però io diffido più di queste persone che di dinamiche che non mi convincono ma che non conosco nel dettaglio.

dubbiamente, comprare da Amazon, o ancor di più da Temu o Aliexpress, vuol dire chiudere gli occhi su questi aspetti ma la realtà è che se è sicuramente più sano mangiare un uovo con il tartufo una volta alla settimana piuttosto che ogni giorno un hamburger di McDonald's è anche vero che non tutti hanno le disponibilità economiche per fare certe scelte.
Credo che il paragone non ci azzecchi con il tema scritto o comunque io non lo capisco. Le disponibilità economiche per non comprare su Amazon le hanno tutti, perché non comprare è più economico di acquistare.
Resta il fatto che eventuali problemi di questo genere devono essere in carico ai governi così come il fatto teorico e utopistico che se tutti smettessero di comprare da Amazon fallirebbe dopo aver abbassato i prezzi. Io sono un anti Amazon ma non posso più tifare per il suo fallimento perché causerebbe danni a livello planetario avendo incentrato un capitale tale di economia che chiuderebbe metà mondo (esagerazione voluta).
 
I messaggi quali sono? Passano dove? A chi? Il termine “ecosostenibile” non è inflazionato ma violentato da chi lo dice e travisato da chi lo ascolta. È molto semplice come termine, in realtà

Il termine è indubbiamente semplice ma questo non vuol dire che sia equivalente a ciò che viene detto.

I messaggi sono anche l'esempio di cui sopra ovvero del benzinaio con i pannelli solari o dell'uso del cotone riciclato.

A chi arrivano questi messaggi ? Ai consumatori nelle varie pubblicità / presentazioni.

Preferisci violentato anziché inflazionato ?, vada per violentato ma travisato da chi lo ascolta, sinceramente, no.

Io sono un tizio a cui una azienda viene detto che il prodotto xyz è ecosostenibile ma che ritiene che se a dirlo è solo l'azienda lasci il tempo che trovi, non sto dicendo che tutti dicano cavolate ma neanche il contrario, nessuno dirà mai che il proprio prodotto fà schifo, tutt'altro, ma ciò non toglie che lo possa anche essere, ripeto "anche" non certamente nè che chi asserisce che il proprio prodotto sia un buon prodotto è solo marketing senza nulla di concreto.

Posso essere dubbioso ? Credo di sì e se c'è chi si sente offeso/colpito me ne dispiace ma non c'è nulla di personale nei confronti di nessuno soprattutto se poi non c'è un nome dietro. Non ho detto che la società X asserendo che il suo prodotto Y è ecosostenibile abbia detto una stupidata come non ho detto che chi lo asserisce lo faccia sicuramente in mala fede.

Più di una. Le principali che monitorano le questioni prettamente ambientali fanno capo all ISO 14001.

Non ci siamo capiti, esiste una certificazione che dica che il prodotto X dalla sua ideazione al prodotto sullo scafale è ecosostenibile in tutti i suoi passaggi dalle materie prime sino alla sostenibilità sociale ?

Non mi interessano, senza offesa, non c'è nulla di personale, le certificazioni che portano alla monitorizzazione mi interessano quelle che danno delle conformità tali da poter asserire l'ecosostenibilità a 360 gradi del prodotto X e non si limitano ad indicare un iter "più" genericamente ecosostenibile, o controllato, adottato dall'azienda.

L'ISO 14001 risponde a quanto sopra ? Se sì ne prendo atto e ti ringrazio per avermela indicata, vorrà dire che alla prossima affermazione da parte di una società di ecosostenibilità se non è associata ad un certificato ISO 14001 avrò un (legittimo ?) dubbio in più.

Lo si fa anche senza volerlo. Ripeto un concetto: non è detto ciò che vediamo sia tutto ciò che c’è da vedere né che sia la vera verità. Così come lo è il suo contrario. Basterebbe astenersi dai giudizi quando non si sanno le cose e fare domande. Poi ognuno prende gli esempi che sostengono il proprio pensiero, però io diffido più di queste persone che di dinamiche che non mi convincono ma che non conosco nel dettaglio.

Non ritengo di aver sputato su nessuno né volontariamente e, con presunzione, neanche involontariamente. Ho espresso delle perplessità e non delle certezze e non mi sono riferito a nessuno di specifico.

Le disponibilità economiche per non comprare su Amazon le hanno tutti, perché non comprare è più economico di acquistare.

Indubbiamente che a non comprare tutti ci riescono, ma se ho la necessità di comprare, a prescindere dal bene, mi rivolgo a chi è in grado di dare una risposta alle mie esigenze e non sempre le disponibilità sono tali anche da poter permettermi scelte che vadano oltre la mera convenienza economica.

Personalmente non comprerei mai un pollo al supermercato ad un euro al chilo (visto con i miei occhi anni fa) perché ho dei grossi dubbi su ciò che realmente comprerei, ma se avessi solo un euro in tasca, molto probabilmente, mi farei molti meno problemi e, nel male, sarei, forse, comunque contento che ci sia un pollo da un euro.

L'ecosostenibilità è sicuramente una necessità oggettiva, per mille motivi, non sarò di certo io a dire il contrario, ma di fatto ha, tendenzialmente, un costo maggiore e questo, indubbiamente, è un motivo per il quale, io per primo, sono, a volte (spesso ?), incoerente e le mie perplessità non aiutano.


Dopo di che se qualcuno si sente offeso dalle mie considerazioni me ne dispiaccio ma non era questa la mia intenzione, come non era mia intenzione denigrare il concetto di ecosostenibile o dare del bugiardo a chi che sia.

Ciao :si:, Gianluca
 
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Non ci siamo capiti, esiste una certificazione che dica che il prodotto X dalla sua ideazione al prodotto sullo scafale è ecosostenibile in tutti i suoi passaggi dalle materie prime sino alla sostenibilità sociale ?
Ho specificato che quell ISO è uno degli strumenti e non lo strumento. Ci sono molte strategie e sono tutte interrogabili in base al principio/obbligo di trasparenza.
vorrà dire che alla prossima affermazione da parte di una società di ecosostenibilità se non è associata ad un certificato ISO 14001 avrò un (legittimo ?) dubbio in più.
Si, potrebbe essere una red flag ma come dicevo non basta avere quella verificazione (molto complessa da ottenere, ma molto davvero) così come non averla significa significa essere 0% green.
Credo nel principio che se tu (ipotetico) non fai nulla e io (ipotetico) monto dei pannelli fotovoltaici su una struttura con gli spifferi che mi obbligano a sprechi, io resto più green di te. È sufficiente? Ha senso? Qui apriamo il confronto tra efficacia ed efficienza ma matematicamente è inopinabile che io lo sia più di te.

mi rivolgo a chi è in grado di dare una risposta alle mie esigenze e non sempre le disponibilità sono tali anche da poter permettermi scelte che vadano oltre la mera convenienza economica.
Sono dalla tua, il percorso per ottenere prezzi più bassi è lungo ma si deve pur iniziare. Io ho citato Amazon che principalmente l’unica esigenza del consumatore che soddisfa è la comodità e la velocità, sacrificabili per me.
L'ecosostenibilità è sicuramente una necessità oggettiva, per mille motivi, non sarò di certo io a dire il contrario, ma di fatto ha, tendenzialmente, un costo maggiore
Con mia sorpresa non sempre. In questi anni di coinvolgimento ho trovato soluzioni più economiche come investimento iniziale e consumabile e ho pianificato strategie di ammortamento sul breve-medio termine. Quindi, per qualcosa, si può anche risparmiare.

Torno ad evidenziare che ho anche scritto che chi mette slogan non è necessariamente coerente. Tu citi il BIO per esempio. Io in altri post ho denunciato l’utilizzo improprio di HIGH PRO e UL. ;)
 
Si, potrebbe essere una red flag ma come dicevo non basta avere quella verificazione (molto complessa da ottenere, ma molto davvero) così come non averla significa significa essere 0% green.
Indubbiamente non avere una certificazione non vuol dire non avere delle specificità ma ritorniamo al concetto di fiducia che non sempre basta, se l'azienda X asserisce che il suo prodotto Y è finalizzato all'ecosostenibilità, di fatto, in assenza di una certificazione da parte di terzi che confermi quella affermazione, non ho elementi oggettivi se non appunto la "parola" della società stessa.
Credo nel principio che se tu (ipotetico) non fai nulla e io (ipotetico) monto dei pannelli fotovoltaici su una struttura con gli spifferi che mi obbligano a sprechi, io resto più green di te. È sufficiente? Ha senso? Qui apriamo il confronto tra efficacia ed efficienza ma matematicamente è inopinabile che io lo sia più di te.
E' tranquillamente condivisibile che fra zero ed uno in una scala che và da zero a cento, uno è superiore di zero e che se questa "scala" riguarda l'ecosostenibilità qualsiasi cosa rispetto al nulla è un qualcosa in più ma se basta fare "uno" per poter usare "ecosostenibile" trovo che questo porta ad un inflazionamento del termine e, specificatamente, ricadiamo nell'esempio del benzinaio che si ritiene ecosostenibile perché ha installato i pannelli solari.

Ciao :si:, Gianluca
 
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