Io resto avventurosamente a casa! Consigli per sopravvivere a casa in tempo di pandemia

Rifugio Bivacchi incustoditi zona como/lecco/san primo

Ciao!
volevo sapere se qualcuno di voi conosce bivacchi incustoditi nel triangolo lariano,zona san primo bellagio...posti raggiungibili da como/lecco/canzo..ho sempre dormito in tenda o in rifugi custoditi..mai in rifugi aperti a disposizione degli escursionisti di turno...un mio amico mi ha parlato del bivacco fornà in val grande Bivacchi e rifugi in Valgrande - Fornà ne cercherei uno simile nelle zone sopra indicate!
se invece ne conoscete in altri posti vicino a milano...dite pure..sempre disponibile a cambiare meta! Grazie!
 
be guarda di rifugi nella zona che conosco(massiccio del campo dei fiori,monte piambello e valganna) non ce ne sono,pero' e' bella da esplorare,e proprio perche' la mia zona ormai la conosco voglio proprio girare le montagne del triangolo lariano.
 
Il triangolo è la mia zona :)
ho una casa a Magreglio vicino alla Madonna del Ghisallo, da li in 10 minuti sei alla partenza dei sentieri per la cima di monte san primo...mentre scendendo puoi raggiungere i corni di canzo..il rifugio terz'alpe...ma sempre escursioni da un giorno..escursione di 2 giorni devi proprio inventartele e bisogna dirmire in tenda per forza perchè non ci sono rifugi..cercavo un itinerario di due giorni con una sosta in un "bivacco" cosi da non dovermi portare dietro troppo peso visto che ora ho anche il cane..e pure lui mangia..e mangia anche più di me :)
 
Esiste il bivacco Ledù, sempre aperto, 9 posti letto.
Si raggiunge partendo da Livo, a metà strada tra Dongo e Domaso.
Da Livo si continua in macchina fino a Crotto Dangri; qui si parcheggia e si prosegue a piedi.
Questo per quanto riguarda la catena occidentale.

In zona centrale non esistono bivacchi, mentre in zona orientale ve ne sono diversi:

1) bivacco OTTANTANOVESIMA BRIGATA GARIBALDI
Da Varenna si prosegue per Esino e si continua a percorrere la strada per la Valsassina lasciandola poi per il rifugio-Albergo dei Cainallo. Dal rif. Cainallo si prosegue lungo la carrozzabile che porta in fondo alla Val di Cino (parcheggio), dove si imbocca il sentiero per il rifugio.

2) bivacco FERRARIO BRUNO
Si parte dalla zona sovrastante Lecco, Pian dei Resinelli e si raggiunge il rifugio Porta. Da qui si prosegue in vetta seguendo le indicazioni, incluse quelle per il bivacco.

3) bivacco TAEGGIO
Dal parcheggio auto presso la chiesa principale di Premana, si segue il segnavia n.5 con bandierine bianche e rosse fino a Premaniga dove sorge il rifugio Pizzo Alto. Attraversato l'abitato si prosegue a mezza costa verso la testata della valle. Qui si continua a salire seguendo una serie di tracce.
Purtroppo mal segnalato -ma per questo emozionante perchè nessuno praticamente lo raggiunge-

4) bivacco LOCATELLI-SCAIOLI-MILANI
Da Lecco si imbocca la carrozzabile della Valssassina e la si segue per circa 6 km. All'altezza di Ballabio inferiore si lascia questa strada per imboccare a destra la carrozzabile per Morterone, che si percorre per una decina di chilometri. Circa un chilometro prima della Forcella di Olino, all'altezza di una piazzola ombreggiata da grandi faggi, si lascia l'auto per imboccare sulla sinistra il sentiero n° 36 indicazione "Desio-Due Mani". Una lunga camminata porta alla vetta ed al bivacco.

5) bivacco MAGNODENO
Da Maggianico si raggiunge la Via "alla Fonte" dove è possibile parcheggiare. Imboccare il sentiero n°29 e inerpicandosi in più di un'ora si giunge a Camposecco da dove, ancora nel bosco, si segue il sentiero che infine conduce al bivacco "M. Corti" in località Zappello del Culmine. Una salita su facili roccette, porta in vetta al Corno di Grao e qui un sentiero pianeggiante conduce al Passo Tre Croci e alla conca Foppetta. Da qui si sale alla vetta del Monte Magnodeno e al bivacco.
 
C
Esiste il bivacco Ledù, sempre aperto, 9 posti letto.
Si raggiunge partendo da Livo, a metà strada tra Dongo e Domaso.
Da Livo si continua in macchina fino a Crotto Dangri; qui si parcheggia e si prosegue a piedi.
Questo per quanto riguarda la catena occidentale.

In zona centrale non esistono bivacchi, mentre in zona orientale ve ne sono diversi:

1) bivacco OTTANTANOVESIMA BRIGATA GARIBALDI
Da Varenna si prosegue per Esino e si continua a percorrere la strada per la Valsassina lasciandola poi per il rifugio-Albergo dei Cainallo. Dal rif. Cainallo si prosegue lungo la carrozzabile che porta in fondo alla Val di Cino (parcheggio), dove si imbocca il sentiero per il rifugio.

2) bivacco FERRARIO BRUNO
Si parte dalla zona sovrastante Lecco, Pian dei Resinelli e si raggiunge il rifugio Porta. Da qui si prosegue in vetta seguendo le indicazioni, incluse quelle per il bivacco.

3) bivacco TAEGGIO
Dal parcheggio auto presso la chiesa principale di Premana, si segue il segnavia n.5 con bandierine bianche e rosse fino a Premaniga dove sorge il rifugio Pizzo Alto. Attraversato l'abitato si prosegue a mezza costa verso la testata della valle. Qui si continua a salire seguendo una serie di tracce.
Purtroppo mal segnalato -ma per questo emozionante perchè nessuno praticamente lo raggiunge-

4) bivacco LOCATELLI-SCAIOLI-MILANI
Da Lecco si imbocca la carrozzabile della Valssassina e la si segue per circa 6 km. All'altezza di Ballabio inferiore si lascia questa strada per imboccare a destra la carrozzabile per Morterone, che si percorre per una decina di chilometri. Circa un chilometro prima della Forcella di Olino, all'altezza di una piazzola ombreggiata da grandi faggi, si lascia l'auto per imboccare sulla sinistra il sentiero n° 36 indicazione "Desio-Due Mani". Una lunga camminata porta alla vetta ed al bivacco.

5) bivacco MAGNODENO
Da Maggianico si raggiunge la Via "alla Fonte" dove è possibile parcheggiare. Imboccare il sentiero n°29 e inerpicandosi in più di un'ora si giunge a Camposecco da dove, ancora nel bosco, si segue il sentiero che infine conduce al bivacco "M. Corti" in località Zappello del Culmine. Una salita su facili roccette, porta in vetta al Corno di Grao e qui un sentiero pianeggiante conduce al Passo Tre Croci e alla conca Foppetta. Da qui si sale alla vetta del Monte Magnodeno e al bivacco.
Ciao, io sono di Milano, e solitamente faccio escursioni giornaliere zona Lecco-Como, volevo sapere se conosci qualche bivacco dove poter arrivare e mangiare qualcosa usufruendo magari del camino per scaldarlo, possibilmente non troppo impervio in quanto ci vorrei andare con mio padre che ha 72 anni (è abbastanza in forma ma se ci sono salite troppo impegnativa arranca) fammi sapere grazie Michele
 
Esiste il bivacco Ledù, sempre aperto, 9 posti letto.
Si raggiunge partendo da Livo, a metà strada tra Dongo e Domaso.
Da Livo si continua in macchina fino a Crotto Dangri; qui si parcheggia e si prosegue a piedi.
Questo per quanto riguarda la catena occidentale.

In zona centrale non esistono bivacchi, mentre in zona orientale ve ne sono diversi:

1) bivacco OTTANTANOVESIMA BRIGATA GARIBALDI
Da Varenna si prosegue per Esino e si continua a percorrere la strada per la Valsassina lasciandola poi per il rifugio-Albergo dei Cainallo. Dal rif. Cainallo si prosegue lungo la carrozzabile che porta in fondo alla Val di Cino (parcheggio), dove si imbocca il sentiero per il rifugio.

2) bivacco FERRARIO BRUNO
Si parte dalla zona sovrastante Lecco, Pian dei Resinelli e si raggiunge il rifugio Porta. Da qui si prosegue in vetta seguendo le indicazioni, incluse quelle per il bivacco.

3) bivacco TAEGGIO
Dal parcheggio auto presso la chiesa principale di Premana, si segue il segnavia n.5 con bandierine bianche e rosse fino a Premaniga dove sorge il rifugio Pizzo Alto. Attraversato l'abitato si prosegue a mezza costa verso la testata della valle. Qui si continua a salire seguendo una serie di tracce.
Purtroppo mal segnalato -ma per questo emozionante perchè nessuno praticamente lo raggiunge-

4) bivacco LOCATELLI-SCAIOLI-MILANI
Da Lecco si imbocca la carrozzabile della Valssassina e la si segue per circa 6 km. All'altezza di Ballabio inferiore si lascia questa strada per imboccare a destra la carrozzabile per Morterone, che si percorre per una decina di chilometri. Circa un chilometro prima della Forcella di Olino, all'altezza di una piazzola ombreggiata da grandi faggi, si lascia l'auto per imboccare sulla sinistra il sentiero n° 36 indicazione "Desio-Due Mani". Una lunga camminata porta alla vetta ed al bivacco.

5) bivacco MAGNODENO
Da Maggianico si raggiunge la Via "alla Fonte" dove è possibile parcheggiare. Imboccare il sentiero n°29 e inerpicandosi in più di un'ora si giunge a Camposecco da dove, ancora nel bosco, si segue il sentiero che infine conduce al bivacco "M. Corti" in località Zappello del Culmine. Una salita su facili roccette, porta in vetta al Corno di Grao e qui un sentiero pianeggiante conduce al Passo Tre Croci e alla conca Foppetta. Da qui si sale alla vetta del Monte Magnodeno e al bivacco.
Quali tra questi è più semplice da raggiungere come percorrenza a piedi? Grazie Michele
 
Sperando di aver capito bene, cioè che gli ultimi messaggi risalgono a questa settimana, io suggerisco per te un paio di bivacchi in zona Esino Lario.
- baitello dell'amicizia
- baitello del casis
Entrambi a 45 minuti di sentiero, con camino ma niente (o pochissima) legna a disposizione.
Il primo è eccessivamente frequentato, soprattutto da sbarbati in vena di far casino e ubriacarsi (infatti si può rinominare in "baitello dell'INIMICIZIA), mentre il secondo è gioiellino poco conosciuto.

Il fatto che non ci sia legna a disposizione li rende poco adatti all'inverno rigido (la legna che si può raccogliere da terra in inverno è tipicamente umidiccia).
 
Ultima modifica:
Sperando di aver capito bene, cioè che gli ultimi messaggi risalgono a questa settimana, io suggerisco per te un paio di bivacchi in zona Esino Lario.
- baitello dell'amicizia
- baitello del casis
Entrambi a 45 minuti di sentiero, con camino ma niente (o pochissima) legna a disposizione.
Il primo è eccessivamente frequentato, soprattutto da sbarbati in vena di far casino e ubriacarsi (infatti si può rinominare in "baitello dell'INIMICIZIA), mentre il secondo è gioiellino poco conosciuto.

Il fatto che non ci sia legna a disposizione li rende poco adatti all'inverno rigido (la legna che si può raccogliere da terra in inverno è tipicamente umidiccia).
Grazie lo terrò in considerazione anch'io:si:;);)
 

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