Recensione Bestie uomini e dei

Bestie uomini e dei

Ci sono libri che sono capaci di formare – o per lo meno contribuire a formare – una personalità. Da ragazzo per me ci sono stati L’anello di re Salomone di Lorenz, Alla ricerca di Livingstone di Stanley e Il barone rampante di Calvino. In età adulta sicuramente Cent’anni di solitudine di Marquez, Vita e destino di Grossman e Fuga sul Kenia di Benuzzi. E per l’età di mezzo senza dubbio Bestie uomini e dei di Ferdynand Ossendowski.

Non un libro: un diario di viaggio, un testo storico, antropologico, esoterico, mistico, geopolitico, strategico, avventuroso, capace di risvegliare interessi in numerosi rami della vita umana. Già da bimbo dello stesso autore ero incappato nel meraviglioso L'uomo e il mistero in Asia: un viaggio nella selvaggia Siberia tra il 1898 e il 1905. E alla vigilia di una traversata da Roma a Pechino con la Transiberiana, desideravo immergermi in questo testo, del quale mi avevano aperto suggestioni irresistibili Tiziano Terzani in Un indovino mi disse (l’intero capitolo 21) e Hermann Hesse ne Il pellegrinaggio in oriente.
Una bancarella mi offrì fortunosamente quanto agognavo e prima di affrontare 11.000 chilometri di binari verso oriente, mi avventurai fra le pagine di questo testo affascinante.

Scrittore, giornalista, chimico, esploratore, politico polacco, è il 1917 quando, allo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre, Ossendowski si trova in fuga attraverso la Siberia, con alle calcagna le guardie rivoluzionarie che lo vogliono arrestare, in una regressione a uno stato selvatico che sa tanto di Richiamo della foresta. Aderisce poi al governo anti-rivoluzionario russo guidato dall’ammiraglio ed esploratore Kolčak e inizia una serie di avventure che lo portano nell’Armata Bianca in fuga dall’Armata Rossa attraverso l’India, la Mongolia, la Cina e il Tibet. In Mongolia si arruola nell’esercito del misterioso barone Roman von Ungern-Sternberg (il cosiddetto Barone Sanguinario). E ancora il mistero dell'Agartha, la profezia del Re del Mondo, le visioni dei Lama e il Buddha vivente. Il tutto immerso nella natura selvaggia dagli spazi infiniti dell’Asia Centrale.

Bestie uomini e dei descrive queste epiche avventure durante la guerra civile agli estremi confini dello sterminato impero russo. Nel primo dopoguerra divenne un best seller tradotto in diverse lingue. Non in URSS, dove Ossendowski era considerato un nemico del popolo e i suoi libri furono pubblicati solo dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989.

In ogni individuo spiritualmente sano del nostro tempo, vi sono ancora tratti dell’uomo primitivo che possono riemergere in condizioni di estrema difficoltà, trasformandolo in cacciatore e guerriero, e lo aiutano a sopravvivere nella lotta con la Natura. È una prerogativa dell’uomo dalla mente e dallo spirito temprati, mentre gli altri che non posseggono sufficienti conoscenze e forza di volontà sono destinati a soccombere. Ma il prezzo che l’uomo civilizzato deve pagare è che per lui non esiste nulla di più spaventoso della solitudine assoluta e della consapevolezza del completo isolamento dal consorzio umano e dalla cultura in cui s’è formato. Un passo falso, un momento di debolezza e la nera follia s’impadronirà di lui, trascinandolo verso un’inevitabile distruzione. Avevo trascorso giorni terribili lottando contro il freddo e i morsi della fame, ma ne vissi di ancor più spaventosi lottando con la forza di volontà contro pensieri distruttivi, che m’indebolivano psicologicamente. Inoltre, sono stato costretto a osservare che le cosiddette persone civilizzate attribuiscono scarsa importanza a quell’allenamento dello spirito e del corpo che è indispensabile all’uomo che si ritrova in condizioni primitive, nella spietata lotta per la sopravvivenza in una Natura ostile e selvaggia. È questa la via per educare una nuova generazione di uomini sani, forti, di ferro, che conservino nello stesso tempo anime sensibili. La natura annienta i deboli ma tempra i forti, risvegliando nell’animo emozioni sopite nelle normali condizioni di vita dell’attuale civiltà”.
Ferdynand Ossendowski, Bestie uomini e dei, Fratelli Melita e altri editori
https://www.montinvisibili.it/bestie-uomini-e-dei-ossendowsky

04 Bestie uomini e dei.JPG
 
Bestie uomini e dei

Ci sono libri che sono capaci di formare – o per lo meno contribuire a formare – una personalità. Da ragazzo per me ci sono stati L’anello di re Salomone di Lorenz, Alla ricerca di Livingstone di Stanley e Il barone rampante di Calvino. In età adulta sicuramente Cent’anni di solitudine di Marquez, Vita e destino di Grossman e Fuga sul Kenia di Benuzzi. E per l’età di mezzo senza dubbio Bestie uomini e dei di Ferdynand Ossendowski.

Non un libro: un diario di viaggio, un testo storico, antropologico, esoterico, mistico, geopolitico, strategico, avventuroso, capace di risvegliare interessi in numerosi rami della vita umana. Già da bimbo dello stesso autore ero incappato nel meraviglioso L'uomo e il mistero in Asia: un viaggio nella selvaggia Siberia tra il 1898 e il 1905. E alla vigilia di una traversata da Roma a Pechino con la Transiberiana, desideravo immergermi in questo testo, del quale mi avevano aperto suggestioni irresistibili Tiziano Terzani in Un indovino mi disse (l’intero capitolo 21) e Hermann Hesse ne Il pellegrinaggio in oriente.
Una bancarella mi offrì fortunosamente quanto agognavo e prima di affrontare 11.000 chilometri di binari verso oriente, mi avventurai fra le pagine di questo testo affascinante.

Scrittore, giornalista, chimico, esploratore, politico polacco, è il 1917 quando, allo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre, Ossendowski si trova in fuga attraverso la Siberia, con alle calcagna le guardie rivoluzionarie che lo vogliono arrestare, in una regressione a uno stato selvatico che sa tanto di Richiamo della foresta. Aderisce poi al governo anti-rivoluzionario russo guidato dall’ammiraglio ed esploratore Kolčak e inizia una serie di avventure che lo portano nell’Armata Bianca in fuga dall’Armata Rossa attraverso l’India, la Mongolia, la Cina e il Tibet. In Mongolia si arruola nell’esercito del misterioso barone Roman von Ungern-Sternberg (il cosiddetto Barone Sanguinario). E ancora il mistero dell'Agartha, la profezia del Re del Mondo, le visioni dei Lama e il Buddha vivente. Il tutto immerso nella natura selvaggia dagli spazi infiniti dell’Asia Centrale.

Bestie uomini e dei descrive queste epiche avventure durante la guerra civile agli estremi confini dello sterminato impero russo. Nel primo dopoguerra divenne un best seller tradotto in diverse lingue. Non in URSS, dove Ossendowski era considerato un nemico del popolo e i suoi libri furono pubblicati solo dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989.

In ogni individuo spiritualmente sano del nostro tempo, vi sono ancora tratti dell’uomo primitivo che possono riemergere in condizioni di estrema difficoltà, trasformandolo in cacciatore e guerriero, e lo aiutano a sopravvivere nella lotta con la Natura. È una prerogativa dell’uomo dalla mente e dallo spirito temprati, mentre gli altri che non posseggono sufficienti conoscenze e forza di volontà sono destinati a soccombere. Ma il prezzo che l’uomo civilizzato deve pagare è che per lui non esiste nulla di più spaventoso della solitudine assoluta e della consapevolezza del completo isolamento dal consorzio umano e dalla cultura in cui s’è formato. Un passo falso, un momento di debolezza e la nera follia s’impadronirà di lui, trascinandolo verso un’inevitabile distruzione. Avevo trascorso giorni terribili lottando contro il freddo e i morsi della fame, ma ne vissi di ancor più spaventosi lottando con la forza di volontà contro pensieri distruttivi, che m’indebolivano psicologicamente. Inoltre, sono stato costretto a osservare che le cosiddette persone civilizzate attribuiscono scarsa importanza a quell’allenamento dello spirito e del corpo che è indispensabile all’uomo che si ritrova in condizioni primitive, nella spietata lotta per la sopravvivenza in una Natura ostile e selvaggia. È questa la via per educare una nuova generazione di uomini sani, forti, di ferro, che conservino nello stesso tempo anime sensibili. La natura annienta i deboli ma tempra i forti, risvegliando nell’animo emozioni sopite nelle normali condizioni di vita dell’attuale civiltà”.
Ferdynand Ossendowski, Bestie uomini e dei, Fratelli Melita e altri editori
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Vedi l'allegato 275415
Mi hai convinto, lo leggerò!
Non so ancora dove metterlo per la scaletta 2026 che è già molto fitta!
E il tempo è tiranno.:wall:
 
Bestie uomini e dei

Ci sono libri che sono capaci di formare – o per lo meno contribuire a formare – una personalità. Da ragazzo per me ci sono stati L’anello di re Salomone di Lorenz, Alla ricerca di Livingstone di Stanley e Il barone rampante di Calvino. In età adulta sicuramente Cent’anni di solitudine di Marquez, Vita e destino di Grossman e Fuga sul Kenia di Benuzzi. E per l’età di mezzo senza dubbio Bestie uomini e dei di Ferdynand Ossendowski.

Non un libro: un diario di viaggio, un testo storico, antropologico, esoterico, mistico, geopolitico, strategico, avventuroso, capace di risvegliare interessi in numerosi rami della vita umana. Già da bimbo dello stesso autore ero incappato nel meraviglioso L'uomo e il mistero in Asia: un viaggio nella selvaggia Siberia tra il 1898 e il 1905. E alla vigilia di una traversata da Roma a Pechino con la Transiberiana, desideravo immergermi in questo testo, del quale mi avevano aperto suggestioni irresistibili Tiziano Terzani in Un indovino mi disse (l’intero capitolo 21) e Hermann Hesse ne Il pellegrinaggio in oriente.
Una bancarella mi offrì fortunosamente quanto agognavo e prima di affrontare 11.000 chilometri di binari verso oriente, mi avventurai fra le pagine di questo testo affascinante.

Scrittore, giornalista, chimico, esploratore, politico polacco, è il 1917 quando, allo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre, Ossendowski si trova in fuga attraverso la Siberia, con alle calcagna le guardie rivoluzionarie che lo vogliono arrestare, in una regressione a uno stato selvatico che sa tanto di Richiamo della foresta. Aderisce poi al governo anti-rivoluzionario russo guidato dall’ammiraglio ed esploratore Kolčak e inizia una serie di avventure che lo portano nell’Armata Bianca in fuga dall’Armata Rossa attraverso l’India, la Mongolia, la Cina e il Tibet. In Mongolia si arruola nell’esercito del misterioso barone Roman von Ungern-Sternberg (il cosiddetto Barone Sanguinario). E ancora il mistero dell'Agartha, la profezia del Re del Mondo, le visioni dei Lama e il Buddha vivente. Il tutto immerso nella natura selvaggia dagli spazi infiniti dell’Asia Centrale.

Bestie uomini e dei descrive queste epiche avventure durante la guerra civile agli estremi confini dello sterminato impero russo. Nel primo dopoguerra divenne un best seller tradotto in diverse lingue. Non in URSS, dove Ossendowski era considerato un nemico del popolo e i suoi libri furono pubblicati solo dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989.

In ogni individuo spiritualmente sano del nostro tempo, vi sono ancora tratti dell’uomo primitivo che possono riemergere in condizioni di estrema difficoltà, trasformandolo in cacciatore e guerriero, e lo aiutano a sopravvivere nella lotta con la Natura. È una prerogativa dell’uomo dalla mente e dallo spirito temprati, mentre gli altri che non posseggono sufficienti conoscenze e forza di volontà sono destinati a soccombere. Ma il prezzo che l’uomo civilizzato deve pagare è che per lui non esiste nulla di più spaventoso della solitudine assoluta e della consapevolezza del completo isolamento dal consorzio umano e dalla cultura in cui s’è formato. Un passo falso, un momento di debolezza e la nera follia s’impadronirà di lui, trascinandolo verso un’inevitabile distruzione. Avevo trascorso giorni terribili lottando contro il freddo e i morsi della fame, ma ne vissi di ancor più spaventosi lottando con la forza di volontà contro pensieri distruttivi, che m’indebolivano psicologicamente. Inoltre, sono stato costretto a osservare che le cosiddette persone civilizzate attribuiscono scarsa importanza a quell’allenamento dello spirito e del corpo che è indispensabile all’uomo che si ritrova in condizioni primitive, nella spietata lotta per la sopravvivenza in una Natura ostile e selvaggia. È questa la via per educare una nuova generazione di uomini sani, forti, di ferro, che conservino nello stesso tempo anime sensibili. La natura annienta i deboli ma tempra i forti, risvegliando nell’animo emozioni sopite nelle normali condizioni di vita dell’attuale civiltà”.
Ferdynand Ossendowski, Bestie uomini e dei, Fratelli Melita e altri editori
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Grazie per l'ennesimo consiglio!
Lo metto dopo il tuo libro e lo leggerò tutto d'un fiato, lo so già da come l'hai descritto!!

Voglio farti una domanda.che è rivolta anche agli altri lettori di libri.

Ma voi quante volte nel tempo rileggete lo stesso libro?
Io da 8 mesi sto rileggendo un sacco di roba letta 10/15/20 anni fa e mo sto veramente divertendo!!
 
Grazie per l'ennesimo consiglio!
Lo metto dopo il tuo libro e lo leggerò tutto d'un fiato, lo so già da come l'hai descritto!!

Voglio farti una domanda.che è rivolta anche agli altri lettori di libri.

Ma voi quante volte nel tempo rileggete lo stesso libro?
Io da 8 mesi sto rileggendo un sacco di roba letta 10/15/20 anni fa e mo sto veramente divertendo!!
Quando ero giovane leggevo spesso un libro più e più volte, ce ne sono alcuni che ho letto anche più di 5 o 6 volte, non ho tenuto il conto. E sono convintissimo che dovremmo fare sempre così quando un libro ci piace veramente.
Adesso ho poco tempo per rileggere, dunque tendo a preferire qualcosa che non conosco, ma ho anche poca testa! Sempre dietro alle impellenze di tutti i giorni. Prima i libri li vivevo, li sentivo, erano mattoni che costruivano qualcosa dentro.
Adesso mi è molto più difficile, la routine soffoca l'ispirazione, così come le abitudini e le "comodità".
Ma proprio per questo, ancora di più sono attaccato alla lettura, come un naufrago allo scoglio, e la tempesta non è altro che la banalità del quotidiano.
 
Ti capisco Fabio è molto difficile, io provo a ostinarmi e a ritagliare il tempo, ma spesso la sera apro il libro, leggo mezza pagina e mi si incrociano gli occhi :zzz: però non mi arrendo...
Forse dovremmo liberarci di un po di cose che riteniamo necessarie e che per essere mantenute ci costringono a dover guadagnare più di quanto davvero serve... Cosa mi serve una casa calda, un comodo divano, se poi per pagarli non ho il tempo di star su quel divano a dedicarmi a una lettura e rimane nuovo perché io sto fuori casa troppo tempo a lavorare.... Non so forse siamo troppo dediti a rincorrere la società... Una volta c'erano meno distrazioni, meno beni e servizi da rincorrere e c'era piu tempo per se
 
Mi hai convinto, lo leggerò!
Non so ancora dove metterlo per la scaletta 2026 che è già molto fitta!
E il tempo è tiranno.:wall:
Io so che mi toccherà dipartire che avrò una pila di libri non letti sul comodino.
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Grazie per l'ennesimo consiglio!
Lo metto dopo il tuo libro e lo leggerò tutto d'un fiato, lo so già da come l'hai descritto!!

Voglio farti una domanda.che è rivolta anche agli altri lettori di libri.

Ma voi quante volte nel tempo rileggete lo stesso libro?
Io da 8 mesi sto rileggendo un sacco di roba letta 10/15/20 anni fa e mo sto veramente divertendo!!
Su questo ti posso rispondere con precisione, perché tengo un archivio dei libri che leggo: sono un rilettore convinto e ho riletto libri fino a 4 volte. Ci sono testi che sono in grado di fornire emozioni diverse in diverse fasi della vita e anche il livello di comprensione del testo cambia con le fasi della vita. Basti pensare a Il richiamo della foresta, Il gabbiano Jonathan Livingston o Il piccolo principe. La ricerca che faccio nell’archivio quando ho voglia di riletture è proprio un titolo cui ho dato Buono o Ottimo letto più di venti anni fa. E ne provo sempre gran soddisfazione.
 
Signori io sono uno di quelli che ha tristemente smesso di leggere libri da giovane... Ho letto questo post perché la cosa mi affligge da un po...........
Guarda vuoi un paio di titoli per riprendere? Basta che vai su www.montinvisibili.it e scegli recensioni.

Se vuoi qualcosa sulla storia sarei ben lieto di darti qualche consiglio! ovviamente ci sono spade e coltelli che escono fuori dal fodero!!
 
Signori io sono uno di quelli che ha tristemente smesso di leggere libri da giovane... Ho letto questo post perché la cosa mi affligge da un po...........
I libri sono un po' come le montagne: sanno attendere.
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Forse dovremmo liberarci di un po di cose che riteniamo necessarie e che per essere mantenute ci costringono a dover guadagnare più di quanto davvero serve... Cosa mi serve una casa calda, un comodo divano, se poi per pagarli non ho il tempo di star su quel divano a dedicarmi a una lettura e rimane nuovo perché io sto fuori casa troppo tempo a lavorare.... Non so forse siamo troppo dediti a rincorrere la società... Una volta c'erano meno distrazioni, meno beni e servizi da rincorrere e c'era piu tempo per se
Sicuramente l’Italia non è un paese di lettori. Considera che per l’Istat è un lettore forte chi legge 12 libri l’anno (15% della popolazione): io dunque con i 36 dello scorso anno sconfino nella malattia mentale. Come scrivi troppe distrazioni: infatti il paese dove la lettura era a livelli elevatissimi era l’URSS degli anni ’70.

A me avvantaggia anche la circostanza di non guardare la televisione: la sera quello che agogno è andare a letto con il mio libro. Inoltre ho circa 45 minuti di treno urbano due volte al giorno per andare a lavoro, e comodamente seduto è il tempo delle riletture.
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Guarda vuoi un paio di titoli per riprendere? Basta che vai su www.montinvisibili.it e scegli recensioni.

Se vuoi qualcosa sulla storia sarei ben lieto di darti qualche consiglio! ovviamente ci sono spade e coltelli che escono fuori dal fodero!!
Troppo buono.
Anche sono appassionato di alcuni periodi storici: storia del fascismo, storia del comunismo, storia dell'Unione Sovietica (della quale ho studiato l'astruso idioma) e storia delle spedizioni polari.
 
Io so che mi toccherà dipartire che avrò una pila di libri non letti sul comodino.
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Su questo ti posso rispondere con precisione, perché tengo un archivio dei libri che leggo: sono un rilettore convinto e ho riletto libri fino a 4 volte. Ci sono testi che sono in grado di fornire emozioni diverse in diverse fasi della vita e anche il livello di comprensione del testo cambia con le fasi della vita. Basti pensare a Il richiamo della foresta, Il gabbiano Jonathan Livingston o Il piccolo principe. La ricerca che faccio nell’archivio quando ho voglia di riletture è proprio un titolo cui ho dato Buono o Ottimo letto più di venti anni fa. E ne provo sempre gran soddisfazione.
Spettacolo!

Ero abbastanza sicuro di non essere l'unico! Ed è vero che riletti sono diversi perché nella mente si forma un ricordo incentrato su alcuni particolari che in quel momento della vita colpiscono di più, poi vai avanti e la tua percezione cambia e l'aspettativa che hai riaprendo un libro già letto ti porta a vivere tutte altre sensazioni
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I libri sono un po' come le montagne: sanno attendere.
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Sicuramente l’Italia non è un paese di lettori. Considera che per l’Istat è un lettore forte chi legge 12 libri l’anno (15% della popolazione): io dunque con i 36 dello scorso anno sconfino nella malattia mentale. Come scrivi troppe distrazioni: infatti il paese dove la lettura era a livelli elevatissimi era l’URSS degli anni ’70.

A me avvantaggia anche la circostanza di non guardare la televisione: la sera quello che agogno è andare a letto con il mio libro. Inoltre ho circa 45 minuti di treno urbano due volte al giorno per andare a lavoro, e comodamente seduto è il tempo delle riletture.
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Troppo buono.
Anche sono appassionato di alcuni periodi storici: storia del fascismo, storia del comunismo, storia dell'Unione Sovietica (della quale ho studiato l'astruso idioma) e storia delle spedizioni polari.
Mamma mia!
Ho fatto il periodo della prima guerra mondiale una decina di anni fa con diari e racconti in prima persona, niente a che fare con il libri di scuola.
La seconda guerra e il fascismo li ho letti abbastanza ma ho una vena soggettiva che mi porta a essere prevenuto su alcune storie, credo di essere in errore ma non posso dimenticare le cose raccontate in prima persona da chi le ha vissute e quindi sono sempre in bilico tra la storia e la storia che so io.
Sul comunismo sono un ignorante fatto e finito, non ho mai iniziato il filone e chissà se avrò mai il tempo
 
Spettacolo!

Ero abbastanza sicuro di non essere l'unico! Ed è vero che riletti sono diversi perché nella mente si forma un ricordo incentrato su alcuni particolari che in quel momento della vita colpiscono di più, poi vai avanti e la tua percezione cambia e l'aspettativa che hai riaprendo un libro già letto ti porta a vivere tutte altre sensazioni
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Mamma mia!
Ho fatto il periodo della prima guerra mondiale una decina di anni fa con diari e racconti in prima persona, niente a che fare con il libri di scuola.
La seconda guerra e il fascismo li ho letti abbastanza ma ho una vena soggettiva che mi porta a essere prevenuto su alcune storie, credo di essere in errore ma non posso dimenticare le cose raccontate in prima persona da chi le ha vissute e quindi sono sempre in bilico tra la storia e la storia che so io.
Sul comunismo sono un ignorante fatto e finito, non ho mai iniziato il filone e chissà se avrò mai il tempo
E la stessa cosa accade coi sentieri che sono in grado di donare emozioni differenti in differenti età.
Per me la Russia è stato un amore di tanti anni fa che poi mi ha portato a studiarne la lingua e a percorrerla in lungo e in largo e quindi anche a leggere la sua letteratura e del sistema politico (che pure non apprezzo) che per tanti anni l'ha guidata. E questo al netto di quanto sta accadendo oggi (e che è perfettamente in linea col lo spirito russo).
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eh questo è tanta roba! poter sfruttare così i mezzi è un lusso notevole!
Però non è detto. La maggior parte dei passeggeri sta a spippolare col telefono.
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Vero.
Io leggo molto poco perchè, purtroppo, mi manca il tempo.
Probabilmente perché destini il tempo ad attività che ti attualmente t'interessano di più.
Magari un giorno cambierà.
 
Ultima modifica:
E la stessa cosa accade coi sentieri che sono in grado di donare emozioni differenti in differenti età.
Per me la Russia è stato un amore di tanti anni fa che poi mi ha portato a studiarne la lingua e a percorrerla in lungo e in largo e quindi anche a leggere la sua letteratura e del sistema politico (che pure non apprezzo) che per tanti anni l'ha guidata. E questo al netto di quanto sta accadendo oggi (e che è perfettamente in linea col lo spirito russo).
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Però non è detto. La maggior parte dei passeggeri sta a spippolare col telefono.
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Probabilmente perché destini il tempo ad attività che ti attualmente t'interessano di più.
Magari un giorno cambierà.
Ragazzi sostituiamo il tempo passato sui social (escluso avventurosamente) e leggiamo! Qualsiasi cosa!!

Io a 14/15 anni leggevo Gente/Oggi/Epoca/Bell'Italia/Bell'Europa

E tutti i giorni il Tuttosport e la Stampa!

Quando ho visto che leggere mi dava una marcia in più a scuola con idee e proprietà di linguaggio non ho mai smesso e sta cosa mi è rimasta anche in periodi che ho letto meno.

Poi sono passato dalla natura e la scienza alla storia e ciaoooo
 
Ossendowski! Bestie uomini e dei è stata una mia lettura 'formativa' durante l'adolescenza, ricordo ancora benissimo l'arrivo a Urga, il Bogd Khan e l'Aghartha.

Sulla stessa scia di racconti di viaggio, buddhismo e misticismo consiglio i libri della David-Neel sulle sue peregrinazioni in Tibet.
 
Guarda vuoi un paio di titoli per riprendere? Basta che vai su www.montinvisibili.it e scegli recensioni.

Se vuoi qualcosa sulla storia sarei ben lieto di darti qualche consiglio! ovviamente ci sono spade e coltelli che escono fuori dal fodero!!
Grazie! Suggeriscimene uno, ma non garantisco.... Perché poi il tempo è tiranno
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I libri sono un po' come le montagne: sanno attendere.
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Sicuramente l’Italia non è un paese di lettori. Considera che per l’Istat è un lettore forte chi legge 12 libri l’anno (15% della popolazione): io dunque con i 36 dello scorso anno sconfino nella malattia mentale. Come scrivi troppe distrazioni: infatti il paese dove la lettura era a livelli elevatissimi era l’URSS degli anni ’70.

A me avvantaggia anche la circostanza di non guardare la televisione: la sera quello che agogno è andare a letto con il mio libro. Inoltre ho circa 45 minuti di treno urbano due volte al giorno per andare a lavoro, e comodamente seduto è il tempo delle riletture.
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Troppo buono.
Anche sono appassionato di alcuni periodi storici: storia del fascismo, storia del comunismo, storia dell'Unione Sovietica (della quale ho studiato l'astruso idioma) e storia delle spedizioni polari.
Io le volte che ho usato la metro mi sono messo a guardare serie tv... Sta qui il dramma....
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Ragazzi sostituiamo il tempo passato sui social (escluso avventurosamente) e leggiamo! Qualsiasi cosa!!

Io a 14/15 anni leggevo Gente/Oggi/Epoca/Bell'Italia/Bell'Europa

E tutti i giorni il Tuttosport e la Stampa!

Quando ho visto che leggere mi dava una marcia in più a scuola con idee e proprietà di linguaggio non ho mai smesso e sta cosa mi è rimasta anche in periodi che ho letto meno.

Poi sono passato dalla natura e la scienza alla storia e ciaoooo
Io non li ho i social, solo questo forum, ho l'account YouTube ma solo per guardare, non metto contenuti... Niente facebook, me Instagram ecc... Solo un numero e whatsapp, nemmeno telegram ecc... Come dicevo lavoro troppo per mantenere cose che non mi servono e ho troppi hobby "fisici"... E la lettura resta indietro.... Nel tempo libero vuoi vedere che faccio? Oggi ero libero e siccome dopo tanta pioggia ieri e oggi ha fatto sole caldo guarda qui....
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Probabilmente perché destini il tempo ad attività che ti attualmente t'interessano di più.
Magari un giorno cambierà.
Diciamo che leggere richiede continuità: non mi va di leggere un capitolo oggi (perchè ho tempo) e poi il successivo tra 8 giorni...
Di solito leggo in vacanza al mare, sdraiato sul lettino per più giorni consecutivi ;)
Allora sì che riesco a gustarmi un libro.
 
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