Aziende Eco sostenibili

Indubbiamente non avere una certificazione non vuol dire non avere delle specificità ma ritorniamo al concetto di fiducia che non sempre basta, se l'azienda X asserisce che il suo prodotto Y è finalizzato all'ecosostenibilità, di fatto, in assenza di una certificazione da parte di terzi che confermi quella affermazione, non ho elementi oggettivi se non appunto la "parola" della società stessa.
ti darei ragione ma stai omettendo ciò che ho scritto finora: le certificazioni non sono gli unici strumenti, ci sono informazioni aziendali consultabili, il progetto ESG prevede maggior trasparenza. Se per fiducia intendi una reclame ok ma se per fiducia intendi consultare informazioni e controlli, allora sono concetti diversi.
ma se basta fare "uno" per poter usare "ecosostenibile" trovo che questo porta ad un inflazionamento del termine e, specificatamente, ricadiamo nell'esempio del benzinaio che si ritiene ecosostenibile perché ha installato i pannelli solari.
Come ho scritto sopra e più su ancora, l'etichetta di ecosostenibilità non è una spilletta che ci si appunta in autonomia.
 
ti darei ragione ma stai omettendo ciò che ho scritto finora: le certificazioni non sono gli unici strumenti, ci sono informazioni aziendali consultabili, il progetto ESG prevede maggior trasparenza. Se per fiducia intendi una reclame ok ma se per fiducia intendi consultare informazioni e controlli, allora sono concetti diversi.

Non riesco probabilmente ad esprimermi in modo chiaro, sarà sicuramente un mio deficit, quello che sto dicendo è che da consumatore normale, non da istituzione o da organo di controllo, sono giornalmente "investito" (sto volutamente esagerando) da affermazioni che dichiarano che il prodotto XYZ è "ecosostenibile" e questo avviene perché, di fatto, non c'è una specifica regolamentazione che permetta, o non permetta, di fare queste asserzioni ma è lasciato alle singole realtà tale possibilità.

Se io domani mattina voglio immettere sul mercato un prodotto biologico, e lo voglio dichiarare come tale, ho bisogno di una certificazione non mi basta dire che in azienda adottiamo tutti i protocolli del caso e questo a prescindere dal fatto che io metto nero su bianco o "apra" le porte a chiunque voglia venire a verificare se effettivamente la mia azienda si comporta così. In modo analogo mi piacerebbe per l'ecosostenibilità.

Come ho scritto sopra e più su ancora, l'etichetta di ecosostenibilità non è una spilletta che ci si appunta in autonomia
Ma nella realtà avviene così, piaccia o non piaccia, per tanto non credo di aver fatto "real offesa" se esprimo delle perplessità in merito.

Ciao :si:, Gianluca
 
La parola “sostenibile” ha letteralmente rotto i cabbasisi e andrebbe tolta dal vocabolario
confermo. specialmente quando una cosa eco eco del razzo dura un terzo di una che non lo è.

Personalmente uno che fa lavorare la gente al sabato o la domenica non è un tubo "eco". tuttavia ci sarebbe da chiedersi seriamente come mai il cinesino fa arrivare la radio a 35 euro nella mia buca delle lettere mentre se vado in un negozio devo aggiungere un uno davanti.

Nel mio blog lo avevo già detto il discorso https://docelektro.blogfree.net/?t=6489717

Perchè comunque se una cosa deve passare in dieci mani diverse attraverso faccendieri,commissionari e distributori di provincia di zona e di quartiere aumenta il prezzo senza aumentare il suo valore.
 
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Non riesco probabilmente ad esprimermi in modo chiaro
è più facile che non ci stiamo capendo ma solo perchè, penso , tu non conosca questi flussi. Quando si parla di trasparenza dei dati non si intende quelli controllabili da enti governativi o alias (non hanno bisogno che siano trasparenti) si intende dati che anche i privati possono verificare: più è alta la trasparenza e maggiore sarà il livello di informazioni.
Ma nella realtà avviene così, piaccia o non piaccia, per tanto non credo di aver fatto "real offesa" se esprimo delle perplessità in merito.
Ti elenco dei controlli che se vorrai fare hai a tua disposizione (sono controlli facili ma dicono parecchio).
Sui siti delle aziende, tendenzialmente grandi gruppi, puoi cercare:
  • Sezioni tipo “Sostenibilità”, “ESG”, “Responsabilità sociale”, “Ambiente” o “Bilancio di sostenibilità”. Le aziende che ci credono di solito pubblicano obiettivi, dati (es. emissioni, consumi) e risultati, non solo slogan generici.
  • Certificazioni ambientali e di sostenibilità come la già citata ISO 14001, marchi come EU Ecolabel, Fair Trade,... Le aziende che hanno certificazioni o marchi hanno protocolli interni strutturati come procedure, controlli e audit).
  • Report di sostenibilità / ESG che possono essere supportati da standard europei come quelli menzionati da EFRAG e iniziative come VSME. Qui puoi trovare policy aziendale, indicatori, target di riduzione emissioni, uso risorse, economia circolare ecc..
  • Trasparenza e comunicazione per descrivere processi e indicatori: consumi energetici, rifiuti, emissioni, piani di riduzione, non solo slogan.
  • Obiettivi misurabili e chiari: riduzione CO₂, aumento percentuale di energia rinnovabile, tassi di riciclo, obiettivi temporali.
Oltre al sito:
  • Come cittadino puoi consultare alcune Camere di Commercio e iniziative regionali raccolgono informazioni sulla rendicontazione di sostenibilità o offrono strumenti per valutare performance ESG delle imprese, soprattutto dopo le nuove normative europee (CSRD).
  • Sui motori di ricerca, cercando per esempio “nome azienda + sostenibilità / ESG / ISO 14001 / bilancio di sostenibilità” trovi articoli, comunicati, eventuali controversie o premi.
Quello che non puoi trovare sono:
  • Manuali, procedure operative e audit interni
  • le PMI non hanno ancora nessun obbligo di rendicontare, viene fatto solo su adesione spontanea
Per le PMI, un check affidabile è l'eventuale collaborazione con un'azienda o gruppo che risponde positivamente ai check sopra.

Il viaggio è lungo e un giorno tutto questo diventerà la tacita regola che non preveda controlli mirati da parte dei cittadini che però, oggi, hanno degli strumenti da usare se vogliono.
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confermo. specialmente quando una cosa eco eco del razzo dura un terzo di una che non lo è.
Ce ne sono anche molte che sono più performanti di quello non sono eco-sostenibili.
Bisogna uscire un attimo dallo schema basico che prevede "carta=buono, plastica=cattivo".
Io per primo sono un sostenitore della plastica in certi ambiti pur sapendo che non è eco di suo a differenza della carta, per esempio. Ma se valuti: performance (quindi quantità di materiale necessario per arrivare allo stesso obiettivo), durevolezza (meno dura e più rifiuti produci), processo di riciclaggio e produzione (occorrono risorse anche lì, spesso rare e preziose, che devono essere e sono valutate nei processi ESG).
 
è più facile che non ci stiamo capendo ma solo perchè, penso , tu non conosca questi flussi. Quando si parla di trasparenza dei dati non si intende quelli controllabili da enti governativi o alias (non hanno bisogno che siano trasparenti) si intende dati che anche i privati possono verificare: più è alta la trasparenza e maggiore sarà il livello di informazioni.

Permettimi ma se per ogni affermazione di "ecosostenibilità" devo perdere delle ore per fare le "pulci" ad una azienda ..... bhè ..... scusami ma và ben oltre un senso logico fattivo ....... oltre al fatto di avere le competenze tecniche per capire cosa quel tipo di "trasparenza" mi rende disponibile.

Ciao :si:, Gianluca
 
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Permettimi ma se per ogni affermazione di "ecosostenibilità" devo perdere delle ore per fare le "pulci" ad una azienda ..... bhè ..... scusami ma và ben oltre un senso logico fattivo ....... oltre al fatto di avere le competenze tecniche per capire cosa quel tipo di "trasparenza" mi rende disponibile.

Ciao :si:, Gianluca
È un percorso giovanissimo (nella scala di progetti dì così larga scala), è inevitabile. L’ho scritto sopra.
Comunque che si vada a controllare o meno non cambia, oggi, il lavoro che stanno facendo certe aziende.
Le cose che ho scritto sono per chi ha la curiata o l’interesse di informarsi.
E mi è sembrato doveroso dopo gli interventi che ho letto.
Poi ognuno di noi è libero di informarsi o meno, pure io lo faccio, ovviamente. Poi ci sono quelli che giudicano e criticano senza sapere e io di questi non faccio parte.
Quindi, rientrando nel pieno del 3d aperto dall’OP: se ci sono aziende con quelle caratteristiche si può cercare e verificare.
 
È un percorso giovanissimo (nella scala di progetti dì così larga scala), è inevitabile
Fino ad un certo punto, se c'è la volontà politica, e non mi riferisco necessariamente alla politica nazionale ma potrebbe essere quella europea, tale da associare la parola "ecosostenibilità" ad un qualcosa di codificato e non semplicemente a delle considerazioni interne che possono, come non possono, avere un reale riscontro non ho bisogno né di essere un esperto né di dovermi sobbarcare di ore di ricerca/analisi, e questo ne andrebbe a vantaggio di tutti sia di quelli che devono scegliere e sia da parte di chi realmente si adopera.
Comunque che si vada a controllare o meno non cambia, oggi, il lavoro che stanno facendo certe aziende.
Ma questo è un altro discorso. Personalmente non ho mai asserito che la sostenibilità è "tutta fuffa" ma che il suo termine viene usato con troppa disinvoltura e questo fa abbassare la credibilità di tutte quelle realtà che stanno dietro siano esse solo azioni di marketing o scelte/investimenti reali.

Ciao :si:, Gianluca
 
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un sostenitore della plastica
su certe cose pure io ma:

-in certe plastiche qualche imbecille mette i disgreganti così magari dopo 10 anni un oggetto ancora efficiente si disfa. Si immaginino i pezzi dell'auto che si sgretolano.

-la plastica "ecologica" del razzo per le buste di plastica costringe a usarne il triplo perchè non tiene. Tanto vale non farla proprio.

- sull'energia rinnovabile,bè hai voglia a fare andare un estrusore da decine di kw con i pannelli solari...ti serve sempre una rete per quando piove o non c'è sole. Teniamo presente che le fabbriche "della plastica" costringono la gente a lavorare su 3 turni e pertatnto aumentano il disagio. Inoltre mi sembra un noto architetto del reich diceva che una cosa o è riciclabile o è ETERNA! e in tal caso è ecologicissima. Mi viene in mente il vecchio ampli marantz che ancora gira a casa di un mio amico,lo aveva comprato quando giravo in braghe corte in bmx. Poi magari ha consumato per dieci...
 
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-la plastica "ecologica" del razzo per le buste di plastica costringe a usarne il triplo perchè non tiene. Tanto vale non farla proprio.
Guarda, io gestisco la logistica per il gruppo in cui lavoro e non posso che essere d'accordo.
Molte sono soluzioni che risultano green solo agli occhi impreparati (giustamente) dell'utilizzatore finale ma che non tengono conto di tanti altri parametri.
Il problema della plastica si è generato a causa dello scorretto stoccaggio e smaltimento e secondo me è questo il punto cruciale. Certe plastiche e in certi ambiti hanno il vantaggio di essere riutilizzate centinaia/migliaia di volte, di durare anni/decenni oltre ad una ovvia performance migliore. Sicuramente secondo le legge economica del "se dura troppo vendo meno" non è la scelta migliore per il fatturato ma ,in rispetto dell'ambiente, una scelta che porta ad una minor emissione di rifiuti è funzionale.
Faccio un esempio di una soluzione che ho fatto adottare e che non ha un collegamento diretto con quello che in molti vedrebbero come "eco-sostenibile": abbiamo modificato i raddrizzatori per le batterie a piombo di tutti i carrelli nel mondo con un modello italiano "intelligente". Questi raddrizzatori monitorano e migliorano la fase di ricarica; così facendo consumano meno energia elettrica (quindi minor emissione di CO2) e aumentano la durata delle batterie (quindi minor emissione di rifiuti, speciali in questo caso).
Questa è una strategia che ha previsto un investimento di capitale ma che risulta più economica (riferendomi ad uno dei miei passaggi sopra) in quanto il minor consumo di energia abbassa le bollette e l'aumento della durata prevede acquisti in sostituzione delle batterie.
Ho calcolato un ammortamento dell'investimento in circa 3 anni e senza calcolare i benefici che porta al progetto ESG.
Gli strumenti per poter fare un ottimo lavoro ci sono (tecnologie, prodotti, calcolatori,...) in rispetto dell'evoluzione della specie umana e di tutte le sue necessità non primordiali e abbiamo le teste pensanti per far funzionare tutto.
La mancanza di leggi e regolamenti dettati dalle varie politiche del globo le trovo delle opportunità perchè lasciano libera manovra alle persone capaci; troppo spesso ci sono state decisioni che ho considerato scellerate perchè demonizzavano alcuni materiali (esempio su tutti, la legge europea che prevede l'abolizione del piombo nell'ottone).
 
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