Bivaccare senza dare nell'occhio

Come dicevo nella discussione circa la tenda "a bara", trovo che in certi casi sia molto utile una sistemazione che sia molto discreta e ,se si viene beccati da qualche vecchietto che porta a spasso il cane, si possa psicologicamente passare per un turista strambo che dorme a terra anzichè come un turista furbetto che vuol fare campeggio in aree... non dedicate.

Per esempio il bivacco in piemonte è recentemente diventato vietato senza tanti se e senza ma (argomento qui già trattato, non riapriamolo). Quindi ,se si deve fare, è meglio ficcarsi in posticini assurdi, stare bassi e mimetici.

Altro esempio, molto concreto: il sentiero del viandante, sulla sponda est del lago di Como da Abbadia Lariana a Colico, è un cammino stupendo, però è una zona fighetta con strutture per dormire a prezzi da George Clooney e per inchiappettare i turisti tedeschi.
Se si vuole farlo in tenda, i campeggi sono pochi (non ci sono a ogni tappa) e il sentiero resta sempre nei pressi del lago, vicino alle case.
Al punto che ,dopo un sopralluogo in giornata, ho ritenuto che i posti migliori per fare qualche ora di sonno sarebbero delle zone verdi nelle piccole stazioni ferroviarie che ci sono in ogni paesino lungo il percorso (praticamente bivacco urbano), montando col buio e smontando all'alba.

Più o meno stesso discorso per fare un pezzo di via Francigena in bici: il percorso passa attraverso zone non sufficientemente fuori mano, quindi nel migliore dei casi ci sarebbero campi probabilmente privati, con case e casette ovunque, abitanti del luogo che passano per camminare col cane o per andare all'orto, ecc.


Già che ci sono chiedo: voi avete mai pensato che il colore della tenda sia un particolare molto importante nella scelta?
Vedo molto tende da bivacco che sono bianche, gialle fosforescenti, o addirittura "rosse emergenza". Magari sono utili per non esser travolti da una mucca, ma ci si rende visibili pure da marte.
 
U

Utente 24852

Guest
Non conto più i luoghi che rinnego a priori proprio perché non é assolutamente tollerato il bivacco e tutto quello che riguarda la vita naturale (fuoco, raccolta, ecc...),... viene visto ed interpretato come nocivo, sbagliato,... non solo dalle autorità, ma anche da certi privati. Ovviamente é un sacrificio, una rinuncia, in quanto tantissimi luoghi sono naturalisticamente parlando straordinari. Ma d'altra parte il piacere dell'esperienza naturale é godersi la natura, non le regole e i concetti umani, il che annulla il piacere, pensando ad eventuali incontri, reazioni e conseguenze.

Certamente il colore dell'attrezzatura in generale incide, compreso il vestiario, rende sicuramente molto più visibili. Anche per quello negli anni ho adottato il "primitismo", ahah come lo chiamo io ;) Andare senza nulla, così molti problemi spariscono. Inoltre, un problema che ho sempre con altre persone, é l'ingombro di materiale con cui girano, zaini & Co. che dà dell'occhio anche in punti di solo passaggio e se ci sono persone sveglie, ma arroganti e prepotenti, potrebbero segnalare un potenziale "campeggiatore". Senza parlare delle persone rumorose, chiacchiere, risate, o l'utilizzo sproporzionato di attrezzi, colpi di coltello, ascia, segacci, ecc... Tutta roba che sicuramente non aiuta se ci si vuole godere la natura realmente in tranquillità, insomma,... non in terreni privati, ecc...

NB: a me non piacciono tante cose, tanti approcci, ma non li stò criticando. Stò solo dicendo che seguendo certi stili, filosofie e approcci, non si può passare inosservati, al massimo và di culx. Ma solo girare con un grosso zaino in direzione della montagna,... sarebbe un bel segnale per chiunque,...
 
Come dicevo nella discussione circa la tenda "a bara", trovo che in certi casi sia molto utile una sistemazione che sia molto discreta e ,se si viene beccati da qualche vecchietto che porta a spasso il cane, si possa psicologicamente passare per un turista strambo che dorme a terra anzichè come un turista furbetto che vuol fare campeggio in aree... non dedicate.

Per esempio il bivacco in piemonte è recentemente diventato vietato senza tanti se e senza ma (argomento qui già trattato, non riapriamolo). Quindi ,se si deve fare, è meglio ficcarsi in posticini assurdi, stare bassi e mimetici.

Altro esempio, molto concreto: il sentiero del viandante, sulla sponda est del lago di Como da Abbadia Lariana a Colico, è un cammino stupendo, però è una zona fighetta con strutture per dormire a prezzi da George Clooney e per inchiappettare i turisti tedeschi.
Se si vuole farlo in tenda, i campeggi sono pochi (non ci sono a ogni tappa) e il sentiero resta sempre nei pressi del lago, vicino alle case.
Al punto che ,dopo un sopralluogo in giornata, ho ritenuto che i posti migliori per fare qualche ora di sonno sarebbero delle zone verdi nelle piccole stazioni ferroviarie che ci sono in ogni paesino lungo il percorso (praticamente bivacco urbano), montando col buio e smontando all'alba.

Più o meno stesso discorso per fare un pezzo di via Francigena in bici: il percorso passa attraverso zone non sufficientemente fuori mano, quindi nel migliore dei casi ci sarebbero campi probabilmente privati, con case e casette ovunque, abitanti del luogo che passano per camminare col cane o per andare all'orto, ecc.


Già che ci sono chiedo: voi avete mai pensato che il colore della tenda sia un particolare molto importante nella scelta?
Vedo molto tende da bivacco che sono bianche, gialle fosforescenti, o addirittura "rosse emergenza". Magari sono utili per non esser travolti da una mucca, ma ci si rende visibili pure da marte.
Ma chi ti ha detto che in Piemonte è vietato il bivacco?
È vietato da Febbraio il campeggio libero. Che è ben altra cosa.
 
diciamo che la chiassosità non è mai ben accetta. Fai bene a usare la tenda a forma di bara e sopratutto fai bene a usare colori poco fastidiosi.

Del resto se i giubbotti da ciclista sono gialli c'è un motivo...il giorno che lo avranno anche i pedoni la gente sarà così sovraccaricata da colori odiosi che ricominceranno le ecatombi
 
Come dicevo nella discussione circa la tenda "a bara", trovo che in certi casi sia molto utile una sistemazione che sia molto discreta e ,se si viene beccati da qualche vecchietto che porta a spasso il cane, si possa psicologicamente passare per un turista strambo che dorme a terra anzichè come un turista furbetto che vuol fare campeggio in aree... non dedicate.

Per esempio il bivacco in piemonte è recentemente diventato vietato senza tanti se e senza ma (argomento qui già trattato, non riapriamolo). Quindi ,se si deve fare, è meglio ficcarsi in posticini assurdi, stare bassi e mimetici.

Altro esempio, molto concreto: il sentiero del viandante, sulla sponda est del lago di Como da Abbadia Lariana a Colico, è un cammino stupendo, però è una zona fighetta con strutture per dormire a prezzi da George Clooney e per inchiappettare i turisti tedeschi.
Se si vuole farlo in tenda, i campeggi sono pochi (non ci sono a ogni tappa) e il sentiero resta sempre nei pressi del lago, vicino alle case.
Al punto che ,dopo un sopralluogo in giornata, ho ritenuto che i posti migliori per fare qualche ora di sonno sarebbero delle zone verdi nelle piccole stazioni ferroviarie che ci sono in ogni paesino lungo il percorso (praticamente bivacco urbano), montando col buio e smontando all'alba.

Più o meno stesso discorso per fare un pezzo di via Francigena in bici: il percorso passa attraverso zone non sufficientemente fuori mano, quindi nel migliore dei casi ci sarebbero campi probabilmente privati, con case e casette ovunque, abitanti del luogo che passano per camminare col cane o per andare all'orto, ecc.


Già che ci sono chiedo: voi avete mai pensato che il colore della tenda sia un particolare molto importante nella scelta?
Vedo molto tende da bivacco che sono bianche, gialle fosforescenti, o addirittura "rosse emergenza". Magari sono utili per non esser travolti da una mucca, ma ci si rende visibili pure da marte.
Nella mia esperienza, ho badato molto di più al trovare il posto adatto circa un ora prima di campeggiare, eventualmente fossi in una zona abitata cerco sulla mappa il primo spazio verde..
Comunque penso che prima di iniziare un viaggio si possa tranquillamente programmare il posto tappa con la tenda gia da casa, studiando il tragitto

Un altra cosa secondo me utile, è quella di saper montare una tenda praticamente di notte con poca luce.

Come colori..
Usando il tarp ora, preferisco usare una corda verso l arancione e il rosso e tarp di colore verde scuro
 
Sicuramente il colore influisce non poco, il problema potrebbe essere che non sempre un colore va bene per tutto. Se il colore verde va bene nell'erba, il marrone va meglio su terra o sabbia, ovviamente le tonalità non le prendiamo in considerazione al momento. Ci sono vari colori mimetici che possono essere presi in considerazione, vedi le varie divise mimetiche militari dei vari paesi. Purtroppo non si trovano facilmente Tarp e tantomeno tende con colori del genere, almeno qui in Italia.
Io di solito uso il verde in estate e un Real Tree in inverno (come Tarp) e al posto della tenda uso l'amaca sia sospesa che a terra (se serve).
Discorso più complesso è lo zaino, più piccolo è meno si vede e in questo caso meglio un colore neutro come il nero (per esempio).
 
Premesso che io bivacco sempre il più lontano possibile dalla civiltà....se proprio dovessi farlo in zone vietate, ovvio che l'unica via sia optare per sistemi poco visibili e compatti, e in bivvy è la soluzione ideale.
 
io canto un po' fuori dal coro e concordo con certi divieti, sia nel piantare le tende, sia nell'accendere fuochi. Ahimè, infatti, bisogna accettare l'idea che la gran parte della gente non si comporta come noi di questo forum e questo bisogna tenerlo bene a mente sempre!
Quanto ai fuochi, sono affascinanti, ma bisogna considerare che costituiscono una fonte di pericolo per due ragioni:
1) con i problemi di siccità sempre più ricorrenti, si crea un ambiente più favorevole all'incendio (una decina di giorni fa, si è verificato un grosso incendio dalle mie parti, domato in un paio di giorni, con l'intervento di molti uomini, due elicotteri e due canadair e conseguenti notevoli danni ambientali ed economici: https://corrieredelveneto.corriere.it/vicenza/cronaca/21_aprile_03/vicenza-incendio-monte-telegrafo-alta-valchiampo-601f065c-946a-11eb-9303-74a081d6a740.shtml )
2) presa la massa delle persone che compongono la popolazione, solo pochi hanno sia le cognizioni tecniche, sia il buon senso, per capire come, quando e dove accendere un fuoco e come controllarlo e gestirlo. Questo significa amplificare esponenzialmente il pericolo e rischio di cui sopra.
Considerato che le norme devono essere necessariamente generiche e considerato che accendere un fuoco libero non è mai indispensabile, io sono fra quelli che comprendono e tollerano il divieto.

Quanto al divieto di campeggio: in montagna il bivacco è sempre consentito, anche nei parchi in linea di massima; altrettanto vale in collina o in altri posti (tipo lungo via francigena e simili), dove il problema non è il divieto, ma semmai l'invasione di proprietà privata, mal tollerata da agricoltori gelosi. Bisogna però riconoscere che a volte la stupidità della gente è sorprendente: una volta in toscana ho visto degli autentici deficienti che si sono piantati su un campo di orzo, quindi è ovvio che se sono il contadino vengo e ti prendo a schiaffi.
Per quanto riguarda il piantare le tende sul verde pubblico urbano, anche lì, se fosse consentito a chiunque di farlo ed ovunque, il decoro ne risentirebbe parecchio e del pari l'igiene e la pulizia.
Se poi parliamo addirittura di campeggio e non di bivacco, trovo giusto andare in campeggio
 
Pattumare che significa?

È vero che adesso vietano tante cose in città, perché non ci sono più soldi dal governo centrale come una volta? E mandino gli ausiliari del traffico a multare zone un tempo "franche"?

Si dice anche che vietino campeggiare, perché gli affari non sono più quelli di un tempo per albergatori e ristoratori. Soltanto voci non confermate?
 
Sarei curioso di sapere se arriva qualcuno a controllare e gli si risponde che entro le 48 ore non si configura come campeggio cosa “succede”.
Ps curiosità perché il al massimo ho sempre bivaccat.
 
Ahimè, infatti, bisogna accettare l'idea che la gran parte della gente non si comporta come noi di questo forum e questo bisogna tenerlo bene a mente sempre!
[...]
Bisogna però riconoscere che a volte la stupidità della gente è sorprendente: una volta in toscana ho visto degli autentici deficienti che si sono piantati su un campo di orzo, quindi è ovvio che se sono il contadino vengo e ti prendo a schiaffi.
condivido al 100! a volte resto ancora sorpreso da quanto sia stupida e ritardata la gente. Una domenica, andati in falesia per una giornata di arrampicata ci siamo trovati questo spettacolo:
IMG_20201108_111138.jpg

due famiglie con tanto di figli al seguito, che hanno bivaccato la notte in tenda nel campo di fianco alla falesia, lasciando questo merdaio alla base di uno dei settori, con tanto di amaca attaccata agli spit, tavolino apparecchiato in mezzo al kazzo e i proprietari non pervenuti.

ora, capisco che in montagna ormai ci vadano cani e porci e trovare merdoni in giro è purtroppo cosa sempre più frequente, ma in una falesia isolata decisamente è una cosa che non accetto. si è tutti lì per lo stesso motivo, in terreno privato sul quale il proprietario gentilmente tollera che arrampichiamo.. è una pura e semplice questione di rispetto
 

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